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Mag
08

diario di campagna n°95

MARY POPPINS DEVOLUZIONISTA

HO DEI PROBLEMI con Mary Poppins. Ne avrei probabilmente meno con Julie Andrews e basta, ma con Mary Poppins ho dei seri problemi.
Che Disney fosse un perverso anticomunista con disturbi della personalità è una teoria ormai consumata (non lo detto io, giuro! No! Gli avvocati della Disney no! Vi prego ahhhhhhh….) ma con Mary Poppins credo abbia toccato l’apice. Andando ben oltre la semplice violenza psicologica, già ampiamente sperimentata in Bambi.
Imporre un personaggio come Mary ai bambini degli anni 70 i cui genitori, cresciuti nel boom economico, vivevano uno stato di “svagata grazia rivoluzionaria”, a posteriori, visto a che punto di disgregazione ci si trova, voleva dire creare una generazione di dissociati più portati all’abuso di mdma che a reali applicazioni costruttive.
La lisergica tata inglese proponeva soluzioni immediate. Apri la valigia et voilà! Hai problemi? Basta un poco di zucchero! Risultati ottimali in tempo zero e senza fatica!

LA DEFORMAZIONE si genera nel momento in cui ci si aspetta che le Mary Poppins arrivino da fuori, ed ecco spuntare mille e mille eroi nazionalpopolari alla Beppe Grillo (questo non lo metto nei tag perché non voglio rotture di balle da fanatici supporter…), eccoci in attesa che qualcuno risolva i problemi tirando fuori dalla borsa la soluzione salvifica. E se la soluzione non c’è… c’è sempre l’mdma…(se ci sono problemi con le sostanze illegali c’è il prozac et similaria…)
Per motivi fisiologici (una birra media mi procura visioni sulla reale struttura del divino… svengo e mi riprendo 24 ore dopo, nel mezzo: il nulla…) non mi sono potuto buttare su nessun alteratore della percezione e quindi ho dovuto ristrutturare in chiave fisica e materica il meccanismo fantomatico della valigia di Mary Poppins.
Questo meccanismo funziona, il mio orto, le mie galline, le varie macchine assurde montate con “rifiuti” che affollano ogni angolo del mio giardino (filtri a sabbia, distillatori di compost, incubatrici… la pala eolica è esplosa durante un temporale…) nascono da li. Non risolveranno i problemi del mondo, ma quantomeno mi permettono di abbassare i miei bisogni di consumo, frenano un processo entropico e mi danno argomenti di conversazione per istaurare relazioni proficue con i miei vicini.
Io sono Mary Poppins (senza le sue curve e, per favore, lo spazzacamino la smetta di cercarmi… sono pur sempre un uomo impegnato!).

PER I PROGRESSI nell’orto, siamo in attesa che smetta di piovere per fare un conto preciso dei caduti per mano delle lumache… per ora sto in casa a panificare (la scorta per il mese prossimo, gli amici ed i parenti…)

P.S.- Rileggendo mi sono reso conto che dire “M.me Bovary c’est moi” suona un po’ diverso da “Mary Poppins sono io”… ma Flaubert era un trombone…

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19 Responses to “diario di campagna n°95”


  1. maggio 26, 2008 alle 10:30 pm

    ed eccomi spiegato, in un lunedì sera qualunque, da dove viene il mio amore sconfinato per mary poppins. vado a dormire inquietata.

  2. maggio 28, 2008 alle 8:15 am

    Debunking Mary Poppins, Dumbo and Fantasia: an entheogenic fairytale from Lewis Carroll to Walt Disney (via Panoramix). In “Marketing Drugs in the Early Infotainment Era”, Ayahuasca Press, 2012.

  3. maggio 28, 2008 alle 9:40 am

    Cioè… vuoi dirmi che esiste sul serio uno studio del genere! Porca, mi sono perso tutta la fase psichedelica!

  4. maggio 28, 2008 alle 10:40 am

    No, aspetta… 2012 (?!)

  5. maggio 28, 2008 alle 10:50 am

    Discorso moooooolto complesso…
    Potrei dirti che l’illusione “autarchica” (il mio orticello, la mia comune agricola, il mio personale, la mia armonia con la natura, etc.) è figlia degli anni ’70 (e tempi contigui) anch’essa.
    Però è vero che c’è chi ama le soluzioni semplici e sono tanti ed in ogni luogo.
    Su Disney: per quel che ne so io era anti-comunista feroce (fu visto in alcune adunate naziste americane), anti-sindacale che licenziava in tronco e senza tanti complimenti per sciocchezze (e in USA anni ’30 essere licenziati era una cosetta non da poco), cinichetto alquanto, e i disegni non li faceva lui.
    Lumache: …non m e ne parla’…
    Ci si vede su amic i dell’orto 🙂
    Ciao

  6. maggio 28, 2008 alle 10:52 am

    :DD

    Una volta o l’altra m’aspetto che meristemi si produca in un’operazione alla Alan Sokal… ce la berremmo (e ce la berremo) tutti senza fiatare, tale e tanta è la soggezione intellettuale in cui oramai ci ha ridotto 😉

    PS: oggi ti vedo regolare, e in effetti sulla postazione odierna c’è Firefox. Chissà.

  7. maggio 28, 2008 alle 11:16 am

    @Giam – perfettamente d’accordo, fin troppo. Tra parentesi (e affondo ulteriormente nella complessità…Blop Blop!) non amo neanche molto la parola “autarchia” per quanto (vista la provvida definizione che ne dai tra parentesi) parliamo della stessa cosa. Anche tutte le mie teorie sono figlie degli anni ’70 (così come le mie preferenze musicali, iconografiche ecc…)solo che ognitanto questo mi da un po’ fastidio… più che figlie sono scopiazzature di fratelli maggiori, genitori o zii… e loro non perdono occasione per ricordartelo mentre fanno lotte antiabortiste (!?! ogni riferimento a giornalisti ciccioni è voluto). Comunque è veramente troppo profondo come discorso poi mi crolla l’immagine di cialtrone!
    L’ultima trovata che ho sentito per le lumache è: Bucce di patata avvolte intorno alla pianta (non l’ho ancora sperimantata… ma ormai provo anche i riti sciamanici e mi faccio possedere da spiriti voodoo…)

    @Equi (e si scatenarono tempeste di intensità epocale, e durarono 40 giorni 40… giuro che non lo farò mai più!)

    @Equipaje – Si, ma quantomeno con lui te la puoi prendere. Quando succede su wikipedia è un casino 🙂 Quindi firefox funziona… Bill Gates come Disney? SI.

  8. maggio 28, 2008 alle 6:33 pm

    Dovrei forse dedicarmi ai molluschicidi di origine vegetale? Potrei ambire a qualche premio prestigioso della horror-science, magari dedicato a Mario Bava?

  9. maggio 28, 2008 alle 7:24 pm

    E comunque, lo studio “è interamente vero, poiché l’ho immaginato dall’inizio alla fine”.

  10. maggio 29, 2008 alle 12:53 am

    Meristemi. Sempre più convinto che se non esistesse bisognerebbe inventarlo, solo la frase finale vale una filosofia per l’esistenza! (comunque per il molluschicida se tu avessi 5 minuti…)

  11. maggio 29, 2008 alle 1:31 am

    Il virgolettato è di Boris Vian, più o meno, per cui effettivamente rappresenta o ha rappresentato (almeno per lui) una filosofia per l’esistenza. Per le lumache, come recitano le ceramiche kitsch delle pizzerie da due soldi, ci stiamo attrezzando.

  12. maggio 29, 2008 alle 1:45 am

    @ meristemi Boris Vian e gli Offlaga… si sta delinaendo un profilo (quantomeno nell’aureo mondo della patafisica).

    @Tutti – Letture consigliate Boris Vian “il lupo mannaro” ed. Marcos y Marcos, imperdibile il racconto del personaggio che si sveglia credendosi cieco, in realtà il mondo è stato coperto da una fittissima nebbia “euforizzante”… il finale non posso “spoilerarlo” (come sono ggiovane che so dire spoilerare!)
    Una breve consolazione per quelli che, come me vivono nella bassa…

  13. 14 Gianluca
    maggio 29, 2008 alle 1:57 pm

    Nicola mi sa che mi hai preso in parola ed hai attivato una restrizione sul numero di righe ammesse.

  14. 15 Gianluca
    maggio 29, 2008 alle 1:58 pm

    Bavose schifose, con questo tempo son dappertutto. Altro che guerra di trincea, queste fanno attentati kamikaze, trovassi un sistema facile, ma soprattutto sicuro, opterei per recinzioni elettrificate e buche di sale, ma lo so già che la prima volta che cadono due gocce di pioggia oltre a mandarmi in corto l’impianto elettirco di casa mi ritrovo pure l’orto con lo stesso splendore della death valley :o( altro che attila!!!!!!
    Comunque, girovagando quà e la al riguardo ho trovato qualcosa che sembra poter funzionare e, nenache a dirlo, vorrei condividerlo con tutti voiiiiii ;o))))
    L’articolo suggeriva che al posto di disseminare per tutto l’orto , come se fossero mine anti uomo, lumachicidi + o meno naturali in grado di sterminare (ma quando mai!!!!) in maniera indiscriminata sia lumache che chiocciole, si poteva predisporre un sistema di raccolta che non comportasse troppa fatica e con un metodo semplice, poi si poteva decidere cosa farne. Per le chiocciole proponeva di metterle in un recinto dedicato ed allevarle con l’insalata brutta/di scarto per farle diventare succulente escargot (ovviamnete a chi piaciono), mentre per le lumache decretava una non ben specificata fine (o non mi ricordo più io cosa diceva ….. vabbè fa lostesso). Prendendo spunto dalla pagina di Nicola, in cui diceva di averle date in pasto alle galline (ovviamente per chi le ha, e credo che se continua così tra non molto io le avrò he he he he) concordo che il non utilizzarle in alcun modo sarebbe solo uno spreco proteinico. Weee Nicola !!!!! mi assicuri che le tue galline hanno gradito il piatto di lumaconi in guazzetto di bava o finisce che come ha fatto la mia tartaruga d’acqua io compro i pulcini, li allevo con tanto amore e loro non appena hanno assaggiato la prima poi me le snobbano? occhio che le potresti avere sulla coscenza, se fanno così in men che non si dica le trasformo in una bella grigliata di pollo, oillo allo spiedo, ecc !!!!!!
    Allora tornando al progetto cattura e …… poi vediamo.
    Materiale occorente per l’esperimento di lotta iniqua:
    – uno o più (a seconda dell’estensione del fronte di invasione) vasi di terra cotta per piante;
    – due legnetti per ogni vaso (per sollevarlo da terra quanto bassa a far passare le chiocciole);
    – della crusca inumidita (almeno la prima volta ci aggiungerei un pò di bira, così poi avrete una solida motivazione per il fatto che andrete verso l’orto con una bella birra ghiacciata);
    – un nebulizzatore (per inumidire un pò il terreno circostante, l’interno vaso e … la crusca);
    – se volete fare l’allevamento, rete a maglia fine, quanto basta per fare un piccolo box (es. 70X100 con altezza 50) aperto sotto (rete per quattro lati e coperchio, che deve essere apribile), tanto il fondo non serve chiuderlo, da posizionarsi in una bella zona ombreggiata ricca di erbacce e se si vuole si mette anche un vaso capovolto alzato da un lato come riparo.
    – un pò del vostro tempo.
    Realizzazione del progetto (in base a quanto ho capito ed elucubrato):
    – immergere il/i vaso/vasi per qualche ora in acqua (che si impregnino ben bene);
    – un pò prima del tramonto preparare il/i nonticello/i di crusca nei punti ritenuti a maggior rischio (ho provato a vedere se con emule riuscivo a scaricare un software della NASA che mi indicasse in modo scentifico quali sarebbero stati i punti più probabili di passaggio delle bestiacce ma per ora non ho trovato ancora nulla, ma se trovo giuro che vi faccio sapere);
    – posizionare accanto ai monticelli i legnetti solleva vaso e posizionarci sopra il/i vaso/i capovolto/i (se volete potete abbellirli mettendoci una scritta tipo “ostello della limacciosa” oppure “la crusca ed il coccio”, a vostro completo ed insindacabile gusto);
    – inumidire il terreno circostante con lo spruzzatore;
    – attendere il calar delle tenebre gustandovi un bel libro e lasciar agire tutta la notte.
    Se le cose sono andate per il verso giusto al mattino, capovolgendo i vasi, dovreste trovare al loro interno una abbondante e nutrita popolazione di striscianti bavosi. Muniti di guanti o fogie abbastanza ampie, potrete cominciare a fare la suddivisione delle proteine tra voi ed i vostri volatili da cortile (ma se son da cortile perchè li si trova in gabbia? misteri dell’etimiologia).
    Ochio, se decidete di farlo nel modo corretto, sappiate che per un pò di tempo la mattina prima di andare al lavoro avrete un appuntamento fisso con il vostro orto (e poi pollaio).
    andate e commentate che se non arrivan idee migliori prima o poi mi metto a costruirlo
    Grazie a tutti di qualsiasi possibile contributo
    Ciao
    Gianluca

  15. 16 Gianluca
    maggio 29, 2008 alle 2:07 pm

    no, mi sbagliavo, è andata ugualmete he he he he
    mi scuso per i vari errori riscontrati dopo l’invio, questa notte halo 3 mi ha dato battaglia fino alle 5 per cui son un pò bollito.
    Ma come mai accanto al messaggio c’è l’ora solare e non quella legale????
    magari lo hai già spiegato, ma me lo son perso.
    barcollo ma non mollo, non vedo l’ora che siano le 17.30 per andar a casa e fare un pisolo, tanto fuori piove (sai che novità!)
    ciauuuuuuuu

  16. 17 claudia
    luglio 17, 2008 alle 12:48 pm

    guarda che walt disney non è nulla dui quello che hai detto…..e poi mary poppins è tratto da un libro non l’ha scritto la disney

  17. 18 claudia
    luglio 17, 2008 alle 12:51 pm

    e poi mary poppins ( il film ) è del 1964 e la regia è di Robert Stevenson

  18. 19 Nicola
    luglio 17, 2008 alle 9:02 pm

    mi hanno beccato gli avvocati di walt disney?


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