04
Ago
08

gli appunti di emilia h. n°2

Ecco la seconda puntata degli appunti di Emilia Hazelip. Al fondo, come al solito, gli originali.

Le sponde dei bancali.

I bancali presentano due superfici coltivabili dalle caratteristiche molto diverse:
la superficie centrale in piano, dalla profondità ottimale, e le sponde di un’altezza variabile tra i 15 ed i 50 cm (oltre lo spazio centrale diverrebbe troppo esiguo). L’altezza che da risultati migliori di gestione, sia della parte centrale sia delle sponde, e di 30 cm che vuol dire ottenere sponde di circa 40-45 cm di larghezza.
Per la gestione delle sponde si deve tenere in considerazione l’orientamento delle stesse rispetto al sole. Cosa relativamente importante per le superfici centrali in quanto riceverà luce in maniera sufficientemente uniforme salvo che l’orto non sia in una posizione in pendenza.
Se il terreno è in piano, potete montare i bancali con una struttura rettangolare Est-Ovest e, conseguentemente, avere le sponde orientate nord-sud ottenendo microclimi molto diversi per ciascuna sponda. Questo sarà uno dei fattori determinanti per la scelta delle coltivazioni che andrete a fare sulle sponde stesse. In alternativa potrete disporre i bancali con un orientamento Nord-Sud in modo da ottenere sulle sponde ad est il sole del mattino e su quelle ovest il sole del pomeriggio, in questo modo l’irraggiamento sarà circa uniforme.
D’altro canto, se i bancali seguono forme circolari, si otterranno sponde esposte a tutti e quattro i punti cardinali. In questo caso si dovrà identificare bene l’orientamento di ogni segmento delle sponde.
Le sponde vengono utilizzate come superficie per le coltivazioni di “supporto” alla produzione principale che viene fatta sulla parte centrale del bancale. L’insieme delle coltivazioni sulle sponde ha di per sé una notevole importanza, ed in alcuni casi la produzione delle stesse può essere tale da non dover richiedere l’utilizzo delle parti centrali.
Le piante più indicate per la coltivazione sulle sponde sono quelle a portamento eretto appartenenti alla famiglia delle liliacee, come i porri, le cipolle, l’aglio. Le piante appartenenti a questa famiglia contengono sostanze fungicide, antibatteriche ed insettifughe in grado di proteggere le altre coltivazioni. Mescolatele a piante dallo sviluppo rapido come cicorie e lattughe di cui lascerete poi le radici nel terreno dopo la raccolta, disponendole sempre a quinconce. Qua e là potrete sparpagliare delle lenticchie.
Sul crinale di passaggio tra le sponde e le superfici centrali, seminare una linea di fagiolini o di piselli rampicanti, in base alla stagione, in modo che le radici delle leguminose possano estendersi nella rizosfera delle sponde. Se dovessero comparire piante spontanee appartenenti alla famiglia delle leguminose non eliminarle [n.d.t. mai asportare l’apparato radicale delle erbacce a meno che non siano fittonanti come la gramigna, decomponendosi forniranno humus al terreno e comunque ospitano una varietà di batteri e funghi fondamentale per la fertilità del suolo](a meno che non diventino veramente infestanti).
Le sponde vanno sempre tenute coperte da pacciamatura.

Orientamento piante adatte alle sponde:
Aglio – Sud, est, ovest
Cipolle – Sud, est, ovest
Porri – Nord, esst
Cipolla invernale – tutte
Cipollotto – tutte
Scalogno – tutte
Lattughe – tutte
Cicoria/scarola – tutte
Lenticchie/ceci – tutte


i soliti ringraziementi a tutti…
p.s.- è finalmento di nuovo online il sito della Libera Scuola Emilia Hazelip di agricoltura sinergica!

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12 Responses to “gli appunti di emilia h. n°2”


  1. 1 Alessandro
    agosto 4, 2008 alle 2:08 pm

    wow!
    ma allora ti stavo veramente anticipando!

    a proposito di infestanti, ieri sera raccoglievo basilico per il pesto e non potevo fare a meno di notare la quantità assurda di Portulaca (oleracea i suppose) che si stende in ogni angolo vuoto dell’orto di mio padre… di questa però non eliminando l’apparato radicale non si ha ragione… devo andare di esempi di pacciamatura!

  2. 2 Gianluca
    agosto 4, 2008 alle 2:21 pm

    San Nicola da Rondissone
    che dire di più !!!

  3. agosto 4, 2008 alle 2:23 pm

    Si, ci siamo spoilerati a vicenda 🙂
    La portulaca è commestibile, la si può mangiare in insalata con i pomodori. E’ vagamente acidula e dalla consistenza “peculiare” (le foglie più grasse sembrano un po’ limacciose…) a me non fa impazzire ma i gusti sono gusti… puoi dare un’occhiata qua: http://www.pfaf.org/database/plants.php?Portulaca+oleracea

    Comunque è molto sensibile alla pacciamatura, la si fa fuori facile…

  4. 4 Gianluca
    agosto 5, 2008 alle 8:51 am

    e no, così proprio non va!!!!!
    Per favore, Nicola, adesso devi spiegarci come vanno utilizzati, secondo Fukuoka, i 20 metri di pioppo nell’orto, io proprio non lo capisco 😀

  5. agosto 5, 2008 alle 9:18 am

    Non so proprio cosa direbbe il vecchio giapponese, io bestemmio. Devo anche aspettare che se lo portino via…

  6. 6 Gianluca
    agosto 5, 2008 alle 9:31 am

    se vuoi un consiglio (e se non vuoi te lo do ugualmente) vedi di metterti daccordo con il proprietario degli stecchini da denti e pattuisci che le parti “atterrate sull’orto” vengano tagliate a tocchetti in loco, se per recuperare il tronco lo “trascinano via” con un trattore, del tuo povero orticello ……
    se invece usano la pinza chiedi che lo aggancino in modo che non scarichi il peso sulla porzione adagiata nell’orto e vedi di sramare per bene la parte che di solito dondola un pò mentre lo alzano
    che il cielo te la mandi buona 🙂

  7. 7 Gianluca
    agosto 5, 2008 alle 10:50 am

    non mi ricordo se al composto dei templari ci sono arrivato grazie a qualche tuo collegamento. Comunque se così non fosse
    http://selvatici.wordpress.com/quaderni-dellortigiano/composto-dei-templari/
    ciauz

  8. 8 Gianluca
    agosto 5, 2008 alle 10:56 am

    mi sa di si, leggendo quà e la ho trovato un tuo commento
    cancella tutto, già sai

  9. settembre 18, 2008 alle 2:00 pm

    Ciao Nicola, sto leggendo/studiando i tuoi vecchi articoli…

  10. settembre 18, 2008 alle 9:30 pm

    @ Calore – come non ti invidio :), mi son scordato della pasta madre per il pane… quando vuoi è qui!

  11. settembre 19, 2008 alle 12:53 pm

    Grazie Nicola, il prossimo giro vengo con le bambine 🙂


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