03
Set
08

i manuali del giovine autarchico n°10

L’acqua bolle nell’enorme pentolone in cui migliaia di batteri troveranno la morte.
La verdura raccolta questa mattina è già stata “scottata” nell’aceto.
Tra schizzi di materiale lavico di tutti i colori e geyser di vapore acqueo a 3000° gradi non ho più quasi un pelo sulle braccia.

Il risultato di questo lavoro sarà sempre quello di un volto che, sospettosamente, apre un barattolo cercando di intuire la presenza di muffe, frizzicori, odori di fermentazione. Una sensazione da roulette russa con il botulino. (Lo stesso volto ingollerà tranquillamente qualsiasi cosa sia stata imbarattolata da chiunque altro… è un problema legato alla possibilità di vedere in faccia chi produce il cibo, sulle prime non ti fidi mai troppo… chiamala: “deformazione da consumismo”).

In ogni caso, da buon indolente ho deciso che questo è l’ultimo anno che mi imbarco in quest’impresa. E’ un lavoro impressionante, ti porta via intere giornate, consuma quintali di energia rendendo il mio piccolo barattolo di marmellata di susine assolutamente non competitivo. E, a meno che non si riesca ad organizzare un “Barattolo Party”, una noia mortale soprattutto quando fuori c’è il sole e si potrebbe andare in spiaggia al fiume.

Il prossimo anno: deidratazione solare.

Avevo già montato un piccolo essiccatore solare (poi distrutto da un eccesso di gioia da parte dei cani) e funzionava sufficientemente bene. Nessuna fatica, nessuna energia sprecata, nessun rischio di botulino ed altre questioni.

Pensa realmente un attimo a quante energie vanno impiegate per conservare i prodotti dell’orto: gas per i fornelli, acqua che solo in alcuni casi verrà riciclata, elettricità per freezer e frigoriferi…
Definitivamente perché sbattersi quando lo fa il sole per te?

Il progetto l’avevo preso nella fornita banca dati della ECHO.


17 Responses to “i manuali del giovine autarchico n°10”


  1. settembre 4, 2008 alle 9:18 am

    E’ verissimo!!! Negli ultimi tempi ho fatto gli stessi ragionamenti! Fare le marmellate, le conserve, ecc ecc ti da una soddisfazione enorme, però si fa una gran fatica: ci vuole tantissimo tempo, la cucina diventa un enorme casino come se fosse stata ingoiata da un buco nero e risputata fuori, ore e ore di fornelli, e poi la sterilizzazione… migliaia di vasetti e di tappi che non sono mai puliti… alla fine se sei anche uno che si intrippa devi fare le etichette con vecchi fogli di carta e nastro adesivo. Insomma, è bello, divertente, dopo hai tutti i tuoi vasetti… ma ne vale la pena? non saprei! Magari non abbandonerò completamente le conserve ma anch’io vorrei provare l’essicazione! Molto interessante anche mettere via frutta e verdura “a crudo” e “al naturale”: ad esempio fichi e pomodori si possono lavare bene, mettere nei vasetti (due vasetti diversi!😉 ) e cuocere a bagno maria per 30 minuti. Produrranno la loro acqua e il gioco è fatto!

  2. settembre 4, 2008 alle 9:42 am

    Oh! Per fortuna! Temevo di aver avuto solo un “crollo della casalinga”!🙂
    Comunque anch’io non rinuncerò totalmente alle conserve classiche… buona la dritta sul conservare al naturale, grazie!

  3. settembre 4, 2008 alle 10:51 am

    dato che siamo in fase conservazione e si parla tra casalinghe vi segnalo 2 paginette!!!
    anche la conservazione sotto spirito non va sottovalutata! Per i pomodori al naturale: http://www.gennarino.org/diego/pomodoro.html, per idee e ispirazioni: http://www.segretidicasa.it/conserve.php#top
    Ho stampato il pdf sulla deidratazione solare! che figo l’essicatore!!!! lo faremo anch’io e marco!!!🙂

  4. settembre 4, 2008 alle 11:16 am

    Si, ma per esperienza ti consiglierei di non lasciare le pareti trasparenti come nel progetto di echo. la luce diretta del sole modifica di molto il colore di ciò che stai essiccando e la qualità finale del prodotto. In più conviene fare un coperchio allo sfiato in modo da regolare la temperatura interna ed il ricircolo dell’aria…
    Grazie dei link!

  5. 5 Cristiano
    settembre 5, 2008 alle 11:01 am

    Ma lo fai il pretrattamento o non lo fai? E se lo fai, cosa usi? Poi ieri sera ero da Daria e Marco e si diceva che quando vorrai fare una bella colazione, sulla tua fetta di pane casalingo tostato e fragrante, sarà difficile spalmare uno strato di mele essiccate… insomma, pensiamoci, la marmellata di more è favolosa, forse poi durante l’inverno la fatica della conservazione la si apprezza meglio, mah?

  6. settembre 5, 2008 alle 11:43 am

    No, non faccio nessun pretrattamento… al massimo una notte in succo di limone.
    Le marmellate comunque le faccio ancora! Ma ancor meglio: quando faccio il pane, ne faccio due uno dolce (con frutta secca) ed uno salato…
    Sono comunque un’edonista! Non ci facciamo mancare nulla quaggiù!😉

  7. 7 Gianluca
    settembre 5, 2008 alle 11:59 am

    soprattutto in tema di limacciose😉
    sai che bella scoperta se scoprirai che nella conserva di frutta fanno da gelificante naturale ha ha ha
    Ma a ben pensarci, perchè la gelatina di pesce si e la bava di lumaca no ?!
    ora guardo se possono essere utili nelle conserve e vi faccio sapere

  8. settembre 5, 2008 alle 12:56 pm

    Si, si fa un’ottimo sciroppo per la tosse e sono buone per l’ulcera… ma fino ad oggi non mi ero posto il problema!🙂

  9. settembre 5, 2008 alle 1:28 pm

    e comunque ieri sera presi dalla curiosità, prima di spararci la visione di gruppo di “A crude awakening”, abbiamo aperto la marmellata di prugne… mmmmmmmmm… troppo buona!!!! che soddisfazione!😉

  10. settembre 7, 2008 alle 1:36 pm

    Bellissimo blog! Mi sto trasferendo in una casa con un balcone abbastanza grande da poter provare a fare un orticello domestico, mi sa che verrò spesso a fare un giro da queste parti😉

  11. settembre 7, 2008 alle 8:46 pm

    @ Tano – Quando vuoi ci trovi tutti qua!🙂 (e grazie per i complimenti!)
    @ Daria – Bhè… come addolcirsi la pillola😉

  12. 12 loredana
    settembre 8, 2008 alle 10:02 pm

    mio caro nicola e mia cara daria,
    ma non sarà che siete ancora un pò troppo legati al consumismo?
    ovvio che nessuna conserva domestica sarà mai competitiva sul piano economico (o sul rapporto tempo/costo) con una acquistata…
    ma vuoi mettere I TUOI POMODORI rispetto a quelli acquistati al supermarket di dubbia provenienza?
    ma ancor di più, vuoi mettere la conservazione del tuo cibo, auto prodotto rispetto a quello prodotto da chissà chi chissà dove?
    il trucco è lì, stasera ho sbucciato molte mele e le ho cotte, pronte per la sterilizzazione.
    non saranno competitive monetariamente…
    ma il mio albero le ha prodotte e se non voglio buttare questo “sforzo di natura” sarà bene conservarle, alla faccia del lavoro impiegato (sul gas e sull’essiccatore non mi pronuncio, vivo sul lato scuro di una valle e l’essiccazione è praticamente un miraggio soprattutto in annate come questa)ho fatto scorte per l’inverno

  13. settembre 8, 2008 alle 10:36 pm

    Ciao Loredana,
    non credo che sia un problema di essere o meno legati al consumismo, ovvio che dopo essermi fatto la MIA marmellata di more difficilmente ne comprerò mai una al supermercato. Cosa che effettivamente accade.
    Il mio, e credo anche quello di Daria, era solo un ragionamento pratico. Non è che perchè la mia passata di pomodoro costa di più di quella del supermercato allora vado a comprarla invece di farmela… ma, piuttosto, trovo un modo di conservare i pomodori che sia più semplice e meno impegnativo così non solo mi risparmio la rottura di andare al supermercato ma anche quella di sfaccendare per tre giorni consecutivi e posso andare a prendere il sole in compagnia. Ma questo vale per me che sono uno sfaticato🙂 ovvio che se uno si diverte a fare le conserve il problema non sussiste.
    VIVA ORA E SEMPRE LA CONSERVA CASALINGA!
    (la parte che io trovo più divertente è disegnare le etichette a mano, oltre ovviamente a mangiarmi il contenuto dei barattoli…)
    Saluti!

  14. 14 Loredana
    settembre 9, 2008 alle 2:12 pm

    Ehm… in effetti forse ho esagerato e come primo commento in un sito che seguo direi che non è stato proprio granchè😛
    diciamo che avevo spignattato fino a quell’ora (pane e mele, ANCORA mele….) ed avevo bisogno di convincere più me che voi?

  15. 15 sb
    settembre 9, 2008 alle 2:54 pm

    bongiùratutlemond, io sono cosciente di avere una faccia di merda ma a proposito di consumismo; se una persona ci ha il compiuter e mi viene a fare la filippica sul consumismo e la conserva di mele e la marmellatina iu ium e le mele e le prugne e poi fannno andare in bagno e che bel colore ste prugne cotte digerite e le mele dell’albero che ha duemil anni e fa ancora le mele e son buone e invece fanno schifo ma hanno una legna che se è ben secca vien bene per fare barbaculo con delle povere bestie macellate che gridavano aitaaitaaiuto prima della fucilata ma che poi son così buone da mandar giù con il vino che hanno raccolto dei disgraziati lavoratori in nero che se muoiono li seppellscono lì e più nessuno sa niente e la mogie è dietro ad una vecchia che ha dei figli che bevono il vinello nel bar trendy e ad un certo punto il marito non si fa più vedere e chissà dov’è e palle varie e poi prendi il motore e vai di qui e di li su e giu avantindrè per le valli dove però non cè il tav se no inquina. mavadarviailculo. sempre vostro fdm

  16. settembre 9, 2008 alle 3:39 pm

    @ Loredana… nessun problema, è un limite dei blog non poter interpretare l’analogico ed essere riduttivi dal punto di vista dei contenuti “altri”, per dire: chissà che gl’è preso oggi a sb per sto sfurione! Tutti buoni! Respiriamo a fondo e via! Tutti a gozzovigliare di nuovo al bancone bar della permacultura… per chi era la birra?


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