01
Gen
10

Manifesto

Enrico Baj (1924-2003)
Nuovo Manifesto Futurista

da – “Che cos’è la ‘Patafisica?” – edizione L'”Affranchi” 1994

Manifesto del Futurismo Statico
Avavamo dormito tutta la notte avvolti in morbidi e voluttuosi tappeti orientali. All’alba, nel dormiveglia che anticipa la luce, le illusioni svanirono in un gigantesco affresco disegnato dal fumo delle ciminiere. Tutto divenne postmoderno, postindustriale, e soprattutto postdinamico e postmotorio.
Il Futurismo aveva fatto proseliti ovunque, era il Movimento artistico che ideologicamente, strutturalmente, aveva preannunciato più di ogni altro l’ansia del tempo. Movimento e velocità, con tutti i loro aggregati di audacia, ribellione, energia, aggressività, dinamicità, corsa, furono le parole di Marinetti, che seppe sfruttare al massimo grado la devianza dinamica dell’uomo…

Nuovo Manifesto Futurista

1 – Noi disprezziamo il pericolo, lo spreco, la forza.
2 – Coraggio, audacia, esaltazione portano lotta e morte.
3 – Disprezziamo il movimento aggressivo, l’insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo e il pugno. Esaltiamo la quiete pensosa, l’estasi del sonno e il dolce far niente.
4 – Velocità è bruttura: la più bella automobile da corsa, ruggente che sembra correre sul filo della mitraglia fa schifo se paragonata a una qualunque immagine naturale o artistica: e si lasci in pace la “Vittoria di Samotracia”.
5 – Noi disprezziamo il volante, il cambio, l’acceleratore, il motore sprint e la fetente benzina, droga di ogni motorista. La petroldipendenza è a livelli insopportabili.
6 – Ardore, sfarzo e munificenza accompagnino la creatività del poeta lontano da roboanti ferraglie.
7 – Non vi è bellezza se non nella quiete. L’aggressività non ha a che fare con arte e poesia, anzi ne è l’opposto.
8 – La dimensione umana si svolge sempre nello spazio e nel tempo, nei limiti del territorio e della durata. L’eterna velocità onnipresente è una coglioneria bella e buona. Vogliamo giacere fornicando senza fretta.
9 – Vogliamo glorificare la Donna, e diprezzare la guerra, il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore e le “belle” idee per cui si muore. unica morte accettabile è quella nel proprio letto.
10 – Musei, biblioteche, accademie non ci riguardano ma non vi è alcun bisogno di distruggerle. Siamo per il femminismo, per la donna portatrice di vita e non di distruzione. Respingiamo quindi l’immagine aberrante di una parità sessuale che non esiste e la maschilizzazione nel capitanato d’industria, nella competizione e nella violenza.
11 – Fanno schifo le grandio folle manipolate dai media, il fervore degli arsenali e dei cantieri, i fumi puzzolenti e venefici delle officine, i moti rivoluzionari e fasulli delle violente e criminali città moderne. Fa schifo il baccano delle locomotive e ogni pretesto motoristico che induce corruzione, consumismo, miasmi, inquinamenti e incidenti a catena. Vogliamo una città solare.

…Stesi sul letto del mondo, accarezziamo la volta stellare.

Ubu è con noi! Ha! Ha!

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13 Responses to “Manifesto”


  1. 1 mafalda
    gennaio 1, 2010 alle 5:11 pm

    Ecco non è che faccio parte del movimento Banana e che me la prendo comoda 🙂
    buona quiete a tutti
    elena

  2. gennaio 2, 2010 alle 4:33 pm

    vabbe.. che dire? Nulla.. il Futurismo mi sta sulle balle.. forse pure l’antifuturismo di ritorno. Messo cosi mi pare un po’ ridicolo :).
    Ah si mi viene in mente una bella frase di Ben Franklin che forse ci fara’ riflettere:

    Those who beat their swords into plowshares usually end up plowing for those who didn’t.. Ben Franklin.

    Buon anno anche da parte mia 🙂

  3. gennaio 2, 2010 alle 5:28 pm

    Ben Franklin? Lo stesso puritano bacchettone del: “presto in piedi, presto a letto fanno l’uomo saggio, sano e ricco”?
    Quel Ben Franklin?
    Quello di: “Educate i vostri pargoli all’autocontrollo, a non farsi trascinare dalle passioni ed avrete fatto molto per eliminare la miseria dal loro futuro ed il crimine dalla società” e del “non rimandare a domani ciò che puoi fare oggi”?
    Continuo a preferire la ‘patafisica e Alfred Jarry (http://it.wikipedia.org/wiki/Patafisica)… poco hanno fatto sia per battersi che per arare.
    Buon Anno!!
    🙂 🙂 🙂

  4. gennaio 2, 2010 alle 8:42 pm

    Baj è stato sempre un “polemista”, in campo artistico aderendo a vari movimenti (Pittura nucleare, Mouvement internetional pour une Bauhaus imaginiste, Manifesto Contro lo stile) con l’intenzione di combattere le tendenze razionaliste e geometrizzanti. Se vi piace un’Arte che esalta i ritmi lenti e naturali, vi invito – se volete – a sbirciare sull’opera – e perché no, sulla biografia – dell’artista tedesco Joseph Beuys (Krefeld, Germania 1921 – Düsseldorf 1986).
    … e già che ci sono vi faccio anche i miei auguri di un felice 2010.

  5. gennaio 2, 2010 alle 9:01 pm

    Ah beh!… mi prostro davanti alle 7000 querce (ci si può andare a pomiciare?) 😉

  6. gennaio 3, 2010 alle 11:11 am

    si proprio quello nicola…Vedo che hai capito :).
    Visto che siamo in vena di citazioni futuriste e antifuturiste, ho pensato bene di aggiungere un po’ di luoghi comuni d’autore ;).
    Inutile carne aggiunta al fuoco del pensiero ridotto in slogan.. 🙂

  7. 11 sb
    gennaio 3, 2010 alle 11:14 am

    a proposito di forza, pericolo e macchine carlo erba, nel bugiardino delle supposte dice: è improbabile che glicerolo carlo erba influenzi la capacità di guidare o usare macchinari, tuttavia è possibile che durante il trattamento si manifestino effetti indesiderati. pertanto è bene conoscere la propria reazione al farmaco prima di guidare veicoli o usare macchinari.
    è un manifesto futurista anche questo?
    ciau ne

  8. gennaio 4, 2010 alle 3:23 am

    calma, pazienza, pigrizia e rock’n’roll!
    magnifico.

  9. 13 medo
    gennaio 5, 2010 alle 10:23 pm

    Io vi copio un po’ di frasi per vivere felici durante il 2010.
    Alla fine ne scrivero’ l’autore.

    “L’uomo è come una bestia, che vorrebbe far niente.

    L’ozio rende lente le ore e veloci gli anni. L’operosità rapide le ore e lenti gli anni.

    Le cose gratuite sono quelle che costano di più. Come? Costano lo sforzo per capire che sono gratuite.

    Le generazioni non invecchiano. Ogni giovane di qualunque tempo e civiltà ha le stesse possibilità di sempre.

    Le cose si scoprono attraverso i ricordi che se ne hanno. Ricordare una cosa significa vederla – ora soltanto – per la prima volta.

    C’è un solo piacere, quello di essere vivi, tutto il resto è miseria.”

    Cesare Pavese


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