04
Mar
09

gli appunti di Emilia H. n°9

Cristiano è partito con i suoi sacchi, Daria e Marco volevano provare ad eliminare le erbacce in maniera semplice e con la possibilità di tirarci fuori anche da mangiare, io sto sistemando i miei copertoni… è quasi ora…
Avete preparato le vostre patate?
Siete pronti?

Qui la traduzione degli appunti di Emilia sulla coltivazione “di pulizia” delle patate e sulla coltivazione consociata e a rotazione del mais, patate, fagiolioni, fave ed accessori.
Qui l’originale completo di schemi.
(sempre sia lodata Santa Gabriella)

… il titolo voleva essere uno scontatissimo “la patata tira” ma Noemi l’ha preso alla lettera tempestandomi di tuberi… ouch!

Annunci

32 Responses to “gli appunti di Emilia H. n°9”


  1. 1 amalia
    marzo 4, 2009 alle 6:31 pm

    …grazie c’ho qualche dubbio sulle patate…le patate devono essere innaffiate??…

    io ho preparato un sacco con il terriccio e messo dentro le patate poi ho innaffiato,man mano che le patate crescono bisogna coprire e innaffiare o devo innaffiare più spesso…scusate ma ho il problema dell’acqua e la devo razionare ben bene…ciao

  2. marzo 4, 2009 alle 7:10 pm

    Quanto mi piace leggere in giro di sistemi per avere le patate senza faticare 🙂
    Io anche quest’anno ci do dentro coi bidoni!!!
    Qui gli esperimenti dell’anno scorso:
    http://www.consy.it/blog/?p=234
    http://www.consy.it/blog/?p=244
    Consy

  3. marzo 4, 2009 alle 9:00 pm

    Io l’hanno scorso ho voluto strafare, usando il fusto da 220 litri… non ho fatto sufficienti fori per il drenaggio è già è stato grave.
    Poi non ho contato quanto pesassero 220 litri di terriccio… non ce l’ho fatta a capovolgerlo. Ora lo sto usando per i rinvasi e sono arrivato a svuotarlo quasi del tutto, ma le patate dentro sono ormai quasi tutte fradicie.
    L’anno prossimo seguirò i consigli di Nicola ed userò la paglia, si fa prima e pesa meno.

    Andrea scrispit.

  4. marzo 4, 2009 alle 10:19 pm

    220 litri di terriccio fradicio… urka!
    Anche il mio bidone pesava, così l’ho rovesciato di lato facendomi aiutare.
    E’ anche bene scegliere molto attentamente il posto dove starà, perché spostarlo a un certo punto diventerà impossibile 🙂

  5. 5 lalica
    marzo 4, 2009 alle 11:02 pm

    accidenti consy, sono la Loredana che ti aveva chiesto se le patate avevano fiorito.

    non avevo letto la risposta ma… ma guarda tu come è piccolo il mondo!
    Come ho appena scritto sul tu blog ho già ricominciato con le patate, patate del burro messe in vasi da fiori dietro alla finestra della soffitta.
    Non che mi aspetti molto ma mi sono sentita mortificata[*] da Nicola per un commento sul mio orto ombroso (dice che è buono per i funghi e per gli spinaci, non sa, lui, crudele[**] commentatore dei poveri orticelli ombrosi, che con i funghi ho provato l’anno scorso (disastro, anzi nemmeno quello) e che gli spinaci non mi piacciono oltre ad essere un disastro da lavare nell’acqua gelida) e allora ho deciso di produrre in ogni modo qualcosa a costo di alitare sulle piantine per scaldarle, tiè.
    Dunque patate e insalate nei vasi sul balcone (le insalate l’anno scorso sono state uno spettacolo alla faccia di lumache e limacce) e ieri ho seminato piselli e taccole…
    (ok, non ditelo a Nicola ma naturalmente appena finito di seminare si è messo a piovere, e la temperatura massima è scesa dai 15 che c’erano lunedì ai 6 di oggi, misurata nel cortile quindi nell’orto sarà due gradi meno)

    [*]scherzo
    [**]scherzo2

  6. marzo 5, 2009 alle 12:46 am

    @ Amalia – se fai una buona pacciamatura dovresti essere in grado di risparmiare acqua. Magari butta nei bidoni un po’ di bucce di frutta quando la mangi (non troppe che rischi marcescenze)

    @Consy – un’anno, è già èassato un’anno! Porca… spero che sta volta non mi caschi nessun pioppo sul raccolto!!

    @ Lalica – 😀 😀 In realtà (freddo a parte) condivido il problema dell’ombra con aggiunta di un tasso di umidità persistente del 2000%… da me i funghi ti attaccano alla gola quando vai nell’orto!

  7. marzo 5, 2009 alle 10:09 am

    @Lalica vedrai che ce la farai 🙂
    @Nicola questo tempo che ha la brutta abitudine di correre troppo! 🙂

  8. 8 silvio
    marzo 5, 2009 alle 2:59 pm

    ci provo anch’io, rubacchiando idee ovunque, anch’io problema acqua in estate cerco e sono all’inizio di anticipare le semine…. chissà, le patate le ho già piantate , vedremo anche perchè sono molto fiducioso :-))
    http://picasaweb.google.com/smcinque/PatatePaglia#
    ciao

  9. marzo 5, 2009 alle 3:37 pm

    Bhè… ti sei fatto un bel pezzone di campo 😉

  10. 10 iano
    marzo 5, 2009 alle 3:59 pm

    scusate ma la coltivazione delle patate fuori dagli pneumatici conviene? ma soprattutto, è ancora legale?

  11. 11 sb
    marzo 5, 2009 alle 7:04 pm

    silvio, ma a che cosa servono gli stronzi di cane?
    ciau ne

  12. 12 silvio
    marzo 5, 2009 alle 7:18 pm

    no stronzi di cane, stronzetti vermi rossi hehehehehe red worm

  13. 14 Lorenzo
    marzo 10, 2009 alle 9:04 pm

    Domanda sinergica scema scema:
    e’ una settimana che ho finito i bancali con irrigazione paglia e tutto. Ieri un vento della Madonna mi ha spazzolato via quasi tutta la paglia.
    Ho visto nel video della Hazelip che ci mette delle canne di bambù, tu come hai risolto il problema?

  14. marzo 10, 2009 alle 9:39 pm

    Non credo sia affatto scema… io l’ho risolta senza fare niente… il mio orto è protetto, sui lati di vento prevalente, dall’argine di un canale e da un vivaio di pioppi difficilmente mi vola via tutto.
    per dire: quando ci fu tempesta e caddero gli alberi… nella accadde nell’orto… a parte l’albero che ci atterò sopra… lo sò, sono un’uomo fortunato…
    Hai la possibilità di costruire delle siepi o barriere frangi vento?
    Sono uno dei “pilastri” da orto sinergico.
    Spezzano il vento, forniscono nicchie ambientali per la biodiversità, cibo (se usi specie edibili… e sarebbe meglio di si…), pacciamatura e sei nascosto alla vista degli altri quando vai a farti un pisolino dopo aver sostenuto che andavi a “lavorare” nell’orto 😉

  15. 16 Salvatore
    marzo 10, 2009 alle 10:02 pm

    “e sei nascosto alla vista degli altri quando vai a farti un pisolino dopo aver sostenuto che andavi a “lavorare” nell’orto” 🙂 🙂

    Nicola, una domanda. hai mai trovato niente sull’utilizzo della paglia marina in orticoltura? io la sto provando nei pneumatici delle patate, per la seconda semina, al posto del terriccio.
    ciao

  16. marzo 10, 2009 alle 10:24 pm

    …confesso, la battuta l’ho rubata a Bill Mollison… vergogna!
    Cosa intendiamo per “paglia di mare”? Alghe? So che sono un’ottima pacciamatura ricca di minerali e ho sempre invidiato chi ne disponeva in grandi quantità… ma non ho mai approfondito l’utilizzo (capirai che qui non se ne trovano molte…) però posso provare ad informarmi meglio.
    O nel frattempo salta fuori qualcuno che ne sa di più e ci illumina 😉

  17. 18 lalica
    marzo 10, 2009 alle 11:32 pm

    per Lorenzo, ci vuole pazienza (e fortuna).
    io abito nel paese del vento ma la paglia che ho messo st’autunno, non è volata via nemmeno in sti giorni. forse durante l’inverno in qualche modo si unisce, boh…
    (non sono volate nemmeno le foglie che ho messo da un’altra parte, forse l’inizio della decomposizione, non so, ma di fatto il giardino è ancora coperto)
    magari le canne alla Emilia all’inizio e poi non servono più…
    boh

  18. 19 Salvatore
    marzo 10, 2009 alle 11:58 pm

    Mi riferisco a questa “patata”:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Egagropili
    Sto mescolando con un 20 % di compost. Vedremo i risultati. Qui da me c’è ne tanta, ma non c’è da esagerare nel raccoglierla in quanto è proibito asportarla dagli arenili.

  19. 20 iano
    marzo 11, 2009 alle 12:07 am

    grazie salvatore, da oggi per tuo merito so come si chiamano scientificamente le famose “baddhi ri pilu”!

  20. 21 Salvatore
    marzo 11, 2009 alle 9:33 am

    io preferisco baddhi ri pilu a egagrocosi 😎

  21. 22 silvio
    marzo 11, 2009 alle 8:52 pm

    lorenzo hai bagnato bene la paglia?, vento tanto, ma forse grazie al bagnare non è volato via nulla

  22. 23 iano
    marzo 11, 2009 alle 10:47 pm

    A Salvatore, mio padre mi suggerisce che le palle di mare potrebbero contenere sale…

  23. marzo 12, 2009 alle 1:04 am

    Ok. ho fatto un giro e mi sono informato… Sono un’ottima pacciamatura per pomodori ed asparagi (probabilmente anche per i meloni) Tutte piante che non disdegnano un po’ di sale.
    Il rilascio è molto lento quindi non dovrebbero bruciare le piante (anche se effettivamente di solito si usano alghe tipo “insalata”).
    il fatto che siano spugnose potrebbe però influire negativamente per l’assorbimento di metalli pesanti da inquinamento nel mare…
    altro punto negativo, pare che le mosche le adorino e ci depongano volentieri le uova dentro quindi controllerei che siano ben asciutte prima di usarle…
    Ma poi… ripeto, io qui di alghe non ne ho mica.
    Comunque l’esperimento vale la pena di essere fatto! 😉

  24. 25 Salvatore
    marzo 12, 2009 alle 10:28 am

    Grazie Nicola, la prossima volta che passi dalle mie parti riceverai una fornitura in omaggio (magari dopo che avrò approfondito l’aspetto dei metalli pesanti) 😉
    In effetti conto proprio sul fattore spugnosità per risparmiare sull’acqua.

    @ iano
    il sale potrebbe essere un problema infatti, ma conto sul fatto che ho raccolto le “baddhi ri pilu” 🙂 più vecchie che si accumulano nei punti più lontani dalla battigia. In oltre le piogge torrenziali e continue di quest’anno dovrebbero aver svolto un’azione dilavante. Comunque quando smonterò le torri prima di utilizzare le alghe per pacciamare le aiule farò un controllo molto semplice: metterò le alghe in un secchio con acqua e poi misurerò la salinità.
    Staremo a vedere.
    Saluti

    p.s.
    parlo di alghe ma in realta si tratta dei residui fibrosi della posidonia che in realtà è una pianta.

  25. 26 Lorenzo
    marzo 13, 2009 alle 11:18 pm

    @ Silvio
    Ma tu in caso di vento continui ad annaffiare la paglia?
    La settimana scorsa aveva piovuto parecchio e pensavo che la paglia si fosse ben assestata, infatti dopo il primo giorno di vento non avevo avuto danni. Poi il vento forte è continuato, la paglia si è asciugata ed è volata via al 70%. Domani finalmente ho tempo di risistemarla e pensavo di fissarla con dei picchetti e fili di rafia.

  26. marzo 14, 2009 alle 1:09 pm

    Non so… da me il vento veramente forte arriva due, tre volte l’anno quindi non ho molta esperienza.
    Nel mio orto è sufficiente mischiare la paglia prima di metterla sui letti in modo che si crei una “tessitura” coesa. La pacciamatura, poi, copre lettio, sponde e corridoi diventando un’unica enorme coperta che distribuisce le sollecitazioni del vento… quando ci sono state le tempeste lo scorso anno non si è mosso nulla… ma forse e solo fortuna…

  27. 28 lalica
    marzo 14, 2009 alle 2:37 pm

    ho avuto una folgorazione, grazie a iano!!!!

  28. 29 silvio
    giugno 5, 2009 alle 2:18 pm

    è arrivato il momento della raccolta,mmmm buone e facili da raccogliere:-). una raccolta prolungata nel tempo, quwesto è un altro vantaggio. sono cresciute senza alcun intervento grazie alle abbondanti pioggie

  29. 30 silvio
    giugno 5, 2009 alle 2:18 pm

    è arrivato il momento della raccolta,mmmm buone e facili da raccogliere:-). una raccolta prolungata nel tempo, quwesto è un altro vantaggio. sono cresciute senza alcun intervento grazie alle abbondanti pioggie
    http://picasaweb.google.it/smcinque/Patate?authkey=Gv1sRgCKOhqPju0f6O8AE#

  30. 31 silvia
    ottobre 21, 2009 alle 2:02 pm

    ciao, ho letto che qualcuno di voi ta facendo del compost con i residui di posidonia… come lo realizzate?la mischiate alla sabbia?mi sapete consigliare qualcosa da leggere in proposito?
    grazie, silvia


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


L’ orto di carta

Diario di bordo ad aggiornamento casuale e saltuario di un cialtrone nell'orto... giocando con il fango, la permacultura, l'agricoltura sinergica in compagnia di William Cobbett, John Seymour, Fukuoka e Kropotkin.

Per Contattarmi:

Aggiornamenti via mail?

Parte della libreria di OrtodiCarta

how to be free manifesto

Pastafarian Blog

Accessi dal 8 aprile 2008:

  • 741,719 hits
Add to Technorati Favorites

Troverò altri sistemi di finanziamento occulto…

Foto di Carta


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: