14
Mag
08

diario di campagna n°84

MI SONO PERSO L’IPOD

TRE GIORNI, SONO tre giorni che vivo immerso in un’atmosfera a meta tra “Strawberry fields forever” nella versione dei Los Fabulosos Cadillacs e “Walrus”. Luce brillante su uno sfondo verde fondo di bottiglia Heineken ed intorno una lenta e continua nevicata di batuffoli bianchi in sospensione. I pioppi stanno dando seguito al loro progetto di fuga dalle piantagioni. Ed io ho un serio problema di respirazione. Forse l’effetto lisergico è dato dall’assenza di ossigeno…

SE L’UMANITA’ scomparisse in una nuvoletta dal giorno alla notte, nel giro di un paio di anni, qui ci sarebbero boschi di giovani querce… lo so perché verrebbero catalogate come “erbacce” nell’orto, “seminate” dalle cornacchie. Risultato: un’improbabile consociazione quercia-fagiolo-lattuga da taglio (non funzionerà, troppo tannino, ma mi spiace togliere un nano d’albero!).

PERCHE’ MI SONO perso l’Ipod? Non lo so, mi piaceva come titolo. Io manco l’ho mai avuto un’ Ipod, ma la sensazione che ho di tanto in tanto è un po’ quella. Io ero qua e adesso sono qua, e la cosa non mi crea nessun problema. Nel senso: non ho avuto crisi mistiche, non è stata una necessità “fisiologica”, tanto meno le mie scelte politiche si sono modificate di molto (da anarco-situazionista-urbano ad anarco-situazionista-rurale la differenza è il fango sotto le scarpe). E’ così. Come se mi fossi perso l’Ipod e con noblesse oblige avessi imparato a suonare l’ukulele. (Si, questa è una citazione da Tom Hodgkinson). Intanto un paio di volatili acquilottoformi si sono trasferiti nel pioppeto dietro casa sfrattando la ganga di cornacchie che vivevano li, il tutto si è svolto con le dinamiche tipiche degli scontri di bande nelle nottate migliori ai “Murazzi”. Adesso passano le giornate a fare apprezzamenti sconci alla gallina innescando reazioni da tamarro nei galli (il ché gli da’, comunque, una certa nobiltà d’animo)… i pulcini sono ancora tutti nella nursery, al sicuro.
Oggi niente informazioni confuse incastrate in testi deliranti, o quasi. Sono in apnea.

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