08
Ago
09

Lasagna Gardening – appunti di e-learning

Se sono un cialtrone a casa… perchè dovrei essere diverso sul web?
Non sono in vacanza ma faccio comunque finta di non esserci prendendomi il tempo per inseguire altre “storie possibili”.
Quindi come fare a mantenere il blog attivo senza farlo? Riciclare le mail che ricevo!!
Quello che segue è il mare di parole che ha appena sepolto il malaugurato anonimo che mi ha posto la domanda fondamentale: che ci faccio con un prato duro come il cemento?
Domanda cascata proprio mentre sto preparando del materiale sul “lasagna gardening”…
Lo so, so essere crudele con la pazienza di chi si trova a leggere questi scritti. Ma voi continuate a scrivermi che sennò non so cosa postare! Sono uno sciacallo?
Si, è probabile 😀 😀

Spero che il destinatario di questa mail non me ne abbia e vorrei ringraziarlo per l’occasione che mi ha offerto per scrivere una cosa che avrei già dovuto scrivere da tempo.

Ciao ***,
*piccola doverosa premessa: ciò che mi chiedi comporterà un numero esagerato di parole… prenditi il tuo tempo per leggere il tutto, scusami per la non tempestività della risposta e per averne approfittato per tirarci fuori un’articolo per il blog (omettendo le parti che ti riguardano personalmente)*

anch’io sono un tuo fan: molla il lavoro in ufficio, alè aleè! (bhè… non proprio così, magari prima organizzati un attimo che sennò fai la mia stessa fine 🙂 )
Confortati, il senso di smarrimento è normale e ti perseguiterà per sempre, le variabili in gioco sono talmente tante che, imbroccata una strada ci si chiede sempre se le cose non potevano essere fatte in un altro modo e si entra in crisi. Ma alla fine, è “l’incazzatura” che ci manda avanti e ci fa studiare percorsi possibili…

Andiamo al dunque… cosa puoi fare? (adesso ti faccio incazzare…) Dipende.
Ma fa lo stesso e cerco di generalizzare…
Lascia stare tutto com’è, non ti preoccupare di suolo compatto, argilloso o sabbioso, secchezza delle fauci e gomito valgo (che è pur sempre un problema nei lavori di vangatura).
Per ottenere un buon terreno esistono principalmente 2 modi:
– Quello “giusto” (faticoso ed antropocentrico) – doppia vangatura, incorporazione nel suolo di materia organica (compost o letami), ecc… ecc…
– Quello “sbagliato” (moooolto meno faticoso e che sfrutta i meccanismi del suolo), più o meno il concetto è quello di creare una compostiera a cielo aperto da coltivare allegramente. Il problema principale, in questo caso, sarà il recupero di sufficienti biomasse

Io, da sempre, voto per il secondo.
Quindi andiamo ad illustrare la ricetta per il perfetto “lasagna garden” così come Toby Hemenwey la riporta nei suoi corsi e percorsi permaculturali.

Il “Lasagna Garden” à la Hemenway (testato sulla mia pelle):

Realizzare un “Lasagna Garden” può essere semplice come l’impilare vecchi giornali e coprirli con qualsiasi materiale organico a disposizione. Vista comunque la quantità di materia organica necessaria conviene partire con piccoli appezzamenti e poi espandersi nel tempo.
Scegli una zona vicino a casa non troppo grande e procuratevi il materiale necessario:

1-Una bella pila di giornali (80 cm circa), evita le riviste patinate. L’inchiostro non è un problema perchè, ormai, è tutto a base di soja e non tossico. In alternativa puoi procurarti dei cartoni eliminando i punti da pinzatrice e i pezzi di nastro adesivo.
vicino a casa mia c’è un grande magazzino di elettrodomestici, dai cassoni sul retro si possono recuperare gli scatoloni dei frigoriferi e delle lavatrici con in quali, in poco tempo, si possono coprire decine e decine di metri quadri di suolo.
In alternativa si possono usare vecchi tappeti o vestiti e vecchie coperte a patto che non siano di fibbre sintetiche.
2-Io ho fatto senza ma se vuoi puoi aggiungere degli ammendanti per il suolo come calce o cenere
3-Materia organica grezza. Questa può essere composta dallo sfalcio del prato, foglie secche, paglia, fieno marcio (occhio: può essere pieno di semi. In questo caso meglio metterlo in un sacco nero chiuso al sole per 24 ore, in questo modo si bruciano i semi), piccoli rametti ecc… ecc… L’unica attenzione da prestare è di rispettare una percentuale di 100/1 – 30/1 di Carbonio:Azoto… non è complesso, considera Carbonio il materiale secco ed Azoto quello verde e sei a posto. Un eccesso di materiale verde provocherebbe marcescenze, cattivi odori ed un substrato non utile per le piante a causa di eccessi di azoto e carenza di ossigeno per le radici…
4-Compost… tanto… diciamo 10 m2… in assenza puoi supplire con terriccio commerciale (ma non è bello…)
5-Hemenway consiglia anche del letame ben maturo, ma io, non fidandomi per niente degli allevatori della zona… evito accuratamente!
6-un paio di balle di paglia per la pacciamatura superficiale

Questa è comunque una lista indicativa… Una volta che hai sufficienti giornali o cartoni il resto del materiale organico può essere veramente qualsiasi cosa ti capiti sotto mano.

Procedimento:
Il giorno prima:
Verso sera bagna abbondantemente il terreno dove sorgerà l’orto. I microrganismi che si occuperanno di trasformare il tutto in un’ottimo terriccio non possono lavorare in un ambiente troppo asciutto e, una volta che avrai coperto tutto, sarà molto difficile far penetrare a fondo l’acqua. Il suolo coperto, in compenso, si asciugerà molto più lentamente fornendo un’importante riserva di umidità.
Il giorno dopo:
Durante la notte l’acqua avrà avuto modo di infiltrarsi nel suolo. A questo punto sfalcia a livello del terreno tutte le erbe presenti senza rimuoverne le radici e lascia in loco lo sfalcio in modo da mantenere la materia organica presente. L’alto contenuto di azoto farà da richiamo per il banchetto dei lombrichi e delle altre bestiole decompositrici che faranno il resto del lavoro per te. A questo punto, se credi sia il caso, puoi aggiungere degli ammendanti… calce, cenere ecc… ecc… Se il tuo terreno è molto duro o argilloso, potrebbe essere una buona idea, a questo punto, smuoverlo leggermente con una forca. Senza rivoltare le zolle… pianta solo il forcone e solleva un po’. Niente di faticoso.
A questo punto stendi uno strato leggero di materiale ad alto contenuto di azoto (letame o, meglio, sfalcio fresco o scarti della cucina)

Bene, arrivato a questo punto, inizia il lavoro di “lasagnamento”.

Stendi i giornali o i cartoni su tutta la superficie da trasformare in orto sovrapponendoli di qualche centimetro in modo da bloccare le possibili infestanti presenti nel terreno. Se utilizzi carta di giornale dovrai stenderla mantenendo uno spessore di 1-2 di centimetri (che è il motivo per cui preferisco utilizzare i cartoni).
Mentre li stendi inzuppali abbondantemente di acqua. Hemenway avverte che è in questa fase che, se si lavora in gruppo, scattano i problemi maggiori di gavettoni ed innaffiature selvagge trasformando un lavoro ben organizzato in un vero delirio… per esperienza posso dire che è assolutamente vero, soprattutto se ad aiutarti sono due marmocchi di 4 e 9 anni… (sigh!)
Controlla sempre di aver coperto per bene tutta la superficie senza lasciare nessuno spazio tra un cartone e l’altro.

A questo punto stendi nuovamente uno strato di materiale azotato (vedi sopra).
Sopra questo stendi uno spesso strato di materiale secco (15 – 20 cm) di paglia, fogle secche o altro materiale che ti capita sotto mano. Puoi non preoccuparti troppo di possibili semi di infestanti in questo strato in quanto, sopra, verrà nuovamente messo uno strato di “barriera” che li farà marcire piuttosto che germinare.
Mentre stendi questi strati preoccupati di innaffiare di tanto in tanto in modo da tenere il tutto umido.
Sopra al tutto stendi uno strato di 3-4 cm di compost (se non dovessi averne abbastanza, puoi mischiare qullo che hai con della terra qualsiasi a portata di mano…)

Come tocco finale stendi sopra quest’ultimo strato un paio di centimetri di paglia o qualsiasi altro materiale secco privo di semi (se hai l’occasione di mettere le mani su un biotrituratore, le ramaglie tritate sono il top).
Quest’ultimo strato, oltre a frenare le possibili “infestanti” darà anche il tocco finale di estetica che permetterà di rendere il tutto gradevole alla vista evitandoti rimostranze fastidiose da parte di congiunti, parenti o vicini di casa.

Se realizzi l’orto adesso non credo che farai in tempo a seminare o trapiantare granch’è ma il prossimo anno avrai sicuramente il miglior orto possibile con meno fatica possibile.

Seminare su un lasagna garden non è molto facile soprattutto se i semi sono molto piccoli, più facile fare i trapianti: sposta la pacciamatura superficiale, scava un buchetto, piazza la piantina, torna a goderti la birra all’ombra.

Alcune accortezze:
NON CALPESTARE MAI IL LASAGNA GARDEN
PACCIAMA; PACCIAMA; PACCIAMA (il lasagna garden diminuirà di volume con il passare del tempo, tu continua ad aggiungere materiale vegetale sulla superficie e non dovrai mai scavare, zappare, concimare ecc… ecc…)
SE QUALCUNO TI CHIEDE CHI HAI SEPPELLITO IN GIARDINO RISPONDIGLI: “L’ultimo che mi ha fatto questa domanda”

Lo so… sono stato terribilmente prolisso e credo di aver abusato della tua pazienza…
Nel caso ti chiedo scusa.
Spero in ogni caso di averti dato uno spunto interessante.

[omissis]

Saluti

[omissis]

Grazie ancora Mr. ***

Si, Mauri sosterrà che non c’era bisogno di farla tanto lunga e sono d’accordo… ma un manuale è un manuale! 🙂

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42 Responses to “Lasagna Gardening – appunti di e-learning”


  1. 1 silvio
    agosto 9, 2009 alle 1:50 am

    ciao
    molte idee le ho prese da qui, e dove l’acqua è poca il lasagna garden è una valida
    alternativa
    http://www.no-dig-vegetablegarden.com/index.html

  2. 2 Elena2
    agosto 9, 2009 alle 7:12 pm

    che significa una percentuale 100/1 – 30/1 (che è la classica da compost)? significa che puoi mettere più carbonio che azoto? che puoi mantenerti entro quell’intervallo? sai io mi sto dannando per stare nel 30/1 visto che leggo che se dai troppo carbonio i microbi hanno un casino di energia ma 0 molecole da trasformare. chiedo venia, ma il libro da te consigliato sui terreni mi arriva a settembre (e su internet costa di più la spedizione).
    ciao elena
    p.s. il pane migliora sempre di più! grazie grazie grazie :-D!

  3. agosto 9, 2009 alle 7:35 pm

    100 parti di carbonio per 1 di azoto o 30 di carbonio ad 1 di azoto. Il Delta molto ampio significa che te ne puoi abbastanza fregare ma devi solo controllare che: troopo materiale verde = marciumi, troppo materiale secco = ossidazione ed inutilizzo delle sostanza…
    In ogni caso… non mi farei troppi problemi.

    Prego, prego, prego, saluti alla “mamma” figlia della mia “mamma”!

  4. 4 Elena2
    agosto 9, 2009 alle 8:15 pm

    figurati: la tua mamma è gia nonna!!!! per ben due volte piu uno in attesa!

  5. agosto 9, 2009 alle 9:31 pm

    Ho avuto problemi con il mio “orto sinergico”, (si fa per dire)…non ho fatto l’impianto d’irrigazione goccia a goccia e tutto si è bruciato in poco tempo. Il mio terreno è molto drenante, pensi che basterà migliorare la composizione del terreno superficiale senza modificare quella sottostante?

    p.s. la mia di mamma e figlia di quella di ste… non è che siamo tutti parenti? 🙂

  6. agosto 10, 2009 alle 1:12 pm

    Siamo tutti figli della stessa “mamma” 🙂 ed i caratteri di parentela ci sono tutti!!

    Per rispondere alla tua domanda: non credo…
    Per terreno molto drenante io intendo un suolo sabbioso ma credevo che dalle tue parti fosse molta argilla…
    In ogni caso una pacciamatura permanente aiuta molto ma se nel suolo non c’è materia organica che crei humus per intrappolare l’acqua… la vedo un po’ dura.
    Io ho il problema opposto… l’orto è una palude… ti posso spedire un paio di secchi d’acqua? 🙂
    Scherzi a parte (so che non è una cosa divertente scherzare sull’acqua sia che sia molta sia che sia poca…) hai già pensato ad un sistema di recupero delle acque grigie di casa?
    Io sto facendo degli esperimenti con il lavello della cucina ed una vasca da bagno…

  7. 7 Carlo
    agosto 10, 2009 alle 1:57 pm

    Ciao Nicola,
    1° riflessione: il giornale o il cartone non rischiano di rilasciare sostanze nocive?

    2° riflessione : dopo anni di orto “tradizionale” ho iniziato in una piccola porzione la sperimentazione seguendo le tue indicazioni .
    La grossa difficoltà è quella di avere una impostazione mentis completamente diversa dal normale ( no aratura, no togliere le infestanti etc). Non ti dico poi come mi guardano strano mio padre e mio zio quando provo a spiegare loro queste diverse modalita’ colturali.

    3° il compost tea invece è una “bomba” fertilizzante favolosa.
    grazie
    Carlo

  8. agosto 10, 2009 alle 3:29 pm

    Ciao Carlo,
    1° – No se non sono giornali patinati o stranieri (fuori dall’EU) la parte inquinante dell’inchiostro di stampa era il piombo. Le attuali direttive ne vietano l’uso. Sui cartoni, stesso discorso ma bisognerebbe fare attenzione alle colle… In ogni caso, la quantità di ife fungine ed humus che si vengono a creare sono abbondantemente in grado di assorbire e bloccare i pochi inquinanti che fossero presenti nei giornali e nei cartoni. (senza parlare di quelli già presenti nel suolo…)

    2° – sono d’accordo… io sono partito avvantaggiato: non ne sapevo nulla nè di un sistema nè dell’altro! 😀

    3° – funziona talòmente bene che ognitanto vorrei bermene una tazza 😉
    Saluti!

  9. 9 Elena2
    agosto 10, 2009 alle 6:48 pm

    a proposito di recupero acque grigie!
    dopo aver toccato con mano che la cenere lava benissimo sto pensando di recuperarle anche io. ma com’è la normativa che io c’ho la vicina rompi?
    Sinceramente la mia idea era attaccare un tubo sotto il lavello farlo uscire dal muro in giardino dentro delle cisterne, con un qualche sistema di filtraggio. poi ho pensato alle gelate d’inverno e allora ho pensato ad un doppio scarico. poi ho pensato alla vicina e mi si è bloccato tutto! … sigh! (come dici tu)
    tu che fai? io a secchiate fuori non la porto! troppa strada! Oddio poi si farà anche quello! mannaggia al senso di colpa!… o al senso di responsabilità 🙂
    @ harlock: da qualche parte ho letto che puoi prendere gli scarti da cucina e sotterrarli sotto la paglia cosi come sono… non sempre nello stesso posto. non risolve il problema dell’acqua ma forse quello dell’humus
    @ nicola: sei d’accordo?
    @ Carlo: io oggi ho mangiato le mie prime patate e le ho annaffiate solo tre volte! giuro non mi viene proprio in mente di arare etc… sono pigrissima e mi funziona benissimo. mentre l’orto nei vasi ho deciso che non è proprio per me, gli devi stare troppo dietro le rese sono minime!
    nel campo di patate dopo aver pacciamato con i cartoni non è cresciuto più niente di quello che ci stava sotto, e, sempre letto da qualche parte, io ho sfalciato appena! e il cartone è sparito in pochissimo. la terra sotto è gia nera nerissima piena di roba brulicante e non ho ancora usato il compost tea. il compost l’ho preparato un mese fa!
    saluti

  10. agosto 10, 2009 alle 8:11 pm

    Dalle mie parti in pianura dove abito, il terreno è argilloso, ma in collina dove ho il mio uliveto e dove faccio l’orto il terreno è sabbioso. Per l’acqua io non ci scherzo perche è un vero dramma :-/ !!
    In inverno ho raccolto l’acqua piovana in tre cisterne da mille litri, più una in muratura che sarà sui tremila litri, ma non è bastata. Dalle piogge di aprile nell’uliveto ci sono stati solo due temporali di 10 minuti, sembra che i venti provenienti dalla montagna riescono sempre a deviarli da un’altra parte.
    Per la prossima stagione ho già recuperato altre sei cisterne da mille litri, ma prevedo di trovarne altre. Fare un pozzo è troppo costoso e c’è il rischio di non trovarla.

    comunque se paghi te spediscila l’acqua, la prendo volentieri 😀

    Grazie Elena2, ma gli scarti da cucina appartengono a mia moglie, lei li sotterra in giardino 🙂

  11. agosto 11, 2009 alle 12:10 am

    Porca paletta! Alla faccia della raccolta d’acqua… comunque è vero. Quando mi è toccato lavorare in sardegna o preso un po’ le misure con cosa voglia dire realmente la carenza di acqua… Volendo fare un’impianto serio e ad ampio raggio si potrebbe impostare una lavorazione alla Jean Pain ma per l’orto è probabilmente un po’ esagerata… conviene prendersela calma ed aggiungere strati su strati di materia organica finchè non si sarà formato un bello stratone di humus spugnoso (ma ci vuole tempo e, comunque, un minimo di acqua).
    Come stai a condensa? Si riesce a recuperare qualcosa con una pacciamatura a pietre?
    Un’altra opzione potrebbe essere il contrario del sinergico.
    fai una buca delle stesse dimensioni del bancale e la riempi di materia organica… in pratica: un lasagna garden interrato!
    Adesso mi sono intrippato… se mai mi capita di scendere verso sud (cosa improbabile ma non impossibile) devo fare un salto nell’uliveto…
    saluti a meeme! (ed ai suoi scarti organici)

  12. agosto 11, 2009 alle 7:09 pm

    Non tutta l’acqua serve per l’orto, ci sono le nuove piante di viti e una decina di piante da frutto. Devo anche dire che con l’orto non mi sono impegnato a fondo. Sono d’accordo sul migliorare la composizione del terreno e credo che può essere giusto il contrario del sinergico. Per quanto riguarda la condensa, boh, non so, ma credo che non ci sia umidità per diversi decimetri, poi sotto c’è la pietra.
    Sarei onorato di una tua visita 🙂
    In questi giorni sto costruendo una capanna di legno, ma adesso mi fermo per venire su al nord, in Val Chiusella, dove la capanna si fa di paglia. Vado a trovare questo ragazzo http://maioma.blogspot.com/ che ho conosciuto all’incontro del CIR. Spero che non mi faccia lavorare troppo, che sono già cotto 🙂

    …gli scarti e meeme ricambiano :))

  13. agosto 11, 2009 alle 10:58 pm

    Val Chiusella? Ma allora passi davanti a casa mia! Ospite! Devi passare a bere del succo di mora (lo so… è una tristezza… ma io sono astemio… ma Noemi no, quindi, nel caso si può assaltare le sue scorte 🙂 )

  14. 14 medo
    agosto 12, 2009 alle 9:19 am

    Nicola caro , ma sei proprio sicuro che la quasi totalità degli inchiostri sia composta da derivato/i della soia e/o altri vegetali ?
    A me risulterebbe che vari polimeri , ed in parte ancora alcuni derivati di vari metalli quali cadmio e cromo , entrino ancora nella composizione della maggioranza degli inchiostri. Per quel che riguarda i polimeri parliamo sempre di carboidrati non eccessivamente tossici , ma ad esempio gli azocomposti per inchiostri (simili all’idrazina , ovvero idruro di azoto) possono passare nel vegetale totalmente e visto che si decompongono in acqua ed azoto solo a temperature attorno ai 270°C , finiscono a far danni nel nostro caro vecchio fegato…

    Andrei molto cauto ad utilizzare giornali , quindi , soprattutto per le parti “colorate” o per la carta colorata.

  15. 15 Elena2
    agosto 12, 2009 alle 12:59 pm

    leggo ieri su “J Barth: l’ opera galleggiante” questa frase:
    giustificazione ex post facto di risoluzioni illogiche meramente personali.
    trovando si addica al mio stato d’animo attuale, ti chiedo scusa per aver dato una risposta, non credo sia giusto, proseguo…
    scarti di cucina (ne ho tantissimi e per ora vanno in discarica)
    la domanda voleva essere indiretta, ma più direttamente che ci faccio?
    come dicevo ho letto da qualche parte che li puoi buttare sotto le aiuole di paglia. Si puo fare?
    Ovviamente chi l’ha scritto intendeva “giorno per giorno”! ed è giorno per giorno che me li procuro.
    il mio pensiero e che però se vanno vicino alle radici (cioè quando l’aiuola e nel pieno della sua attività) può danneggiare le piante!
    un’altra soluzione era il vermicompost, non quello di appartamento, ma in terra. mi è stato spiegato cosi:
    fare una buca di diametro 60 cm, profondità 50, tagliare da un fusto di ferro un anello che per altezza sia pari alle due circonferenze sporgenti, poggiarlo sulla buca. riempire il fondo di questa con paglia erba e cenere in successione per i 50 cm, bagnare, mettere dentro i lombrichi dello strato di decomposizione (lombricus rubellus et e. foetida, una manciata, e coprire con un sacco di juta. in questa buca getteresti gli avanzi di cucina ma mai bucce di cipolla.
    ovviamente se possbile la prima è la più semplice.
    tu che ne pensi?
    tenere presente non posso fare il cumulo, non ho le galline e anch’io devo crearmi terreno diverso. inoltre non saprei come conservarli,da parte, fino al loro utilizzo (ok per le ramaglie ma per gli scarti…)
    Attendo con ansia l’articolo sul recupero delle acque grigie!!! 🙂 sono curiosa del giro che gli farai fare!
    la stordita ti prega anche di fare i complimenti a Noemi per la sua abilità come cuoca e per avrmi dato l’idea della focaccia di recco che oramai riempio con qualsiasi cosa (a volte con successo a volte un po meno). 🙂 Lei è più brava!!!
    @ Medo
    aiutooo! va beh i giornali no, ma io conservo per il compost la carta che non è stampata di varie confezioni. Avolte però è bianca non incolore, vale lo stesso discorso?

    saluti

    • 16 Elena2
      agosto 30, 2009 alle 5:04 pm

      ERRATA CORRIGE
      dopo studi approfonditi… si nel vermicompost bisogna assolutamente mettere la buccia di cipolla (è come una torta di compleanno). e che chi me lo ha spiegato parla male l’italiano!

  16. 17 medo
    agosto 12, 2009 alle 1:12 pm

    MAH… La prova migliore è sempre quella di bruciarne un pezzettino ed analizzare :
    – velocità di presa della fiamma ;
    – fumosità prima , durante e dopo la fiamma ;
    – colore del fumo (attenzione : bruciate sempre materiale secco!) ;
    – colore della fiamma ;
    – odore della combustione ;
    – analisi delle ceneri (frase che fa molto “religione”).

    Anche senza essere dei chimici , se un pezzo di carta parte solo in fumo nero , vuol dire che non era solo di carta. Stessa cosa se puzza orribilmente di “plastica”. Se la fiamma parte in lingue verdi e/o bluastre , anche li’ c’è qualcosa che non va. Se le ceneri sono piene di “gommine” nere o di colori diversi dal grigio chiaro , anche li’ significa che non era tutta carta.

    Potete anche mettere a bagno il pezzo di carta sospetta per vedere quanto sia “puro”. Lasciatelo a mollo 12 ore e poi analizzate la poltiglia rimasta.

    In ogni caso il cartone da imballaggio non stampato è al top della sicurezza. Tutto cio’ che è “chiaro” o sbiancato (vengono usati solfati , cloruri , processi di candeggio e anche in piccola parte i composti di cloro residui NON fanno bene ai vegetali) oppure è stampato anche solo ad inchiostro nero , io non lo userei per il compost se non in parti infinitesime che ci vanno dentro quasi per sbaglio!

  17. 18 meeme
    agosto 12, 2009 alle 2:45 pm

    Ti rispondo io che lui c’ha il blocco.
    1- Se davvero hai del succo di mora, siamo onorati di venire in visita.
    2- Se è un trucco, va bene qualsiasi succo da tedeschi anche già pronto ( uva, ribes, mela limpido, ciliegia, in extremis anche pera caldo )
    3-Anche se astemia faccio dei grossi casini con Noemi e Naomi, se davvero ci incontreremo, abbiate pietà.
    Allora che si fa, si viene?? 😀
    Si parte all’alba, se ci mandi l’indirizzo via mail a una certa ora si dovrebbe arrivare!

  18. agosto 12, 2009 alle 3:51 pm

    Allora… sulla questione giornali:
    Premesso che molti dei terreni su cui sorgono i nostri simpatici orti succhiano quintali di schifezze ad ogni pioggia ma non credo che nessuno di noi si metterà mai a coprire tutto con gli ombrelloni 😉

    1- I giornali da utilizzare sono i quotidiani NON i giornali patinati (Tossici).
    2- Meglio le pagine con poco inchiostro (valle a trovare!)
    3- In un lasagna garden la quantità di miceli di funghi e batteri è tale da poterci versare su un tanica di gasolio ed essere tranquilli… o quasi (Paul Stamets docet)
    4- Usate i cartoni (quelli gialli non plastificati senza scritte senza nastro adesivo e senza punti di pinzatrice… non per altro, ma io me ne sono piantato uno nel dito mentre facevo i trapianti…) i migliori sono quelli dei frigoriferi: con uno ci avete fatto metà orto.

    L’orto è un po’ come i bambini… se inizi a farti paranoie su “oddiommio, non toccare, non fare”
    finisci per darti all’idroponia chiuso in cantina 🙂
    Alcune carte bianche (soprattutto quelle da stampanti con certificazione “carta riciclata”) vengono sbiancate con costosi trattamenti ad ossigeno non particolarmente sensati ma non tossici…
    Fidatevi dei funghi!

    In un lasagna garden tu coltivi una “compostiera” quindi, tutti i rifiuti organici possono essere aggiunti giornalmente sotto lo strato di pacciamatura (Ruth Stout c’ha campato così per anni…) unica accortezza: non metterli a contatto con il fusto delle piante per evitare marcescenze… per le radici non mi poreoccuperei troppo (e qui, di nuovo, funghi e batteri corrono in aiuto), in generale le radici sono molto meno superficiali che non in un’orto classico.
    Io uso la tecnica del: spargo quà e là dove c’ho dei buchi il resto ai polli o in compostiera.

  19. 20 sb
    agosto 12, 2009 alle 7:15 pm

    ma se il cartone arriva dal riciclo chissà cosa diavolo ha di dentro. è come prendere la pizza e portarsela a casa dentro il cartone, a mio avviso si rischia. e poi se ci danno da mangiare ai polli la criptonite figurarsi cosa fanno con il cartone.
    ciau ne

  20. 21 Elena2
    agosto 12, 2009 alle 8:05 pm

    @ sb
    si ma se guardi tutto ha ragione Nicola, manco in idroponia. io sono leggermente paranoica quindi ci provo! ma veramente impossibile! a parte il fatto, e mia sorella naturopata lo sostiene, che anche nel corpo ci sono enzimi (credo) che ci liberano delle sostanze tossiche quindi confidiamo anche in loro. E poi sembra che se ti dici che fa male ti fara male!!!
    segue che corpore sano in mens sana! … poi vediamo se funziona 😉
    @ medo
    grazie cercherò comunque di evitare il più possibile
    @ Nicola
    grazie adesso so dove mettere tutti gli scarti, mi piangeva il cuore a darli alla discarica.

  21. agosto 15, 2009 alle 9:27 pm

    leggendo le proporzioni C/N mi par di capire che la quantità di verde debba essere proprio minima, mi sbaglio?
    cioè, sarebbe come se per ogni erbaccia (pardon, erba incompresa) diserbata dall’orto dovessi procurarmi un fascio di paglia per compensare. no?
    eppoi, gli scarti alimentari vegetali sarebbero azoto pure quelli? e l’erba lasciata a seccare al sole passa ad ogni raggio ricevuto un po’ più verso il carbonio?
    un salutone dal mandorleto.

  22. agosto 15, 2009 alle 9:29 pm

    nella seconda frase intendevo dire “per ogni filo d’erbaccia nella lasagna dovrei metterne da 30 a 100 di paglia?” e scusate l’ostrogoto…

  23. agosto 15, 2009 alle 10:47 pm

    @ Iano: le risposte sono tutte SI.
    Se le proporzioni di azoto superano troppo quelle di carbonio rischi di “bruciare” le piante, oltre alla possibilità di patogeni vari ed attacchi parassitari. Lo scopo del gioco è quello di arrivare ad avere delle pile di terriccio con un rapporto C:A di 25:1 (circa)…
    In ogni caso… i lasagna garden sono molto “Permissivi” l’importante e solo controllare che il tutto abbia un tasso di umidità tipo “spugna molto strizzata” ed una buona areazione (data dal materiale ad alto C)
    Un saluto a te al mandorleto ed al limoneto!!

  24. 25 lalica
    agosto 16, 2009 alle 7:18 pm

    Mi stavo chiedendo, visto che ho un sacco da 20 kg di cruschello quasi scaduto e che non vorrei trasformare in un allevamento di papillon, e se lo mettessi come carbonio nella lasagnetta?
    (magari non adesso per non nutrire troppo i lumaconi leopardati, ma quando inizierà il freddo?)

  25. agosto 16, 2009 alle 9:20 pm

    Giusta notazione… il cruschello in un lasagna garden è un richiamo per tutte le lumache del borgo… un richiamo anche a svernarci all’interno… io, fossi in te gli fare fare un passaggio in compostiera prima…

  26. agosto 18, 2009 alle 1:23 pm

    Bravo Nicola, da un pò non mi collegavo tutto questo caldo mi ha fuso il cervello, e vedo un post dell’orto lasagna e commenti a tutto spiano, troppe chiacchiere e troppi numeri, è più facile farlo che raccontarlo, troppo prolisso il post, bastavano alcune foto per far capire quello che c’è da fare. Comunque il mio contributo lo dovevo dare visto che sono uno dei pochi almeno in Italia che posta sull’argomento, va provato perchè da delle soddisfazioni insperate sopratutto in quelle situazioni di frontiera dove ci sono terreni difficili (aridi, secchi , sabbiosi, inquinati, rocciosi , paludosi, asfittici, ecc., ecc.) in tutte queste situazioni si ottiene il meglio, risulta di scarso interesse solo nei suoli dove le verdure crescono da sole e l’unico intervento è quello di raccoglierle. Di scarsa manutenzione, non ha bisogno di zappature, vangature ecc. un orto da cialtroni o quasi!!!!!!

  27. 28 Luca
    agosto 24, 2009 alle 1:42 pm

    e qualcosa sul lay-out da tenere? se è vero che non bisogna calpestarlo (e quindi tutto deve essere a portata di braccio dal sentiero) bisogna inventarsi qualche mandala…

  28. 29 lalica
    agosto 28, 2009 alle 7:50 pm

    un bel letto tipo orto a quadretti.
    una specie di recinto di assi con un modulo da circa 30 cm da ripetersi (massimo 4 in larghezza) e quanti si vuole in lunghezza

  29. agosto 28, 2009 alle 11:14 pm

    @Luca – scusa il ritardo nella risposta… oserei dire che il design è a “fantasia”!!
    Io ho fatto una serie di forme curve (linee di 1,20m di larghezza) ad arco che formino dei “bacini solari” (il mio orto è sommerso da un campo di mais di 3m di altezza e prende solo 4-5 ore di sole al giorno). Ma altre forme possono essere adattate alle varie esigenze. Mi limiterei a non superare il 1,20m di larghezza in modo da poter arrivare al centro del bancale da tutti i lati comodamente senza calpestare nulla.

    @Lalica – lo spirito di Mel Bartolomew ti possiede! 😀 Sei riuscita a trovare le tabelle di spaziatura delle semine? Dovrebbero essere molto simili al biointensivo.

  30. 31 lalica
    agosto 30, 2009 alle 10:18 am

    nu…
    non pianto più niente in quel posto per ora.
    mi limito a preparare la lasagna per l’anno prossimo sperando nel frattempo che qualche oscuro virus decimi le limacce (o che qualcuno trovi un modo per cucinarle, bleach!)

    è stata un’annata tristissima, limacce e bestioline rosse a iosa.
    credo sia stato molto più produttivo il balcone
    (si capisce tanto che mi girano? ehehehehe)

    piuttosto, hai già usato il dado?

  31. agosto 31, 2009 alle 11:29 am

    coraggio lalica..non va sempre cosi male.. ritenta 🙂

  32. 33 Nicola stra-c
    settembre 3, 2009 alle 2:54 pm

    se tu avessi scritto questo post 5 mesi prima forse avrei evitato di inventarmi improbabili tecniche pseudo sinergiche per trasformare in orto un piccolo pezzo di terra! Peccato

    @harlock: sembra il clima di dove sto io. In questi mesi da novello orticoltore ho scoperto l’ovvio: serve acqua. La roba cresceva piuttosto bene e senza particolari premure (il terreno è nuovo e non rovinato da colture precedenti) ma appena c’è stata siccità e io son stato via mi si è seccato quasi tutto.

  33. settembre 3, 2009 alle 11:35 pm

    Lo so… sono un pessimo scrittore di giardinaggio… quelli veri anticipano sempre i tempi.
    un mese prima che si debba fare una cosa ti stanno dicendo “adesso fai così”, io, invece, tendo a fare una roba e, dopo qualche settimana (o mese), mi dico “oh! tò funziona… magari lo racconto…)
    Sono pessimo, lo so… 😉
    Ma guarda il lato positivo: puoi ampliare l’orto! 😀

  34. settembre 3, 2009 alle 11:37 pm

    @ Lalica: gia usato? Ne ho ABUSATO!! Ottimo (ovviamente tusaichi ha abusato del Genepy è ne ha sottolineato le altrettanto alte qualità) 🙂

  35. 36 Nicola stra-c
    settembre 4, 2009 alle 12:39 pm

    eh eh eh, la mia non era mica una critica! Piuttosto grazie mille per il manuale che è ottimo e che tra l’altro mi ha dato una conferma che cercavo da tempo: seminare con la pacciamatura è un casino.

    Ampliare l’orto: magari, prima di tutto però dovrei trovare un altro pezzo di terra che sia a distanza accettabile da casa

  36. 37 lalica
    settembre 4, 2009 alle 9:08 pm

    vabbè…
    manco a dirlo, per dar retta al saggio luigi ho comprato 8 piantini di cavolo cinese (dovrebbe essere + rapido).
    destinazione?
    i vasi sul balcone appena li libero e qualcuno nell’orto, vado diretta ad uno dei due bancali coperti di trifoglio spuntato tra la paglia e quella roba che non ricordo come si chiama (la prima “crusca” del grano) faccio un pò di spazio, faccio un buchettino e ci metto un bel cavoletto…
    le sr|@*#§e si sono mangiate il cuore già la prima notte!
    ma dove cavolo erano nascoste?
    e cosa hanno, un super radar?

    comunque ho delle buone nuove e delle cattive nuove…
    buonanuova:
    qualche centinaio di metri da casa mia in un bel prato recintato da qualche giorno c’è una riccia, ho fatto la faccia tosta ed ho chiesto come era arrivata, pare sia cieca e affidata a quella famiglia da una veterinaria della zona a cui era stata portata ferita.
    ergo, contattare le veterinarie della zona offrendosi come ospiti per eventuali ricci feriti/curati e non reinseribili (oh come vorrei una decina di ricci in vacanza da me per un paio di mesetti! poi vediamo chi vince!!!)

    altra buonanuova:
    visto che la stagione è stata un fiasco mi preparo per la prossima coi miei vermetti raccolti dal compost che stan crescendo a vista d’occhio
    e da qui, la (forse) cattivanuova:
    leggevo un manuale per il vermicompost in fattoria fatto da Organic Agriculture Centre of Canada.
    okkei, è in inglese ma piano piano ci sto arrivando.
    Cmq quando parla delle lettiere da utilizzare parla anche di carta e cartone MA dice che se si ha la certificazione biologica è meglio informarsi preventivamente presso il proprio ente certificatore per essere sicuri che non sia proibito
    (pag.6 del manuale o 10 del pdf, testuale:
    If available, shredded paper or cardboard makes an excellent bedding, particularly when combined with typical on-farm organic resources such as straw and hay. Organic producers, however, must be careful to ensure that such materials are not restricted under their organic certification standards. Paper or cardboard fibre collected in municipal waste programs cannot be approved for certification purposes.

    per cui sto ripensando alle scatolonate di giornali tagliuzzati o strappazzati che ho messo nella lasagnetta ad assorbire il liquido della frutta caduta ed in decomposizione (prima dei giornali c’era un odore di aaaaaacido terribile!) e forse è il caso che incomincio a pareggiare usando solo cartoni che stando ad un’altra fonte (sempre in inglese) pare siano il miglior supporto per lombrichi (e dunque, perchè no, per la lasagnetta)

    link al testo della OACC (per iano particolarmente):
    http://www.organicagcentre.ca/DOCs/Vermiculture_FarmersManual_gm.pdf

    il dado…
    l’ultimo vasetto mi è scivolato di mano ed ho cristonato in astroungarico per mezza giornata!
    appena riaccendo la stufa (e visto che mi sono presa una settimana di ferie non dubito che succederà presto) si ricomincia a produrre! e questa volta ne voglio fare un vasetto per tutte le mie amiche perchè, come dimostrano le scatole di dadi scaduti che ho fatto fuori dal frigo oggi, se incominci con il brodo autoprodotto non torni indietro! (e visto cosa è il glutammato direi che è cosa buona e giusta).
    dovrò solo cercare di standardizzare la ricetta perchè le cose fatte a muzzo sono facili da fare ma difficili da spiegare hihihihi (è come per l’orto, se sei pratico improvvisi, se sei niubbo cerchi spiegazioni precise precise per paura di sbagliare)

  37. settembre 6, 2009 alle 12:05 pm

    uh lalica..io ho una sorella veterinaria.. e comunque qui ricci ne ho a bizzeffe..mi mancano pero’ i lombrichi.. che dici proviamo ad organizzare un baratto? 🙂

  38. 39 lalica
    settembre 6, 2009 alle 5:14 pm

    e come stai a limacce?

  39. 40 agonigi rosanna
    ottobre 24, 2010 alle 9:34 pm

    Ragazzi, grazie a tutti!
    Sto cominciando ora e la presenza di giornali e cartoni mi lasciava un poco perplessa!La prima aiuola , trapiantata a insalata è stata rasa , dalle limacce suppongo.
    Potete spiegarmi il compost -allevamento di lombrichi?grazie molte. Rosanna

  40. 41 anna carli
    gennaio 6, 2013 alle 2:08 pm

    ciao a tutti.sono nuova ma state tranquilli amo e cerco di rispettare la natura. ho un minuscolo giardino di appena 2 per 10 m2….di terra riportata,perche’ vivo in un condominio a piano terra- sto dandomi dq fare per fare un piccolo orticello secondo i principi dell’agricoltura sinergica ,ma ho in questi giorni scopertoo il lasagna garden e mi interessa.forse il mio pezzettino di terra e’ piu’ adatto al l.g. per via delle dimensioni. sentite questa: che ne dite se si riciclano i vasi che si trovano buttati nei cassonetti fuori dai cimiteri con il loro contenuto .io li recuoero cosi:provo a far rivivere le piante ,senno’ recupero il terriccio ela pianta morta. ho scoperto che gli addetti al recupero incaricati di portare via gli scarti dei cimiter,buttano tutto insieme,capite? vasi di plastica,sacchetti di plastica,cocci ecc…e’ uno scandalo.saluti a tutti e buon 2013

    • gennaio 10, 2013 alle 9:57 am

      Ciao Anna, questo blog si è trasferito all’indirizzo http://www.ortodicarta.eu/teslavive
      In ogni caso… sui vasi va bene ma tieni conto che probabilmente è terriccio ‘scarico’ (e a rischio di salinizzazione o altre sfighe) in ogni caso lo ragionerei più come ‘inerte’ che come terra. L’idea potrebbe essere quella di fargli fare prima un passaggio nella compostiera.
      Saluti e a presto!


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