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Mag
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Bio-Hacking !

C’è da fare, c’è da fare… cantava il vate.
Vago tra l’orto ed il giardino in preda alle prime canicole umide della bassa alluvionale.
L’aria inizia a farsi pesante e le piantine ad inorgoglirsi dell’essere sopravvissute un giorno in più all’attacco delle lumache… intanto io monto, smonto, costruisco e sperimento…

Mi piacerebbe anche muovermi ma obbiettivamente il periodo non è il più adatto per mille motivi quindi mi vedrò costretto a declinare l’invito di Reginazabo per andare al “Do It Your Trash 2009”.
Un po’ mi spiace. Anche perché RZ ha in animo di organizzare un laboratorio sull’idroponia semplificata ed il vertical gardening urbano, insomma, “robetta”!!

In ogni caso mi do disponibile da subito per il prossimo anno. Non mi spiacerebbe affatto portare un po’ di esperimenti sul Bio-Hacking! Cosa intendo per Bio-Hacking?
Avete presente quando sui cataloghi di giardinaggio vi propongono pozioni miracolose per micorrizzare le piante? O quando vi vendono nematodi ammazza lumache? Ecco, tendenzialmente quelli sono prodotti “registrati”, a marchio.
Non posso discuterne l’efficacia perché non li ho mai utilizzati ma mi sono sempre posto la domanda “perché dovrei comprarmi qualcosa che è presente in natura gratuitamente?” e poi, chi mi garantisce che quel ceppo di micorrize o quei bacilli miracolosi si adattino alla mia situazione pedo-climatica e non schiattino dopo un paio di settimane?

Avevo già inserito un manuale per autoprodursi le micorrize… ma secondo me si può andare anche un po’ oltre, soprattutto se non si dispone di un terreno naturalmente sano ma di un ex campo di mais o una ex vigna dove, il ripristino ad uno stato di natura, può richiedere molti anni o interventi mirati ad accelerarne il processo.
Capirai. Chiedere al mio orto di essere “naturale” è un po’ come chiedere ad un veterano del Vietnam reduce da 20 anni di prigionia di fare da balia a 30 bambini della materna.

Tra i vari “intrugli” miracolosi tempo fa presero piede gli EM – Microrganismi Efficaci del dott. Teruo Higa .
Di nuovo… non ho la più pallida idea se funzionino o meno. Non li ho mai usati e non posso mettere in dubbio che il miscuglio di ceppi di batteri e funghi messi insieme da Higa siano una vera bomba… sarei curioso di scoprirlo… come fare? Me li faccio (almeno quelli da utilizzare sulle piante…)
Pare che la tecnica utilizzata da Hinga sia lo sviluppo scientifico-imprenditoriale di una tecnica tradizionale del sud-est asiatico sviluppata e diffusa alegramente e gratuitamente da Gil A. Carandang (allievo, tra l’altro, del già più volte citato John Jeavons).
Magari è una boiata… ma se uno se lo può fare in casa a costo zero…

Chiedo scusa… avevo l’idea di tradurre i testi… ma sono veramente un po’ preso. Magari poi, in un secondo momento. Se qualcosa non è chiaro potete sempre provare a chiedere!

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52 Responses to “Bio-Hacking !”


  1. maggio 9, 2009 alle 4:58 pm

    Aiuto Nicola, proprio non ho idea da che parte cominciare…
    Mi mancano le rizobie, da me è il deserto. Invece abbondano funghi, lombrichi e altri microrganismi. Ho notato l’aumento esponenziale dei lombrichi e dei cricetini di terra dopo aver usato il metodo copritutto, invece anche dopo alcuni test, estirpando vari esemplari di leguminose nisba, radici belle pulite e niente bitorzoli.
    Mi risulta che lieviti muffe and co. stiano benone nel mio orto. Una domanda, secondo te si fa come l’aceto? cioè vado a cercare la mamma del rizobio (sia per il trifoglio che per fagioli/fagiolini/piselli)? oppure, tu nella tua vastissima gamma di conoscenze hai IL metodo per crearlo dall’aria fresca?
    Nei due documenti sopra si citano:
    – il metodo per catturare fermenti e microorganismi dall’ambiente selvatico e quindi si utilizza un cereale cotto fermentato (in asia riso, sicuramente funziona anche qui) ho visto questo metodo su un video di permacultura sul tubo.
    – Oppure di prendere il mitico “cucchiaino” di terriccio di bosco o aree non disturbate da anni, per inoculare le proprie piante.

    Pensi sia giusto rubarli al primo vicino che li ha? Capirei se Davide di Monteveglio ha voglia oltre al biochar di cominciare la produzione di comode bustine di riziobia, sarei la prima cliente. Forse mi illudo che il mio orto sia “sano”, sigh!

    Grazie,
    Elena

  2. maggio 9, 2009 alle 6:18 pm

    Non c’è bisogno di arricchire Davide… (scusa Davide!) Secondo Carandang è sufficiente cercare una leguminosa che presenti i classici noduli da rizobia sulle radici (qualsiasi leguminosa… trifoglio e facelia comprese che puoi trovare nei prati o nei campi e non necessariamente nel prato del vicino) e mischiare 1 parte del terriccio dove ai prelevato la pianta ad 1 parte di zucchero di canna grezzo… et voilà l’inoculo di rizobia! mettine un cucchiaino in ogni buchetta di semi dei fagioli e dovrebbe funzionare.
    Il dovrebbe è di rigore! 🙂

  3. 3 elena2
    maggio 10, 2009 alle 7:03 am

    ciao elena,
    domanda (ho provato cavarmela da sola!), cosa sono i cricetini di terra???
    il rizobio ho provato a cercarlo anch’io, nei prati, ma non ho visto niente, adesso do un occhio nel mio giardino o nel bosco. non so se si possa spedire 😉

  4. 4 elena2
    maggio 10, 2009 alle 7:55 am

    AGGIORNAMENTO
    ho guardato sotto il trifoglio e ci sono dei noduli piccolini ma pochi 3 o 4. sono proprio piccoli.

  5. 5 Salvatore
    maggio 11, 2009 alle 9:56 am

    Bene, vedo che non sono l’unico “contagiato” dalle micorrize e similia di Nicola. Sono passati 10 giorni dal taglio delle piante esca, quindi fra poco inizierò con: sminuzzare le radici, amalgare queste con la terra dello stesso vaso-trappola, distribuire l’inoculo nelle aiuole. Per questa fase ho un problema. Non sono riuscito a far coincidere i tempi dei trapianti con quello della sporulazione delle micorrize. Ho dovuto mettere a dimora tutte le piantine prima visto che ormai erano troppo cresciute, e ora devo trovare un modo per mettere a contato le loro radici con l’inoculo. Sto pensando di fare delle piccole buche attorno a ciascuna piantina e in queste mettere l’inoculo.
    Boh, speriamo bene, non vorrei aver fatto tutto il lavoro per nulla 😦
    Vabbè male che vada ho fatto esperienza 🙂
    Saluti.

  6. maggio 11, 2009 alle 11:14 am

    secondo me funziona… tieni solo il tutto ben pacciamato per evitare di cuocerle.

  7. 7 Salvatore
    maggio 11, 2009 alle 4:20 pm

    ok, sempre che non siano già cotte nel vaso-trappola, qui siamo già sopra i 25 gradi!

  8. maggio 11, 2009 alle 8:45 pm

    Ciao Elena2, i cricetini di terra vengono chiamati porcellini di terra:

    Adesso mi metto a cercare i noduli in giro, ho già acquistato lo zucchero di canna bio integrale e poi vi faccio sapere se funziona il metodo di Nicola…

    In bocca al lupo a tutti!

    Elena

  9. maggio 11, 2009 alle 8:50 pm

    Bhè… quello delle micorrize della Sunseed con me ha funzionato… adesso vediamo quello di Carandang… (declino ogni responsabilità 🙂 )
    In ogni caso a giorni io intendo partire con le sperimentazioni per i “microorganismi indigeni”.
    Anche perchè se funziona voglio poi provare a autocostruire un bokashi che possa essere utilizzato in casa, da distribuire ad amici e parenti…

    Salvatore… tieni tutto sempre un po’ umido! 😉

  10. 10 Gianluca
    maggio 12, 2009 alle 10:16 am

    ecco, lo sapevo, uno non rompe le *&çç$ per un pò e si smette la bella abitudinedi fare i bignami italianosi per noi non anglofoni
    Vabbè, io sono ancora in fase di terraformazione, per cui non ne usufruirei subito, ma almeno dove ci son le figure ci si potrebbe mettere qualche didascalia aiuta “gnoranti” come me per far capire cosa è meglio miscelare 😦
    Ciauuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu

  11. 11 sb
    maggio 12, 2009 alle 6:09 pm

    non centra niente ma ve lo dico ugualmente; l’altr’anno trovai una merla, quest’anno una cincia mora lunga quattro centimetri. si chiama roberto e mangia certe gamole del miele che tempo una quindicina di giorni e invece di far cipcip farà ciorp.
    ciau ne

  12. maggio 12, 2009 alle 11:44 pm

    Sb – ci stiamo preparando per il lieto evento? (la merla, poi, l’avevi rivista?)

  13. 13 Camille
    maggio 13, 2009 alle 11:08 am

    Bellissimo il programma di Do It Your Trash !

  14. 14 Salvatore
    maggio 13, 2009 alle 11:19 am

    wow la nuova veste del blog!
    un pocchino mi spiace però, mi ero affezionato a quella precedente 😉

    ok per l’inoculo, pacciamato e umido sempre!

  15. 15 Salvatore
    maggio 13, 2009 alle 4:14 pm

    ehmm….. ha la coda di paglia chi pensa male (inoculo, pacciamato e umido sempre) 😀 😀

  16. 16 sb
    maggio 13, 2009 alle 7:54 pm

    la merla si è fatta vedere per un mese dopo liberata, mi si appollaiava sul dito al volo. poi ha trovato un merlo che l’ha pacciamata ed è sparita. il lieto evento tra circa un mese e devo ancora cominciare a costruirle il lettino.

  17. maggio 13, 2009 alle 8:59 pm

    @ Camille – infatti mi sto mangiando le mani… sgrunt!

    @ Salvatore – era un po’ che la gente si lamentava della fatica a leggere con tutto quel nero… anche Iano ne sa qualcosa 🙂

    @Sb – sono tutti così… li cresci, li sfami, gli dai amore e poi zac! Si fanno pacciamare dal primo che passa e chi si vede si vede! (ho già comprato i sigari per il lieto evento!)

  18. maggio 13, 2009 alle 9:29 pm

    Io faccio fatica a leggere con questo “grigio scuro su grigio chiaro”….
    Quanto devo rompere per farti cambiare tema di nuovo?
    Inoltre col nero consumavamo meno lo schermo…

    @sb Stapperemo una birra autoprodotta in tuo onore! O meglio, in onore del nascituro.

    Un amico napoletano mi ha pedito i semi, ora nella serretta trovano dimora un po’ di piantine di tabacco, per la fine dell’estate spero di essere riuscito a farmi qualche toscano da solo… perchè Nicola di toscani parlava, vero? non porcherie esterofile varie, magari aromatizzate pure alla vaniglia…

    Andrea scripsit.

  19. maggio 13, 2009 alle 10:06 pm

    Bhè… dai, non è così terribile a parte le righine ed il ciuffo d’erba in cima… e poi tu sei tutto bianco!! 😀
    Se provassi a fumare una di quelle cose credo che la nascitura verrebbe a spegnermelo direttamente in fronte accompagnata dal babbo…

  20. 20 Salvatore
    maggio 14, 2009 alle 11:58 am

    Mille volte meglio il nero al maledetto bianco che mi irrita i poveri occhi stressati. Qui ora abbiamo un compromesso che può andare. Riposante (ma non accattivante come invece era il vecchio blog). Non ne capisco molto, ma penso che usare colori poco luminosi consente di avere più autonomia con i portatili che non è poca cosa.

    Cosa avete contro i sigarozzi alla vaniglia? mi hanno permesso di fumare impunemente per anni senza provocare il fuggi-fuggi delle merle locali. Pacciamate e non pacciamate s’intende. 😀

  21. maggio 14, 2009 alle 12:00 pm

    anche a me piaceva di più prima… Dai Nicola, torna al passato per noi!!

  22. 22 Gianluca
    maggio 14, 2009 alle 4:05 pm

    confermo, anche io lo preferivo prima, ora non è più lo stesso “orto di carta” :o(

  23. 23 sb
    maggio 14, 2009 alle 5:26 pm

    sto sfondo sembra la saracinesca di un fiorista ragazzi; ma il padrone di casa è lui e gli piace così.
    basta che non cominci a dire le cose che dicono i fioristi poi per me va bene.
    grazie per i sigari e le birre, son commosso. e se un giorno si potesse avere dei semi di tabacco sarei pure grato.
    ciau ne

  24. maggio 14, 2009 alle 8:14 pm

    Ciao Nicola … ho aperto il tuo blog e… mi sembrava di stare sul mio…( ho cambiato da una decina di giorni il template) ! Vedo con piacere che hai iniziato ad usare scribd che è veramente un bel servizio. Se la linea torna normale riesco a scaricare un video di Emilia Hazzelip che pare mai pubblicato oltre a tutti gli appunti tradotti in italiano (grazie al P2P), ma appena fatto controllo che non siano i tuoi!! Se non lo sono ci faccio un e-book scribd. Complimenti per gli articoli di Terranauta! Su Bionieri è approdata anche la Transizione.
    Buon cammino Renato

  25. maggio 14, 2009 alle 8:54 pm

    … non voletemene… si torna al nero.
    Aveva ragione salvatore… tutto sto bianco mi fuma le batterie in un secondo.
    Esperimento affossato… peccato però… il verde aveva un bel tono.
    ma il nero va bene su tutto! 🙂
    (per la serie: “quando si ca*****ia al computer”…)

  26. maggio 14, 2009 alle 9:10 pm

    Ciao Renato, si si riesce atrovare un sacco di roba su scribd… se trovi gli appunti di Emilia e sono i miei… fai un e-book comunque! (La qualità non è eccelsa ma…) 🙂

  27. 27 mrm
    maggio 15, 2009 alle 1:00 pm

    meno male che è l’orto di carta è tornato come prima! 🙂

  28. 28 Gianluca
    maggio 15, 2009 alle 3:26 pm

    siiiiiiiiii nero come il mio salva schermo, così non capiscono quando apro la pagina ^^

  29. maggio 16, 2009 alle 12:57 pm

    Nicola sei troppo buono 😀

  30. 30 elena2
    maggio 16, 2009 alle 1:25 pm

    evviva tutto è tornato come prima!!!! mi era venuto un colpo!
    per i miei occhi e per l’energia! credo che in fondo in fondo seguo il tuo blog perchè non ho bisogno ne di stampare ne di arrotarmi le pupille!
    per Elena: grazie avevo pensato ai porcellini di terra ma siccome sono convinta di essere ignorantissima (e in parte a ragione) mi ero domandata: è questo che cavolo è?
    ciao

  31. maggio 16, 2009 alle 4:26 pm

    Prono ai voleri delle masse 😉

  32. 32 sb
    maggio 16, 2009 alle 6:03 pm

    prono? mmmm. ai voleri delle masse? mmmmm. ma metteresti anche il tutù?

  33. 33 Salvatore
    maggio 18, 2009 alle 8:56 am

    prono non direi. piuttosto democratico. 🙂
    caro nicola ho finito con l’inoculo micorrize. Ho fatto così: i piantini di fagioli, nonostante la semina posticipata di 2 settimana rispetto al trapianto del mais, erano già un po troppo avanti. Allora ho pensato di sradicarli (penso senza danni, visto che ho usato un trapiantatore e ho eliminato il pane di terra mettendo il tutto in ammollo) e ripiantarli a radice nuda, riempendo le fossette con l’inoculo. Ora ogni piantina di mais (trapiantata con pane di terra e biochar) è accompagnata da una di fagiolo inoculuta con micorrize e insieme ai meloni (anche loro “biocharizzati”)cercano di resistere ai molluschi voraci 😦
    Per finire, ho finalmente trapiantato i tagete, mentre i nasturzi sono germogliati già da 2 settimane.
    Per finire davvero ecco la lista di quello che ad oggi c’è nelle aiuole: nelle sponde nasturzi, aglio, cipolla, carota. Al centro le tre sorelle: mais, fagiolo, melone e poi tagete e basilico.
    Boh! l’impegno c’è, i risultati vedremo…..
    Saluti

  34. 34 sb
    maggio 18, 2009 alle 11:18 am

    io limacce ne ho poche e mi è bastata un po di cenere per salvare gli zucchini. ed oggi mangio i primi spinaci.

  35. 35 Salvatore
    maggio 18, 2009 alle 12:16 pm

    il mio problema e che sono tutte “residenti” sotto la pacciamatura. Quindi a che pro la cenere? sono numerose e piccolissime il che rende la raccolta manuale difficile. riproverò con la birra, magari con aggiunta di crusca. Secondo me ho sbagliato a sfalciare le erbacce che forse depistavano le bavose 8)

  36. 36 sb
    maggio 18, 2009 alle 1:23 pm

    avevo trovato, forse qui, la ricetta per risparmiare la birra; 2 cucchiai di farina,1 cucchiaino di lievito di birra, 1 cucchiaino di zucchero sciolti in due tazze d’acqua calda e la trappola è fatta.

  37. maggio 18, 2009 alle 2:27 pm

    allora.. grande quiz.Potete trovare una mia foto qui…

    Attenzione.. son un mago del mimetismo.. chi mi scopre vince un premio.
    Per aiutarvi.. se una fanciulla mi trova e mi bacia diverra’ principessa 😉

  38. 38 sb
    maggio 18, 2009 alle 4:51 pm

    ho visto gli occhietti del rospo, lì a destra. cosa ho vinto. un’oca?

  39. 39 elena2
    maggio 18, 2009 alle 6:27 pm

    per Salavatore:
    ma a te le lumache li attaccano i tageti, da me non fanno in tempo a germogliare e zacchete! finiti! oppure se faccio prima i piantini risolvo il problema?
    a proposito per le lumache sotto la pacciamatura quelle nane le tiri fuori con vaschette di polistirolo (per intenderci quelle che confezionano il cibo), man mano che acquisto, invece di buttarle le spargo in giardino sopra la paglia e alla sera o alla mattina le trovo attaccate li e…. le taglio a metà! 😉
    non so se riesco a liberarmi di tutte le lumache, ma sto salvando il salvabile!
    ciao

  40. 40 Salvatore
    maggio 18, 2009 alle 6:56 pm

    Per dirti dei tagete è ancora presto, li ho trapiantati solo l’altro giorno. Stamattina c’erano ancora 🙂
    Ma sono piccoli, basterà una lumaca per fare tabula rasa. Questa delle vaschette la provo! e anche la ricetta sostitutiva della birra di sb. Grazie.
    Comunque partire dai piantini è senz’altro meglio.

  41. 41 sb
    maggio 18, 2009 alle 7:59 pm

    il vicino: ma perchè non tagli anche quei fiori li?
    io: mi servono per l’orto!
    v: ma lasciare ciuffi di fiori gialli in mezzo al prato ti serve per l’orto?
    i: non preoccuparti che quei fiori li funzionano bene.
    v: ma che fiori sono?
    i: nasturzi:
    v: ah
    due giorni dopo viene un amico e mi dice: ma perchè lasci ciuffi di ranuncoli così in giro alla cazzo e non tagli anche quelli che son pure velenosi.
    i: lascia perdere va.

  42. maggio 18, 2009 alle 8:56 pm

    @ Luigi: è bellissima! La famosa microrana fango di castellantico!

    Ragazzi… con le lumache io sono sceso a patti: non seminerò mai più niente nell’orto 🙂
    Scherzi a parte, trovo che il passaggio semenzaio, trapianto mi permetta di avere nell’orto solo le piante più robuste e quindi meno attaccabili il problema sta nella “laboriosità” del sistema… composto dalle tre fasi “colazione – pranzo – cena” dei manuali sull’orto inglesi…
    colazione – semenzaio – 3 parti sabbia 1 parte compost
    pranzo – ripicchettatura – 2 parti sabbia 1 parte compost
    cena – trapianto nell’orto
    Uno sbattone ma le piante che ho perso è a causa della grandinata di sta sera e non delle lumache…

  43. maggio 19, 2009 alle 2:07 pm

    uh si son belle, ce ne sono a migliaia. Cammini e fai fatica a non pestarle che non le si vede davvero.
    Le bisce pero le vedono benissimo e filano a mangiarsele come fossero profiterol.
    Poi c’e’ pure la Poiana che aspetta zitta su una grande quercia li vicino e quando il colubro scappa fuori allo scoperto parte e lo pizzica giusto dietro la testa.
    Vola su alto beccandolo e strizzandolo.. (a fatica perche i colubri son belli grossi e lunghi quasi un metro e mezzo) poi lo molla a tuffo su una strada asfaltata che si sfracelli a terra.. in modo da ridurlo a miti consigli. Fatto questo se lo porta via.
    Ora metto la foto di un serpente che ha preso un ramarro e che,dopo, a sua volta e’ stato pizzicato da un rapace (foto un po’ cruda.. anime belle astenetevi dall’aprirla, che in natura funziona cosi’)..:)

  44. maggio 19, 2009 alle 3:09 pm

    ah! ecco chi era l’anno scorso a distruggermi i peperoni in folli sessioni di sesso: i colubri!
    per chi si fosse perso l’evento: 2 (adesso lo so) colubri si misero a riprodursi nel mezzo dell’orto – immagine: due gomene spesse un paio di pollici e lunghe 1,20 circa che si arrotolano e dimenano tra i piantini falciandone un tot…

  45. 45 sb
    maggio 19, 2009 alle 5:35 pm

    allora, prendi una damigiana, la sotterri lasciando fuori terra solo un centimetro di collo e ci versi dentro un po di latte; la mirauda (colubro) ci va dentro e non esce più. con le vipere funziona.

  46. maggio 19, 2009 alle 7:52 pm

    mmmh con i colubri no.. a meno di non avere una damigiana alta piu di un metro..
    i colubri si arrampicano pure sugli alberi..
    e ne ho visto io uno entrare in un buco a piu di un metro da terra su un muro in cemento armato

  47. maggio 19, 2009 alle 8:46 pm

    La domanda a questo punto è: cosa te ne fai di un colubro dopo che l’hai preso? 😉

  48. maggio 20, 2009 alle 6:11 am

    ovvio , lo metti nel letto della suocera… cosi forse finalmente te ne liberi.
    Ma ho il dubbio che a vedere mia suocera muoia il colubro dallo spavento.. 😉

  49. 49 sb
    maggio 20, 2009 alle 6:59 am

    lo porti in un lupanare lontano dall’orto no. o dal vicino dei pioppi.
    poi la mirauda non avvelena ma se ti morde ti fa venire un’infezione con i fiocchi.

  50. 50 Salvatore
    maggio 22, 2009 alle 9:04 pm

    casualmente ho trovato questo video. Non è granchè, più che altro è interessante notare come anche in Italia le micorrize interessano ambienti “ufficiali”.

    saluti

  51. gennaio 27, 2011 alle 12:03 pm

    …e quest’anno ci vieni a doityourtrash?!
    dai!
    stiamo iniziando a organizzare l’edizione 2011 (13-14-15 maggio), un seminario di bio-hacking o simili sarebbe bellissimo!

    i video delle due edizioni passate per farti gola:
    http://www.youtube.com/watch?v=ztoiZwfuuHw (2009)
    http://www.youtube.com/watch?v=BCBdUVHDgJs&feature=related (2010)

    maria –> doityourtrash

    • gennaio 27, 2011 alle 10:07 pm

      Cavolo! Volentierissimo!
      L’unico problema sarà che sarò preso dalla costruzione di casa e quindi dovrò inventarmi qualcosa di soft (non avendo praticamente neanche un posto per dormire… figurarsi un magazzino o un laboratorio…)
      Vediamo. Adesso mi studio qualcosa e poi ti faccio una proposta!


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