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Giu
08

i manuali del giovine autarchico n°2

In attesa di finire la traduzione di un documento un po’ articolato sulla Terra Preta svelandone (in parte) le caratteristiche salienti e i sistemi di autoproduzione c’è un documento che merita un posto d’onore nella pletora dei progetti da realizzare (quantomeno a scopo didattico).
Barrelponics ovvero un sistema alimentare autoportante a basso impatto inseribile anche in ambienti urbani .

Il documento è in inglese ma le illustrazioni sono sufficientemente chiare perché chiunque, dotato di un minimo di capacità, possa realizzalo. Difatti, l’autore Travis W. Hughey, lo ha studiato pensando ad un sistema che potesse garantire cibo sano a basso impatto e basso costo alla famiglie delle periferie urbane dei paesi poveri. Tutta la struttura si basa su un ciclo naturale di nutrienti, pesce mangia resti di verdura, pesce fa la cacca, pompa porta l’acqua del pesce alle piante, le piante la purificano e la rimandano pulita al pesce dandogli anche il cibo. Un’azione di troppo da parte dell’uomo e delle due una (ma più facilmente entrambe), o muore il pesce o muoiono le piantine.
Ok. Questa non è esattamente agricoltura naturale… anzi per niente… ma se non si ha della terra da coltivare è un’ottima alternativa. Pensandoci adeguatamente probabilmente il sistema è mutuabile anche in chiave vegan/vegetariana sostituendo ai pesci una soluzione nutriente naturale… ma devo trovare la ricetta… da qualche parte dovrei averla. Se ha qualcuno interessa posso cercarla.
In generale non amo molto l’idroponia (anche nella nuova accezione di bioponia), ma in questo sistema almeno alcuni cicli naturali vengono rispettati ed i costi di mantenimento sono pressochè zero, a differenza delle costose soluzioni nutritive dei sistemi idroponici “puri”.

Detto questo, qui il documento (PDF)
qui un link interessante sull’acquacultura da giardino


18 Responses to “i manuali del giovine autarchico n°2”


  1. 1 Gianluca
    giugno 5, 2008 alle 10:29 am

    bellissimo !!!!!
    Prima di scoprire l’esistenza dell’orto sinergico avevo seriamente meditato di realizzare un piccolo angolo idroponico o aeroponico in quella parte dell’orto che purtroppo, vista la sua conformazione a triangolo, mal si presta ad essere utilizzata (l’angolo acuto oltre ad essere strettissimo è pure una pietraia!!!!). Sarebbero stati pochi metri lineari, per cui anche facilmente chiudibili in una mini serra fredda, rigorosamente iper risparmiosa) ma sfruttando l’altezza (dietro hanno un muretto alto circa 1,70) potevano dare il loro sensibile contributo. Purtroppo dopo una prima lettura del materiale trovato in rete mi son convinto che non sarebbe stato così semplice realizzare progetto e sicuramente costoso nel tempo in quanto i nutrienti erano da reintegrare periodicamente, per cui ………l’idea è stata archiviata.
    Al contrario il sistema sopra descritto len file pdf (che ho già dato a tradurre alla mia cara collega col la quale ho stipulato la convenzione “film per traduzione di testi in inglese”😀 he he he) mi sembra che a parte lo sbattimento iniziale necessario a realizzare le strutture poi il gioco va da se ….. si può tentare!!! Inoltre conosco un paio di pozze in cui si trovano ancora dei gamberetti di fiume che forse ancor più dei pesci rossi si prestano alle attività di pulizia, senza tener conto che essendo del luogo forse riescono ad affrontar meglio le varie stagioni, e poi nulla vieta di fare un paio di vasche, magari una con dei salmerini ed una con i gamberetti, non vi pare?
    Un’ altra cosa che mi ha colpito dell’articolo è che a pagina 100 è stata fotografata e nominata la Stevia.
    Voi penserete “ma che caspita ha questo da essere così colpito da una pianta? E poi cos’è questa benedetta Stevia?” e in questo casso avete centrato il nocciolo del problema, appunto non la conosco affatto se non grazie a quello che ho letto, e la sto cercando (o i suoi semi) da più di un anno.
    Non ho avuto modo di verificare, ma pare che la Stevia Rebaudiana possa diventare un valido aiuto in cucina (soprattutto per chi come me ama i dolci :o) e se qualcuno volesse saperne di più consiglio di andare a visitare http://www.xmx.it/stevia.htm
    Dimenticavo, se qualcuno sa dirmi dove posso trovare delle piantine o dei semi di Stevia, gli sarò eternamente grato !!!!!
    Bravo Nicola, sempre interessanti e molto utili i tuoi manuali autarchici
    continua così ;o)

  2. 2 Gianluca
    giugno 5, 2008 alle 10:39 am

    ciao Nicola, ”
    volevo avvisarti che il collegamento a “bioponia” da un messaggio di errore
    Ciauuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu

  3. giugno 5, 2008 alle 12:22 pm

    Grazie della/delle segnalazione/i, ora dovrebbe essere a posto!

  4. 4 Gianluca
    giugno 5, 2008 alle 2:13 pm

    ora se clicco su bioponia mi dice che il file è rovinato e non può essere riparato
    Bhooooooooooooooooooooooooo

  5. giugno 5, 2008 alle 3:56 pm

    Qui in provincia di Meristemi il pdf si apre.

  6. giugno 5, 2008 alle 11:29 pm

    Quindi… 1 a 0 per Meristemi, palla al centro! Non so, forse è un problema con l’uso improprio del computer sul posto di lavoro🙂

  7. 7 Gianluca
    giugno 6, 2008 alle 9:02 am

    miiiiiiii, ma come sei simpaticoooooooooo (ieri, perchè lo leggo solo ….. oggi) ;o)
    nonostante la “velata” cattiveria che trasuda dalle lettere del tuo scritto, devo dire che potrebbe anche essere che non sei andato toppo lontano dalla verità, mi sa che l’utilizzo contemporaneo di internet (altrimenti come faccio a stresari), nero (sai le copie dei dvd per avere le traduzioni), outlook (bisogna sempre restare in contatto con le donne dell’ufficio accanto) frammisto a world ed excel (sai se qualcuno passa bisogna dare una parvenza di produttività, purtroppo l’orto sinergico esiste mentre l’ufficio ….. è ancora visto male, seppure in italia sia una costante per diversi ambienti statali, che so, tipo quelli parlamentari…. :o) potrebbe generare nel mio compiu un leggero stato confusionale che si manifesta in estrema lentezza e difficoltà di collegamento ai link😀
    vabbè, torno a lavorare che altrimenti mi accusate di stakanovismo da blog
    ciauuuuuu

  8. 8 ROSINA
    agosto 9, 2008 alle 4:26 am

    CIAO A TUTTI .ROSINA ,RAGAZZI MI è SUCCESA UNA COSA ASSURDA IO VOGLIO SOLO FAR VALERE I DIRITI DEI COMSUMATORI ,HO FATTO UN’ACQUISTO SU IDROPONIASHOP.IT IO è MIO MARITO E DEGLI AMICI PER FAR UN RECALO A UN NOSTRO AMICO UN KIT COMPLETO IDROPONICO MA LA STORIA E FINITA MALE E PER VARVI VEDERE CHE SCRIVO LA VERITA VI ALLEGO TUTTE L’IMAIL SPEDITE DA NOI E DA LORO ,DATEMI UN CONSIGLIO DI COME MI DEVO COMPORTARE CON QUESTA GENTE.

  9. agosto 9, 2008 alle 1:06 pm

    mi scuso con Rosina per aver “tagliato” il suo commento… per quanto mi dispiaccia per la sua situazione e per quanto questo sembri uno spazio in “autogestione” da parte dei malcapitati che ci inciampano su, ognitanto mi tocca fare da moderatore… l’originale rimane comunque nel mio archivio per chi fosse interessato alla questione…

  10. 10 ROSINA
    agosto 12, 2008 alle 12:36 am

    OK GRAZIE DELLA TUA DISPONIBBILITA

  11. 11 cris
    agosto 16, 2008 alle 12:15 pm

    cioa potresti informarmi di cosa ti è successo grazie

  12. 12 lalica
    marzo 16, 2009 alle 12:42 pm

    Ma dai che forse ho trovato il modo di mettere a frutto la mia vasta esperienza coi Guppy!!!
    ora (si vabbè, diciamo nei prossimi giorni, leggo il pdffone e vedo se la mia zona è adatta!

  13. marzo 16, 2009 alle 12:54 pm

    Guppy? Cosa sono i guppy? animaletti giapponesi dagli occhi tondi?😀

  14. marzo 16, 2009 alle 1:56 pm

    Gianluca, i gamberi di fiume son protettissimi ed anche abbastanza rari…

    Andrea scripsit.

  15. 15 lalica
    marzo 16, 2009 alle 2:34 pm

    i guppy sono pesci tropicali che però ben si adattano alle nostre acque dure (non credo che si mangino e non sarei in grado di mangiarli poveri cicci).

    diciamo che qualche anno fa avevo un trip così forte da andare a bologna a prendermi coppie di riproduttori da competizione, poi venne il notav e tanti altri impegni e dunque ho abbandonato, però mi riusciva decisamente bene il loro allevamento: quando i piccoletti erano cresciuti li portavo al negozio in cambio di cibo o piccoli oggetti e il negoziante preferiva i miei a quelli importati da tailandia e cina, per salute e bellezza.
    diciamo che coi pesciotti me la cavavo meglio che con l’orto và…

  16. marzo 26, 2009 alle 3:47 pm

    Io nell’acquario da due anni ho dei cavedani catturati neonati al fiume… nell’illegalità più completa ero lì, col setaccio da muratore a far sabbia per l’acquario (al negozio per due bicchieri di sabbia vogliono 5 euri…) e ccol setaccio son venuti su anche loro… due chiocciole prese in un fontanile…
    Ora dovrei mettere due neon (intesi come fonte luminosa) per potermi permettere anche due piantine…

    Andrea scripsit.


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