21
Giu
08

diario di campagna n°110

SAIGON, MERDA, SONO ANCORA A SAIGON…

Il passaggio repentino da 15° a 28° gradi nel giro di 24 ore si è fatto sentire. La prima immagine che mi viene in mente è quella di un’enorme asciugamano inzuppato d’acqua calda che ti piomba in testa dal terzo piano di un palazzo.
Questo, ed un ritorno alla pratica orticola[1] dopo parecchia teoria ha innescato immediatamente una serie di riferimenti circolari.

Riferimento n° 1 – “Saigon, merda sono ancora a Saigon…
Riferimento n° 2 – Bad Boy Bubby
Riferimento n°3 – “Ho visto una lumaca strisciare lungo la lama di un coltello…

Sebbene il riferimento n°1 e n°3 abbiano la stessa origine la lumaca citata era più simile a queste.

Il primo riferimento è facilmente spiegabile abbinando questo mio commento alle condizioni climatico-ambientali. Per continuare con citazioni molto alte: “Ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare: zanzare grosse come maialini vietnamiti incrociare sulle foschie del canale, rane inseguire i gatti nell’orto e i gatti dormire nella vasca da bagno…”
L’estate nella piana. Come da copione.

Il secondo è dato dall’impatto visivo dell’orto (forse domenica mi capita tra le mani una digitale per rinnovare il parco foto…). Per chi non avesse visto il film è una favola punk a happy ending. L’orto, data anche l’instabilità della situazione, è così: felice, incasinato, fatto con pezzi che altrimenti sarebbero andati ad ingrassare la discarica.
Un calcio nel culo all’entropia.
Ovviamente non è l’immagine migliore per promuovere l’agricoltura naturale, e si avvicina solo velatamente a ciò che il mio senso estetico potrebbe apprezzare, ma vista la situazione ho preferito abbattere i costi (siamo prossimi ai 100€, semi ed irrigazione) e utilizzare gli scarti che il geometra “capannoni e villette” ha abbandonato due anni fa in cortile. In ogni caso, ai bimbi piace, i vecchietti della zona si divertono e le ronde notturne anti-lumaca (una becera scusa per mollare a Noemi i bimbi da mettere a letto mentre io mi godo una sigaretta lontano da mocciosi e gatti anarchici[2]) dimostrano un’intensissima attività notturna. Tra le piacevoli sorprese un deciso recupero di biodiversità.

Tra gli ospiti più o meno stabili:
io
2 rane (una verde pistacchio l’altra verde petrolio)
1 orbettino (non lo stesso di qualche tempo fa)
Qualche mammifero dai piedi piccoli (quindi non è la volpe, la quale pare scomparsa, vista la quantità di minilepri che gironzolano vicino al pollaio)
1 Gufo o civetta. Insomma, uno di quegli uccelli che mentre ti fumi una sigaretta al chiar di luna fanno improvvisamente un fischio assurdo facendoti prendere un colpo.
Nebbia (ma non conta… Nebbia è la mia gatta n°1 che viene a controllare che io non faccia danni nel suo dominio)

Le trappole per le lumache sono state definitivamente abbandonate quando ho scoperto che scatenavano delle risse tra le cornacchie che ne andavano ghiotte. Ora. Due o tre cornacchie che si azzuffano tra le fave, i pomodori e l’insalata, si staranno anche mangiando le lumache ma fanno dei bei danni…

Giusto per non essere troppo personalistico e perdere il filo della logorrea tecnica posso dire che:
I letti rialzati hanno tenuto benissimo anche nel periodo in cui si è temuta l’esondazione della Dora. Il vivaio di pioppi del “vicino” è annegato, i miei pomodori hanno rallentato ma stanno benissimo. (1 a 0 per me!)

La pacciamatura con paglia, che può aver inizialmente rallentato lo sviluppo (anche se dubito che sia questo il caso, in una prima fase può bloccare la produzione batterica di azoto che, comunque, dovrebbe poi riprendere e più intensamente di prima) sta dando ottimi risultati limitando, inoltre, il diserbo ad un’operazione di pura facciata per dare l’idea che si stia facendo qualcosa nell’orto.

Le micorrize si stanno sviluppando bene (spostando leggermente alcuni blocchi di terra si vede una sottilissima rete… dovrebbero essere loro…)

I nematodi, sia buoni che cattivi, danno segno di se. I buoni con morti misteriose di lumache. I cattivi con segni sulle foglie di un paio di cavoli ma qui sta funzionando l’aver mischiato le piante e l’aver posizionato “trappole” in giro. (nasturzi, tagete ecc…)

Tra i memorandum “cose da ripensare”:
stupidamente non ho tenuto conto della velocità di sviluppo nelle aiuole delle “tre sorelle”. Il mais dolce sta crescendo ora… sommerso da una giungla di fagioli. Le zucche sono un po’ indietro, la prima generazione è caduta sotto i colpi delle limacce.

[1] su questo punto sarebbe bene specificare che ad oggi mi sto occupando di tre orti circolari per un totale di circa 200 m2 con un impegno che tocca si e no 30 – 40 mn al giorno, i più spesi a fumarmi una sigaretta guardando i “braccini” dei cetrioli ed interrogandomi su da che parte girano (questo per colpa di questa signora qui e di questo fotografo-ortolano qui)
[2] onde sedare qualsiasi polemica sessista ci tengo ad informare che la “mamma casalinga” a casa nostra sono io, mentre Noemi fa il “muratore”. Il virgolettato è d’obbligo perche la mamma biologica ci tiene a mantenere il titolo.

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6 Responses to “diario di campagna n°110”


  1. giugno 23, 2008 alle 1:22 pm

    Inizio a preoccuparmi. “L’orrore. L’orrore!” 🙂

  2. giugno 23, 2008 alle 1:37 pm

    Proccupati, preoccupati… il “Mekong” si fa pesante! 🙂
    Ma all’associazione bibliotecari Spazio-B di cui fa parte il noto orango gli hai mandato un trackback di http://meristemi.wordpress.com/2008/06/19/biblioteca-odorosa-biblioteca-longeva/ ?

  3. giugno 23, 2008 alle 4:10 pm

    Orango? Bibliotecari? Spazio-B?

  4. giugno 23, 2008 alle 6:25 pm

    Ops! Terry Pratchett “A me le guardie!”… Il bibliotecario orango recupera il libro rubato entrando nello spazio-b (dimensione spazio tempo delle biblioteche) per recuperare il maltolto…
    da “L’utilizzo dei minori come alibi di comodo” ed. ortodicarta 2008

  5. giugno 24, 2008 alle 10:28 pm

    L-space a profusione, da queste parti. Dato il grado di espressività con cui ultimamente arrivo a sera [ook, oook, ok!] più che equipaje dovrei e potrei essere io l’orango, altro che milady.

    (E insomma come girano codesti braccini?)

    Firmato:
    Quella signora lì [oook!]

    (giusto per fare un saluto, uh. mica pretendo di scrivere cose coerenti, a questo grado di cottura.)

  6. giugno 25, 2008 alle 10:16 am

    La coerenza non è una prerogativa fondamentale di questo spazio 🙂


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