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Dic
09

Problemi sul piano fenologico

11 Dicembre 2009

Temperatura
min. -0,1
max. 13,7
Umidità
min. 39%
max. 96%
Vento max. 13,3km/h
Vento Raffica max. 22,7km/h
Pioggia 10,30mm
Rateo pioggia mm-h 0,7 mm/h
Giorni di Pioggia 3

Ma che diamine pollinano?!
Tarassaco.

Che tempo fa da queste parti

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19 Responses to “Problemi sul piano fenologico”


  1. dicembre 12, 2009 alle 1:15 am

    Meteo Rondissone: ma l’altitudine non la mettono mai?
    (lo dico perché neppure Yahoo e Google lo fanno)

  2. dicembre 12, 2009 alle 1:23 am

    🙂
    E’ nascosta in una pagina lì in giro: 211 m.s.l.

  3. dicembre 12, 2009 alle 1:25 am

    Mai io sono di almeno 10, 15 metri più in basso, verso il fiume
    (+ freddo e + umido… che culo!)

  4. dicembre 12, 2009 alle 6:41 pm

    bah secondo me forse stanno bottinando nocciolo. I miei con sto caldo stanno fiorendo tutti.

  5. dicembre 12, 2009 alle 9:36 pm

    …non hai mica un cimitero lì vicino?!

  6. dicembre 12, 2009 alle 10:07 pm

    @Luigi – si, quello ed i salici ma le drupe sono ancora un po’ tanto serrate perchè le api possano aprofittarne

    @Harlock – 😀 magari! Qui solo fiori di plastica che durano fino ai “morti” dell’anno dopo 🙂

  7. dicembre 13, 2009 alle 12:55 am

    Ho intenzione anche io di mettere un paio di arnie. Vedere queste immagini mi entusiasma. Hai tutto il necessario per la smielatura o ti appoggi a qualche apicultore? Vale la pena “coltivare” le api? Ciao.

  8. dicembre 13, 2009 alle 2:54 pm

    Dopo una breve assenza, ho scritto un post, poi vengo a leggerti era un pò che non lo facevo e trovo che abbiamo parlato dello stesso argomento, mi fa piacere che le tue api stiano bottinando, questo è sintomo che sono in buona salute e vi è della covata all’interno dell’alveare, non trovo niente di strano, se ti guardi attorno con il bel tempo vedrai i fiori e anche le api intente a bottinare 🙂

  9. dicembre 13, 2009 alle 10:24 pm

    @ Troppabarba – … non ho nulla se non le arnie che abbiamo costruito io e Noemi. Tra parentesi arnie senza telaini, senza fogli cerei, senza filo zincato. Mi ero comprato la veletta e i guanti… ma me li sono rivenduti 🙂 E niente attrezzatura per l’estrazione.
    Credo che (all’aumentare delle arnie) mi autocostruirò una pressa per i favi…
    E’ in inglese ma ti consiglio di leggere “Beekeeping for all – the People’s hive” dell’Abbè Warrè (il sistema che sto usando io). Nessuna attrezztura, nessun trattamento e 1/10 del lavoro applicato nell’apicoltura classica: Il FUKUOKA delle api 🙂 🙂
    Trovi molto materiale dal mio (nominato in contumacia) mentore David Heaf http://www.dheaf.plus.com/warrebeekeeping/beeindex.htm
    Altre foto delle mie api e del sistema warrè le trovi sul mio
    flickr http://www.flickr.com/photos/28320212@N05/4094694417/

    @ Mauri – Si, la cosa strana è che qui di fioriture se ne vedono proprio poche soprattutto dopo l’aratura di ottobre-novembre dei campi, probabilmente vanno lontane. In ogni caso, dal punto di vista strettamente fenologico, ci sono degli sballoni mica male.
    Siamo l’invidia degli apicoltori Gallesi (freddo porco ed una delle alluvioni più gravi degli ultimi anni)anche se siamo tutti concordi sul fatto che… le stagioni non son più quelle di una volta (non esiste una faccina per il “riso amaro”…)

  10. 12 simone
    dicembre 16, 2009 alle 1:07 pm

    ciao nicola, sono anch’io un apicoltore amatoriale con poca esperienza per ora, ti volevo chiedere come risolvi il problema varroa e se hai avuto sentori del terribile acaro nel tuo alveare.

    grazie, simone

  11. dicembre 16, 2009 alle 1:23 pm

    Oh… io non faccio proprio nulla se non preservare al massimo l’atmosfera interna dell’arnia e mettere il meno possibile sotto stress le api. Ci sono circostanziate ricerche che dimostrano come le api “tranquille”, in grado di autoregolare la dimensione delle proprie cellette e non costrette a bruschi cambi di temperatura e composizione dell’atmosfera interna reagiscano meglio alla varroa non eliminandola ma trovando un bilanciamento naturale con il parassita (come capita spesso in natura). Il problema è re-inselvatichire le api.
    Le mie sono già un po’ “bastarde” (ligustica e carnica in percentuale non definibile) e, per esempio, hanno mantenuto un’alto livello di istinto al social grooming (la spulciazione vicendevole simile alle scimmiette).
    Tieni conto che la varroa si sviluppa a temperature inferiori ai 32 gradi circa mentre la temperatura gestita dalle api nell’arnia dovrebbe essere 35° (se non si passa tutto il tempo ad aprirle e chiuderle soprattutto in primavera ed autunno).
    In ogni caso, a quasi 1 anno dall’insediamento nelle arnie warré non ho traccia di varroa… sarà culo? boh?! Magari funziona… 😉

  12. 14 federico
    dicembre 18, 2009 alle 2:40 pm

    ciao Nicola, riguardo la varroa, dovresti controllare lo stato di infezione non sulle api (probabilmente non lo fai, quindi ok) ma sul fondo del tuo sistema che, dovrebbe, essere perlomeno cosparso di vasellina o qualcosa in grado di invischiare le varroe, altrimenti queste risalgono e ritornano all’alveare.
    c’è anche da considerare che adesso è un periodo critico.
    io ho due arnie, una delle quali ho in atto il virus della paralisi acuta e il virus delle ali deformate, classici esempi di varroasi…

    stò disperatamente cercando di rimediare agendo con ossalico sublimato, conscio del fatto che ora non c’è covata e quindi il 100% delle api è infettato e non c’è possibilità di ricambio generazionale..
    in parole povere: a marzo avrò un alveare vuoto.
    ….sigh sob!

    questa varroa è decisamente coriacea…

  13. dicembre 18, 2009 alle 4:03 pm

    Eh… e che io non ho fondo. Almeno, non nel senso classico.
    Nelle warré (a meno che uno non le modifichi pesantemente) non hai il vassoio per la varroa.
    L’arnia appoggia direttamente su un’asse di legno. Per monitorare la varroa guardi questo fondo e le api direttamente (le mie “cassette” hanno delle finestre d’ispezione) e, posso assicurarti che se c’è della varroa è talmente limitata da non essere riscontrabile nè attraverso l’individuazione dei parassiti nè per le patologie collegate che citi anche tu…
    Continuo a sostenere che sia culo visto che non ho una “finestra temporale” sensibile per fare una casistica ma (e lo dico sottovoce) fin qui tutto bene…
    In ogni caso sto lavorando sulla traduzione di una serie di articoli interessanti da questo punto di vista.
    Prima o poi finirò di metterli a posto 🙂

  14. 16 federico
    dicembre 18, 2009 alle 7:07 pm

    sono veramente curioso relativamente alla warrè…
    continuerò a seguire l’evolversi della tua esperienza…domani cercherò di far sopravvivere la colonia..

    dita incrociate e zanzariera in testa! 😀

  15. dicembre 18, 2009 alle 7:14 pm

    Anche quelle dei piedi e se mi riesce le orecchie!! 😉

  16. 18 massimiliano
    marzo 11, 2010 alle 12:57 pm

    ciao, interessante il tuo sistema di apicoltura, se ti va vieni a fare un giro su questo forume e discutiamone insieme agli altri apicoltori, io uso il metodo tradizionale ma sono molto interessato alle alternative!
    http://apicoltura.mastertopforum.net/


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