31
Lug
08

Diario di campagna n°141

biodiversità?

biodiversità?


Ma qui alla fine non si parla mai dell’orto.

E’ vero. E che fa tutto da sé adesso. S’è tribolato parecchio a tirar su i bancali, ad inventarsi sostegni con materiali di recupero, a montare un impianto di irrigazione che non sapremo mai se efficace o meno (non ho ancora mai bagnato…) e a piantar piantini… ma adesso, più che guardarlo e goderne i frutti. Ho seminato qualcosa per l’autunno/inverno ma poco più…

Appunti-
Pessime le consociazioni mais-zucche-fagioli.
Per errore principalmente mio. Il mais era una qualità nana e le zucche se le sono mangiate le lumache qualche mese fa, il risultato è un cespuglio commestibile. In compenso la sostituzione in “corso d’opera” girasoli-fagioli-zucche sta funzionando egregiamente. I fagioli fissano l’azoto per i girasoli che forniscono un palo da arrampicata, mentre la zucca fa da pacciamatura vivente e sostiene tutti impedendo al vento di fare uno sfacelo.
Pronospora.
Va a sapere. Dopo un primo attacco furioso i pomodori si stanno riprendendo e, con un po’ di fortuna, riusciranno anche a maturare. Non è dato sapere se a causa del clima più asciutto o se hanno funzionato le irrorazioni con il bicarbonato. In ogni caso al loro posto al prossimo giro semino una brassicacea che faccia da biofumigazione del terreno.
Oidio.
Quest’anno, non pervenuto! Anche in questo caso, và a sapere se ha funzionato il compost tea…
Piselli.
Un tocco di Fukuoka… sono stati seminati a casaccio tra le cannucce di palude ed il marmocchio li mangia a mo’ di caramelle (tra le mie bestemmie che avrei voluto metterne un po’ in conserva), ma io dico: con tutte le more che ci sono qua in giro!?
Cetrioli.
Troppi. Ero un po’ depresso perché delle 20 piantine solo 6 erano sopravvissute alle lumache. Ora mi tocca pure ringraziarle… Beneficio inatteso: con i viticci afferrano i pomodori e li tengono su… già non li sfemminavo, ora manco li lego.
Rapanelli.
Seminati senza convinzione, cresciuti peggio, sono stati lasciati andare a fiore diventando una delle principali attrattive per farfalle ed insetti impollinatori vari (e dando una produzione di semi oltre il concepibile)
La forma dell’orto.
Ottima. Sta permettendo di coltivare di tutto in pochissimo spazio sfruttando una miriade di microclimi. Gli spinaci e le insalatine seminati sulle sponde stanno andando a seme. La speranza e che occupino la nicchia ambientale delle infestanti.
Il resto della verdura.
Non si sono visti afidi anche se qualche pianta (soprattutto i romolacci) presentano delle ticchiolature. La cosa non mi preoccupa particolarmente. Non aggiungendo concimi azotati la membrana cellulare delle piante dovrebbe essere più robusta e quindi meno prona ad infezioni causate dagli “inutili” esserini. Le zucchine ci stanno già venendo a noia. Le taccole sono ottime ecc… ecc…
Sotto terra.
Ah! Saperlo! Sembra andare tutto bene… forse un paio di cavoli sono stati visitati da nematodi parassiti ma gli altri godono di ottima salute (e sono tanti). L’aver lasciato grossi aggregati di argilla interi nella costruzione dei bancali ha permesso di “immagazzinare” molta dell’acqua caduta il mese scorso e qui e là si possono intravvedere ciò che suppongo essere ife micorriziche (sottilissimi filamenti biancastri del tutto simili a radici ma in posti in cui non dovrebbero esserci radici…)
A casa.
Tutti bene grazie.

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9 Responses to “Diario di campagna n°141”


  1. 1 Kaiseki
    luglio 31, 2008 alle 1:08 am

    I miei pomodori striscianti sono qualcosa d’inguardabile..ho dovuto potarli a dismisura ..quest’anno hanno davvero esagerato, ci sono grappoli e grappoli da far paura!
    Per le lumache, sicuramente lo saprai gia..io ho risolto facendo una buca e inserendoci mezza bottiglia di plastica con della birra..ho fatto una strage..mi veniva quasi da piangere ç_ç

  2. luglio 31, 2008 alle 1:18 am

    Io ho smesso con le trappole a birra quando ho scoperto che le cornacchie andavano matte per la “lumaca in guazzetto”… ormai mi sono assestato su una collaborazione tra le mie ronde di deportazione, un tipo di scarafaggetti neri che le predano e la loro atavica indolenza che gli fa preferire i cumuli di sfalcio fresco che lascio quà e là…

  3. 3 Kaiseki
    luglio 31, 2008 alle 2:30 am

    conosco bene solo le ronde di deportazione..per il resto mi tocchera convincere gli scarafaggi a dirigersi nell’orto e non in casa..và che magari ci riesco 😉

  4. 4 Gianluca
    luglio 31, 2008 alle 9:17 am

    Nicola, che dire ……spettacolo di biodiversità!!!!!
    Mi sa che prima di mettermi al lavoro sul serio ti dovrò chiedere un pò di dritte su come si tira su un cumulo ben fatto, mi son reso appena conto di possedere una infinita ignoranza. Per esempio mai e poi mai avrei pensato di lasciare dei simpatici aggregati di argilla disseminati quà e la, son acora troppo legato ai vecchi schemi (ischemici) di coltivazione, la mia parte incoscente ragiona ancora con “cosa c’è di meglio per fare un bancale se non passare quelle 50 volte con la motozzappa per ottenere un bel terriccio sciolto facile da movimentare!!!” ovvio, ripensandoci a mente fredda mi dico da solo ….”ma che caspita hai cominciato a combinare nel pezzetto di orto nuovo” e son contento di aver dovuto fermare i lavori dell’ortoformazione in attesa di una più vasta terraformazione dell’area con un paio di camionate di terra e qualche pianta di vetiver (sempre che Marco mi confermi che ci sono le condizioni minime per farle attecchire e prosperare).

  5. 5 Gianluca
    luglio 31, 2008 alle 9:18 am

    Per cui, se ritieni che esista già, mi daresti qualche utile link (in italiano) su come convenga realizzare la struttura per un orto sinergico, magari in cui sia riportato a prova di imbecille, per filo e per segno, il modo corretto per la realizzazione di un bancale “esplosivo” (biochair, microrize, compost tea, ecc. tutto quello che val la pena di ficcarci dentro!!!!!!)
    Grazie
    PS ma secondo voi perchè è da un paio di giorni che passando davanti al bidone dell’organico io ci vedo solo un bellissimo compost tea fatto e finito (c’è solo da aggiungere un vaso nel foro superiore e il motorino con i due tubicini) senza tener conto che è pure un modello extra lusso con ruote incorporate!!!!!!!
    Vai a capire la mente umana
    arvzze

  6. 6 Alessandro
    luglio 31, 2008 alle 1:52 pm

    a proposito di lumache, è incredibile come anche l’università apra poco la mente delle nuove generazioni…
    Una sera in campagna di qualche week-end fa, alla fine di una buona grigliata rimangono sempre dei bicchieri con della birra avanzata qua e là, per fare il figo chiedo al ragazzo di mia sorella, neolaureato in scienze agrarie, “sapevi che le lumache sono attirate dalla birra?”. Alla sua risposta negativa, metto un sottovaso per terra con gli avanzi dei bicchieri, lo allontano un po’ dal tavolo e dopo qualche minuto illumino con la torcia una scena che neanche la movida di Piazza Vittorio (senza vigili 😀 ).
    Sarà che non sono un oratore, ma un esempio…

  7. 7 Alessandro
    luglio 31, 2008 alle 1:54 pm

    P.S.: nel commento sopra non sono stato neanche un buon narratore

  8. luglio 31, 2008 alle 2:36 pm

    Se con p.zza Vittorio si intende quella di Torino effettivamente di lumaconi se ne trovano veramente un sacco… (parola di ex barman notturno da movida torinese…)
    La prossima volta prova a parlargli della glomalina o del ciclo ossigeno-etilene, vedi come va in crisi… e poi uno si chiede perchè mi scervello su testi in inglese e francese…

  9. luglio 31, 2008 alle 7:42 pm

    Sorprendenti gli inglesi!

    Anche dentro un romanzo sull’Inghilterra fine anni ’60 puoi trovare una Helix: mentre leggevo “Una donna che fischia” di A. Byatt non mi aspettavo certo un personaggio come Jacqueline Winwar, che studia la genetica e la diversità biologica di una comunità di chiocciole… nei dettagli ragazzi, con tanto di esperimenti, tecniche di nutrizione e bave… molte bave.

    Miracoli interdisciplinari dell’umidità… 😉
    a.o.


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