17
Giu
08

Finestra sulla realtà degli altri n°7

Mi sono assentato un’attimo. Torno qui con un marchettone! 🙂

Tempo fa lessi l’articolo di un ricercatore (di cui non ricordo il nome e neanche il titolo dell’articolo) in cui si sosteneva, non senza ottime motivazioni, che il web 2.0 e la blogsfera fossero l’inizio del declino della civiltà dell’informazione.

Leggendo l’articolo non si poteva non riconoscere che effettivamente la produzione di “rumor bianco” della rete è veramente impressionante e disinformante. Su ogni argomento si trova tutto ed il contrario di tutto, ed io potrei essere una biondona platinata che scrive da una soffitta in centro a Tunisi. Provatemi il contrario!

E, in effetti, guidato da puro spirito nichilista, questo è uno dei motivi per cui attualmente ho una dependance nel web… il mio personale supporto al collasso dell’informazione.

Detto questo. E in palese contraddizione. Ogni tanto si trovano cosine di valore.
Le famose “perle ai porci”, dove, oggi, nella parte del porco (felice) c’è il sottoscritto e nella parte della perla (e qui sconfiniamo un po’, ma la letteratura vuole la sua parte di enfasi) c’è Meristemi.

Meristemi ha un blog. Assurdo. Su tematiche assolutamente di nicchia e settoriali come farmacognosia, farmacologia, agronomia, botanica, fitochimica, nutraceutica (non sapevo neanche fosse una parola), erboristeria ecc… ecc… Tutte cose di cui, dal mio basso non capisco assolutamente niente. Ma Meristemi ha due vantaggi: scrive in maniera assolutamente godibile e comprensibile infarcendo gli articoli di migliaia di riferimenti incrociati trasformando alcuni post in veri e propri portali ma soprattutto, lui c’è (?! E se fosse anche lui una biondona?!), dialoga. Ed in maniera assolutamente pertinente ed efficace. E poi, beve vodka liscia…

Perché tutto sto pippone su Meristemi? Perché mi passa sottobanco delle chicche imperdibili! Perché sapendo la mia propensione verso tecniche di orticoltura ed agricoltura a basso impatto e basso costo (solitamente applicate nei paesi in via di sviluppo) amplia la mia ristretta possibilità di ricerca. E quindi lo ringrazio, anche così…

L’ultima cosa passatami è un gioiellino di progetto di una ONG Inglese, Sendacow, al suo interno si trovano immagini e progetti per la realizzazione degli orti Keyhole (il mio orto è composto da una serie di keyhole ma senza sponde) nonché una sezione per gli orti didattici fenomenale!
Numa (il comandante Kirk di qualche post fa) sta ergendo Mr Tomato a suo idolo.

PS.
Per Gianluca… forse questa può essere una soluzione accettabile per avere un orto in cui non ti devi chinare per raccogliere l’insalata… ma ti prego: dopo averli montati butta via pala e zappa.

Per labobimbi… gli spunti per i lavori con i bambini sono veramente tantissimi! E il materiale didattico eccellente.

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11 Responses to “Finestra sulla realtà degli altri n°7”


  1. giugno 17, 2008 alle 8:47 pm

    Lo sai, vero, che il buon Freud avrebbe riempito pagine intere di taccuino sulla tua proiezione in una biondona ossigenata di tunisi…

    p.s. è bello rendere omaggio, e il tuo suona come un omaggio sincero e disinteressato. Il che è ancora meglio.
    a.o.

  2. giugno 17, 2008 alle 10:06 pm

    Oh! Si, Freud… vabbè, teniamo anche conto che è quello che limitava l’invidia del pene alle sole donne… (Woody Allen)
    Ho aggravato la mia situazione? 😉

  3. giugno 18, 2008 alle 1:07 am

    Guarda, sono stata lì lì varie volte per dedicargli un post elegiaco pure io: considero meristemi un caso davvero -ma davvero- stupefacente (e non fate battute sciocchine).
    Lo scrivo qui, così si può imbarazzare o vanagloriare solo di rimbalzo 😉

    Poi sono in grave arretrato con la lettura di entrambi -la terra preta e gli ultimi sette otto post di Kwuello, e pure il filmatino- ma abbiate fede, che prima o poi arrivo

    Besos rubias platino 😉 *

    [Los besos que te dan las chicas malas
    salen más caros cuando los regalan
    y huelen a fracaso,
    pero el croupier me echaba cartas buenas
    y la rubia platino era morena
    y el caso era un gran caso].

  4. giugno 18, 2008 alle 1:31 am

    Sinceramente… anche se non ti aggiorni sui miei deliri sulla microbiologia del suolo vivi bene comunque. 😉
    Ma se proprio ti vuoi del male sto imbastendo un’utilissima guida su come autoprodursi l’inoculo per le micorrize arbuscolari (purtroppo non sto scherzando…). Si, insomma, quelle su cui si basa il sistema di Fukuoka (più o meno…).
    Vabbè… facciamo che ci si vede da te và! 😀

  5. giugno 18, 2008 alle 9:06 am

    la mia ragazza ha visto questo post ed ha chiesto se si deve preoccupare.

    Non è bionda platino.

  6. 7 Vanessa
    giugno 18, 2008 alle 11:26 am

    Aehm, no, scusate, ma qui l’unica bionda platinata che scrive da una soffitta in centro a Roma, talmente scompigliata da sembrare il suk di Tunisi, sono io, eeeeehh…

  7. giugno 18, 2008 alle 1:06 pm

    No. Te l’ho già spiegato… tu in realtà sei un camallo di Genova. Dai! Una signorina che beve Talisker!! Solo la mia ex-capo uffico quando ho lavorato negli uffici stampa, e mia moglie…
    Tra parentesi… il talisker era l’alcolico liscio preferito da Marlowe il quale in realtà beveva molto più spesso Gimlet, l’antesignano del martini cocktail. Drink dalla storia peculiare che potrebbe piacere a Meristemi. Il Gimlet nasce infatti sulle navi olandesi per mano del dottor Gimlet come antiscorbuto per i marinai (sostanzialmente un beverone di Gin e Lime) non è dato sapere se funzionasse ma si capisce perchè la potenza navale all’epoca era l’inghilterra….

  8. 9 Vanessa
    giugno 18, 2008 alle 3:42 pm

    OK, va bene, mi hai beccato… I am Jeff Lebowski! (essì, ogni tanto al White Russian alterno un Vodka Gimlet 😉

  9. giugno 18, 2008 alle 3:50 pm

    Niet. Sono per le cose liscie. Vodka liscia senza ghiaccio (Stolichnaya o Zubrowka, ma anche quelle aromatizzate alla betulla che si trovano nei negozi degli ucraini come la Nemiroff) o rum almeno 23/25 (Zacapa ad esempio). I cocktail non mi piacciono molto, eccezion fatta per lo Spriz Campari/fermo (o al massimo Select/fermo) con pochissimo ghiaccio e per l’Americano corretto con Angostura abbondante.

  10. giugno 19, 2008 alle 12:49 am

    Vabbè, appena trovo un posto un minimo stabile rimonto il bancone… sigh… si vede che un po’ mi manca? 😉


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