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lezioni di avicoltura motivazionale n°17

Essendo nato il primo pulcino “autarchico” dell’orto di carta posso, a ragion veduta, approfondire l’argomento forte del recente successo (più suo che mio a dire il vero).

COME AUTOCOSTRUIRSI UN’INCUBATRICE
(lezioni pratiche di cialtronaggio funzionale)

Si è partiti da un presupposto… così come i bambini, i polli nascono! Si, lo so, può sembrare assurdo ma lo fanno, e tendenzialmente non hanno bisogno di nulla di particolare.
Nel nostro caso non ce la siamo sentita di lasciare la cova alla sola gallina presente in zona (è un’esperienza sufficientemente faticosa soprattutto la prima volta) quindi si è dovuto creare un ambiente che ricreasse il microclima presente sotto il culo di una chioccia.
Per farlo si è utilizzata una vecchia borsa termica, di quelle di plastica rigida.
schema
Ribaltata su un fianco gli è stata piazzata all’interno una lampadina da 30 watt ed una ventola da pc. Nel coperchio, che adesso è in posizione frontale, è stata tagliata una finestra (non possedendo da diversi anni una televisione… si è ricreato un surrogato… e per 21 giorni non succede niente, proprio come in televisione) mentre sopra e su un lato sono stati praticati dei fori che possono essere aperti all’occorrenza per regolare la temperatura e l’umidità.
Il tutto è stato controllato in modo da preservarne l’isolamento termico.
All’interno è stata posizionata una centralina meteorologica di fabbricazione coreana (5 € al mercato, gli strumenti di precisione sono fondamentali per la riuscita dell’esperimento) e un paio di barattolini dove mettere l’acqua per mantenere alto il tasso di umidità.
Fronte
Mantenete la temperatura tra i 37° ed i 38° con un tasso di umidità del 75% per 21 giorni girando l’uovo tre o quattro volte al giorno ed è fatta! Al resto ci pensa il pennuto (qui, in versione pornostar).

Link ispiratori:
Il pollaio del re

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4 Responses to “lezioni di avicoltura motivazionale n°17”


  1. maggio 7, 2008 alle 2:18 pm

    Il pulcino dovresti chiamarlo McGyver.

  2. agosto 10, 2008 alle 1:07 pm

    Ciao,
    complimenti per l’inventiva e per la simpatia! Mi permetto solo un consiglio… se il “volta e rivolta” delle uova è manuale e (come credo di aver capito) per farlo devi aprire la tua incubatrice, prova a girare le uova solo due volte al giorno: in questo modo dovresti poter limitare gli sbalzi termici che inevitabilmente si producono ogni qualvolta apri la scatola per il giragira. In questo modo migliorerà (e non di poco!) la schiusa delle uova. Anch’io ho un’incubatrice manuale e quest’anno con questo semplice accorgimento ho finalmente avuto delle schiuse decenti. ciao!

  3. agosto 10, 2008 alle 2:18 pm

    Ueilà! Grazie della dritta! Per quest’anno sono fermo ma il prossimo anno conto di migliorare il sistema… (oltretutto ho avuto alcuni problemi con una brutta infezione che m’ha colpito i poveri pollastri) Sicuramente passerò a trovarti spesso, sono sicuramente più ferrato sui nematodi e le alghe verdi-azzure che non sulle “bionde piemontesi” (che, ho scoperto, a dispetto del nome non sono procaci signorine)

    p.s. l’ultima battuta è stata inserita per “rubarla” a Gianluca! 🙂

  4. agosto 10, 2008 alle 3:08 pm

    di nulla, figurati! ci si passa tutti (noi pollaioli), prima o poi, da questi problemi… tu un’infezione? io i ratti, che mi hanno ammazzato qualche bel pulcino!
    Allevi le bionde? Ottima scelta, una bellissima razza italiana!


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