24
Lug
08

i manuali del giovine autarchico n°5

Il ritorno del Cavaliere Oscuro

Nuovi segnali di ripresa dell’ambiente circostante il Mulino.
Dopo le rondini, le rane e le libellule (senza dimenticarsi di un martin pescatore e di due picchi) è comparsa anche una “nottola” (pipistrello in miniatura).
La cosa è stata notata con sommo gaudio dell’intera popolazione casalinga che si augura una santa alleanza libellule-rane-pipistrelli per tenere a bada l’esuberante popolazione di zanzare della zona.

Questo mi ha riportato alla mente (c’è chi usa le madeleines della nonna e chi i topi volanti…) un vecchio post di ReginaZabo ed una serie di materiali che avevo scaricato circa un anno fa e da cui avevo tratto ispirazione per costruire la mia batbox.
Nonché la frase terminale di “Tutti giù per terra” di Davide Ferrario:

Due topi guardano il cielo della sera, passa un pipistrello ed uno dei due dice all’altro: “Guarda! Un angelo!”… non importa quanto tu sia in basso, puoi sempre sperare di avere un paio di ali e di volare…


Manuale redatto dal Museo di Storia Naturale di Firenze

Istruzioni per costruirsi una batbox del Mammoth Cave National Park
20 progetti di batbox dal monolocale al condominio

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24 Responses to “i manuali del giovine autarchico n°5”


  1. 1 Gianluca
    luglio 25, 2008 alle 1:59 pm

    come al solito
    …… maledetta lingua anglofona, ma per quanto riguarda tutto il resto, grazie mille per la minuziosa ricerca, credo proprio che dopo aver visto in quanti modi si possono realizzare per il prossimo anno oltre al noce verrà colonizzato di casettte per cinguettanti anche il ciliegio ed il pino. Sono rimasto un pò colpito dalle dimensioni, lo immaginazo più piccolo, ma di sicuro nella zona del nuovo orto sorgerà un bat totem anti zanza (magari in prossimità del bacino d’acqua, che male non fa!)

  2. 2 Gianluca
    luglio 25, 2008 alle 2:03 pm

    Dopo questo articolo però resto indeciso su quale metodo utilizzare per riscaldare la serra (che renderò idroponica con concime a ……defecazioni ittiche :))
    Inizialmente avevo pensato di dirottare qualche caloria del termocamino sovradimensionato che sto per acquistare (ma sarà mai possibile che per trovare un termocamino onnivoro alimentabile per mezzo di coclea dall’esterno mi tocca andare fino a Borgosesia) in una intercapedine che corre tra il muro della sala (che dietro al divano ed ai mobili mi fiorisce e mufisce per tutto l’inverno) ed il giardinetto del vicino, finendo proprio in prossimità della punta dell’orto (ci metterei una bella tubatura da 25/30 con raccordo ad L coibentata in modo casalingo che convogli l’aria calda dall’intercapedine alla punta della serra ortifera) ma dopo aver rivisto la possibilità di produrre parte del calore tramite il compostaggio di biomassa …..
    Per questo motivo ti chiederei:
    quanta biomassa (in m3) servirà per scaldare ogni m3 di serra?
    Ci sono indicazioni in inglese su quanto tempo dura “la fornitura” di calore in funzione della temperatura di esercizio?
    Illuminatemi d’immenso che con l’inglese (e non solo) ci sto litigato 😀
    Grazie Gianluca

  3. luglio 25, 2008 alle 2:18 pm

    per le informazioni tecniche devo controllare i dati, quindi la risposta deve attendere un’attimo. In generale mi sono accorto di essermi espresso male dicendo che “volevo scaldare la serra”. In realtà la mia intenzione è quella di far passare la serpentina nei bancali della nursery in modo da avere dei “letti caldi” senza dover utilizzare materiale organico non compostato (vedi: letame) per i soliti problemi di eccessivi apporti di azoto e rischi di contaminazioni da antibiotici…
    La serra si riscalderebbe solo per “irradiazione”. Rischio: cuocere le radici se non si controlla bene la temperatura del compost

  4. 4 sb
    luglio 25, 2008 alle 4:49 pm

    riguardo ai pipistrelli ho visto un documentario della bbc, tradotto in francese che l’inglese mi risulta ostico, dove c’era un’australiano che ha messo su un businnes vendendo concime di pipistrello. mi pare vendesse parecchio ai giapponesi che son patiti di robe strane. devo dire però che dove abitavo prima avevo cinque cipressi pieni di ghiri che passavano il tempo a cagare di sotto, ebbene la terra che c’era lì era un portento per le piante che avevo in vaso, le mie piantine antimafia…quando ho traslocato mia sorella passava il tempo libero a dire che suo fratello pazzo aveva traslocato pure sacchi e sacchi di terra magica. poi però viene a tassarmi.
    ora ormai è impoverita (sia la terra che la sorella, di questi tempi!) e pensavo che con le rate vuloire (topi volanti) avrei sopperito alla mancanza. poi ho smesso di pensarci ed ora che ci ripenso penso di farmi la batbox. almeno penso. daltronde sia i ghiri che le rate vuloire sono roditori e mangiano entrambe gli insetti. almeno credo…lo sterco son sicuro che lo fanno praticamente uguale.

  5. 5 Gianluca
    luglio 25, 2008 alle 5:01 pm

    allora ti pongo una domanda, in base a quello che tu sei riuscito a carpire da inter-netttttt
    se io volessi riscaldare l’aria dell’intercapedine (sezione circa un 50×40, lunga circa 8 metri) utilizzando un tubo di rame non troppo largo (es 16 mm di diameto) al quale saldare delle lamine di dispersione (come per i pannelli solari) e poi scaricare il calore residuo con una serpentina dentro in terreno della serra pensi che sprecherei solo energie (tanto per avere l’intercapedine asciutta e una serra riscaldata dovrei comunque deviare un pò di calore dal termocamino) o credi che qualcosa di buono lo possa fare ????
    Se invece riuiscissi a permettermi oltre al termocamino anche un bell’accumulatore a stratificazione (es. della pro-clean) sarebbe del tuto diverso, il calore generato dalla biomassa lo scaricherei li dentro senza troppi indugi e ciuccerei la temperatura che mi serve e basta
    Ciao Nicola, passa un buon fine settimana a risentirci lunedì
    Gianluca

  6. 6 Gianluca
    luglio 25, 2008 alle 5:04 pm

    fidati di ghiri son diventato esperto, ma al contrario dei pipi loro preferiscono la frutta,melio se secca, poi se han fame ….
    Presidente del comitato “sfrattiamo i ghiri dal sotto tetto”
    ciao a tutti buon fine settimana

  7. 7 aiuolaodorosa
    luglio 26, 2008 alle 11:18 pm

    Ma una bella bat-box nell’aiuola odorosa, come la vedi?
    Fondo malva e profili blu lavanda, of course…
    🙂
    a.o.

  8. luglio 27, 2008 alle 1:33 am

    a.o. – un tocco di classe, come sempre! (e 2000 zanzare in meno a notte!)

  9. 9 sb
    luglio 28, 2008 alle 7:46 pm

    ma lasciali nel sottotetto che di notte le colleghe prosperose ti si gettano in fra li bracci e gridano aiuto i topi
    comunque hai ragione, preferiscono la frutta secca, sopratutto le castagne…ne ho patito gli squittii per tre settimane un’estate che ero solo in baita (una caverna fuligginosa con le pareti in squadra e piena di bestiole festanti); i ghiri, il margaro che “aiutami con il fieno, vai a prendermi le capre (conun cane anarchico alleato delle stesse), e mi è scappato il toro, e bevi un bicchiere (tutta la notte), e tira che salta fuori(un vitellino), dagli il nome (faustino, come coppi). come sta il faustino? l’ho macellato! oddiufaus! ne faremo un bel bollito…alla salute allora, di faustino (sigh, era come un figlio per me). e poi gente che viene e vuole sapere dove c’è i funghi ma non glielo dico e mi dan dello stronzo.. si ma poi non ce ne più per me cazzo…gia non ce ne quasi più.
    e poi giornate intere a guardare intorno in mezzo alle vacche e di notte in mezzo ai ghiri. bisogna volergli bene a ste bestiole…e poi ha mai visto che faccia che ha un ghiro. sembra il faustino.
    ciao lupo mannaro. sb

  10. 10 Gianluca
    luglio 29, 2008 alle 12:31 pm

    e l’ho vista si la faccia del ghiro, solo che era un pò schiacciata nella trappola da topo!!!!
    io ci voglio bene se si limitano a starsene sugli alberi ma quando la notte cominciano a rosicchiarmi i pali del tetto …..
    povero faustino, è arrivato primo al giro del macello
    bevo all’anima sua che possa fare il toro da monta su in paradiso (ops, mi sa che son stato un pò sacrilego 😀 )
    vebbè io continuo a cercare di eliminare i ghiri prima che facciano danni tali da rischiare che al prossimo temporale mi possa cadere il cielo in testa (SPQR)
    arvzze

  11. 11 sb
    luglio 29, 2008 alle 8:05 pm

    e c’hai ragione, ma se invece di schiacciarli li catturi con quelle trappole con la porta a molla non ci sbargnacchi la testa. cincin.
    ciau

  12. 12 Gianluca
    luglio 30, 2008 alle 9:23 am

    se, se, se! E secondo te quelli ci entrano ?!?!?!
    con quel sistema ci ho provato per quasi un mese e …. nisba, niet, nain!!!! non c’è stato verso, non entravano, si mangiavano quello che stava intorno (dopo un primo periodo che non beccava nulla ho messo qualche pezzetto di noce intorno per vedere se me li sognavo ed in realtà non esistevano) ma di entrare nelle trappole non c’era verso !!!!
    al contrario quelle a snap funzionano proprio bene ….Auuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu

  13. 13 sb
    luglio 30, 2008 alle 7:47 pm

    va bene, cedo. sgnacsgnac
    ciauuuuuuuuuuhuhu

  14. luglio 30, 2008 alle 10:10 pm

    Di tanto in tanto mi immagino Gianluca a torso nudo che si batte il petto saltando da un lampone infestante all’altro seguito dalla sua fida tartaruga mannara addestrata al combattimento con i ghiri… solitamente capita poco prima che io perda definitivamente il sonno e l’appetito 😉

  15. 15 Gianluca
    luglio 31, 2008 alle 9:36 am

    he he he
    E si vede che nelle tue visioni non mi hai ancora immaginato appollaiato sull’albero in perizzoma rosso da lottatore di sumo (suvvia, diciamocelo, a mo di rospo gigante) che faccio l’agguato a cinghiali e caprioli insieme alla gattaccia.
    Allora si che ti trasformeresti istantaneamente in un asceta indù 🙂

  16. 16 sb
    luglio 31, 2008 alle 5:24 pm

    allora, il capriolo lo lasci una settimana sotto la neve e poi lo fai al scivè con la polenta.
    il cinghiale, frollato bene anch’esso, allo spiedo. i ghiri non so ma qui in tempo di guerra mangiavano anche loro. bon appetit.
    avevo una questione; ma li nelle paludi eterne,e li al mare, avete mica dei formiconi rossi grossi come quelli neri (ma quelli proprio grossi ne)? vengo ora dalla giungla ortofrutticola e cercando di capire cosa aveva morsicato il mio piedone nudo ho visto una poi due poi una fila longobarda di formiconi con le uova in cima che traslocavano, spero il più lontano possibile, dai fagiolini verso la rete per i piselli ormai infestata da quel rampicante che fa il fiore bianco, con le foglie a cuore. che uso come cordino q1uando è ancora verde. io qui non le avevo mai viste, solo nei fumetti di tarzan che mangiano qualcuno le ho viste. eribuonappetit. ciau ne

  17. luglio 31, 2008 alle 5:35 pm

    Delle formiche non so niente ma la pianta potrebbe essere convolvolo? Se si… complimenti per la stupenda infestante! Da me sta creando “sculture” vegetali notevoli….

  18. 18 sb
    luglio 31, 2008 alle 8:24 pm

    si, proprio convolvolo. sei un pozzo di scienza; ho cercato ed ho trovato la foto su
    agriero.net . però sto convolvolo è un po noioso; mi infesta continuamente il nocciolo, l’unico che ho piantato, e gli fa male, lo soffoca. sarà che taglio l’erba tre volte all’anno ed ha tutto il tempo di crescere rigoglioso ma boiafaus oltre il nocciolo mi infesta anche la testina del decespugliatore che, aimè, mi tocca usare per forza che fatico meno che con la falce. gli darei una martellata. comunque il cielo qui è stellato e i pomodori rossi rossi, domani penso che ci sia il sol; aggiusterò magari le scarpe che le ho rotte.
    questo blog l’è proprio un bel blog; peccato che non mi riesce di usare la bestemmia e il vilipendio ma grazie alla mia mama son, discretamente, ben educato. aourevoir les ami

  19. luglio 31, 2008 alle 10:58 pm

    Il convolvolo è una bestia infame… soffoca persino se stesso… qui minaccia il secondo uragano notturno (ieri notte c’era un muro d’acqua)l’orto non ne ha risentito… era già spettinato!

  20. settembre 16, 2008 alle 1:22 pm

    Interessantissimi link, grazie.

    Un solo dubbio: tutti i progetti per batbox sono, più o meno, di origine statunitense, ed ho visto spesso avvertenze del tipo “questa batbox va bene in questa zona, dove c’è il pipistrello marrone mannaro; ma se vivete 3 km più a nord, dove c’è il pipistrello nero carnivoro, allora dovete allargare lo spazio tra le camere di un novantasettesimo di pollice…”
    I pipistrelli sono veramente così difficili ed esigenti, o sono solo storie?
    E nel caso non siano storie… quali misure adottare?

  21. settembre 16, 2008 alle 3:31 pm

    Buongiorno Mr. Fotovoltaico!
    Si… i pipistrelli sono abbastanza difficilini come abitudini, comunque io ho tenuto le dimensioni al minimo, da queste parti (ed in generale in italia) i pipistrelli sono le “nottole” che non diventano mai molto grandi… più o meno delle dimensioni di un criceto (volante)…
    La mia bat box è stata abitata per un po’, ma poi si deve essere trasferito perchè è un po’ che non vedo più la “rata vuloira” (topo volante)…

  22. settembre 16, 2008 alle 4:53 pm

    Beh, o i miei criceti erano sovrappeso, oppure i pipistrelli che girano dalle mie parti sono anoressici… 🙂
    Io li vedo MOLTO più piccoli di un criceto, probabilmente meno della metà…
    Comunque, quagliando: “tenere le dimensioni al minimo” quanto lo quantifichi, in centimetri ?

    (Ho intenzione di coinvolgere mio figlio, 10 anni, nella realizzazione… io alla circolare, e lui con colla, chiodi e martello…)

  23. settembre 16, 2008 alle 8:56 pm

    Forse i miei criceti facevano troppa ginnastica 🙂
    Non so, la mia (la classica scatoletta appesa ad un muro) ha un’ingresso nella parte inferiore di 2.5 – 3 cm, ma è una “singola” se uno fa la suite può allargare, credo… la parte più importante è che all’interno vi siano delle “rigature” per appendersi, il mobiletto bar, uno schermo ultrapiatto e la collezione di van gogh rubata alla cuccia di snoopy.
    Saluti anche al bimbo!


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