10
Lug
08

diario di campagna n°123

Credo che ormai si sia capito… io tendo a guardare l’orto (ed in generale l’agricoltura) dal punto di vista dei miei antenati: sdraiato, due metri sotto terra.
Questo comporta diversi vantaggi, alcuni svantaggi ed una struttura esteticamente “peculiare” della parte emersa. Tra le altre cose della parte emersa capisco anche poco o niente (verde: vegetale, grigio: sasso, verde/grigio: postina non ancora andata in vacanza e dalla dieta un po’ carente).

Uno dei vantaggi è che quando scopro nuovi (per me) collegamenti col piano di sopra mi emoziono sempre un po’. Questo può essere dettato anche dal non possedere una televisione da sei anni.

I Dentedileone o taraxacum officinale (se siete di quelli che le piante le conoscono) è un vegetale spettacolare! Si, lo so, si mangia in insalata, si fanno i “capperi”, con le radici si fanno tinture ecc… ecc… ma, nonostante la mia passione per la cucina, vi sembra che io mi possa emozionare per l’aspetto culinario? Oibò… ci vivo da un tot di tempo mangiando “erbacce”…

Visto da “sotto”, il tarassaco, è spettacolare. Infestanti, ma spettacolare, e una buona pacciamatura dovrebbe comunque tenerlo a bada.

Che cosa fa il Tarassaco che io non sapevo:
• Produce etilene (è la fissa del momento) il che, come diretta conseguenza, permette la maturazione anticipata dei frutti e la fioritura precoce sebbene in alcuni casi possa inibire lo sviluppo della pianta. Pare che mettere in un sacchetto i fiori e le foglie del Dentedileone con frutti acerbi li faccia maturare. [ref PFAF GardenOrganic]
• La grossa radice, morta la pianta, permette un’areazione naturale del terreno (fondamentale in un orto dove si promuova l’autofertilità) e diventa un ”ascensore” naturale per lombrichi ed altri organismi che possono così raggiungere gli strati più profondi del terreno.
• La pianta non disturba con le sue radici le piante circostanti. La radice del Dentedileone scende verticalmente in profondità agendo come “pompa” per alcuni minerali celati negli strati più bassi del terreno, specialmente calcio. [ref PFAF]
• E’ considerato un produttore di Humus in quanto la sua rizosfera (l’area di terreno a contatto con il suolo) è particolarmente gradita ai lombrichi.
• Può essere attaccato dai nematodi. In questo caso conviene, forse, consociarlo con piante “trappola” tipo nasturzio o “disinfettanti” tipo tagete. Oppure usare lui come trappola, magari nei pressi dei cavoli, particolarmente sensibili agli attacchi da parte dei nematodi. [ref GardenOrganic]
• E’ uno degli ingredienti per il “QR” Herbal compost activator (vedi ricetta) [ref Journey to Forever]

…con buona pace per le “erbacce infestanti”…

“QR” (Quick Return) Herbal Compost Activator:
(liberamente tratto da Bruce. M. E. Commonsense Compost Making. Faber 1977 ISBN 0-571-09990-4)

Il QR è una polvere a base di erbe e miele che, diluita in acqua e distribuita sulla pila del compost, è in grado di accelerarne il processo di decomposizione e migliorarne la qualità.

Ingredienti:
Camomilla (Matricaria chamomilla) – potassio, fosforo, calcio, zolfo
Dentedileone (Taraxacum officinale) – ferro, sali, potassio, fosforo
Valeriana (Valeriana officinalis) – acido acetico, acido formico
Achillea (Achillea millefolium) – ferro, calcio, potassio, fosforo, zolfo, nitrati
Ortica (Urtica dioica) – olii, acido formico, azoto in forma ammoniacale, acido carbonico, ferro
Corteccia di Quercia (Quercus robur) – potassio, calcio
Miele grezzo (miele grezzo) – glucosio

Metodo:
Raccogliere foglie e fiori al mattino e farli seccare a bassa temperatura. Una volta seccati macinare il tutto e setacciare con un colino. Mantenendo separate le erbe.
Per la corteccia di Quercia usare la parte esterna grattandola finemente (con una lima o con la grattugia da formaggio).
Per il miele, mischiarne una goccia con un’uguale quantità di Saccharum Lactis (reperibile in farmacia, pare che lo produca la Boiron, tra le altre…) finchè il miele non sia completamente assorbito.
NB – le piante fondamentali sono l’Achillea e l’Ortica… il resto è optional.

Mischiare i componenti in parti uguali (es. un cucchiaio per ciascheduno) e conservare in barattolo chiuso fino all’utilizzo.
Quando se ne avrà bisogno sarà sufficiente diluire una punta di cucchiaino del mix in ½ litro d’acqua ed agitare bene. Si conserverà per circa tre settimane. Agitare sempre prima dell’uso.

Indicazioni d’uso:
(per pile di circa 2m quadrati)

Forare verticalmente, con un palo, la pila di compost fino a 15 centimetri dal fondo. I fori andrebbero ad una distanza, l’uno dall’altro di 30 – 60 cm l’uno dall’altro.
Versare nei fori una tazzina da caffè della soluzione e “tappare” il tutto con terriccio asciutto setacciato, comprimendolo bene per evitare “bolle d’aria”.

Pare sia quasi miracoloso… e fatto così è gratis (saccharum lactis a parte).

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13 Responses to “diario di campagna n°123”


  1. 1 sandybailor
    luglio 10, 2008 alle 7:46 pm

    ma se a na persona gli tocca faticare per il salario dove lo trova il tempo per fare tutte queste meraviglie. chissa se un giorno riusciro ad essere autarchico pure io.
    ma quanto campo a vigna ci va per fare almeno 300 litri di nebbiolo l’anno?
    vabbè, 150 barbera 150 nebbiolo.

  2. luglio 10, 2008 alle 9:30 pm

    io non sono autarchico… semplicemente il lavoro che facevo prima si adattava male con una vita di “relazioni” percui mi è stato chiesto di farmi da parte e assumere il ruolo di “mamma” e “casalinga”… annoiandomi ho deciso di cercare di autoprodurre almeno parte di quelli che erano i miei ingressi economici precedenti, il resto è organizzazione “alla giornata”. E’ più facile di quanto si pensi… si, ok, adesso sembro un po’ fricchettone rispetto al fighettino trendy da locale per calciatori di prima e non ho più le camice iper-inamidato ma non ho notato una gran differenza.
    Sulla coltivazione della vite ne so picche percui possiamo solo sperare che ce lo dica qualcun’altro.

  3. 3 Gianluca
    luglio 11, 2008 alle 7:08 am

    Nicola
    …… e no, ma allora me lo fate apposta, e ditelo !!!!!
    uffa, non mi dirai che dopo un anno di lotta senza quartiere in cui sono riuscito a debellarla dal prato di casa (prima che la comprassimo la casa e relativo giardino erano rimasti abbandonati per un anno e mezzo, per cui il prato ricordava più una foresta tropicale che un prato all’inglese) vien fuori che era una pianta utile 😦
    Miiiii, non si può continuare così, tra la pasta acida per fare il pane casereccio che non si acidifica (e continua imperterrita a profumare di yogurt yomo alla banana), l’orto che non ortizza (ma quì mi rendo conto che se non mi decido a piantare quelle 4 piantine che ancora ho tra un pò è belle che finita la stagione) ora ci si mettono pure le piante infestanti che smetono di essere infestanti e diventano utili …… se continua così non vi faccio più amici e non gioco più all’ortolano dilettante insieme a voi!!!

  4. 4 Gianluca
    luglio 11, 2008 alle 7:09 am

    Detto questo, quindi per il prossimo anno mi conviene fare incetta di soffioni da buttare nell’orto nella speranza di avere un rigoglioso e brulicante sottosuolo vermoso ?????
    Mi risolverebbero anche il problema della maturazione dei kaki ???? (l’anno scorso non siamo riusciti a mangiarne perchè quelli lasciati sulla pianta son diventati neri dopo le prime gelate e marci da li a poco, mentre quelli portati in casa non ancora maturi si sono mummificati a causa del calore della stufa a legno, una vera tristezza!!!!)

  5. 5 Gianluca
    luglio 11, 2008 alle 7:10 am

    sandybailor
    non posso esserti utile direttamente, ma andando a vedere sul potente mezzo di indagine …
    http://www.saporidilanga.com/prodottitipici/vino/disciplinari/langhenebbiolo.htm (sostituisci a langhenebbiolo.htm barberadalba.htm ed ottinei l’altro, non posso mettere il secondo link perchè mi dice Nicola che con due link viene subito cestinato come spam 😀 alle volte imparo)
    Nebbiolo resa uva/ha 90 kg; resa massima uva/vino 70% (per poter essere D.O.C.)
    Barbera resa uva/ha 100 kg; resa massima uva/vino 70% (per poter essere D.O.C.)
    mi sa che se proprio hai voglia di provare a fare il vino o ti compri una tenuta e ci sudi sangue o ti compri le uve e fai prima 😉

    ciao e buona giornata a tutti

  6. 6 Alessandro
    luglio 11, 2008 alle 1:47 pm

    @Nicola :
    Ma il Saccharum Lactis é il Lattosio comunemente detto?
    Se così ho cercato i metodi per produrlo, ma per ora ho trovato solo questo:
    http://www.parcodolomitifriulane.it/linea58/download/pdf-il_latte.pdf

    @sandybailor:
    credo che quella di Nicola si possa definire “Decrescita felice”, o no?

  7. luglio 11, 2008 alle 3:01 pm

    Si, è il lattosio, almeno credo, da quel che so gli zuccheri nel latte possono essere lattosio o lattulosio ma poi mi fermo qua… scusa ma traducendo tutto al volo ognitanto mi si ingarbugliano i vocaboli!

    Eh! io la definirei più “decrescita demente” 🙂

  8. 8 Alessandro
    luglio 11, 2008 alle 4:18 pm

    sia quel che sia, lo troveremo per l’autarchia completa, che caspita, si trova come fare il biodiesel e non come estrarre degli zuccheri del latte?
    oggi son dovuto passare sulla TO-MI, ho buttato l’occhio per cercare un disoccupato felice in mezzo ai campi ad indottrinare vecchi e giovani agricoltori, ma ho visto solo mais mais mais, e pensavo alle “three sisters”…

  9. luglio 11, 2008 alle 7:02 pm

    ecco. io ero la terza pannocchia sulla destra quando attraversi il ponte blu fatto con il Lego(tm) sulla Dora… e l’orto è nascosto lì dietro… sigh!

  10. 10 sandybailor
    luglio 12, 2008 alle 5:17 pm

    gianluca, credo che continuerò a comprare le damigiane e far festa quando imbottiglio. grazie comunque ciau

  11. 11 sandybailor
    luglio 13, 2008 alle 5:27 pm

    la mia bella dottoressa mi dice che per separare tutte cose bisogna centrifugare il latte e poi cercare, tra gli strati, il lattosio. ci va una “centrifugosa”. è francofona. auguri. io non mi ci metto, ma dice che magari funziona anche con una centrifuga a manovella, poi però bisogna capire quale è la couches di lattosio. le ho chiesto se ci va il microscopio e m’ha deto di no. però magari non funziona perchè si spaccano le molecole del lattosio.
    (liberamente tradotto da una mezzorata di discussione)
    SB

  12. 12 Gianluca
    luglio 14, 2008 alle 10:48 am

    figurati SB, anche a me era venuta la mezza idea di mettere qualche vite quà e la, ma credo che mi darò a quelle per l’uva da tavola.
    sporco denaro ma ancor più sporca fatica. Opto anche io per il vino acquistato, magari solo più da bere 😉


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