21
Apr
08

Diario di campagna n°66

LA TEORIA DELLA COMPLESSITA’ DEI SISTEMI

APPROFITTANDO DELLE PIOGGE primaverili si sta seminando gli orti, mentre nella serra-sgabuzzino le piantine più delicate si danno un certo tono…
La struttura degli orti si sta comportando bene, mentre i campi di mais circostanti assomigliano a risaie, i letti dell’orto sono perfettamente drenati e la copertura di paglia ne evita il dilavamento… e la conseguente dispersione dei suddetti semi.

CI SONO DIVERSI motivi per cui mi sono avvicinato all’agricoltura sinergica ed alla permacultura.
Il primo è, ovviamente, che sono pervaso da una forma cronica d’indolenza.
Mai e poi mai sarei stato in grado di fare una “doppia vangatura” per l’appezzamento a patate. Il secondo è conseguente: l’indolenza è una forma di risparmio (energetico, economico…), l’agricoltura sinergica e le progettazioni in permacultura prevedono un bassissimo input di energie e risorse (concimi ecc…), il terzo è perché sono un cialtrone… bhè, si, ci sarebbe anche tutta una serie di motivi politico-filosofico-religiosi ma passano sicuramente in secondo piano (soprattutto quelli filosofico-religiosi…). E il mio cialtronismo si sposa perfettamente con alcuni presupposti della permacultura:

“La seconda legge della termodinamica… [afferma che]… le energie tendono a dissiparsi e nei sistemi organizzati derivano inevitabilmente verso l’entropia, o il caos. In apparente violazione di questa legge, i sistemi biologici tendono invece a diventare più complessi ed efficienti.”
(Newsweek, 24 Ottobre 1977 citato su “Permaculture. A Designer’s Manual”, Bill Mollison, ed. Tagari)

“Nel Caos soggiaciono opportunità non lineari per un ordine creativo”
(“Permaculture. A Designer’s Manual”, Bill Mollison, ed. Tagari)

“L’ordine si riscontra nelle situazioni in cui le cose collaborano positivamente tra di loro. Non nella condizione di forzato ordine, pulizia e rigore che, in un’ottica di progettazione (in permacultura) e di energia, sono considerati disordine. Il vero ordine potrebbe risiedere, in realtà, nella confusione; la cartina di tornasole per testare l’ordine entropico di un sistema è: se consuma più energia di quanta ne produce è in disordine, se produce la medesima, o più, energia di quella che consuma il sistema è ordinato”
(“Permaculture. A Designer’s Manual”, Bill Mollison, ed. Tagari)

DETTO QUESTO SI CAPIRA’ che come alibi sono eccezionali, ma soprattutto come io possa pensare di gestirmi un orto di quasi 800 mq da solo avendo comunque il tempo di svaccarmi a guardare le nuvole…
Per dare un’idea di cosa succede… questo è lo schema di come ho seminato una minima parte del primo orto…
La complessità dei sistemi
A- Aglio+lattughine da taglio
B- Fagiolini nani
C- Calendula
D- una zucchina
E- non so dove l’ho messa
F- mi pare nasturzio, T è sicuramente tagete
Da qualche parte c’è del romolaccio
I- Prezzemolo?
Spinaci quà e là… dove c’è la P ci sono delle carote ma vi troveranno posto anche dei pomodori appena le piantine saranno un po’ più robuste…
Senza parlare delle aiuole “tre sorelle” e le patate nei copertoni…
Il resto non me lo ricordo più bene… ma aveva un senso…

RISORSE SULLE CONSOCIAZIONI:
Articolo dell’ATTRA con schemi sulle “tre sorelle”… Mais, zucche, fagioli
Ottimo schema di consociazioni creato da Ute Bohnsack
Estratto dal manuale sulle consociazioni della Rodale (pdf)
Gli appunti di Emilia Hazelip con numerosi schemi

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6 Responses to “Diario di campagna n°66”


  1. aprile 22, 2008 alle 9:48 pm

    Questa “piccola parte degli ottocento mq” che hai postato è una sorta di “petalo” di un orto circolare? La sto guardando da cinque minuti come se fosse un Rorschach e mi stanno venendo idee di ogni tipo 🙂

    Al solito grazie per i link (e la prossima volta che decidi di chiudere il blog avvisa, che’ almeno provvedo a mettere in salvo il materiale 😉

    Bentornato sulla scena.

  2. aprile 23, 2008 alle 8:35 am

    Si, è una sorta di petalo. La struttura generale di ogni orto è un grosso fiorellone (mi sto veramente infricchettonendo…) composto da diversi key-hole disposti a raggiera. Lo schema completo (di uno solo; ad oggi sono 3 in serie) è questa: https://ortodicarta.wordpress.com/immagini/gangammaw/.
    Per il “collasso” di Sabbia non posso che scusarmi… se posso rifornirti il materiale perso fammelo sapere… da qualche parte ho un disco rigido da andare a rivangare…
    Saluti

    ps. – mi sono accorto che il template deforma lo schema, comunque lo puoi trovare corretto nella pagina delle Immagini. Considera che in generale è un cerchio iscritto in un quadrato di 10mx10m… i bancali sono alti tra i 30 ed i 40 cm e, ovviamente, ricoperti di pacciamatura permanente di paglia…
    Questa è una foto di un po’ di tempo fa…. https://ortodicarta.wordpress.com/immagini/foto0017w/.

  3. 3 Vanessa
    maggio 6, 2008 alle 9:50 am

    “Nel Caos soggiaciono opportunità non lineari per un ordine creativo”… ecco, quanto mi piace ‘sta frase… tu non hai idea!

  4. maggio 6, 2008 alle 12:58 pm

    Si, lo dico sempre anche a chi si appropinqua al capanno degli attrezzi… Vanessa! Buongiorno!

  5. dicembre 7, 2010 alle 2:44 pm

    Sera,

    scrivo per passione con lo pseudonimo di Josè Pascal (figlio del fù Mattia Pascal e Ederì Buendìa discendente del grande colonnello Aureliano Buendía) e navigando sul web mi son imbattuto felicemente nel suo interessante blog.

    Volevo segnalarLe la mia iniziativa “culturale e senza scopo di lucro” dal titolo “In Parole Semplici” http://parolesemplici.wordpress.com/mi-presento/ .

    Definisco questo blog “In parole semplici” come “una scatola di latta virtuaculturale dove vengono custoditi pensieri, ricordi e semplici storie”.

    Per avere maggiori informazioni sui contenuti trattati clicchi qui: http://parolesemplici.wordpress.com/inserisci-nella-scatola/

    Con grande piacere La invito a collaborarare e inviare i suoi preziosi contributi.

    Spero di ricevere quanto prima una letterina nella mia casella di posta inparolesemplici@gmail.com

    Resto a sua disposizione.
    Buona serata


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