05
Ott
08

diario di campagna n°184

Giorno di libera… i wwoofers Neo zelandesi vanno a caccia di onde con lo sgangherato furgone comprato in Inghilterra. Noi andiamo semplicemente “al mare”.
Finalmente: castelli di sabbia invece di buchi nella polvere!!

Per un “culetto batuffolino da ranocchietta morbida” come il mio, la Sardegna rimane un posto “limite”, un confine. Qui ogni limite, ogni forma, ogni odore è più leggibile.
Forse solo perché sono agli “antipodi” del mio conosciuto quotidiano…

Sono in spiaggia e mi guardo intorno, i pattern naturali sembrano marcati con un evidenziatore.

In permacoltura i pattern sono gli “schemi” entro cui incasellare i componenti di una progettazione. Sono la struttura portante, la griglia, di una progettazione.
I pattern sono immediatamente riconoscibili e ciclici… come le canzonette o… gli spot pubblicitari.

Superando gli schemi razionali e rigorosi della geometria euclidea si trovano gli schemi naturali, imperfettamente rotondi, mai lineari se non per porzioni infinitesimali… testardamente anormali.

I pattern sono riscontrabili dall’osservazione delle forme naturali… sono in spiaggia:

Onde – questa è semplice… c’è il mare e la forma “congelata” delle dune.
Flussi – l’acqua che scroscia sulle rocce, la schiuma creata dalle onde.
Lobi – il crinale della scogliera, lo sviluppo dei licheni sulle rocce di granito.
Ramificazioni – i rami contorti degli alberi, le tracce dell’erosione sul terreno.
Macchie – i gruppi di canne, i gruppi di corbezzoli spontanei.
Reti – l’argilla che spacca sotto il sole, i favi delle api nel campo accanto.
Nembi – la chioma dei cespugli della macchia e, ovvio, le nuvole di passaggio.

La visualizzazione e comprensione di un pattern generalmente applicabile è equivalente all’apprendere un principio che si potrà riprodurre o generare in una progettazione.

Ma domani si torna al lavoro… questa volta 5000 piante di rosmarino… rigorosamente in linee rette a favore di erosione… Avrebbero potuto, probabilmente, starcene 7000 mantenendo il passaggio per il trattore ed i mezzi meccanizzati se si fosse seguito uno schema a linee curve ma non rientrava negli schemi euclidei del tecnico agrario che ha presentato il progetto…

La parte sui pattern è liberamente “ricordata” dalle svariate letture di A Designers’ Manual di Bill Mollison…


10 Responses to “diario di campagna n°184”


  1. ottobre 6, 2008 alle 11:52 am

    Sarà pure “liberamente ricordata da”, ma la reinterpretazione sardo-nicolica risulta davvero suggestiva🙂

    Buon lavoro e saluti a Monica.

  2. 2 alem
    ottobre 6, 2008 alle 12:32 pm

    che invidia…
    ho una voglia di scendere in Sardegna ma per un po’ mi dovrò astenere😦
    quello che dici sui “pattern marcati con un evidenziatore” è verissimo, è la stessa impressione che ho avuto io. (vabbè lo so, io sono un caso grave di “mal di sardegna”)

    PS
    mi sa che A Designers’ Manual prima o poi me lo devo accattare…

    buon lavoro
    Alessandro

  3. 3 Gianluca
    ottobre 6, 2008 alle 1:16 pm

    Nicola
    Non fare l’antipatico e vedi di reperire una macchina fotografica !!!!!!
    Buon lavoro e cerca di non curvare troppo le linee delle piantine che altrimenti non vi bastano ;o)
    Dimenticavo, sarebbero gradite anche foto della zona pre e post piantumazione

  4. ottobre 6, 2008 alle 2:29 pm

    Le linee sono drittissime con mio sommo sconforto😉 e per le foto proverò ad attrezzarmi ma temo che non si potranno postare fino al mio ritorno….

  5. 5 Gianluca
    ottobre 6, 2008 alle 3:23 pm

    vabbè, nella peggiore delle ipotesi le vedremo quando si riuscirà ad organizzare la mangiata serale, sempre che SB riesca a farsi dare un turno decente o finisce che poi ricoverano anche lui😉
    PS se trovi un modo di ricavare fondi ….. passa l’idea che son sempre più
    “voglio della terra tutta mia!!!!!!!”
    Ci-AUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUU

  6. 7 loredana
    ottobre 7, 2008 alle 11:00 pm

    non so cosa farebbe lui ma molto probabilmente io dovrei uscire dall’orto per far posto alla zucca…

  7. 8 Gianluca
    ottobre 8, 2008 alle 9:22 am

    Loredana
    Oppure potresti provare a scavale la zucca e una volta essiccata con un paio di pannelli di plexiglag avresti un capanno/serra bello e pronto😉

  8. ottobre 8, 2008 alle 10:29 am

    Non ci sono più le carrozze di Cenerentola di una volta.

  9. 10 Gianluca
    ottobre 8, 2008 alle 11:14 am

    sono demodè, non lo sapevi che ora vanno di moda le lattughe cappuccio giganti !?😉


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