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Nov
08

diario di campagna n°213

Scusate… sto facendo questo:
senza-titolo-1-copia1


18 Responses to “diario di campagna n°213”


  1. novembre 19, 2008 alle 6:03 pm

    Tutta palestra risparmiata!!!!! 🙂

    Buon lavoro!

  2. novembre 19, 2008 alle 10:14 pm

    E dici poco!🙂

    Ma gli alberelli “fuori terra” che mi rappresentano?

  3. novembre 19, 2008 alle 10:27 pm

    @ Archimede – grazie… sai il figurone che farò in costume adamitico a natale😉
    @ Equipaje – bhè… mettiamola così… il campo non è mio, è un’occupazione abusiva-consensuale o prestito d’uso a pacche sulle spalle (Ouch!) quindi non me la sento tanto di mettere a terra il fico, il caco ed altre cosine che dovrei recuperare… sai, se poi devo scappare in fretta i pomodori li posso anche raccogliere e fuggire ma gli alberelli!? Mi sto procurando degli enormi secchielloni!😀 Hasta l’orto siempre!!

  4. novembre 20, 2008 alle 8:18 am

    Ciao Nicola e complimenti!
    abuso dei commenti per chiederti dove trovare le istruzioni per le patate negli pneumatici, sempre che sia qualcosa da: metti in pila gli pneumatici=>riempi di terra=>pianta le patate=>pacciama, visto che ho dovuto cambiarli e ho fatto che tenerli (con la gioia del gommista, dato che loro pagano per lo smaltimento…)…

  5. 6 sb
    novembre 20, 2008 alle 10:09 am

    ammetto di essere un rompicoglioni ma a me sta storia delle gomme non mi piace mica; chissà come trattano i materiali prima di assemblarli. il fil di ferro ad esempio; quando lavoravo in officina mi tagliai con un pezzo di metallo trattato con non so cosa e mi venne un infezione che mi ci vollero dei mesi per guarire, quando di infezioni non ne o mai avute (a parte le tonsille), anzi per disinfettare, da bambino, usavo pisciare sulla ferita e funzionava benissimo. e poi viaggiano continuamente su macchie di olio motore, benzina, riflussi fognari e sapone di autolavaggi e chissa cos’altro ancora.
    si potrebbe raggiungere lo tesso risultato con rami messi a mo di barriera per il composto che si usa con le gomme. o no.
    ciau

  6. 7 Salvatore
    novembre 20, 2008 alle 10:22 am

    Anche io sono partito con la coltivazione delle patate in verticale. 4 con cannicciati e 2 con pneumatici. C’è modo di postare foto? mi piacerebbe ricevere pareri in merito. Poi mi chiedo: per alzare le torri sarà meglio aggiungere progressivamente a più riprese la nuova terra o sarà meglio farlo in una volta sola? (in questo caso sarà inevitavbile il ricoprimento delle foglie più basse della piantina).ehh…. i dubbi del contadino di ritorno.
    ciau

  7. 8 Gianluca
    novembre 20, 2008 alle 10:36 am

    ciao Nicola, guardando il tuo blocco appunti un pensiero mi ha folgorato ….. Emilia lo possiede !!!! ;o)
    Continua così
    PS hai più avuto notizie di Marco e del casino che lo ha investito??

  8. novembre 20, 2008 alle 1:21 pm

    @ sb – sono perfettamente d’accordo… un risultato ottimo si ottiene anche costruendo, con assi di recupero, delle scatole componibili. In ogni caso ho già raccolto un tot di ricerche ed articoli sulla non tossicità dei copertoni usati (mi raccomando: usati per sfruttare l’effetto di gas-off)mentre sulla comprovata tossicità non ho ancora trovato nulla. Anzi, se qualcuno a del materiale e me lo posta ne sarei eternamente grato

    @ Gianluca – se per Marco intendi Mr. vetiver ha appena commentato il post precedente, io glio ho fatto le immagini per un post sul suo blog http://diariodellacoltivazione.blogspot.com/2008/11/saccobarriera.html ed è stato nominato responsabile per l’italia del Vetiver Network International… direi che sta bene e scalcia!

    @ Salvatore – no, non c’è modo di postare le immagini come commento ma puoi aprire un’account flickr o simili e postare il link (questo in attesa che io cambi delle cose del blog).
    Per alzare le torri: fallo progressivamente anche coprendo le foglie basse, da li partiranno le altre patate. Verticalizza! Verticalizza!

  9. 10 Cristiano
    novembre 20, 2008 alle 2:19 pm

    Ma con che patata parti? La fai germogliare prima.. sai, noi contadini di ritorno siamo un po’ de coccio…

  10. novembre 20, 2008 alle 3:36 pm

    Puro stile cialtrone: normalmente parto con qualche patata avvanzata dalla precedente stagione o me le faccio passare da qualche amico, poi, così come sono le butto per terra e copro tutto con foglie e terriccio… et voilà! Se voglio aumentare il numero di piante perchè ho poche patate le taglio a metà (facendo attenzione di conservare almeno due germogli per sezione) e poi come prima… come vedi faccio parte della categoria de coccio!😀

  11. 12 Cristiano
    novembre 20, 2008 alle 3:55 pm

    Grande! Mi piace un sacco questa strategia, secondo te posso partire anche ora?

  12. 13 Salvatore
    novembre 20, 2008 alle 8:04 pm

    Non tiratemi un missile se vi dico che per certe cose trovo utile una rivista poco “sinergica” come “Vita in Campagna”: prima di interrare i tuberi metterli a pregermogliare in una cassetta aperta in un luogo asciuto e luminoso (non in pieno sole però, che so tipo una veranda per esempio); se i tuberi sono pochi sezionarli in senso longitudinale per ottenere più materiale di semina (dopo il taglio aspettare un paio di giorni prima di interrare, perchè? boh forse per scongiurare le muffe). Per ora tutto ok i primi getti verdi stanno spuntando.

    Forza! sarà la patata a salvarci🙂🙂

  13. novembre 20, 2008 alle 9:02 pm

    Nessun missile… la leggo anch’io, di nascosto e sghignazzando istericamente di tanto in tanto.
    Si, ma Salvatore, tu stai in sardegna: le patate le piantate tutto l’anno e fate anche quattro raccolti! (fortunelli!) Cristiano sta nei pressi di Bologna quindi consiglierei di aspettare gennaio – febbraio per l’impianto… almeno… credo!🙂

  14. 15 Cristiano
    novembre 21, 2008 alle 9:37 am

    mmmm. diciamo quindi che la nebbia non aiuta la patata, capito….

  15. novembre 22, 2008 alle 7:28 pm

    Anch’io leggo Vita in Campagna. Ci sono parecchi spunti utili, è chiara e precisa… peccato che l’esperto avicolo abbia idee quantomeno… opinabili. Ma vabbè, il resto della rivista mi par buono!
    @Nicola: adoperi anche tu una moleskine per fare i tuoi progetti?

  16. novembre 22, 2008 alle 7:30 pm

    dimenticavo: lasciando la patata tagliata un paio di giorni al riparo, in un cesto, si permette alla ferita di indurirsi abbastanza da far fronte all’attacco di piccole larve, insetti e muffe. per cui lo si fa proprio per motivi “di protezione”.

  17. novembre 22, 2008 alle 10:58 pm

    Beccato! No… non uso le moleskine… quella dell’immagine è di mia sorella… è un trucco fatto con un pizzico di computer grafica (che vergogna!)… i miei appunti sono fogli disordinati sparsi tutti intorno ad una scrivania minuscola… (vergogna bis…) ma così li trovo sempre!


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