23
Mar
09

Low Canavesan Bushman

glinggoMi sveglio e la giornata sembra il video perfetto per Tondeleyo di Bjork.
Alle 10 il sole è già alto e brillante ma un vento freddo preserva, nelle zone d’ombra, la brina cristallizzata sull’erba.
Porca se fa freddo.
La giornata si dipana tra le pulizie primaverili del cortile, il trasloco delle galline nel loro spazio anti-volpe, la costruzione del recinto per la domiciliazione coatta dei pupi in giardino ed il trapianto delle radici di rabarbaro in area non funestabile.
Attualmente, i rabarbari, saranno impiegati nel mio personale programma “una perenne in ogni bancale” così che la rizosfera di parte del bancale sia attiva tutto l’anno. Avendo trovato qualche radice intaccata da bestiole non esattamente accattivanti, nei pressi ho messo dell’aglio “classico” e dell’aglio orsino che avevo pescato l’anno scorso da una delle ripe dei canali qui intorno… non so se servirà… come consociazione non è particolarmente consigliata, il tagete sarebbe andato meglio…

Fa veramente freddo.
Le api per l’arnia sono attese intorno al 20 di aprile ma, sarà tutto il materiale che sto leggendo, sarà la full immersion con Bejo passato a trovarci il week end scorso (il quale sostiene si sia gli unici due a parlare di Apicoltura Naturale in Italia) sarà che mi sto lanciando nella costruzione di un’arnia Warrè ma la trasformazione sperata sta già avvenendo.
Non muovo passo senza registrare lo sviluppo delle piante che mi circondano, “erbacce” comprese, non c’è momento in cui non percepisca direzione e temperatura delle correnti d’aria… un po’ come quando il protagonista de “La Febbre” di Shawn legge per la prima volta il capitolo sulle merci del “Capitale” e, da quel momento, nessun oggetto sembra più lo stesso… tutto assume altre valenze, altre storie, altri significati.

Il sole è ormai alto.
Il tarassaco sta iniziando a fiorire, l’aglio orsino spunta tra le foglie secche ed il luppolo inizia la sua feroce ed inarrestabile arrampicata (quello che ho messo 2 anni fa vicino a casa raggiungerebbe volentieri i 6m di altezza se glielo si permettesse). Tra una decina di giorni qui si scatenerà il panico.
Li si può già sentire. Il vento freddo trasporta il suono scricchiolante di sacchetti della spesa riciclati, il sordo strofinare dei coltelli da tavola, quelli seghettati con la punta arrotondata e l’impugnatura di plastica dai colori improbabili.
Le più attrezzate si presenteranno con le calosce del marito, ma la vera “raccoglitrice di uvertin” (trad: i getti del luppolo) spartana e pura d’animo indossa zoccole di gomma ed improbabili completini rosa shocking o oro. Scendono dal pianoro di Rondissone e si aggirano con aria famelica tra le roggie ed i campi invadendo per un paio di settimane tutti gli spazi incolti e non, arrivando a scrutare le finestre di casa per controllare che non ci sia nessuno, così da poter raccogliere anche quelli che si arrampicano sulla cancellata.

Tra loro ed il viavai di pescatori (a questi “Rambo” delle acque torrentizie dedicherò, forse, un capitolo a parte…) ci si rende conto come, nonostante tutto, ciò che ci divide dai raccoglitori-cacciatori è solo una “crosta” mal impiallacciata di “civiltà”.
Evviva i boscimani della piana alluvionale della Dora!
(di cui sono orgoglioso membro pur non possedendo un deforme completino da fitness in oro)

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15 Responses to “Low Canavesan Bushman”


  1. 1 Gianluca
    marzo 23, 2009 alle 6:01 pm

    lo so che rompo, ma se qualcuno avesse un link aduna traduzione in italiano in cui si parla dell’arnia warrè ….. ^ ^

  2. marzo 23, 2009 alle 6:48 pm

    Desolato… ho aspetti che io e Bejo ci si decida a tradurre qualcosa o… pippa!
    In ogni caso, ci si sta pensando seriamente 😉

  3. marzo 23, 2009 alle 9:33 pm

    …luppolo?
    Ma selvatico o coltivato?
    Di che varietà?

    Andrea scripsit.

  4. marzo 23, 2009 alle 11:44 pm

    Selvatico… anche quello “coltivato”. Le varietà sono sicuramente due ma dirti quali!
    Non l’ho ancora provato per la birra, ma ci viene fuori una tisana amarognola rilassante niente male (se la si taglia con un sacco di miele!) dalle mie parti ci facevano i cuscini con i fiori perchè aiutava a dormire (è della famiglia della canapa…)
    Uno è sottile sottile e verde intenso, l’altro (detto “dei meridiolnali” ma non so perchè) e più grosso violaceo è un po’ più amaro (il secondo, mangiato in grosse quantità, a me, ha dato dei problemi. Deve essere leggermente intossicante.)

  5. marzo 24, 2009 alle 1:22 pm

    quella dei cuscini non la conoscevo, ci proverò, qualcuno la usa innestandola su una radice di canapa.

  6. marzo 24, 2009 alle 1:28 pm

    Si, ma che io sappia, i risultati per ora non sono un granchè… 😉

  7. marzo 24, 2009 alle 8:14 pm

    mmmm…
    Be’, il vostro amato Seymour la ricetta per la birra la dà… Invitante per via di alcuni accorgimenti pratici, un po’ anomala per quanto riguarda il procedimento in sè e un po’ dubbia, per la mia scarsa esperienza, la cura dopo l’inoculo.
    Interessante però la parte della maltazione dell’orzo; quest’autunno c’ho provato, ora ho un sacchetto col mio orzo maltato che attende di essere birrificato…
    Se non mi fanno causa, ecco a voi:
    http://picasaweb.google.com/lunacalante/DaIlLibroDellAutossufficienzaProduzioneDelMaltoEDellaBirra?feat=directlink

    Andrea scripsit.

  8. 8 Salvatore
    marzo 24, 2009 alle 9:35 pm

    In fatto di radici intaccate ero molto allarmato per queste bestiole qui: http://www.gutenberg.org/files/16410/16410-h/images/20fig.png
    Si chiamano tipule (zanzarone degli orti la forma adulta) e la larva ha delle mandibole impressionanti. Inizialmente le ho scambiate per nottue terricole e mi sono chiesto se non fossero le responsabili del mancato sviluppo di alcuni spinaci e piselli del mio bancale. Questo ne è letteralmente invaso, basta fare un piccolo buco e saltano fuori. Ora c’è lo sfarfallamento e la superficie è piena degli involucri vuoti delle larve. La cosa strana è che in rete non trovo (in italiano) quasi niente sulla dannosità di queste larve per gli orti. Forse in realtà non sono così dannose? certo che sono proprio tante!!

  9. marzo 24, 2009 alle 9:53 pm

    Ciao Salvatore. Ci sono pareri discordanti sulla tipula (nel senso di zanzarone… tipula è un’indicazione generica) c’è chi dice che è benefica (elabora materia organica in decomposizione e quindi crea humus) cìè chi dice che sia parassitaria soprattutto di patate e piselli… in ogni caso si trova in terreni poco drenati e con ristagni (è il tuo caso?)… fossi in te metterei quì e là dei tagete e delle liliacee (cipolle, agli… a meno che tu non l’abbia già fatto…) che funziano un po’ da repellenti… ma sono tante tante? Ci dobbiamo preoccupare? 😉
    Comunque, da adulte, smettono di mangiare e schiattano dopo due giorni…

  10. 10 Salvatore
    marzo 25, 2009 alle 11:01 am

    E proprio piselli sto coltivando! (le patate.. vabbè sono nelle torri). Però nonostante l’invasione (si, sono tantetantetante!) le piante stanno quasi tutte bene e sono soddisfatto del raccolto, spinaci a parte. Per i tagete mi appresto alla semina, mentre cipolle e aglio sono ben distribuiti lungo le sponde. I piselli sembrano piante abbastanza robuste, ma le prossime lo saranno altrettanto? ho già seminato le carote e fra poco sarà il turno delle tre sorelle (mais, melone, fagioli). Con le ganasce che si ritrovano non credo che le larvacce si accontenteranno di elaborare materia organica in decomposizione 😦
    Ristagni? non direi, piuttosto quando lo scorso settembre ho allestito il bancale, potrei aver esagerato con l’apporto di compost e sembrerebbe che la tipula trae vantaggio dalla presenza di molta sostanza organica. Ha anche dei nemici però:
    http://www.plantpress.com/wildlife/o414-septembercranefly.php
    qui non ho tassi ma quanto a corvi e pipistrelli non c’è problema 😉

  11. marzo 25, 2009 alle 2:17 pm

    Si… vabbè… ma i pipistrelli non mangeranno le larve, mangeranno ben gli adulti e se i corvi ti atterrano sulle insalatine non so se puoi essere felice 😉

  12. 12 Luigi
    marzo 25, 2009 alle 4:32 pm

    ci sono pure io che sto iniziando l’apicoltura naturale 🙂
    buona fortuna a tutti noi 🙂

  13. marzo 26, 2009 alle 12:28 pm

    Mi sà che devo iniziare a leggere i tuoi post dal principio, ci sono tante cose di cui parli e che mi piacerebbe approfondire, ho bisogno solo di un pò di tempo. 🙂
    ciao a presto

  14. marzo 26, 2009 alle 6:42 pm

    Beh insomma. Si vede che con me devono aver esagerato con l’impiallacciatura, che’ mica mi fido ancora molto, a raccogliere. Il mio Magister sul topic è cat di cucino in giardino, grande conoscitore di erbe che ogni tanto posta una delle sue “spese nel prato” 🙂

  15. marzo 31, 2009 alle 7:56 pm

    @ Luigi – Yupi!!!!!!!!!! Un contagiato! In bocca al lupo e fammi sapere!!
    @ Nadir – benvenuta! E… sei sicura di voler farti del male leggendo anche il “pregeresso”? 😀
    @ Equipaje – ma dai! Neanche un risottino alle ortiche? non ci credo!


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