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Yes, Week-End: come vivere da stupidi, morire ignoranti, avere un orto naturale e fare del bene al mondo

“Chiudere di tanto in tanto porte e finestre della coscienza; restare indisturbati dal rumore e dalla lotta con cui il mondo sottostante degli organi posti al nostro servizio svolge la sua collaborazione od opposizione; un po’ di silenzio, un po’ di tabula rasa della coscienza, affinché vi sia ancora un posto per il nuovo, e soprattutto per le funzioni e i funzionari più nobili, per regolare, per prevedere, per predeterminare (il nostro organismo è infatti organizzato oligarchicamente): è questo il vantaggio – come si è detto – della dimenticanza attiva, una guardiana, per così dire, una sorvegliante dell’ordine spirituale: per cui occorrerà subito considerare in che senso nessuna felicità, nessuna serenità, nessuna speranza, nessuna fierezza, nessun presente potrebbe esistere senza capacità di dimenticare”

Freddy Nietzsche

Da quando ho intrapreso il mio personale percorso di indolenza attiva e cialtronaggine applicata vengo, ad ondate successive, accorpato a movimenti più o meno catastrofisti, a collettivi ambientalisti, a derive più o meno new age… ad ogni accorpamento segue un’ondata di notizie, informazioni o non-notizie, disinformazioni.
Alcuni di noi sembrano provare uno strano senso di piacere a vivere in ansia, con la guardia sempre alzata. Apparentemente, anche scegliendo forme di sviluppo “diverse” rimane costante il nostro bisogno di disconferma e di delusione.
Così come il sistema capitalistico legato al consumismo ci porta alla bulimia dell’acquisto per tamponare l’ansia, il suo ipotetico opposto ci porta costantemente ad una ricerca (magari inconscia) di disfunzionalità. Il Sistema ci ha allevati al nemico costante. Alla paura.
E’ per questo che non leggo i giornali. E per questo che in internet non cerco notizie, ma risorse.
L’ansia, e il fatto di essere circondati da genti ansiogeni, è una forma di controllo.
Prendete i fatti di Rosarno e tenetevi forte: Non è colpa vostra! Voi non c’entrate niente.
Farsi assalire dalla stampa e dalle informazioni sui fatti di Rosarno vuol solo dire farci mettere in una posizione di radicale impotenza, e l’impotenza porta all’ansia che, quando non porta allo shopping compulsivo, porta alla depressione ed al blocco della propria intelligenza. Non avete creato voi i presupposti perché tutto ciò accadesse e non siete voi che potete modificare la situazione. Questo non vuol dire non comprendere, vuol dire non compatire. Bandite dalla vostra vita la compassione sterile, abbracciate la festa di quartiere.

Io ho un orto. Un Orto Sinergico.
Questo vuol dire che non lavoro il terreno, non lo concimo, non ci spendo fatica e sudore anno dopo anno. Mi limito a coprire il terreno con spessi strati di materia organica. E’ il sistema di coltivazione più naturale che esista, lascia che i processi biologici facciano il loro corso in un ribollire di vita e di creazione. Ife fungine che si diramano per kilometri ripulendo il suolo, cariche batteriche in grado di elaborare sostanze tossiche…
La stessa cosa dovremmo farla con la nostra mente. Ricoprirla di materiale di qualità: belle esperienze, belle letture, buon cibo, buone amicizie, solo in questo modo potrà produrre cose buone e utili e colonizzare il panorama circostante.
Arriverò mai fino in Calabria? Non lo so.
Ma una dieta a base di buone scritture, senza giornali e riviste di bassa lega, ansiolitiche, produrrà pensieri di alta qualità e renderà persone autonome e ricche di risorse.
Andate a dare un’occhiata all’orto del vostro vicino… rubategli i giornali, sabotategli la televisione e bloccategli internet per un paio di settimane. Magari fate anche amicizia.

E’ assurdo farsi schiacciare e disperdere energie potenzialmente creative in sensi di colpa indotti o dissiparsi in una continua “pattuglia forzata” contro le Forze del Male.
Ultimamente sono assalito da notizie sulla famigerata HR 875 (una proposta di legge americana sulla sicurezza alimentare) che metterebbe a rischio “anche gli orti personali”. Intorno a questa notizia si sono dissipate parole, tempo energie. Il pensiero di una legge che possa “cancellare” l’agricoltura bio ha messo in moto una claustrofobia da Fort Alamo contro la Monsanto e la Cargill. Qui posso dirlo… è una non-notizia. Allarmismo gratuito…
E’ solo una proposta di legge e, tra parentesi, neanche così draconiana. E’ stata peggio l’applicazione dell’HACCP in Italia. Tanto più che non riguarda strettamente la produzione quanto la distribuzione…
Ma questo è quello a cui ci hanno abituati: combattere o difenderci.
Ogni giorno veniamo caricati di responsabilità al di fuori del nostro controllo in un altalenarsi continuo di onnipotenza fittizia ed inattività totale. Dispersi sui mille fronti della paranoia indotta tutto ciò a cui riusciamo a pensare è che è tutta una merda.
Non lo è. O meglio, lo è ma non è facendosi carico del senso di colpa collettivo che risolveremo nulla.

E.F. Schumamacher, autore di “Piccolo è bello” sosteneva che l’enormità, le proporzioni sconfinate, inarrivabili, vertiginose del capitalismo moderno prosciugano lo spirito mentre Brian Dean, studioso dell’ansia, sosteneva parlando della “propaganda dell’insicurezza” : “Le cose in cui crediamo determinano le nostre realtà. Se siamo convinti che l’universo sia fondamentalmente insicuro, allora ci troveremo in uno stato di ansia perenne: il che non è un buon modo di far funzionare il cervello”.

[…] anche se l’assenza di governo significasse realmente anarchia nel senso negativo della parola – e non è assolutamente così – anche allora, il disordine anarchico non sarebbe peggiore della situazione a cui i governi hanno già condotto i loro popoli, e a cui li stanno conducendo. […]

Lev Tolstoj

Fare un orto non è la soluzione ai mali del mondo. Ma può esserlo per i nostri.
E vi assicuro che, se fatto bene, è una gran bella spina nel culo del sistema.
Statemi bene!

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51 Responses to “Yes, Week-End: come vivere da stupidi, morire ignoranti, avere un orto naturale e fare del bene al mondo”


  1. gennaio 13, 2010 alle 12:31 pm

    questo post mi ha ricordato molto how to be free (che ho scoperto, fra l’altro, proprio partendo dall’immagine nella tua sidebar), che mi è piaciuto moltissimo – tranne che nell’apologia al cattolicesimo che si snoda qua e là fra i capitoli.

    comunque, il vero senso di questo commento era la nel lasciare una traccia dell’incommensurabile adorazione che ho verso emiliana torrini 🙂

    • gennaio 13, 2010 alle 3:09 pm

      E bèh… ognuno ha le sue “bibbie” ed i suoi “bignami” esistenziali… a me è toccato Tom Hodgkinson (poteva andare peggio, poteva andare meglio)
      E comunque, lo ammetto, in alcuni punti siamo al plagio vero e proprio 😉

  2. 3 medo
    gennaio 13, 2010 alle 1:36 pm

    NICOLA – SATANA 1-0

  3. gennaio 13, 2010 alle 2:18 pm

    Ho postato tra i commenti una lettera di magius che in parte chiarische la bufala(tale era, pirla io a non controllare), la paura del babau di noblogs la vedo come il solto strumento del potere per dare corpo all’infinita emergenza(la pandemia suina, gli ecoterroristi, gli islamici…) e dormo tranquillo dopo i fatti di Rosarno, nel senso che oggi gennaio 2010 ogni nostra azione, consumo, lettura, anche la morte è possibile solo grazie alla sofferenza e allo sfruttamento di uomini, donne e del pianeta. I metalli rari che occorrono alla costruzione dei nostri computer sono causa di una guerra infinita in Africa …se ogni oggetto, ogni servizio che utilizziamo potesse raccontare la propria storia racconterebbe una Rosarno. Questo per me è consapevolezza, non posso e non riesco a cambiare le cose ma lo so, ecco perchè non leggo più giornali: la notizia è sempre la stessa. Che fare? Provare a vivere felici, curare le ferite degli altri quando è possibile e lasciare qualche traccia di sentiero.
    “..dare vita apiccoli universi autonomi, arcipelaghi abitati da specialisti in miracoli, inventori di atmosfere, architetti del sogno, evocatori di fulmini, ribelli sentimentali, esperti in stati di grazia…”
    E poi spargere il contagio
    Daniele Bolelli

    • gennaio 13, 2010 alle 3:15 pm

      Non c’è colpa. Internet è un gran casino, compendio di mille cazzate e mille perle di valore. Fare pulizia, il più delle volte, è questione di culo.
      L’HR 875 è assolutamente plausibile se, come me, hai la mail intasata da news sul Codex Alimentarius (che poi, se gli davano un’altro nome forse era meno inquietante… marketing del panico?)
      La citazione è bellissima!

  4. 7 medo
    gennaio 13, 2010 alle 2:57 pm

    “Non sono le notizie a sconvolgere il mondo, sono i fatti: e quelli non possiamo cambiarli perché sono già accaduti quando le notizie arrivano.” È per questo che Romolo Augusto, nelle idi di marzo del 476 d.C. neppure vuole sentirsi dire che la calata dei Germani sta per mettere fine all’Impero Romano… Piuttosto nella sua residenza estiva si dedica ad allevare polli che portano il nome degli imperatori. Una commedia storica che non si attiene alla storia, costruita con l’acutissima ironia dell’intramontabile Dürrenmatt.

    Uno dei miei autori preferiti, una delle commedia più sublimi scritte dal genere umano. Perchè non mi direte che i poeti e gli scrittori sono venuti fuori cosi’… Noi siamo Pasolini, noi siamo tutto e siamo la folla. Siamo il pensiero del singolo e la colpa nascosta tra i popoli senza volto.

    Libro:
    http://www.ibs.it/code/9788871684437/duuml;rrenmatt-friedric/romolo-grande.html

  5. gennaio 14, 2010 alle 8:58 am

    A questo punto Nicola,direi… e’ necessario un buon periodo di isolamento.
    Nel deserto, in mare, in cima ad una montagna, non so. Serve assolutamente per fermare il girovagare dei pensieri.
    In genere, quando ci si sente cosi, tocca cercare una bella burrasca in cui entrare soli a capofitto.
    Se ne esce migliori, puliti e freschi…e senza tante balle per la testa.

    • gennaio 14, 2010 alle 10:03 pm

      Io mi dovrò accontentare di stringere ancora un po’ i denti ed aspettare di poter aprire le finestre in primavera 😉

      • gennaio 15, 2010 alle 9:24 am

        beh, allora… un bel periodo di isolamento seduto in cantina !!.
        Non bevi vino, e questo fa di te una persona orribile,pero’ puoi sostituire il vino con del the’ bollito alla fiamma di una candela (la candela costantemente accesa in cantina e’ fondamentale per la sopravvivenza). 🙂

  6. 11 Salvatore
    gennaio 14, 2010 alle 10:11 am

    Ok. No tv, no stampa, no web, no radio. Anzi, meglio così: tv solo per film e documentari, solo periodici tipo internazionale o micromega, web “non cerco notizie, ma risorse”, radio solo per musica e robe tipo alle 8 della sera. Forse questo, insieme alle buone frequentazioni, puo aiutere a diventare “autofertili” 🙂 . Però senza un po della cacchetta di massa si rischia di diventare dei pesci fuor d’acqua e di capire ancora meno chi ci circonda.
    Nella mia semplicità ecco il mio metodo: tg1 della sera 1, volta alla settimana. E’ come una vaccinazione e l’amico si salva dallo strangolamento 😀

    • gennaio 14, 2010 alle 10:08 pm

      O, bèh… qui si pontifica ma poi la radio è accesa 24h su 24h. Credo che il mio processo di trasmutazione in un novello Dinamite Bla [http://it.wikipedia.org/wiki/Dinamite_Bla] sia più apparente che reale. Ed ho un’immaginario troppo Pop per poter seguire le orme di Thoureau 🙂

  7. gennaio 14, 2010 alle 4:22 pm

    concordo
    “Occorre vivere più semplicemente per permettere agli altri semplicemente di vivere.”

    DOWNSHIFTING questa la via…

    personalmente lo pratico da più di 10 anni,
    anche se a volte capita anche a me di perdere la strada…

    http://it.wikipedia.org/wiki/Semplicit%C3%A0_volontaria

  8. 15 Barbara M.
    gennaio 14, 2010 alle 4:58 pm

    anch’io sto dicendo basta a tv, giornali, giornali radio & co.
    basta ansiogeni, basta tragedie, basta annunci roboanti e statistiche, basta allagamenti dei sottopassi che diventano alluvioni, basta stupri, furti, rapine a mano armate, azzannamenti di pitbull e altri drammi a catena.
    solo qualche notizia locale (giusto per sapere se ti costruiranno un cavalcavia sopra il tetto) e i titoli del tg una volta al giorno, ma solo i titoli, dopo si spegne, zac, liberazione.
    ok, l’informazione è utile, ma quella fornita dai media di massa è più ansiosismo che informazione.
    ripetere più volte al giorno il mantra: io non ho paura, io non ho paura, io non ho.. oh oh! (-:

    riguardo ai vecchi che non son più i vecchi di una volta e di cui qualche post fa, per quel che vale posso aggiungere la testimonianza sul contenuto del carrello di due vecchietti (due separati non una coppia) stamani alla Coop: pizze pronte da riscaldare, aranciate e coca-cole a go go, biscotti di ogni tipo colore e dimensione con prevalenza del superfarcito, pane in cassetta del Mulino, insomma un campionario perfetto di trash food. e da questi dovremmo prendere l’esperienza? mmmmmmmmh.. temo di no, c’è proprio da reinventare, altro che preservare.
    saluti

  9. 17 sb
    gennaio 14, 2010 alle 7:55 pm

    io sto ascoltando charleston e dixieland che alla bocia le piace ballare in braccio al babbo.
    lei ascolta pure le bestemmie e gli scricchiolii del ginocchio a pezzi che ho al posto di uno snodo.
    per l’ansia mi basta andare alla supercoop che già solo le luci mi fan girare la testa e chi ci sta sotto i coglioni; al che mi piglia l’ansia di mandare tutti quanti a cagarsi addosso invece mando a cagare solo la mia bella che mi chiede cos’hai.
    ciau ne

  10. 19 sb
    gennaio 15, 2010 alle 8:28 am

    mi sa che per la coop e più una patologia psichiatrica

  11. 20 alem
    gennaio 15, 2010 alle 10:12 am

    Quindi consapevole inconsapevolezza, pessimismo ottimistico e felicità assoluta proprio perchè relativa?
    mi piace
    😀

  12. 21 sb
    gennaio 15, 2010 alle 11:19 am

    mi pare di aver già pronosticato che ci troveremo in tanti nella cantina di un manicomio a brindare con il valium

  13. 22 diana
    gennaio 15, 2010 alle 3:25 pm

    ma scusate, ragazzuoli, e ogni tanto prenderla un po’ piu’ serenamente?
    io mi sono appena fatta una bella dose di shopping on-line : semi per il lavoro della prossima primavera.
    lo so, lo so, adesso mi direte che mi faccio prendere dall’idiozia del consumismo, ma intanto mi sono accumulata dei bei sogni di monarda citriodora, nicotiana glauca, raphanus caudatus, eryngium yuccifolium et al.
    gia’ me li immagino tutti belli ordinati nelle mie seminiere la prossima primavera, alcuni dopo una bella congelata in frigo, pronti perche’ mi dimentichi di nebulizzarli o che un gatto ci si sdrai sopra per un bel pisolo post-prandiale.
    e, per i non astemi (vade retro nicola) una bella bevutina con il mio nuovo limoncello e altri esperimenti alcolici agli agrumi

    in piu’ vi anticipo che la prox estate vorrei provare a costruirmi un essiccatore solare per la frutta. magari ve lo ricordo fra un po’ e se qualcuno ha avuto esperienze positive (no storie dell’orrore, grazie) e’ molto bene accetto.

    se invece volete continuare a crogiolarvi nell’autocommiserazione e andare fuori di testa, altro che coop, andate alla biobottega e osservate tutti quei poveretti, nel cui gregge ogni tanto mi infilo, che pagano un sacchetto di riso almeno il triplo del normale prezzo di mercato

  14. 23 medo
    gennaio 15, 2010 alle 3:44 pm

    Tanto per ridere (perchè di ansiogeno qui sotto io ci trovo poco e niente), vi segnalo che andando su Google News France, saltano fuori nelle ultime 24 ore

    – penuria di birra belga causata da crisi del prezzo, ristrutturazioni aziendali e scioperi
    – penuria di carburante prevista in Francia nelle prox 48hr, causa sciopero reiterato in 5 su 6 raffinerie Total
    – penuria di ortaggi e zucchero per siccità in India
    – stock di pneumatici neve esauriti in Francia
    – stock di carburante vuoti in Guinea Equatoriale, Nigeria e Zambia
    – mancanza sempre piu preoccupante di preti in Francia, istituiti turni per coprire tutte le parrocchie
    – in Congo impossibile consegnare passaporti, sarebbero “esauriti”
    – in Etiopia hanno finito il cemento, per diffondere il poco che c’è Volvo “offre” dei camion
    – la miniera di sale di Bex (Svizzera) ha finito l’estratto a disposizione a breve e medio termine, “ne abbiamo in miniera per 200 o 1000 anni a seconda del consumo, ma tutto quello estratto fino ad oggi lo abbiamo venduto tutto”
    – fine degli schermi LCD da 10 pollici, stock esauriti grazie a un ordine massivo di Apple
    – penuria cronica di carbone in Cina
    – penuria di sale per le strade francesi, 3000 tonnellate di sale tunisino sbarcano in queste ore
    – l’apertura di una nuova miniera di fosfati nel nord dell’Arabia Saudita non porrà fine alla sempre più importante penuria di fosfati da minerale
    – va riformato il sistema di attribuzione di indirizzi IP in Francia, dal 2012 saranno esauriti i codici numerici per gli utenti
    – nelle regioni “pronfode” della Francia come il Gers, diventa emergenziale la mancanza di infermieri e medici

    Si voleva conquistare Alpha Centauri noialtri umani!
    Ma non è tutto splendidamente comico? Pure nel suo lato a volte drammatico? Cioè voglio dire il prossimo che mi parla di futuro ad auto elettrica, di fusione nucleare, di viaggi su Marte, gli sputo in bocca.

  15. 25 sb
    gennaio 15, 2010 alle 6:42 pm

    di preti meno ce ne meglio è.

  16. 26 mafalda
    gennaio 16, 2010 alle 1:40 pm

    @ Medo
    mi dai lo spunto per alcune riflessioni di questi giorni (a proposito delle future tecnologie ed eventuali colonizzazioni spaziali). Sto rispondendo al paradosso di Enrico Fermi (vedi equazione di drake).
    Credo che il numero della popolazione di un pianeta necessario ad un’eventuale colonizzazione galattica e di gran lunga maggiore alla possibilità che ha il pianeta stesso di sostenerla, calcolando anche le necessarie eccedenze per il mantenimento di un elite votata al fine medesimo (v. Daimond, sviluppi agricoli e nascita gerarchie).
    comunque è difficile essere dei pessimisti positivi e, leggendo daimond, non pensare globalmente.
    quello che facilita a volte è una certa noncuranza, fenomeno conosciuto come rimozione e cioè la necessità di negare l’evidenza per trovare un certo equilibrio.
    propendo per avere a fasi alterne i due sentimenti. paranoia e speranza gioiosa.
    la paranoia aumenta davanti ai fallimenti per la propria resilienza 🙂

  17. gennaio 16, 2010 alle 2:16 pm

    Concordo con Nicola,
    fatevi un orto e invece di guardare la TV guardate l’orto!
    😉

  18. 28 Salvatore
    gennaio 16, 2010 alle 4:06 pm

    fosse facile! è da 1 mese che come provo ad avvicinarmi all’orto si scatenano gli elementi x-(
    o vento folle o pioggia infinita. Vale guardare la tv solo per il meteo? 😀

  19. 29 maria
    gennaio 17, 2010 alle 10:17 am

    nicola, lei e un grande idealista,, ma e un grande. P.s i miei Attila continuano a fare danni nel giardino. e questo che mi preoccupa ora,alle cose piu grosse pensero, quando sara il momento. grazie

  20. 30 diana
    gennaio 17, 2010 alle 10:17 am

    @mafalda
    concordo pienamente sull’alternanza fra i due sentimenti
    a volte pero’ si mescolano un po’, soprattutto quando parlo con mia madre che crede che la terraformazione di marte sia ormai l’unica speranza per l’umanita’
    sara’ perche’ ormai ha 80 anni, e quindi si sente comprensibilmente distaccata sia dagli effetti sia dalla responsabilita’ dell’azione
    (medo, per favore non sputarmi in bocca, neanche per procura verso mia madre)

    @salvatore
    dove abiti? qui in piemonte il bello di questa stagione e’ che guardi fuori, nell’orto o nel giardino, e puoi solo ripensare a quello che hai fatto o non fatto, meditare su rimpianti e ripensamenti e aspettare la primavera; volendo puoi anche fare tanti bei programmi , in modo da allungare la lista dei sensi di colpa su tutte le idee che avevi avuto e non hai realizzato

    sara’ anche un modo per mascherare la pigrizia, ma in fondo il cuore dell’inverno e il massimo del calore dell’estate sono i momenti migliori per oziare e, per fortuna o infinita saggezza divina, sono equamente distribuiti nell’anno

    fra i miei collaudatissimi e gratificanti metodi di ozio invernale c’e’ l’analisi del calendario di Maria Thun e la copiatura diligente sul calendario appeso alla parete dei giorni di piantagione. Poi aggiungo quelli in cui faro’ potature, daro’ la poltiglia bordolese oppure l’estratto di ortica. Quest’anno tutto con i pennarelli colorati !! e l’ho pure copiato sull’agenda, che e’ sempre pronta ad accogliere programmi di visita a clienti che finora latitano piu’ della primula rossa
    cosi’ saro’ pronta a dover mandar tutto all’aria quando nel giorno previsto per l’ortica piove a catinelle

  21. 31 medo
    gennaio 17, 2010 alle 12:49 pm

    Ho appena avuto 39° di febbre per una dozzina di ore, senza alcun altro sintomo, leggervi dopo questa esperienza al limite del delirio, mi fa commuovere.
    Viva San Nicola!

  22. 32 mafalda
    gennaio 17, 2010 alle 7:39 pm

    @ Diana
    io quando penso alle terreformazioni di pianeti e che ci manderanno i soliti sfigati, tra cui mi annovero anch’io ho degli attacchi di claustrofobia 🙂
    per i sensi di colpa ne ho a iosa, pigra con poco tempo, in giardino tutto langue…. è il posto piu naturale che esista… se aspetta me 🙂
    @Medo
    ben tornato 🙂
    @ Maria
    non so se con Attila ti riferisci a dei cani ma proprio oggi noi abbiamo avuto una new entry, un cane che diventerà di taglia media grossa… sigh devo ancora cominciare e vedo gia tutto disfatto! speriamo bene!

    • gennaio 17, 2010 alle 10:36 pm

      Quando da un post scritto da me frettolosamente, scopiazzando, mentre sto facendo altre 300 cose si arriva alle “tre stimmate di Palmer Heldrich” provo sempre un perverso brivido di gioia da “flusso erratico della comunicazione” 😀
      Se ci rinchiudessimo tutti in cantina con il valium ed il vino non oso immaginare cosa partoriremmo!!! 😀 😀 😀

  23. 34 Salvatore
    gennaio 18, 2010 alle 1:15 pm

    @ Diana
    Ti sembrerà strano, ma il triste quadretto invernale che ho presentato è in Sardegna, patria delle vacanze! io ricordo inverni in cui giravo con la bici in pantaloncini e maglietta! in questi ultimi anni invece… 😦 Non è una questione di temp, è raro che scendano sotto i 5/6 gradi, ma di vento forte che si alterna con piogge interminabili.
    Non è che sia contro il dolce far niente, anzi!! ma quando è troppo è troppo x-(

  24. 35 medo
    gennaio 18, 2010 alle 4:07 pm

    Salvatore caro, io coglierei l’occasione climatica propizia per creare stoccaggio sotteranneo delle piogge e dei rivoli di acqua superficiali, favorire la creazione di una pur piccola oasi umida nel tuo terreno, magari favorirla e appena c’è un ristagno di acqua significativo ci pianti roba tipo Potamogeton Natans, ossigena e ti fa ombra sulla superficie rapidamente, limitando evaporazione. Allo stesso tempo sui bordi attorno a dei bei sassoloni potrai mettere quel che trovi ma che sia della famiglia Hydrocharitaceae (tipo elodea o anche delle halophilae se tu avessi un bacino troppo salino).
    Dai che ce la puoi fare. Se inizi e il tuo esempio è seguito, in pochi secoli cambi il microclima e la Sardegna sarà il Borneo del Mediterraneo. Quando il Borneo sarà una unica piantagione di palme da olio, la Sardegna sarà l’Eden.
    (Lasciatemi sognare!)

  25. 36 Cecilia
    gennaio 19, 2010 alle 9:53 am

    Grazie del post!! Non so da dove iniziare per dire che vorrei farlo leggere a quella inifnita serie di gattacci neri che mi circondano, i quali oscillano tra l’abbruttimento sfranto sul divano davanti alla tv e il preparare scorte per la fine del mondo, girando per strada con il coltello tra i denti.

  26. 38 Salvatore
    gennaio 19, 2010 alle 10:14 am

    Caro Medo, non escludo niente 🙂
    com’è quella citazione abusata da politici e altri paraculi televisivi… in ogni crisi ci sono delle opportunità?
    ecco, quando e se lo spaurachio della disoccupazione si concretizzerà avrò l’opportunità di fare quello che ho voglia di fare, cioè la borneizzazione dell’isola 😀

    • 39 medo
      gennaio 19, 2010 alle 12:22 pm

      (oh certo che anche noi, cioè Nicola voleva chiudere le porte della coscienza e tutto il resto per un po’ e qui scriviamo e scriviamo e parliamo, ma proprio siamo senza rispetto; sarà che è tanto comodo d’inverno starsene quelle due o tre ore al giorno appiccicati al computer a far tutto e niente)

  27. 40 Salvatore
    gennaio 19, 2010 alle 2:19 pm

    medo… senza rispetto per chi? personalmente condivido tutto il post e i commenti.
    Ah forse dicevi per i politici paraculi, giusto?! 😉 ma quelli il rispetto non lo hanno neanche per se stessi, figurarsi se dobbiamo darglielo noi!

    scherzi a parte, tutto bene.
    ti saluto

    • gennaio 19, 2010 alle 9:11 pm

      Credo che indendesse senza rispetto per me. Io che cerco di vivere nel “mondo delle caramelle” e voi tutti qui a ravanare sui destini del mondo 🙂 😉
      … tra parentesi… quando per un po’ non mi vedete rispondere i casi sono 2:
      Caso 1 – ho finito i soldi
      caso 2 – (l’attuale) mi sto godendo la lettura dei commenti 😉

  28. 42 medo
    gennaio 20, 2010 alle 12:05 pm

    Tema: PIOVE, GOVERNO LADRO!

    Svolgimento:
    Sul titolo, Wikipedia ci mette sulla buona strada per trovare le origini dell’espressione, sulle quali meditare 2 minuti della propria vita non è peccato ( http://it.wikipedia.org/wiki/Piove,_governo_ladro! ), comunque da un lato c’entra Ernesto “Che” Mazzini e dall’altro la pesa pubblica.

    Sulla pioggia, il clima e la carestia mi sono venuti in mente dei proverbi che non so se hanno il pari in italiano. Quelli francesi e/o franco-provenzali e/o occitani sono (tradotti):

    – “Se Pasqua venisse due volte e se in un anno due vendemmie ci fossero, non esisterebbero ne’ povertà ne’ carestia.”
    – “Luglio senza temporale, al villaggio sarà la fame”
    – “Non lamentatevi se tuona in luglio perchè se non tuonasse in questo mese, per guerra e carestia piangereste”
    (tra guerre dei cent’anni e rivoluzioni, ne sapevano qualcosa i francesi dei piccoli cambiamenti climatici e delle loro conseguenze anche a breve termine!)

    Poi volevo dire una cosa su come si chiama là la proposta di legge anti-orto HR 875, cioè bisogna mantenere la calma. Poi una cosa su Emiliana Torrini, che vidi in concerto a Ferrara anni orsono: è bella, è brava, è bella, è brava.

    Ah poi, una cosa su Tolstoj e l’anarchia.
    Con tutto il bene che si vuole a Lev e la compassione verso la sua opera mastodontica che mai ho osato sfiorare (ahimé! Ho ancora 30 anni posso farcela), alla sua visione manca un particolare. Che il solito Pasolini ci aiuta a cogliere… Ovvero che auspicare una anarchia risolutrice in quanto porterebbe senz’altro a qualcosa di meglio rispetto a “dove ci hanno portato i governi”, è una vecchia storia. Tipica dei paesi dell’est, per altro, e dei movimenti di pensiero che nell’ottocento vedevano ad est il fallimento di ogni tipo di centralizzazione del controllo e della gestione sociale ed economica, RISPETTO alle autogestioni, alle sub- ed idioculture, anche alle semplici regole di vicinato. Intendo dire: rispetto ai costumi secolari di nomadi, contadini, allevatori montanari, ma cosa volevate che fossero gente nata ieri che si metteva a fare il re di Panzolandia e quell’altro che mi fa il ministro di Ciccialandia? Va beh. Comunque.
    Allora dicevo Pasolini. Insomma! Cazzo! COSA c’è di più anarchico e faccio-quel-cazzo-che-mi-pare! del POTERE? Se il popolo in definitiva, schiacciato, auspica all’anarchia “perchè tanto è meglio” in effetti lo fa perchè, grazie all’imposizione con la forza del potere, l’anarchia è proprio quella DEI governi! E quindi torniamo al marxismo rivoluzionario, di tipo malthusiano direi, ovvero che in qualsiasi modo si governi, governare è imporre l’anarchia stessa del potere (del poter disporre delle vite altrui, anche uccidendo altri, per salvare la propria, sintetizzando e banalizzando) sull’Altro. E quindi la regola è che non c’è Impero e Monarchia che, passando o meno alla fase repubblicana, non ritorni ad una applicazione anarchica del potere. Anarchia, senza-governo, in chiave moderna è traducibile con senza-limite e senza-controllo. Niente di più incontrollato dell’ingordigia delle classi digerenti e non-dirigenti.
    Siamo in una epoca di arbitraria anarchia statale, auspicare l’anarchia intesa come noi non riconosciamo lo stato, significa che si vuole indietro la propria parte di potere di vita o di morte sull’Altro, in questo caso su Se Stessi. O no?

    Cioè.
    Un esempio che non c’entra niente. Ma serve a capire.
    In Francia è Parigi che decide come ti chiami e che ti stampa la carta d’identità e te la manda dopo che hai scritto la letterina come in prigione perchè loro approvino che ti chiami Gianni Rossi Bianchi Verdi. Centralmente. Sono loro che devono dirti come ti chiami. Il fatto che invece in Italia si possa avere la propria carta di identità nel singolo comune, ci dice a che punto stanno i due stati rispetto alla reale capacità di anarchia, in questo caso identitaria.
    A Parigi interessa molto che il singolo non possa far combutta con il sindaco dietro casa mettiamola cosi’, in Italia non si riesce nemmeno a centralizzare un servizio carte di identità. Oppure: in Italia, chiunque tu sia stai sotto, quindi chiamati un po’ come cazzo ti pare, e dammi sti spicci per la pratica; in Francia si tenta ancora di istituire lo stato-prigione e quindi hai tutte le libertà che ti pare, ma devi chiederle all’amministrazione.

    Boh, ho fatto un gran casino.
    Ma se ho detto delle cose vere, mi dispiace: queste evaporerranno presto.

    • gennaio 20, 2010 alle 12:56 pm

      A Medo, sull’anarchia. (In amicizia.)
      Come di consueto mi trovo ad ascoltare il solito errore di confondere l’anarchia degli anarchisti con l’anarchia come caos. E’ cosa comune, ahimè, dal momento che sull’anarchismo piovono calunnie da oltre un secolo e da tutte le parti politiche. C’è di peggio in giro, d’altronde: per esempio sentire “anarchico” e tradurre “bombarolo”, come fosse necessaria l’equazione.
      Volevo solo puntualizzare che anarchia non significa “senza limiti e senza controllo”.
      Fondamentalmente l’equivoco è tutto qui.
      Prima di leggere Tolstoj, per sciogliere il suddetto equivoco ti consiglierei Errico Malatesta.
      Altra cosa: le società anarchiche esistono ancora: http://www.cenerentola.info/archivio/numero67/articoli_n.67/dib.htm

      • 44 medo
        gennaio 20, 2010 alle 5:01 pm

        Gli scritti di Malatesta entrarono nella mia libreria circa sette anni fa, non tolgo a te l’onore della puntualizzazione, MA la categoria “anarchia” da tempo è ricodificata ad uso conservativo, dal potere di turno; ergo, Malatesta o meno, di qualsiasi anarchia si parlasse oggi, essa sarebbe quella che si porta dentro un alto tasso di violenza e prevaricazione sull’altro. Non quella “rivalutata” per iscritto da questo o quel pensatore e/o attivista anarchico.
        Con questo non vorrei mozzare le gambine alla riflessione anarchica, autarchica, autonomista, indipendentista. Ma a forza di distinguerci, facciamo come quelli che pensano di avere due bocche e un orecchio ed allora parlano, parlano, ma a noi non ci piace. E diamine io sono in casa d’altri qui e continuo a parlare e parlare.

        Le società anarchiche esistono ancora. Sono scappato rapidamente da una di queste due settimane fa, essa è abitata da 100 persone e si trova nel sud-est francese. Ehi eppure non c’erano ne’ camion, ne’ droga, ne’ cani sciolti, e nessuno vi parlava di anarchia. Ma quando vi ho riconosciuto la anarchia da “esclusione di tutto quello che non siamo noi”, allora sono ripartito. Se vuoi ne parliamo in privato di questa cosuccia.

        Lo Stato non è necessario, ma nemmeno noi lo siamo.

      • gennaio 21, 2010 alle 1:39 pm

        medo, ciascuno ha le sue opinioni più che rispettabili e infatti io non ti ho risposto per convincerti (e mai lo farei) bensì per sottolineare e cercare di smentire almeno in questa sede quell’equivoco di cui sopra che mi era sembrato di percepire.
        piuttosto, apprezzerei se mi volessi raccontare la storia cui accennavi, dal momento che a giorni mi andrò ad infilare in un posto forse simile. il mio indirizzo è: totamail82 chicciola yahoo punto it

  29. gennaio 21, 2010 alle 10:03 am

    Concordo con Iano ma devo dire che la chiosa di Medo merita un inchino.

  30. 47 Salvatore
    gennaio 21, 2010 alle 10:12 am

    “Ma a forza di distinguerci, facciamo come quelli che pensano di avere due bocche e un orecchio ed allora parlano, parlano…”

    Frase notevole medo. rende al meglio il grande busillis dei movimenti “alternativi”.
    non ne posso più di certa gente spocchiosa e innamorata di se stessa.

  31. 48 Marco
    febbraio 9, 2010 alle 1:43 pm

    Quindi posso vantarmi di non sapere cosa è successo a Rosarno? 😉
    Penso che l’ansia sia il sintomo della dipendenza, e il consumismo sia la droga.
    Molti di noi vorrebbero smettere, ma la dipendenza è forte e il senso di colpa attanaglia in visioni catarto-catastrofiche. Ad un certo punto però smetti di comprare… di informarti, di essere un bel soggetto 2.0 con la sua ricca socialità su facebook. La dipendenza si dissipa, guardi i filmati sulla fine del mondo con occhio distaccato dicendo: “beh, mica mi dovrei stupire?” Non sono ancora fuori dalla dipendenza, ma non mi spaventa più.

  32. giugno 12, 2011 alle 1:22 am

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  33. 50 diana
    giugno 12, 2011 alle 8:02 am

    ho provato la traduzione automatica di Google su questi due messaggi ASSOLUTAMENTE in tema
    enjoy e affilate i vostri bulloni


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