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Aggiornamenti al volo

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Abbiamo finito l’arnia Warrè che Enrico passerà a ritirare questo weekend. Urrà! (Per lo sciame che dovrei ospitare io mi sa che dovrò ancora aspettare…)
interafronteinteraretro

E’ uscito un’altro mio pezzo per il Terranauta… e, nei commenti, Cristiano svela la mia presenza “occulta” nell’area Emiliana…

Il pioppo è stato macinato ed ora nutre le patate che aveva provato a spiaccicare!

Stiamo lavorando sugli altri impieghi del vetiver.
secchi

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9 Responses to “Aggiornamenti al volo”


  1. 1 Cristiano
    maggio 8, 2009 alle 5:34 pm

    Urca, bellissima l’arnia. Non so come funziona, ma è bellissima…

  2. maggio 13, 2009 alle 4:52 pm

    chiedo a te che sei esperto: è vero che ogni volta che si rimettono a posto le cassette delle arnie (gergo poco tecnico ahimé) si finisce sempre inevitabilmente per uccidere qualche ape? O ci sono arnie nelle quali non succede?
    Bellissimo lavoro di legno 🙂

  3. maggio 13, 2009 alle 8:54 pm

    Urca… no, tutto tranne che un esperto, soprattutto in fatto di api.
    In realtà credo sia più questione di chi le arnie le maneggia piuttosto che di modello.
    Ovvio che in un’arnia “tradizionale” (che di tradizionale non ha nulla visto che le arnie orizzonatali venivano utilizzate nell’antica grecia mentre quelle attuali sono frutto dell’epoca vittoriana…) dove le movimentazioni dei mielari sono molte e “brusche”….
    In un’arnia come la Warrè qui sopra o le top bar come quella di qualche post, fa se schiacci un’ape quelle due volte l’anno che operi sull’arnia sei definitivamente un pirla…. 🙂
    In ogni caso… le arnie naturali stanno alle arnie tradizionali come i due polli che scorrazzano liberi in giardino stanno agli stabilimenti del signor amadori…
    Tra parentesi… per rincarare la dose…
    Lo sapevi perchè si usa il fumo con le arnie? Perchè per le api equivale più o meno alla fine del mondo, entrano nel panico, si ingozzano di miele e si preparano a scappare terrorizzate…
    In apicoltura naturale si tende invece ad utilizzare acqua vaporizzata con zucchero al velo o aceto di mele, quindi le api si fermano non per paura ma per gozzovigliare dei dolciumi che gli stai portando.
    Ma poi… manco ci dovrebbe essere bisogno di quello…

  4. 4 Mascia
    giugno 7, 2010 alle 5:30 pm

    ciao nicola le tue apine hanno già raccolto il miele anche per te? cosa fai metti il favo direttamente nei vasetti o smieli?

    • giugno 7, 2010 alle 9:36 pm

      Ciao! Uh… in realtà aspetterò agosto per prendere il miele.
      Lo so… non ha molto senso ma in questo modo riesco a rendermi conto di quante riserve hanno per l’inverno (le lascio svernare sulle loro scorte) e non corro il rischio che la seconda fioritura (quella estiva) mi molli sul più bello perché inizia la stagione dei monsoni… Siamo sinceri… la mia non è esattamente un’apicoltura da produzione. Io prendo solo il miele “residuale” (che, comunque, è sufficiente alla mia famiglia e ad alcuni amici…:) )
      I favi naturali non si riescono a mettere nello smielatore orbitale quindi lo spremo… Una volta lo fatto, letteralmente, a mano (per la gioia dei bimbi)strizzandolo tra i pugni ma, ieri, mi sono costruito una pressa in vista del raccolto… a breve un post ad hoc! Sappi solo che coinvolge un cocktail-bar, una punto dei primi anni ’90 ed una macelleria (o simile) 🙂

  5. 6 Mascia
    luglio 8, 2010 alle 6:37 pm

    domanda per quando puoi e se hai tempo , quanto legno hai usato per costruire l’arnia?tre fogli di pino 2 cm di spessore?
    ciao e buon lavoro

    • luglio 14, 2010 alle 3:05 pm

      Ciao scusa per il ritardo a rispondere… siamo un po’ impegnati con la casa nuova.
      Io ho usato larice (più resistente alle intemperie) spesso 2cm ma, essendo molto caro, ho utilizzato dei ritagli recuperati da una falegnameria… appena ho un secondo provo a calcolarti la superficie esatta. Noi ci siamo dovuti dedicare ad un complesso e lungo lavoro di taglia ed incastra (non incolla che alle apine non piace! 🙂 )

  6. luglio 16, 2010 alle 4:48 pm

    visto adesso ….grazie grazie mille


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