20
Gen
09

La finestra sul cortile

Terranauta si veste a nuovo.

“Siamo un quotidiano (5 giorni a settimana). Ci occupiamo di ecologia, ambiente, e molto altro ancora.
Siamo liberi, indipendenti, controcorrente.
Siamo selvatici, lunatici, incazzati, ottimisti, estremisti e moderati.
Siamo Stefano, Virginia, Elisabeth, Valerio, Alessandra, Elisa, Marco, Rachele, Andrea 1, Andrea 2, Francesca, Claudia 1, Lorenzo, Claudia 2, Giancarlo, Miriam, Paolo, Giovanna, Daniel, Luca, Nicola, Daniela, Maria Rosa, Gianluca, Laura, Daria.
Siamo giovani, giovanissimi, adulti, anziani, bambini.
Siamo uomini donne maschi femmine etero omo laici ambientalisti ecologisti decrescenti transitanti emozionanti
Siamo bipedi, quadrupeti, centipeti. Abbiamo le ali, le pinne, le zanne.
Abbiamo rami, foglie, radici, frutti.
Abbiamo mani, piedi, lingua, occhi, orecchie, seni, peni, vagine, gomiti, talloni.
Il mondo è la fuori, Ne siamo parte, ci appartiene.
Possiamo osservarlo, possiamo cambiarlo, possiamo amarlo, possiamo viverlo.
Facciamolo insieme. Ognuno come può. Ognuno come vuole. Scrivete, leggete, consigliate.
Amateci, criticateci, appoggiateci.”

Daniel Tarozzi

(intanto, io, cerco di riprendermi dall’influenza senza troppo successo…)


20 Responses to “La finestra sul cortile”


  1. 1 sb
    gennaio 21, 2009 alle 6:17 pm

    se tu non fossi allergico all’alcool ti consiglerei un vin brulè ma pas trop brulè, basta caldo con dentro, oltre alle spezie e la mela , anche dell’aglio e del burro. fa un po schifo ma se ne trangugi mezzo litro poi sudi parecchio e comunque ti frastorna anche un pochino. a me fa quell’effetto li. chissà a te che non lo reggi. e poi con la febbre, messo lì al caldo con la testa che gira e il silenzio che ti carezza, e il the col limone e il miele e l’aspirna che fanno vomitare più del vino, un vinbrulè che ti fa sudar e ti tappa davantage le orecchie e ti fa passare il tempo più in fretta ti fa solo bene. fidati.
    poi, quest’estate ventura, vai in montagna dove c’e le genziane e quando le trovi segnale con una bacchetta o una pietra. poi d’inverno prendi la radice e quando è secca fai la tisana e la febbre ti va giu di botto. fa un po schifo, anzi parecchio, ma fa bene e non costa niente. sempre se fai una gita in montagna e non ti fai beccare a strappare le radici che è vietato.
    ciau

  2. 2 Gianluca
    gennaio 21, 2009 alle 6:56 pm

    sb
    il mio fratello di sangue nonchè criminale preferito🙂
    Auuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu

    PS stasera provo il vin brulè come lo descrivi tu per il mal di gola, tanto anche se poi non mi passa mica me ne accorgo che c’è ancora 😉

  3. 3 sb
    gennaio 21, 2009 alle 7:49 pm

    si, ma non far evaporare troppo l’alcool se no non fa un kaiser.
    ciauuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu hu

  4. gennaio 21, 2009 alle 10:59 pm

    Il Brulè fatto anche con il burro è buonissimo, purchè sia fatto bene. E’ diffuso tra gli speleologi triestini con il nome di “gran pampel”, ha un effetto devastante e, come effetto collaterale, stende qualsiasi infezione, virale o batterica che sia…🙂

    La ricetta “di quello buono” la trovi qui:
    http://www.spin.it/speleo/granpampel.html

    Ti consiglio di ridurre proporzionalmente le dosi, perchè la ricetta che danno qui è per 600 litri… se tu avessi un paio di amici speleologi da invitare potresti anche usare direttamente queste dosi, ma visto che sei da solo forse ti conviene ridurre un pochino…🙂

  5. 5 Gianluca
    gennaio 22, 2009 alle 11:17 am

    Non so per il brulè, ma per quanto riguarda la parte del “vin” quello c’era proprio!!!!
    Uff, per paura di far evaporare toppo l’alcool ho finito con il berlo appena tiepido, ma anche se poi ero guarito oggi mi son nuovamente svegliato ammalato (e co in più un fastidioso cerchio alla testa🙂 )
    Questa sera provo la ricetta proposta da Archimede (per fortuna non ho ancora trovato speleologi interessati, e dico “per fortuna” non tanto per la paura di avere la casa invasa da gente orgiastica, quanto piuttosto dalla scampata botta alle mie finaze che comporterebbe il procurarmi i litri di vino richiesti dalla ricetta😉 )
    PS Anche a ricetta ridotta, non avendo bubez a disposizione, credo che finirò con il da fuoco alla cucina, domani vi farò sapere :o)))

  6. 6 Gianluca
    gennaio 22, 2009 alle 11:35 am

    @ Nicola
    Ma fintanto che il permafost non decide di abbandonare il mio orticello (purtroppo, per nulla sinergico) che posso fare (oltre al tentare di non far morire ammuffite le 6 piantine di noce che sono sopravvissute alla spietata selezione naturale dei 4 gattacci)?

    NB il tunnel che avevo montato nell’orto è stato completamente “spappolato” dalla neve, il vetro (doppio di una porta a vetri) che avevo recuperato ai bidoni dell’immondizia è stato distruto dal vento (per cui nada serra fredda), in casa per ridurre le dispersioni termiche tengo gli scuri chiusi in quasi tutte le stanze (e i gatti annoiati distrugono tutto quel che trovano in giro per le stanze), fuori fa un fredo così porco che mi si son gelati i tubi dell’acqua e per di + c’è un cane annoiato e sclerato che si comporta da gatto (distrugge tutto quel che trova)
    😦 sono triste

  7. gennaio 22, 2009 alle 3:03 pm

    Grazie mille per le ricette!
    Mia madre, nella mia adolescenza, quando avevo l’influenza mi preparava il vinbrulè e lo abbinava all’aspirina (lei è allergica all’aspirina, non ne ha mai presa una e nega questa storia, ma è tutto vero!)una notte di elefantini rosa che inseguivano lavandini alati e la mattina eri un fiore. Ma lo sconsiglio…

    @Gianluca – il Generale Inverno sta mollando il colpo… mantieni la calma ancora un po’ che poi si torna in giardino. (ho lo stesso problema con i gatti ma parto avvantaggiato: dalle finestre che danno direttamente sul canale… appena Noemi non mi vede…😉 )

  8. gennaio 22, 2009 alle 3:55 pm

    Ci avete mai fatto caso che per isolare le finestre l’ideale (e con un rapporto prezzo/prestazioni da urlo) sono i fogli di plastica a bolle, di quelli usati per l’imballaggio?

    Certo, l’aspetto è un po’ naif (ma se li sistemate con civetteria, a mo’ di tende, neanche tanto), costano nulla (si possono recuperare agevolmente, soprattutto nei negozi di mobili), funzionano ottimamente…

    Ovviamente funzionano anche per serre, box, rifugi antiatomici e quant’altro…

  9. gennaio 22, 2009 alle 4:55 pm

    Si, concordo, ne ho viste un paio di applicazioni in vecchi casali ed erano ottime. Non raccoglievano neanche troppa umidità.

  10. 10 Gianluca
    gennaio 22, 2009 alle 6:33 pm

    @ Nicola
    purtroppo non son dotato di canale, ma aspetto solo il primo spruzzo del maschio per avviare attività ludiche tipo bungee jumping per le palle 🙂

    @ Archimede
    ottime dritte (vin + bolla termica), mi cimenterò a creare una intelaiaturina e provo a piazzare il foglio con le bolle all’esterno sulle sole finestre del primo piano (dentro i gatti ne fan scempio in 10 minuti netti, mentre al piano di sotto il cane ne impiega solo 5)
    poi vedo di tramutare lo scaffale metallico che ho posteggiato nel simil orto in una simil serra a bolle scoppiettanti, magari è la volta buona che le piantine di noce la smettono di esser attaccate dalla muffa.
    Corro a preparare la pozzione di lunga felicità, ci si sente domani
    Ciauuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu

  11. gennaio 22, 2009 alle 8:25 pm

    In serra è molto più facile che si becchino le muffe…

  12. 12 sb
    gennaio 22, 2009 alle 9:42 pm

    quando ero piccolo il nonno di un mio amico poggiava le palle dei gatti su un cucchiaio e gliele spiaccicava con le pinze. sciak. io scappavo prima.
    ciau ne

  13. gennaio 22, 2009 alle 10:28 pm

    @sb
    dubito che ci riuscisse indenne

    @Nicola
    quella del canale è un buona idea, ma adesso te la sei giocata perché se sparisce un gatto Noemi ti uccide!!!

  14. 14 sb
    gennaio 23, 2009 alle 6:48 am

    ero proprio piccolo e vedevo solo il nonno con il gatto il cucchiaio e le pinze che diceva “adesso gli schiaccio le palle”. poi fuggivo.
    ciau ne

  15. 15 Salvatore
    gennaio 25, 2009 alle 7:30 pm

    OT
    Mi è venuta voglia di mangiare pannocchie di mais arrostite. In Grecia le compravo in spiaggia, erano ottime. Allora ho pensato, perchè non far succedere ai piselli che a maggio finiranno la produzione il mais? Ho fatto un po di ricerche in rete ed’è venuto fuori che per la mia aiula sinergica è una coltivazione improponibile.
    Peccato che non la pensi così anche la UE per quello di tipo ogm: http://www.affaritaliani.it/economia/ue-due-mais-ogm23012009.html
    Ma quanto son bravi!

    un saluto a tutti

  16. gennaio 25, 2009 alle 9:08 pm

    Perchè improponibile? puoi fare un’aiuola delle “tre sorelle” consociazione mais-zucche o zucchini-fagioli.
    La zucca fa da pacciamatura vivente, il mais fa da tutore ai fagioli rampicanti e i fagioli azotano il tutto…
    e io mi troverò nel bel mezzo di mais ogm…

  17. 17 Salvatore
    gennaio 25, 2009 alle 10:14 pm

    Pensi che si potrebbe fare in una aiula rettilinea di soli 3 x 1,2 metri?
    mi troverei con 10/15 piante di mais su due soli filari che potrebbero avere problemi di impollinazione essendo così radi (secondo Seymour per avere buone probabilità di fecondazione dovrebbero essere almeno 4 filari).
    Alle “tre sorelle” avevo già pensato, ho letto le tue esperienze (e le schede dell’ATTRA che avevi linkato) e ciò che hai scritto su promiseland🙂
    Le tue “tre sorelle” sono tradizionalmente circolari e penso che questa disposizione in termini di fecondazione sia un vantaggio.
    Molto interessante se non fosse che odio le zucche. Non i meloni e i cocomeri però😉

    Buona notte sperando di non sognare pannocchie mutanti antropofaghe (sarebbe un bel rovesciamento di ruoli eh?)

  18. gennaio 26, 2009 alle 7:11 pm

    Quella delle tre sorelle mi piacque tantissimo, quando la proponesti in questa sede… lessi attentamente le schede dell’ATTRA e ne ricavai un laboratorio per la fattoria didattica in cui lavoro… Ma a quanto sembra non è piaciuto a nessuna scuola, ancora…

    Andrea scripsit.

  19. gennaio 27, 2009 alle 1:38 am

    Oh… un po’ spiace… puoi provare a dare un’occhiata a questo http://www.cowforce.com/ magari ti ispira per altri progetti di dattici

    @salvatore – secondo me funziona comunque e se ti fanno schifo le zucche mettici zucchine o meloni. Sto tenendo un paio di taniche di benzina in attesa di scoprire cosa semina il mio vicino…😉

  20. 20 Salvatore
    gennaio 27, 2009 alle 10:07 am

    Si, voglio provare con i meloni. Male che vada mangerò meloni e fagiolini😎
    bye


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


L’ orto di carta

Diario di bordo ad aggiornamento casuale e saltuario di un cialtrone nell'orto... giocando con il fango, la permacultura, l'agricoltura sinergica in compagnia di William Cobbett, John Seymour, Fukuoka e Kropotkin.

Per Contattarmi:

Aggiornamenti via mail?

Parte della libreria di OrtodiCarta

Prese al volo e rilanciate

how to be free manifesto

Pastafarian Blog

Accessi dal 8 aprile 2008:

  • 714,550 hits
Add to Technorati Favorites

Troverò altri sistemi di finanziamento occulto…

Foto di Carta

spina

gorgogliatore

fermentatore

Altre foto

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: