21
Dic
08

Batterio rosso la trionferà

Immagine:
Una scacchiera composta da tasselli regolari disposti secondo una logica infallibile.
Marrone fango, verde germoglio di grano, giallastro stoppia.
Qua e là svettano eburnee colonne di pioppi. La scorza riflette schegge di luce, sembrano quasi ricoperte di un qualche prezioso metallo polverizzato.
Stiamo solo aspettando le piume e le paillettes e poi… Holiday on Ice!!!

Dopo tre giorni consecutivi di pioggia battente è tornato il sereno, di conseguenza, le gelate.
Sto cercando di insegnare alle galline il grand jeté sui pattini a lama.
Nei tempi morti leggo.
E leggendo roba noiosissima ci scavo dentro finchè non trovo la traccia per un film.
n
Russia, sul finire degli anni ’50.
La guerra e finita con un paio di funghi piantati su altrettante città dell’estremo oriente.
Stalin non c’è più, i paesi sotto l’egemonia sovietica si fanno irrequieti.
La corsa allo sviluppo di armi e tecnologia tra la potenza americana e quella sovietica si sta facendo incalzante, da li a poco i russi spareranno Gagarin tra le stelle. Togliatti si stampa con la macchina in Val D’Aosta e Audrey Hepburn si prepara d una carriera da icona con “Vacanze Romane”.

La Guerra Fredda porta una novità fondamentale nello scenario mondiale.
Quando le guerre di “vecchio stampo” finivano, l’intera forza lavoro dislocata per l’impegno bellico (soldati, operai delle fabbriche di munizioni e mezzi, infermiere, dottori, impiegati, burocrati ecc…) veniva ricollocata nel “mercato” civile. Le fabbriche venivano riconvertite alla costruzione di motociclette e lavatrici, la gente tornava alle campagne… adesso è tutta un’altra storia… una parte del apparato bellico deve rimanere comunque attivo.

Agli americani va un po’ meglio, loro sono già una nazione profondamente industrializzata tanto da poter permettere alla Tedesca Bayern di convertire la produzione di veleni per le camere a gas e buttarsi sul mercato della chimica agricola (che ha tempi più lunghi dello zyklon B ma altrettanto efficace, in più evita di dover sovvenzionare un mastodontico reparto Pubbliche Relazioni per salvarsi la faccia). La IBM, che fino a qualche anno prima, aveva fornito tecnologia e assistenza per la gestione dei sofisticati database dei nazisti, si riconvertirà piazzando un pc in ogni casa trent’anni dopo per essere poi fagocitata da un nerd con l’hobby di adottare bambini e violare le leggi sull’antitrust.

In Russia è un po’ più complesso. Sono ancora un po’ grezzi; sebbene l’industria e la ricerca abbiano fatto passi da gigante forzando le tappe, il paese è ancora principalmente legato all’attività agricola. Il Komitern prepara il piano quinquennale: “Compagni, non ci stiamo dentro” (sono convinto che in segreto i gerarchi sovietici si salutassero con un biascicato “Oh, bellalì…”).
Appare chiaro che con metà della forza lavoro impiegata a studiare missili, sonde, aerei invisibili e a sparare cani nello spazio non sarebbe mai stato possibile convertire completamente l’agricoltura alla chimica. Semplicemente non sarebbero riusciti a produrne a sufficienza.
Vari ricercatori e scienziati, ma non troppi che c’è pur sempre un Nixon all’orizzonte, vengono messi all’opera per trovare una soluzione che dia da mangiare a tutti senza sottrarre risorse alla sforzo delle Guerra Fredda. N. A. Krasil’nikov (di cui non so assolutamente nulla, anzi, se qualcuno riesce a trovare delle notizie a riguardo…) dell’Istituto di Microbiologia Dell’Accademia delle Scienze se ne esce con un approfondito studio sui micorganismi del suolo e la loro influenza sullo sviluppo delle piante.
Lo studio è accurato ed approfondito e dimostra in maniera scientificamente analitica il collegamento diretto tra l’attività microbica del suolo e la sua fertilità.

Krasil’nikov, concentrando la sua attenzione sui processi biologici crea un “sistema” di agricoltura basato su un’attenta rotazione dei coltivi, speciali metodologie di compostaggio e coltivazioni batteriche alla portata di qualsiasi compagno-contadino. Un’agricoltura “primitiva” ma basata su un’approfondita comprensione dei processi microbiologici del suolo, delle relazioni tra i diversi microrganismi, del come le diverse piante interagiscano tramite persistenti essudati radicali e come le stesse piante interagiscano con i batteri nel suolo. (Oh! Ma questa l’ho già sentita… da li a qualche anno un giapponesino dirà delle cose del genere…) .

1961
Gagarin torna a terra. John F. Kennedy stringe la mano a Nikita Krusciov. I Beatles suonano ancora al Cavern Club di Liverpool. Nelle sale esce Jules et Jim di Truffaut e i russi stanno preparando una nave che l’anno dopo salperà verso Cuba con un carico di testate nucleari.
Di Krasil’nikov non è dato saper più nulla (o quanto meno… non ho trovato nulla…).
Fatto sta che le sue ricerce seguono uno strano percorso.
In quell’anno vengono infatti pubblicate per conto del National Science Foundation di Washington, D.C. e del Dipartimento per l’Agricoltura degli Stati Uniti. Uno scambio di “facciata” per dare l’idea del disgelo? Potrebbe essere. Ma perché coinvolgere gli Israeliani? Il testo viene infatti tradotto dal Programma per le Traduzioni Scientifiche di Israele. E perché se cerco delle informazioni non trovo un fico secco?

Frustrazione.

Dietrologia demenziale a parte… qui si sta delineando un trend.
Come già nel caso delle ricerche di Alan Smith, uno studio accurato e preciso cade nel dimenticatoio… forse parlare di agricoltura sostenibile senza venir “cancellati dalle mappe” si deve per forza fare della “filosofia” o farsi crescere i capelli lunghi e fare il segno della pace a tutti quelli che passano…
Boh!?
Intanto io sono riuscito a saltare un altro po’ di lavori che dovevo fare…

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2 Responses to “Batterio rosso la trionferà”


  1. dicembre 21, 2008 alle 7:51 pm

    Vedi che valeva la pena di mettere dei titoli significativi?
    Mi piacciono sempre di più.
    Ah, a proposito, comunque e sempre
    onore a Vavilov
    (che – per caso – si chiamava Nicola)

  2. dicembre 21, 2008 alle 10:59 pm

    E per l’occasione dovrei linkare http://www.vaviblog.com … non mi basterà mai il blogroll… (e non mi dite di usare diggit o technorati che non sono capace…)


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