20
Ago
08

diario di campagna n°157

DA GRANDE AVREI PREFERITO RIMANERE IGNORANTE.

Sono stato in Sardegna. Sono approdato ad Olbia e sono arrivato a Cagliari con una nutrita fermata a Tuerra, nei pressi di Muravera… Dovrei parlare di questo.
Dovrei parlare di Marco e della sua “visione” sulla coltivazione del Vetiver. Lo farò… non posso perdermi l’occasione di analizzare in dettaglio una pianta dalle mille ed una funzione inserita in una progettazione permaculturale…
Dovrei parlare di Monica e del suo progetto agricolo, anche se in realtà è un progetto esistenziale. Lo farò, anche perché dovrei tornare giù a darle una mano…

Ma adesso non ci riesco… lo shock ambientale di passare dalle paludi della piana Baltea alle asperità granitiche del Sarrabus è stato notevole.
Devo studiare e raccogliere materiale anche in vista di una mio prossimo ritorno a Tuerra.

E qui casca l’asino. Nonostante il mio cialtronismo non sono più in grado di far finta di non sapere.
Di non sapere che la colonna di fumo nero che precede il fumo bianco dell’incendio è un innesco criminale.
Di non sapere che la terra è fonte di guadagno e non più di vita; non credete ai contadini…
Di non sapere che ogni seme, ogni attrezzo, ogni sacchetto di terriccio è toccato dal “mercato”, nulla contro il mercato in sé, molto contro le leggi “non dette” che lo regolano.
Di non sapere che esiste una pluralità di mondi in contrasto continuo.
Di non sapere che la paranoia è “la realtà vista su una scala di misura molto più piccola”.
Di non sapere che la complessità dei sistemi non può essere compresa se non in un ottica riduzionista: cattivo-buono, bianco-nero, giusto sbagliato… il che, ne nega automaticamente la comprensione.
Di non sapere che la mia disponibilità di energie non è infinita, quella del “sistema” si.
Di non sapere che le infezioni possono uccidere o rendere più forti.

Avrei preferito rimanere ignorante. Occuparmi dell’orto dietro casa e della potatura delle rose.
Il sapere porta ad un’assunzione di responsabilità.

Ho cercato vari percorsi per attendere a queste responsabilità, sono stato “pecora d’assalto”, sono stato “impegnato”, sono stato “politico”…
Adesso, sono.
Niente più nemici, niente più guerre, niente più opposizione…
Forse a ‘sto giro riesco veramente a cambiare qualcosa… almeno me stesso.

Un grazie ad equipaje per avermi fatto pensare, e a tutti gli altri che lo fanno ogni giorno…

Per i catastrofisti alla “tanto ormai è troppo tardi”: mancano 100 mesi alla fine del mondo.
…e io, da buon esistenzialista goliardico, me ne frego e continuo a raccontare cosa si può fare… se poi non dovesse servire… bhè, questo è il mio concetto di “lusso”…

Ps.- Giuro che dopo questa “botta” torno a pubblicare le traduzioni di Emilia H. 🙂

Annunci

27 Responses to “diario di campagna n°157”


  1. 1 Gianluca
    agosto 21, 2008 alle 11:35 am

    ekkime
    e figuriamoci se non tornavo in un momento catastrofico !!!!!
    per fukuoka posso solo dire che prima o poi tocca a tutti, ma non sono im molti coloro che posson dire di aver lasciato un segno duraturo del proprio passaggio, ecco lui è uno di questi eletti ed il segno che lascia è sicuramente uno dei più belli.
    Ma porca miseria, mica si possono sganciare così certe notizie, se s’ha da finì tutti entro 100 mesi mi metto subito a bracconare i cinghialozzi che ronzano intorno alla nuova catasta di legna, non avete idea quanto sia buono il cosciotto cotto nel forno a legna gnum gnum 🙂
    Come potete costatare, son tornato paro paro a come vi ho lasciati (solo un pò più indolenzito dall’attività di trasportatore legna)
    Ciao a tutti 😀

  2. 2 Vincenzo
    agosto 21, 2008 alle 11:51 am

    Uhm.. ci colpa la sardegna o era una cosa che doveva arrivare da sè?!

  3. agosto 21, 2008 alle 12:04 pm

    @Gianluca – è tornato il nostro raccoglitore-cacciatore preferito!! Ho incontrato di persona il vativer… mooolto interessante, anche per le cose di “lavoro”…

    @Vincenzo – è una cosa che è arrivata con il ritorno a casa… infatti sto progettando di tornare in sardegna a giorni, massimo settimane. (sempre che impegni vari non mi blocchino nelle nebbie eterne… uno passa anni a guardare le mosche e poi all’improvviso capita tutto…)

  4. 4 Vincenzo
    agosto 21, 2008 alle 12:21 pm

    eheh.. no pensavo fosse il tipico “effetto sardegna” o “mal di sardegna” che ha già mietuto vittime eccellenti..
    che sò, io ho ben presente De Andrè..
    aspettiamo i racconti sulla magica terra!

    @Gianluca

    l’esperienza mi porta a confermare la bontà dei cinghialozzi, prova la ricetta con le bacche di ginepro.. 😉

  5. 5 Gianluca
    agosto 21, 2008 alle 12:48 pm

    @Vincenzo
    he he he
    cosciotto colpito con la mannaia quel tanto che basta a poterlo tagliare dopo la cottura, incisione le carni per far entraremeglio i sapori, poi bacche di ginepro, chiodi di garofano, pepe in grani, rosmarino, maggiorana, timo, basilico, sale agliato (aglio passato nel mortaio mescolato al sale grosso), una lascrima d’olio e tanto vino.
    Una notte in frigo (con giratina verso mezzanotte), forno intorno ai 250 e un ora abbondante di cottura e …… il gioco è fatto 😀
    Pappa buona !!!!!!!

  6. 6 Gianluca
    agosto 21, 2008 alle 12:48 pm

    @Nicola
    Son contento che hai conosciuto Marco, sono in attesa di un pò do dritte per i miei problemi di terraformazione, stando alle mie stime mi servirebbero circa 600 piantine per terraformare l’orto eccessivamente in discesa e per rendere innocua l’IMOF. Speriamo che riesca a fornirmi un’alternativa che consenta l’utilizzo di un minor numero di piantine.
    per le cose di “lavoro” ho fatto un ragionamento, i materiali inquinanti non scompaiono magicamente, vengono tolti dal suolo/acque ma poi sono assimilati dalla pianta che li “conserva” fintanto che è in vita, ma poi con gli sfalci questi tendono a tornare in circolo per cui poi si genera il problema del loro smaltimento. Questo aspetto non l’ho ancora sottoposto a Marco, ma mentre per i reflui della IMOF (organici e residui dei lavaggi) non ci son molti problemi in caso di terreni contenenti sostanze pericolose …..
    Se torni in sardegna nella stagione giusta vedi di prendere anche qualche ghiada di quercia da sughero, così quando prima o poi passerò per fare un pò di baratto avrai tante cose interessanti da propormi 🙂

    Ciao a tutti vado a nutrirmi

  7. agosto 21, 2008 alle 1:13 pm

    Anche per il problema dello sfalcio “inquinato” Marco ha la risposta… mi ricordo che ne abbiamo parlato ma se te lo spiega lui è più semplice… non era esattamente uno degli aspetti primari delle mie domande inquisitorie. Mi citava i dati della decontaminazione delle miniere (cobalto e roba del genere…)in australia.

  8. 8 Gianluca
    agosto 21, 2008 alle 2:45 pm

    se continua così finisce che si merita anche un compenso extra per la consulenza 🙂

  9. 9 boschiv
    agosto 21, 2008 alle 5:30 pm

    ma dove le trovi certe cose??? adesso mi sto leggendo tutta una cosa in francese dattiloscritta…di cui hai parlato un qualche post fa…di bonfils…ti leggo da un po’ ma stavolta proprio va detto…sei un mito…saluti babs

  10. agosto 21, 2008 alle 9:05 pm

    @ Ben trovato Babs (o boschiv?)… dove le trovo ‘ste robe? E’ il mio “lavoro”, in realtà faccio il mammo e il casalingo e l’ortolano, ma nei “buchi” studio e macino informazioni (in maniera pressochè compulsiva ed onnivora). Parto forse avvantaggiato perchè uno dei miei passati lavori ufficiali era come “cane da tartufi” in un ufficio stampa: dovevo sistematicamente violare la privacy di giornalisti e compagnia bella via internet. Ho reindirizzato gli strumenti su qualcosa di più costruttivo! 🙂

    ps. – se pensate che mammo/casalingo/ortolano siano impegni che non lasciano molto spazio ad altro provate a chiedervi com’è che buona parte dei libri sull’argomento sono scritti da gente che faceva le stesse cose che faccio io(J. Seymour, Ruth Stout ecc…). Non fatevi ingannare, di tempo ce n’è sempre un sacco…

  11. agosto 22, 2008 alle 2:42 pm

    Mamma che botta di pessimismo, mio padre una volta disse una cosa che mi torna in mente spesso: “chi più sa, meno sa…condensando questa legge puoi sempre dire: beato a te che non capisci un c….!” Conviene non capire? Non ti accorgi di nulla ed hai tante certezze, ma poi se ti accorgi che sono finte? Il mondo finirà tra cento mesi? continuerà ad autoalimentarsi fino all’implosione? quando accadrà? accadrà? Se guardo la televisione non ci penso più… ma se vedo in televisione gente che litiga allora scendo in strada che è uguale…Sai come faccio? la mia soluzione è semplice e la applico non ostante ciò che vorrei per me, i figli ed il mondo: io faccio ciò che posso, poi ognuno faccia ciò che vuole; come dice Abatantuono nella scena finale di Mediterraneo: “fate come volete, ma non potrete dire che sono stato vostro complice”.
    Mal di Sardegna? ho la soluzione anche per questo: l’ho vista nel ’95 e ci sono rimasto.
    @ Gianluca: se tu estrai inquinamento, questo si fissa nella biomassa che poi non va nè bruciata nè reinserita nella catena alimentare; ma se ne fai tanta la trasformi in alcoli (etanolo e metanolo) demolendola con processi a bassa temperatura ed enzimi(saccarificazione fermentazione simultanee). http://diariodellacoltivazione.blogspot.com/2008/02/cellulosa-finalmente.html Con questo procedimento separi le sostanze inquinanti dalla biomassa e le concentri potendole smaltire (questa volta) in maniera opportuna. se sono intrappolate nel terreno non puoi evitare che rientrino nella catena alimentare.
    Se intercetti il percolato e lo fai assorbire dalle piante e non hai prodotto tanta biomassa, ugualmente puoi raccogliere il fogliame e smaltirlo in condizioni sicure.Fra due mali meglio male minore (sempre Mediterraneo).

  12. agosto 22, 2008 alle 3:20 pm

    Ottima la citazione da “Mediterraneo”! Grazie. Comunque mi sono già ripreso dalla depressione e, come ti avevo già annunciato, stiamo programmando il ritorno sull’isola!
    Porca, devo scrivere al più presto qualcosa di “sciocco” 🙂

  13. 13 Gianluca
    agosto 22, 2008 alle 3:22 pm

    anvedi sto fratello di dio quanto è andato lontano dai tempi di Roma e quante ne sapeva 🙂
    hai pienamente ragione Marco, sempre meglio il male minore. è per questo che “professionalmente” la vetiver mi sembra valida, ottimo l’effetto sequestrante degli inquinanti (fin a diversi metri nel suolo), il problema è che non nutrendosi solo di quelli sarebbe meglio trovare il modo di separarli dalla biomassa al fine si smaltirli senza “inutili supplementi”, se si tratta di idrocarburi no problem aumenti l’effetto serra, ma se si tratta di mercurio o altri metalli pesanti …..
    In fin dei conti San Tommaso non diceva proprio male, provare per credere 😀
    Ciao a presto Marco

  14. 14 Gianluca
    agosto 22, 2008 alle 3:42 pm

    se mi autorizzi, senza sale posso scrivere io, l’importante è che non manchi la corrente elettrica 😀

  15. agosto 23, 2008 alle 12:02 pm

    Penso che un giorno l’industria mineraria tirerà fuori dal cilindro il procedimento industriale per recuperare i metalli pesanti intrappolati nella biomassa delle piante poste a dimora sugli scarti di materiale estratto o già lavorato con metodi tradizionali. Penso che al solito sia la leva economica della convenienza che farà apparire sulla scena un procedimento che molto probabilmente esiste già almeno dagli anni ’50….

  16. agosto 23, 2008 alle 1:00 pm

    P.S. Perdonami Gianluca, detto solo fra di noi: magari fratello del Bhudda……

  17. agosto 23, 2008 alle 1:23 pm

    ho letto l’articolo del guardian e il rapporto sui 100 mesi rimasti. adesso sono seduta e sto cercando di inspirare ed espirare lentamente.
    grazie per la botta di lucidità, un pò meno grazie per la domanda che mi picchia in testa: da dove cominciare?

  18. agosto 23, 2008 alle 6:52 pm

    Si… bhè… mi scuso con tutti… non avrei dovuto pubblicare ‘sto post catastrofista.
    In relatà i 100 mesi sono comunque una teoria che non prende proprio tutti tutti i valori in considerazione (e chi potrebbe?). Per il resto, io adotto il sistema esistenzialista-belushiano (nel senso di John Belushi)… “Era finita quando i tedeschi bombardarono Pearl Harbour?! Niente è finito finchè NOI non decidiamo che è finito! AAAAAAAAAAaaaaaaaaaaaaaah!!!!” il tutto detto correndo con due birre in mano verso i campi… e qua vi lascio immaginare lo spettacolo di Gianluca accompagnato dal cinghiale con cui ormai conduce una realzione segreta…
    Da dove cominciare? Bho? La Nuova Zelanda non dev’essere male per come la racconti tu, anche se io mi accontento di giocare a Dinamite Blah nei pressi di Chivasso. ;D

    ps. – non cominciate a dirmi che non erano i tedeschi a bombardare pearl harbour come mi è successo su un’altro blog… la citazione è da Animal House ed è riportata quasi fedelmente…

  19. 19 sb
    agosto 23, 2008 alle 9:40 pm

    popolo, io penso che se l’uomo è figlio della natura allora quello che combina è del tutto nel ciclo naturale delle cose. probabilmente il pianeta si è suicidato quando ha messo al mondo le cellule procariote(?), quelle lì con il dna messo giù alla cazzo e gli amminoacidi, o le comete con la vita dentro le ha prese nel cielo e ne ha mandata giù una boccetta. magari, per chi ci crede, si è fatto dare l’uomo da dio e si è fatto una overdose. così il pianeta si è suicidato, ma visti i tempi immensi del cosmo ha cominciato appena a pentirsi. se fa in tempo fa una lavanda gastrica; se no, tra tempi immensi ed immani dolori, morirà. ma finchè mi da i pomodori che san di ciliegia e mi fagocita il prezzemolo che oramai non trovo più gli vorrò sempre bene. oppure le vorrò sempre bene. ciau ne

  20. 20 Gianluca
    agosto 25, 2008 alle 2:22 pm

    si, son sempre più convinto che prima o poi potremmo trovarci tutti quanti insieme a realizzare un bell’orto sinergico all’interno di un ospedale psichiatrico !!!!
    Peccato, chi sa se mi faranno far visita da “cinghi”, le sono così affezionato …. 😀

  21. 21 sb
    agosto 25, 2008 alle 3:56 pm

    è il vaneggiante risultato dei litraggi di vino di una festa di paese. c’è più solforosa che uva ma quando conosci parecchi loschi figuri non puoi rifiutarti di brindare assieme perchè se no cominciano …ma non stai bene? ma sei matto? ma ho sbaglato persona? ma sei sicuro di star bene? magari vuoi un grappino! una birra! non vorrai mica l’acqua!!!! vergognati! addio! comunque ho lavorato in una struttura psichiatrica e non si puo maneggiare attrezzi, conviene che porti cinghi oppure ci facciam crescere le unghie. ciau ne

  22. agosto 25, 2008 alle 11:23 pm

    Tra 4 anni è il 2012 che non è la fine del mondo… Secondo il calendario Maya, il 21 dicembre 2012 quando il sole sarà allineato all’equatore della via lattea finirà un ciclo di 26.000anni e ne inizierà un’altro. In quell’anno è possibile(secondo i Maya) un cambio globale di coscienza, cambio che tutte le religioni e spiritualità antiche profetizzano, anche quella Maya
    (spiritualità risalente al periodo del Popol Vuh).
    La fine del mondo è la solita bufala new age. Io la vedo male ad aspettare un cambio di coscienza globale.

  23. agosto 25, 2008 alle 11:45 pm

    Perfettamente d’accordo con la bufala new age… a quest’ora il mondo avrebbe già dovuto finire almeno una decina di volte.
    E perfettamente d’accordo sul aspettare un cambio di coscienza globale… forse con l’utilizzo improprio di una vanga) 🙂

    ps. – continuo ad avere dei problemi con askimet che legge i tuoi commenti come spam (sigh) sto cercando di fargli capire delle cose, ma è una macchina… grazie per la pazienza…

  24. 24 Gianluca
    agosto 26, 2008 alle 11:45 am

    allora non son l’unico censurato dalla macchina!!!!!!
    ed io che pensavo che fosse una cosa personal-tecnologica
    mal comune, mezza ….. censura 😉

  25. 25 elena
    marzo 21, 2009 alle 8:29 am

    Ciao, io ti sto leggendo come un libro, partendo dall’inizio, purtroppo non riesco a leggere anche tutti i commenti.
    Inquietante l’orologio!!!! Faccio come lo struzzo, e spero…
    Comunque a chi fosse interessato ho appena letto un bel libro sui cambiamenti climatici che spiega un bel po di cose interessanti.
    ad esempio dice ” che se in questo momento fermassimo tutte le emissioni in realtà andremo incontro ad un immediato riscaldamento, perche le polveri inquinanti in realta si è scoperto riflettono nello spazio le radiazioni solari”.
    Ovviamente i dati li prendo per buoni, non avendo a disposizione un laboratorio di ricerca ne la capacità di usarlo.
    per chi fosse interessato il libro è:
    Tim Flannery – Breve storia del clima – ed. Salani
    ciao Elena

  26. marzo 22, 2009 alle 2:14 pm

    Ciao Elena,
    perchè ti vuoi del male? Non esistono torture migliori dell’autoinfliggersi i miei deliri?! 🙂
    C’è anche un’altra teoria (ma non mi ricordo più dove l’ho sentita) che sostiene che tutti i maggiori cambiamenti siano, in parte, dovuti allo spostamento della nostra galassia… meno interessante del libro proposto da te, mi rendo conto…
    🙂

  27. 27 elena
    marzo 23, 2009 alle 8:41 pm

    :-D: questa della galassia vado a cercarla, perchè meno interessante??? sono comunque innamorata della scienza e mi diverte.
    Mi diverte anche leggerti, altre volte invece rimango spaesata tipo:…..MA QUANTO SONO IGNORANTEEEEE!!! Forse e che voglio tutto subito! Ho incominciato a studiare solo a settembre, manco sapevo esistessero Fukuoka, permacultura, sinergico, etc…
    Comunque ho iniziato a pulire con le patate il pezzettino al sole, adesso è tutto pieno di paglia mancano solo le patate.
    Grande gioia: L’HO NEL GIARDINO LA PAGLIA NON PIù SUI LIBRI!!! 😀 poi i risultati… che mi aspetto siano per lo più così :-(!
    potre stupirmi?
    buon lavoro Elena


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


L’ orto di carta

Diario di bordo ad aggiornamento casuale e saltuario di un cialtrone nell'orto... giocando con il fango, la permacultura, l'agricoltura sinergica in compagnia di William Cobbett, John Seymour, Fukuoka e Kropotkin.

Per Contattarmi:

Aggiornamenti via mail?

Parte della libreria di OrtodiCarta

Prese al volo e rilanciate

how to be free manifesto

Pastafarian Blog

Accessi dal 8 aprile 2008:

  • 746,708 hits
Add to Technorati Favorites

Troverò altri sistemi di finanziamento occulto…

Foto di Carta


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: