27
Giu
08

i manuali del giovine autarchico n°4

Se come me, vivete dalle parti delle paludi eterne, oltre all’allevamento delle zanzare da combattimento (forniscono un’ottima rendita sebbene le arene clandestine non siano così diffuse) una cosa che vi troverete perennemente tra i piedi sono muffe, funghi e muschi.
Se nei pressi avete un boschetto siete a cavallo!

Noemi al telefono con sua sorella – “…ci sono 33°, contando l’umidità, la temperatura percepita sarà circa di 40°… ce lo siamo perso…”
Io – “…no, capisci, persino le zanzare hanno un senso! Prevengono l’artrite… bhè, poi c’è la zanzara tigre, ma non conta: non è autoctona…”
Noemi – “…ci sentiamo più tardi, sta andando nuovamente a grattare i tronchi alla pozza da lettura…”

I funghi sono in effetti una delle coltivazioni orticole meno sfruttate nonostante l’alta resa ed i benefici alimentari.
In uno degli ultimi articoli dell’ USDA a cura di Ann Perry si punta molto sulla coltivazione dei funghi Shiitake (lentinula edodes) in quanto eccezionali sia dal punto di vista alimentare sia come supporto alle coltivazioni “classiche”.

Secondo l’articolo della Perry, diversi studi hanno mostrato come questi funghi abbiano un alto contenuto di polisaccaridi ad alto peso molecolare in grado di rafforzare il sistema immunitario e che il contenuto di eritadenina possa abbassare i tassi di colesterolo nel sangue (ma per questo chino il capo e rivolgo una prece a Meristemi …)

La percentuale di benefici aumenta significativamente se i funghi vengono coltivati su tronchi piuttosto che sui substrati presenti in commercio. In più, i tronchi inoculati, dopo la raccolta (che generalmente procede per due o tre anni) possono essere sminuzzati e compostati dando come risultato un compost con altissimi livelli di azoto.

Riferimenti:
Supporting Small Farm Success with Shiitakes by Ann Perry
ATTRA – Mushroom cultivation and marketing
I Funghi e la permacultura
Cornell Cooperative Extension ”Growing Gourmet Mushroom from A to Z!”
How, When and Why of Forest Farming – modulo lezione sui funghi
”Growing mushroom in the forest”, Agoforesty Notes by USDA
”D Acres Organic Farm – “A Guide to Outdoor Mushroom Log Cultivation

Chiedo terribilmente scusa, ma ci sono diversi motivi percui I link sono tutti nella lingua della perfida Albione.
1- L’inglese è una lingua eccezionale per il rock e per i manuali. (Capirai. Con un vocabolario che è un quarto di quello della lingua italiana devi essere sintetico.)
2- Trovare informazioni in italiano vuol dire perdersi tra siti amatoriali (i più di schizoidi emuli di castaneda) o commerciali (che scarto a priori).
3- Sono uno snob di merda 🙂

In ogni caso, se interessati, svolgo volontariamente traduzioni di estratti… il volontariamente vuol dire che voi me lo chiedete, io vi dico di “si” e poi passa del tempo.
Un secondo prima che voi pensiate “Ma te guarda questo. Che c—o di fine a fatto?” vi arriverà una mail che dice “ci sto lavorando sopra…”

COMUNICAZIONE INTERNA: Silviù, grazie dei complimenti. Te li faccio di quà perchè di là mi pare un po’ invasivo… qualcuno scrive un manuale di netiquette che non ci capisco niente?

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21 Responses to “i manuali del giovine autarchico n°4”


  1. 1 Gianluca
    giugno 30, 2008 alle 11:18 am

    ufffaaaaaaaa
    maledetto web, io scrivo, scrivo e …… lui filtra !!!

    Comunque riassumendo, grazie 😀 per l’utile link salva pancia che tra l’altro mi ha fatto conoscere le bag garden, a mio parere, utilissime per colonizzare anche quelle aree che mal si prestano per le nostre coltivazioni (es. terreno intorno ai muretti disseminato di pietre per preservarlo dall’erosione dovuta alla pioggia, pietraie, zone cementate, ecc)

    Per il mondo funghi vorrei dare anche il mio personale contributo rammentando anche l’esistenza di funghi “magici”, tipo l’Hawaiian (Psilocybe copelandia), che seppur non più utilizzati per fini sacri consentono sempre di poter regalare a coloro che non son in grado di rispettare l’altrui privacy (che so, suocere, suocere o …. suocere) un bel viaggio (pare di 10-12 ore) senza doversi accollare alcuna spesa di agenzia turistica ;o)
    Ciao a tutti, buon lavoro

  2. giugno 30, 2008 alle 12:19 pm

    Bentornato… sui “funghetti trallalà” passo il turno (per motivi a me ignoti non posso assumere nessuna sostanza psicotropa… ) ma la letteratura è quasi più ampia che per i funghi mangerecci… ho scoperto usi “perversi” anche della passiflora che ho sempre reputato una pianta da giardinetto da signora inglese 🙂

  3. 3 Gianluca
    giugno 30, 2008 alle 1:01 pm

    he he he bisogna sempre temere quando c’è una facciata di perbenismo inglese 😀
    Comunque a parte un pò di alcool e sporadici incontri con la sig. maria (sig, ormai una quindicina di anni fa) neanche io posso asserire di aver avuto contatti con qualcosa dotato di veo potere magico. In poche parole, come sciamano son proprio messo male, neppure un briciolo di peyote da poter parlare con gli spiritelli goliardici che forniscono i risultati del superenalotto :o(
    Per il resto devo dire che proponi sempre materiale molto interessante e se non fosse per una atavica e smodata pigrizia, guarnita da una penuria pecuniaria (ormai cronica), temo che a questo punto i vicini avrebbero già potuto chiamare la digos e l’unità anti terrorismo per paura di avere come vicino un estremista di alkaeida che nel proprio orto sta tentando di generare uno strumento di sterminio di massa.
    Detto ciò, che ci vuoi fare,siamo incompresi e ciò che non si comprende …….. fa paura 😀
    Buona lotta al caldo ed alle zanzare, che dopo le pulci del gatto che decidono di farsi uno spuntino sui miei stinchi, rappresentano l’altro esempio di fastidio cronico partorito dalla calura del periodo estivo (no i cinghiali sono li 24 mesi l’anno, per cui sono in una categoria di disturbatori ben superiore), anche se devo dire che lo scorpione dell’altro giorno, che vantava diritti sulla pavimentazione sotto il tavolo della cucina, non si difende affatto male (ma siccome rispetto coloro che son muniti di pungiglione velenoso preciso che per questa volta lascio perdere).
    Ciao ciao

  4. 4 Gianluca
    giugno 30, 2008 alle 3:39 pm

    caro Nicola
    siccome la collega con la quale avevo avviato un consolidato rapporto commerciale di traduzioni dall’inglese per film piratati ha deciso che era troppo stressante lavorare contemporaneamente per me e per l’azienda (decidendo così di abbandonarci per un passare in un laboratorio di ricerca pur di evitarmi), e constatata l’irrefrenabile tendenza masochista che hai dimostrato nel tempo nel volerti a tutti i costi cimentare in traduzioni, coglierei al balzo l’occasione per chiederti se hai voglia di esercitarti su due dei documenti che hai messo nei link, ossia:
    Growing Gourmet Mushroom from A to Z
    D Acres Organic Farm
    ovviamente so che i tuoi tempi sono piuttosto lunghi, e comunque superiori alle 12 ore :), per cui non temere, nel caso accettassi l’incarico stai sicuro che almeno fino a domani non ti stresso più ;o))
    Siccome credo che ci sia una fase più o meno lunga per la preparazione dell’inoculo ti chiederei se è possibile avere anche per sommi capi le indicazioni inerenti a questa prima parte e magari alla tipologia del legno (anche detta essenza) da reperire per le fasi successive (soprattutto se non puù essere utilizzato legname tagliato di fresco)
    Confido in te
    ciao
    Gianluca

  5. 5 sandybailor
    giugno 30, 2008 alle 8:04 pm

    i funghi rossi con i pois bianchi -amanite muscaria credo- se la si fa a fettine e la si lascia seccare all’ombra, messa sotto la lingua insinua istinti assassini nella psiche del genero angheriato dall’odiata suocera. su di un trattato di farmacologia spiegavano che i popoli del nord europa scambiavano renne in cambio di sti funghi, che usavano poi in battaglia. finito l’effetto del fungo bevevano il proprio piscio che contenva ancora un poco di principio attivo. il piscio degli altri funzionava meno. va a sapere sti vichinghi. io la suocera l’ho lontana all’estero e di funghi colgo solo quelli buoni che con la polenta fanno venire istinti ridanciani, forse aiutati dal generoso beveraggio che aiuta a digerire le radiazioni assorbite in massa dai funghi. ciau

  6. giugno 30, 2008 alle 9:06 pm

    Ed ecco spiegato il mito dei guerieri Berserkr http://it.wikipedia.org/wiki/Berserkr
    … ma mi mancava la parte del piscio! Ci credo che dopo ammazzavi chiunque ti si parasse davanti! 🙂
    Ma la Licia Colò è una berserkr? 🙂

  7. luglio 1, 2008 alle 12:33 pm

    In ogni caso, se interessati, fornisco volontariamente informazioni a mezzo post… il volontariamente vuol dire che voi me lo chiedete, io vi dico di “si” e poi passa del tempo.
    Un secondo prima che voi pensiate “Ma te guarda questo. Che c—o di fine a fatto?” vi arriverà una mail che dice “ci sto lavorando sopra…”

  8. 8 Gianluca
    luglio 1, 2008 alle 1:20 pm

    ciao Meristemi,
    ma la tua gentile offerta riguardava le informazioni richieste da Nicola “Ma la Licia Colò è una berserkr?” o ti riferivi alla necessità di traduzioni dall’inglese? 😀 😀 😀
    Non che io sia (poco) interessato, ovviamente se tu fossi così gentile ……. 🙂

  9. 9 silviu'
    luglio 1, 2008 alle 2:02 pm

    Niente di ché, complimenti meritati! Sia per la competenza che per l’allegria…
    Dato che ho un programmino (fra i Sibillini e il mare, più verso il mare…) per il momento viaggio nel mare magnum per raccogliere dritte e informazioni.
    Quindi ti tengo molto d’occhio e al momento chiederò traduzioni (ché io sono un vecchio francofono e lì il vocabolario è anche più perversamente ridondante di quello italico).

    E, per noi cimbri dell’Altipiano, i funghi: finferli, finferli, finferli.
    In risotto o con polenta.
    E i berserkr poi ci fanno un baffo!

  10. luglio 1, 2008 alle 2:28 pm

    Nessuna delle due, mi riferivo alle richieste sugli usi degli Shiitake!

  11. 11 Gianluca
    luglio 1, 2008 alle 3:22 pm

    :o( pecccaaaaaaaatoooooooooooooooooo
    vabbè sarò comunque contento se riesci a darci qualche altra informazione sugli Shiitakel, in particolar modo, in italia dove li si può reperire (se esistono in natura) o comprare (sempre che siano oggetto di commercio)?
    Hai qualcosa sotto mano che spieghi per filo e per segno come preparare l’inoculo partendo dal fungo, io ho trovato qualcosa di tradoto in italiano per i funghetti “sacri” utilizzando vermiculite fine e farina di riso (dovrebbe esssser una traduzione della PF-Tek elaborata da Psilocybe Fanaticus, dsponibile su http://www.fanaticus.com), ma amgari c’è qualcosa di megli.
    Ciao
    Gianluca

  12. luglio 1, 2008 alle 10:29 pm

    @ silviù – si, e che qui ci si scrive tra un giro nell’orto, 400 pagine di deliri sulla microbiologia del suolo applicata all’agricoltura ed un giro a vedere se i polli stanno bene… in pratica è il mio intervallo tra una lezione e l’altra… si cazzeggia! 🙂 OPS! E’ suonata la campanella!

    @ meristemi – vuoi dirmi che anche tu applichi il metodo maieutico per l’apprendimento del sano “siediti in riva al fiume ed aspetta” di Mao-iana memoria? …Mi metto seduto. Gianluca. Anche tu! Seduto, subito!! 🙂 🙂

  13. luglio 1, 2008 alle 10:31 pm

    @ Gianluca – si, gli inoculi di shiitake sono normalmente in commercio così come buona parte dei funghi mangerecci, sconsiglio di farsi l’inoculo da se… molto complicato e di non certa riuscita.

  14. 14 Gianluca
    luglio 2, 2008 alle 9:32 am

    sono seduto, sono seduto ….. ma attenti, quì è dove faccio maggior danno!!!! 😀
    Purtroppo da seduto non brucio energie nei muscoli per cui queste vengono tute dirottate nel mio mononeurone che poverino finisce in overclook e genera instabilità al sistema con la conseguente espulsione di domande a rafica 🙂
    Sempre sicuro che sia meglio che io stia seduto? 😀
    Comunque grazie per le indicazioni sugli shiitake, ora mi resta solo il dubbio se, andando dal negozio di agraria vicino a casa, alla domanda “mi darebbe un paio d’etti di inoculo per Shiitake” vedrò qualcuno che esce raggiante e soridente dal retro (ripetendosi mentalmente la frase “ma quanto sò figo, anche questo c’è l’ho!”) o se piuttosto devo aspettarmi il suo sguardo di rassegnazione bovina tipico della mucca che, ferma in mezzo ai binari, vede il treno avvicinarsi inesorabilmnte al suo muso.
    Secondo me ho maggiori probabilità di incontrare la seconda, ma si sa, se non risichi ….. non rosichi gli Shiitake!
    Provo e vi faccio sapere ….. Muuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu 🙂
    Ciao

  15. luglio 2, 2008 alle 1:15 pm

    inoculo o non inoculo, licia colò berserkr o non berserkr, traduzione o testo originale vi consiglio io qualcosa di “sacro”, “magico”, capace di migliorare l’umore, la condizione mentale e il comportamento: ASTICE IN BELLAVISTA CON TORTINO DI PASTA SU LETTO DI FUNGHI SHIITAKE. ATTENZIONE! In abbinamento al Clos du Chateaux 2004 De Puligny-Montrachet può generare forme di dipendenza incontrollabili.
    That’s it!
    🙂
    a.o.

    p.s. Nicola, il tuo è un bellissimo blog!

  16. 16 Gianluca
    luglio 2, 2008 alle 1:52 pm

    a.o. hai vinto, accetto l’invito a cena !!!!! 😀

    Dimmi tu quando e dove, se sei donna non c’è problema, cenetta a due, altrimenti …… chiedo ad un paio di belle ragazze che lavorano al ristorante di un mio amico se hanno voglia di sperimentare nuove dipendenze culinarie, che detta così come è sicuro che mi becco il 5 sulla cuancia, ma confido nella possibilità postuma di spiegare l’equivoco e nel conseguente senso di colpa che sicuramente favorisce il buon esito dell’invito 🙂
    he he he mai sottovalutare i vantaggi derivanti dai sensi di colpa di una donna 🙂

    resto in attesa di tue notizie ;o)

    PS Non ne son sicuro (meristemi o eruditi che frequentate il blog, corregetemi se sbaglio), ma non credo che in natura, dal punto di vista funzionale, vi sia molta differenza tra gamberetti, scampi, astici e ….. scarafaggi / coleotteri spazzini in genere (che schifo dicono in tanti, ma quanto son utili !!!!).
    Eppure notate quanto pathos perde il piatto di prima se lo si trasforma in:
    SCARAFAGGIO GIGANTE IN BELLAVISTA CON TORTINO DI PASTA SU LETTO DI FUNGHI SHIITAKE
    incredibile vero!

    Ci-Auuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu

  17. luglio 2, 2008 alle 10:05 pm

    a.o., pero’ non la dici tutta. La sinestesia è completa solo se il grato pasto è consumato in compagnia e con Al Bowlly e Roy Fox in sottofondo (78 giri Decca F-2194 del 1931, ad esempio).

  18. luglio 2, 2008 alle 10:19 pm

    @ a.o.- grazie dei complimenti e della reverie (sigh, quell’ultima bottiglia di batard-montrachet che vendetti nel 2002… credo che si a stata anche l’unica)in compenso ho adorato le pannocchiette di lavanda!

    @ Gianluca – mi faccio chaperon della signorina a.o. Vile marrano! La donzella è già impegnata con mistico sommelier! Giù le infide grinfie! 🙂

    @ Tutti – l’avere nello stesso luogo (virtuale) le vette del sapere e del gusto e le rozzate da postribolo mi fa sentire molto “a casa”… nel senso di un bancone bar… GRAZIE!

  19. luglio 3, 2008 alle 9:17 am

    Molto piacevole anche per noi poter contare su un “bancone di fuducia”.
    Vogliamo commentare la somma conoscenza “meristemiana” della corteccia cerebrale propria e altrui?
    a.o.

  20. 20 Gianluca
    luglio 3, 2008 alle 9:35 am

    a.o. ti porgo le mie più sentite scuse, a mia insaputa, ma come giustamente evidenziato dal buon Nicola, risulti impegnata pertanto ti chiederei di non considerare quanto sopra scritto spero di non averti offeso con le mie inopportune uscite.
    Rispetto fortemente i vincoli amorosi altrui (in fondo i miei son stati da poco amaramente calpestati) ma non rinuncio facilemente ad una leccornia simile per cui mi rendo disponibile per una degustazione a distanza con la raccomandazione che venga utilizzata una aragosta di approprite dimensioni 😀
    ciauuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu

    PS come mi ha fatto notare una volta Nicola, il mio sogno nel cassetto è la realizzazione di un’area attrezzata in giardino che guarda caso ha parecchia attinenza con i festini alla Obelix, quando sceglierai l’aragosta di “appropriate dimensioni” …. cerca di tenerne conto ;o)

  21. 21 Gianluca
    luglio 3, 2008 alle 9:41 am

    Nicola
    son professionista di rozzate da postribolo, non c’è di che 😀


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