06
Mag
10

Mollemente umidi arriveremo a Giugno

Quattro giorni di pioggia e vento mi stanno quasi facendo fare pace con il non essere alle prese con semine e trapianti.
L’orto che abbiamo aiutato a nascere a Casa Ubaga mi ha permesso di rimettere le mani nella terra (anche se va detto: con una marea di sassi… i tondini sono stati piazzati esaurendo in breve tempo tutto il repertorio di bestemmie del piemonte, della liguria, della campania, dell’umbria e della toscana…).
Che poi uno dice: “mi faccio l’orto sinergico così poi non lavoro più la terra… le piante si riseminano da sole. Creo un bell’ecosistema che minimizzi la necessità degli input…”
E poi si trova ad aver voglia di farne un’altro. E un’altro. E un’altro.

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Intanto, adesso, sono a casa a guardare la pioggia dalla finestra.
Mi coccolo con un caffè caldo assumendo la classica postura del dandy decadente di campagna: mollemente appoggiato allo stipite della porta mentre guardo, attraverso il vapore del tazzone, la campagna appena rasa al suolo assieme ad una 50 di fuchi dell’arnia da un’energica spazzata di RoundUp data dal vicino… Questo incrina un po’ il delicato gusto melanconico che stavo cercando di creare con rivoli di bile inacidita.
Mi consolo pensando che ci stiamo organizzando per il trasloco e riassumo la postura melanconica.

Guardo verso il pollaio. L’immagine filtrata da una sottile e persistente cortina di acqua degna del Devonshire mi rimanda un paio di palle nere che rimbalzano su e giù in una nuvola di penne nere. Definitivamente non c’è nessun rispetto per la mia postura da annoiato gentleman di campagna.
Mi lancio sotto la pioggia a dividere la gallina nera dalla faraona (ipoteticamente maschio… quindi un faraone). Sto carognone ha scoperto un paio di settimane fa che quella che lui pensava essere una sua sorella è invece una grassa pollastra… lo shock è stato troppo e lui si è trasformato in un serial killer. A poco valgono le rimostranze del gallo che, grosso la metà del maniaco omicida, scappa subito a gambe levate… Li separo ed isolo le faraone in un’altra zona del giardino. Appunto per me stesso: nella prossima casa recintare l’orto, costruire un pollaio ad arca per le galline e nidi sugli alberi per le faraone invece di recintare le galline e le faraone… che se la smazzino libere per i campi…

Torno in casa avendo definitivamente perso “l’attimo”… più che un annoiato Oblomov sembro Rambo appena sorto dal fango della palude (non si capisce perchè Rambo abbia una giacca da camera in questa mia personale versione, ma tant’è…)
Torno al computer a cercare di preparare un po’ di materiale per il proseguo dell’ “OrtodiCarta Summer Tour” che sta entrando nella fase calda (poi ci si darà una calmata visto che saremo alle prese con il nuovo campo di gioco).

Il programma prevede:
9 maggio
“Università del Saper Fare” – Laboratorio di Agricoltura Urbana (Rizomi)
15 maggio mattina
“Food Express” – Programma di Elena Pugliese su RadioFlash
15 maggio alle ore 15.00
“Centro Studi Sereno Regis” – Conferenza sull’Agricoltura Sinergica (Kanbio) a seguire aperitivo “degli orti”
20 maggio
“Casa del Bosco in Collina” – Intervento all’interno del corso di Permacultura di 72h (Saviana Parodi – Stefano Soldati)
21 maggio
Carpi in Transizione – passo da quelle parti a trovare degli amici sulla strada per Monteveglio e s’approfitta per confrontarsi un po’
22 – 23 maggio
Monteveglio in Transizione – Laboratorio “Facciamo un orto”
28 – 29 – 30 maggio
Carimate in Transizione – Laboratorio “Facciamo un orto”

…a giugno ci sono ancora paio di appuntamenti Torinesi e poi basta…
Nel frattempo avrò lavato e stirato la giacca da camera ma temo che sarà già ora della canotta e le infradito…

PS. – per chi si chiedesse perché infesto il mondo con la mia presenza:

Coltivare
/kolti’vare/ o cultivare v. tr. 1 Lavorare il terreno affinchè produca piante, frutti. 3 Esercitare, educare, formare. 4 Nutrire un pensiero, fomentare una passione.
(il Nuovo Zingarelli)

…a me basta.


46 Responses to “Mollemente umidi arriveremo a Giugno”


  1. 1 Cristiano
    maggio 6, 2010 alle 1:26 pm

    …mmm a me non vien mica voglia di farene un altro poi un altro poi un altro… si vede che non sono abbastanza sinergico…

  2. 3 Tobia
    maggio 6, 2010 alle 3:50 pm

    Nelle foto ho visto un probabile mio compaesano…
    o un probabile amante della birra ichnusa…
    Comunque anche a me viene sempre voglia di fare altre orti..sempre nuovi..

  3. 5 mafalda
    maggio 7, 2010 alle 8:06 am

    bene, bene, bene….
    e dopo questa panoramica fotografica mi viene voglia di rifare tutto.
    e si necessito di un corso ;-)!
    però sembra se la cavino lo stesso le mie due aiuole.
    per chi ha voglia di fare orti nuovi vi invito😀

  4. maggio 7, 2010 alle 12:30 pm

    mafalda: non ti preoccupare, quello che conta non è l’estetica (le piante non hanno occhi), la cosa importante è riuscire a mantenere il terreno fertile e umido in estate.

    Nicola: nella tua prossima dimora, se hai molto spazio, potresti provare con le valdarnesi,http://www.agraria.org/polli/valdarnese.htm, se la cavano da sole anche senza recinto.

  5. 7 medo
    maggio 7, 2010 alle 12:41 pm

    “quello che conta non è l’estetica (le piante non hanno occhi)”
    ???
    Devo uscire dal letargo di lettore per rettificare.

    Le piante sono sensibilissimissime invece a cio’ che accade attorno, se un pomodoro matura e arrossisce allora anche gli altri partono, proprio attraverso una forma di visione, certo senza occhi, ma sempre visione.
    Le variazioni nell’ultravioletto e nella quantità di luce e non solo la posizione della luna, la presenza di tale polline, la temperatura di aria, acqua piovana, terreno, etc dicono alla piante che è ora di fare un fiore o cos’altro! Avere a lato di un orto una siepe di fiori e un grande albero verde, non dà solo protezioni da vento o certi parassiti, ma forniscono uno schema “visivo” e panoramico, con riflessi differenti a diversi momenti del giorno, più ricco che non fa solo credere alle piante di essere in un luogo migliore, ma sono la stessa riprova che là stanno bene, che li si sta meglio.

    Non è che crediamo che per vedere sian necessari gli occhi?
    Non è che crediamo d’essere l’unica specie vivente che ha una sensibilità estetica?
    Magari la nostra attiva, ma la loro (delle piante) è passiva: tutte stanno meglio se tutto è meglio e questo è verificato anche a livello di luci e colori.

    “Pianta un cavolo tra i cavoli e tutti li perderai, piantalo tra fiori alti e di mille colori e per sempre avrai cavoli, sempre più sani, forti e buoni.”
    detto proverbialie coniato da me stesso sulla base dell’esperienza e che spero resti fino all’anno 4000 almeno

    Purtroppo ho un testo solo in francese sulla sensibilità ai colori delle piante:
    http://www.canna.fr/node/629

  6. maggio 7, 2010 alle 1:08 pm

    ..va beh, ma allora non si può dire che si deve coltivare in citta, lì, fa tutto schifo!!

    • maggio 7, 2010 alle 1:49 pm

      (perché wordpress oggi mi schifa?)

      • maggio 7, 2010 alle 10:40 pm

        @ Equpaje Non so… ma adesso ho sistemato il tutto😉

        @ Harlock – e, difatti, Medo era quello che mi dava del pervertito perchè volevo coltivare melanzane sul Pirellone a Milano🙂 (ma poi ci vogliamo un gran bene)

        @ Medo – Grazie della lettera… l’ha aperta Numa e si è tenuto la foto!!

        @ Elena – Quello è il risultato di un ottimo lavoro di gruppo! essere in 7-8 aiuta non poco nella fase di “impianto” dal punto di vista estetico.

  7. 12 mafalda
    maggio 7, 2010 alle 1:49 pm

    moh torniamo a litigare
    ma noooo, in citta ci sono delle donnine magiche che fanno cascate di fiori sui balconi… basta averle per vicine.
    ma il mio giardino è bello!, poi pubblico tutto su bionieri. quindi nonostante la non precisione
    delle due aiuole conto sull’ambiente accogliente e poi, Medo, io vivo in un bosco😀
    (scusate gli anacoluti ma in poesia sono permessi!)
    Ieri mio figlio mi ha detto, mammma le piante sono diverse da noi perchè non hanno occhi e ho risposto che non era vero, che le piante hanno un altro modo per vedere le cose. Adesso ringrazio
    medo che me lo spiega scientificamente (piu che un uomo un pozzo di cultura o coltura che dir si
    voglia).
    Harlock
    Renato mi ha scritto che i tutori li posso fare con i rami (o tronchi) di noccioli che sono flessibili, mi rimane un dubbio magari tu ne sai qualcosa. io ho visto i pali fatti con i
    noccioli ma per come mi ha scritto Renato mi viene in mente che devo prendere dei tronchi lunghissimi e flessibili e usarli come i tondini. E cosi????
    ciao e grazie
    elena

    • maggio 7, 2010 alle 2:34 pm

      ..non ho dubbi, che il tuo giardino è bello😉 ma, se ne vedono pochi che possono piacere alle piante orticole.
      per i pali, booh! ho sempre usato le canne. per trovarli lunghi e flessibili devono crescere in un bosco fitto e adesso che me lo dici appena smette di piovere vado nel mio burroncino a fare pertiche di nocciolo e sperimento subito🙂

      • 14 mafalda
        maggio 7, 2010 alle 4:48 pm

        io a distanza di trecento metri, in mezzo al bosco, ho una piccola selva di noccioli vicino al torrentello, sono lunghi perchè in un bosco, vabbuo, ci provo anch’io. il bambu lo ho ma non è abbastanza.
        ti assicuro che qui le piante orticole lo odiano il posto. terreno pesantissimo. sto sperimentando….. inolte i colori, sono presenti, adesso che piove pure e i fiori durano poco, che fa un freddo cane e hanno stoppato la crescita, dopo diventa tutto cosi verde ma cosi verde…..
        grazie elena

    • maggio 7, 2010 alle 10:44 pm

      Per ovviare al problema “tondini”… che neanch’io apprezzo molto ed evitare ogni anno di scavare nuovamente nei bancali ho adottato il sistema dei “tubi”
      In pratica: dove metterei i tondini (all’angolo tra la sponda ed il piano superiore del bancale) ho piantato delle sezioni di tubo di 30-40 cm del diametro di 3 cm. Quando devo cambiare i supporti perchè si sono decomposti o seccati li rimuovo ed inserisco quello che mi capita a portata (nocciolo, canna, bambù… quel che sia) nel tubo senza danneggiare il bancale o disturbare il suolo… funziona…

  8. 16 Mascia
    maggio 7, 2010 alle 2:28 pm

    bello!,
    mi piacerebbe avere uno straccetto di terra per fare l’orto…..per ora mi accontento dei vasi e dii raccogliere tutte le info per appena potrò.
    Ho una domanda da fare ma prima premetto che, ho portato per caso della terra in ufficio e per caso ho piantato 3 semi di zucchina e per caso sono cresciuti …stranamente…perchè qui la luce del sole non arriva , che dite faranno i fiori e poi i frutti? le api come stanno?
    ciao e scusate la deliranza.

    • maggio 7, 2010 alle 10:52 pm

      Credo che per fare fiori e frutti dovresti impollinarle… credo…
      in ogni caso puoi provare: quando le zucche fioriranno prendi un pennellino ed intingilo nel fiore maschile (dovrebbe avere uno stelo più lungo e senza rigonfiamenti)e poi in quello femminile (più corto e con un rigonfiamento alla base). Oddio, ho sempre letto come si fa ma non c’ho mai provato… facci sapere😉
      le api sono un po’ intristite dal tempo freddo e piovoso con parecchie raffiche di vento… la gaggia sembra nicchiare in attesa di tempi migliori e quel figlio di sua mamma contadina sta passando tutti i fossi con il RoundUp… fortuna che le api non escono troppo spesso…

      Nota di colore: il contadino ha seminato soja e l’ha inoculato con azotobacter bio (industriali ma bio) poi passa il roundup. Che fine fa il prezioso azotobacter? Per la serie investimenti oculati (e venditori stronzi)

  9. 18 pimpinella
    maggio 7, 2010 alle 3:24 pm

    ciao, vi osservo golosamente da un pò.
    mi piacerebbe mischiare un pò del mio veneto al vostro ligure, piemontese, campano, ecc.
    come si fa?
    noi (io e famiglia) abbiamo fatto il grande salto a gennaio, trasferendoci in campagna/semi montagna.
    anche noi abbiamo il vicino amante delle giostre (roundup).
    anche noi crediamo che si possa fare la differenza, partendo proprio da noi stessi, informandoci e studiando, sbagliando e correggendo e riprovando.
    ciao e grazie per il “tiramisù” che mi fornite ogni volta che vi leggo
    alessandra

    • maggio 7, 2010 alle 10:56 pm

      Pimpinella! Ecco, la pimpinella è una delle cose, con la santoreggia e le fragole ed il rabarbaro che sta riuscendo a fiorire nonostante il tempo di M.
      Montagna semi campagna si può tradurre con il Friuli? Michele di Spiazzi a Venezia è originari di quelle parti…
      Grazie a te per l’esserti palesata e aver rinforzato la mia convinzione che attraverso le bojate si può solo crescere😉
      Sono programmato geneticamente per collezionare prove ed errori🙂

      • 20 pimpinella
        maggio 8, 2010 alle 12:09 pm

        buon piovedì!
        noi siamo in veneto, in provincia di treviso ed ai confini con il bellunese…insomma, a tarzo.
        ho scoperto da pochissimo spiazzi grazie all’orto e sarei venuta a conoscervi a venezia ma ero troppo stretta con i tempi.
        ora però so che ci siete, e questo fa la grande differenza.
        abbiamo preso mini azienda agricola, abbiamo piccolo vigneto e stiamo predisponendo orto familiare e coltivazioni varie.
        alcuni gas ci stanno occhieggiano e, come dire, abbiamo già venduto i “future” delle nostre produzioni, quindi l’impegno è morale, oltre che fisico.
        stamattina abbiamo anche fatto il primo “colloquio” per ospitare bambini nell’agrinido che partirà a settembre.
        io mi sono imbarcata nell’ennesimo corso regionale, stavolta è la fattoria didattica.
        mi piacerebbe preparare un orto sinergico, da affiancare al biologico/convenzionale che già ci sono: come si fa?
        contatto spiazzi?
        ciao e grazie
        ale pimpinella

      • maggio 8, 2010 alle 1:00 pm

        In bocca al lupo!
        Contattare Spiazzi mi pare una buona idea (soprattutto vista la zona)sia Michele che Mattia saranno in grado di darti tutte le informazioni di cui puoi avere bisogno (oltre ad introdurti, volendo, al loro orto alla giudecca)
        A presto!

  10. 22 diana
    maggio 8, 2010 alle 2:30 pm

    scusate la domandada super-ignorante : ma i tondini a cosa servono?
    dalla foto mi sembra un tunnel serpentoso (o un serpente trasparente)
    dagli archetti si fanno calare i cordini per far arrampicare i fagioli?

    la domanda e’ anche mirata al fatto che mi sto facendo tentare e questa primavera ho piantato e seminato qualcosa in due aiuole (non odiatemi) rettangolari
    adesso devo fare un’aiuola di aromatiche da taglio, lavanda, rosmarino, salvia, menta, melissa, per raccoglierle, farle seccare e provare a smerciare un po’ di erba secca o sacchettini profumosi
    qualcuno conosce un metodo furbo per impostarla e rendermi facile taglio e raccolta delle foglie, quando sara’ ora?
    contavo di ritagliare uno spazio in piena esposizione Sud/SudEst, con le spalle coperte dalla serra delle seminiere e da una delle aiuole esistenti (rettangolari) dove ho messo uva fragola, topinambour (scampati alla raccolta dell’anno scorso), un melograno, melanzane e ho seminato basilico e girasoli
    di fronte a questa aiuola si stende un bel pratone di infestanti: come preparo la nuova aiuola?

    il mio commento non e’ ne’ cialtronesco ne’ di alta cultura/coltura ma spero che mi perdonerete

  11. 24 medo
    maggio 11, 2010 alle 3:14 pm

    Lancio un sasso nello stagno: ma voi avete mai letto Thoreau?
    http://it.wikipedia.org/wiki/Henry_David_Thoreau

    @Nicola: prego, per la lettera; Numa che si tiene la foto, quella foto in particolare, significa tante cose…🙂

    @TUTTI: tenete duro sempre e comunque e ricordate che chi fa una domanda è sciocco un minuto, chi non ne fa è scemo per sempre.

  12. 25 pimpinella
    maggio 12, 2010 alle 8:23 am

    @ medo: thoreau quello del bosco in cui ridendo riflette sul fatto che il contadino dice che ha bisogno di mangiare la carne per avere energia e poi si fa arare i campi dagli…erbivori???
    ahaha!! mi ha fatto proprio sbellicare!
    comunque ce l’ho sul comodino e lo sto lentissimamente (ma veramente piano piano..)leggendo.

    ed ora la mia domanda da “ma questa qua che vuole…”.
    per avere qualcuno da me che mi insegna a fare la spirale delle aromatiche o un orto sinergico come posso fare?
    mi sento proprio inchiodata, studio studio e poi son là che guardo la terra (BAGNATA) e mi dico “e ora? da che parte comincio?”.
    inoltre discuto spesso con altri agricoli o para agricoli come me e la risposta media è “ma a sperimentare poi non si produce niente è una roba da stregoni…e siamo sicuri che funziona?guarda che bisogna PRODURRE”.
    e io sono d’accordo che bisogna produrre, ma sono una agnostica che fino a che non ci ha messo il ditino non se la mette via..
    AIUTTTTOOOO!!!

  13. 26 mafalda
    maggio 12, 2010 alle 9:55 am

    io ho cominciato, sicura di aver sbagliato molto. in compenso ci si è messo il tempo e quindi non so più nemmeno dire se sto sbagliando io o cosa. le lumache si stanno sbaffando tutto cosa rimediabile se mi comporto da ombrellone nell’orto (cioè sto li a prendermi l’acqua e a catturare limacce), il freddo ha bloccato tutto tranne le cipolle (ma mi dicono che se piove troppo marciscono, conto sul fatto che sono sulle sponde). Boh stiamo a guardare intanto ripreparo i piantini.
    per non essere troppo o.t. quanto deve essere il diametro della spirale? o non è importante.
    @ Medo
    quando però le domande sono una ogni trenta minuti uno si sente scemo per sempre lo stesso…
    magari con un avanzamento di qualifica :-D!
    in questi giorni comunque sto seriamente pensando che gli unici che mangeranno qualcosa sono i cittadini con il loro bell’orto da appartamento🙂
    un abbraccio ombrelloso a tutti

  14. 27 diana
    maggio 12, 2010 alle 11:02 am

    @mafalda e pimpinella
    a parte il commento che seguira’, dai libri che ho letto, per la spirale viene suggerito un diametro di 1mt, max 1,5mt, che permette di accedere e raccogliere anche le foglie delle piante in cima al cocuzzolo
    @mafalda
    a me la lumache fanno veramente schifo, ma mi fa schifo pure ucciderle, cosi’ le raccolgo dalle piante in vaso (ho un vivaio) e le butto nella zona a prato, sperando che si sfracellino nell’impatto; faccio anche un’opera di controllo delle nascite, eliminando tutte le uova che le bastarde depongono dentro e sotto i miei vasi
    l’orto l’ho cominciato solo questa primavera, ottima scelta di tempo😉 so di dissuasori come gusci d’uovo triturati, quarzo in polvere diluito in acqua
    esiste poi il metodo biodinamico, che riporto ma non ho provato, una specie di omeopatia stregonesca
    si catturano 50 limacce e le si mette dentro un secchio con coperchio a tenuta stagna pieno d’acqua
    si chiude il coperchio e le si lascia a morire (annegate? di fame? soffocate?, non approfondiamo e soprattutto non diciamolo alla LAV)
    dopo un po’, circa un mese, si spruzza il macerato sul terreno

    commento – per le aromatiche (la mia domanda di prima) io ho il problema opposto alla spirale : devo preparare un’aiuola di aromatiche per raccolta di foglie e fiori da seccare cercando di usare quanto piu’ spazio possibile a causa di deliri burocratici legati alla definizione di coltivatore diretto e all’INPS. ovviamente devo trovare il giusto compromesso fra massimizzazione degli spazi ed efficenza colturale

    i miei commenti non sono proprio colti come quelli di medo, ma si fa quel che si puo’ e si da’ quel che si ha

  15. 28 Tobia
    maggio 12, 2010 alle 2:45 pm

    Per quanto riguarda le lumache bisogna ricordarci sempre e comunque che se sono presenti sul nostro terreno ci sarà un motivo.
    Di solito le lumache si sviluppano quando sul nostro terreno è presente uno squilibrio, loro cercano soltanto di riportare l’equilibrio naturale sul nostro terreno.
    E’ normale per esempio che se il nostro terreno non sia ancora “ben disposto ad accettare” degli ortaggi le lumache o qualsiasi altro parassita nocivo intervengono per cercare di riportare l’equilibrio sul nostro terreno.
    Magari prima di iniziare a piantare degli ortaggi sarebbe il caso di avere un bel prato con il maggior numero possibile di erbe e fiori, in modo da attirare tantissimi insetti i quali a loro volta attireranno gli ucelli che in qualchemodo dovrebbero contrastare le lumache.
    Per quanto riguarda la soluzione diodinamica,è molto più complessa, non basta solo mettere a macerare le lumache e poi spruzzarla sulle piante; bisogna cercare di ottenere una soluzione omeopatica all’ottava centesimale eseguendo ripetute dianamizzazioni partendo dalla soluzione madre.
    Mentre altri rimedi più istantanei potrebbero essere mettere dei recipienti pieni di birra che attirano le lumache (logicamente le lumache morirebbero annegate all’interno della birra, cosa non proprio stupenda e naturale).
    oppure cospargere con la cenere le aiuole degli ortaggi,infatti la cenere impedisce alle lumache di entrare.
    Inoltre ancora si potrebbero proteggere gli ortaggi nelleprime fasi di cescita con dei contenitori lisci a forma di cilindo con il bordo superiore rivolto verso l’esterno, tali contenitori impediscono alle lumache di oltreppassarli; una volta che le piante crescono si possono anche togliere.

  16. 29 mafalda
    maggio 12, 2010 alle 3:18 pm

    @ Diana
    nessuno ha risposto quindi mi permetto: i tondini servono da sostegno ai rampicanti. messi a croce, su di essi crescono legumi, e, dal centro, facendo cadere delle cordicelle di materiale
    riciclabile puoi agganciarci i pomodori. grazie per le misure della spirale, non saprei proprio dirti per altre soluzioni… ma sospetto nicola si :-D!
    @ lumache
    conosco le loro funzioni quindi se ci sono c’è un motivo per ora mi viene in mente che le piante hanno subito due shock uno climatico l’altro da trapianto e quindi sono piu deboli. stranamente quest’anno snobbano le zucchine… mah!
    non riesco ad ucciderle sono piu propensa a creare un ecosistema di piante che loro non gradiscono, infatti la lattuga è assolutamente cestinata tra le mie scelte…
    provero il metodo, per proteggere i piantini, fai da te… bottiglie con risvolto (lo devo studiare…)
    comunque l’orto ha la paglia, che aman. prima c’erano i fiori. è piccolo ed ha tutti i fiori vicino…. continuo a studiare…. comunque attaccano solo le piante deboli questo lo vedo.
    e che sono talmente utili che mi rifiuto di usare il ferramol

  17. 30 medo
    maggio 12, 2010 alle 6:57 pm

    Lancio un altro sasso nello stagno.
    Da tempo seguo le peripezie di uno dei miei registi preferiti, che essendo tra i miei preferiti deve essere uno dei migliori, no?
    Era una battuta di falsa modestia.

    Bon, parlo di David Lynch.
    Ebbene, questo ogni tre giorni sforna una intervista ad un abitante degli Stati Uniti. Ad un umano. Uno qualunque.

    Beh, tempo fa c’è stata l’intervista a Darryl, abitante del Montana. Un tipo che anche lui è indaffarato con ranch o fattorie o cose simili, nello stato preso ad esempio da Jared Diamond come quello che indica il futuro delle società industriali e/o “troppo” complesse. Un futuro di nulla, dal punto di vista di chi ne esce.
    Ma del “tutto” per chi ci entra… Volontariamente.
    Beh, guardatevi questa intervista e ascoltate Darryl:
    http://interviewproject.davidlynch.com/www/#/all-episodes/108-darryl

  18. 31 medo
    maggio 12, 2010 alle 7:02 pm

    da non perdere anche l’intervista a Sean, nella città natale dello stesso David Lynch, Missoula

    http://interviewproject.davidlynch.com/www/#/all-episodes/113-sean_freebourn

  19. maggio 12, 2010 alle 8:45 pm

    Ma oggi eravate tutti qui?🙂
    risposte a caso…
    @ pimpinella : per i corsi o robe così puoi contattare l’associazione Kanbio kanbio@libero.it è infatti Guido di Kanbio che ha organizzato il pool composto da lui – orticultore sinergico di vecchissima data – il sottoscritto – cialtrone – ed Enzo – biochimico collaboratore di alcuni centri di ricerca sulla sostenibilità… ci si continua a chiedere cosa ci faccia io lì in mezzo…😉

    @ medo – Sto aspettando che qualcuno dica “Thoreau chi?”🙂

    @Diana – sto cercando qualcosa che sia tradizionale ma non troppo… appena trovo qualcosa passo da te (finchè siamo vicini di casa😉 )

    @ Tutti – Lumache… siamo di nuovo alle lumache… io ho abbandonato la partita già 1 anno fa. Per Diana è un problema diverso (i vasi nei tunnel sono un’incubatrice perfetta) per gli orti in pieno campo io ho adottato la tecnica del “le piantine dei trapianti non devono mai fermare il loro sviluppo” e “abbandona roba marcia in giro, che si mangino quella”. In più aiuta molto avere una siepe intorno (habitat per predatori… nel mio caso le galline!)
    Qualsiasi altra sperimentazione ha funzionato solo parzialmente, come è ovvio che sia… non tutte le lumache amano la birra e non a tutte fa schifo passare sui fondi di caffè🙂
    C’è poi la teoria dei campi elettromagnetici per cui le lumache (sangue a base di mercurio) sono più sensibili ai campi elettromagnetici terrestri. Quando noi si scava per i trapianti con la paletta in metallo creiamo un disturbo nel campo terrestre… la lumaca che procedeva tranquilla per la sua strada incappa in questo disturbo ed entra in crisi… aspetta, aspetta, dopo un po’ le viene fame e, guarda un po’… è proprio in prossimità della vostra piantina… gnam gnam… ma è solo una teoria…

    • 33 diana
      maggio 13, 2010 alle 4:50 pm

      grazie nicola per la precisazione
      stavo per rispondere a tobia che la mia situazione di fatto e’ innaturale, ma tant’e’

      in ogni caso la “ricetta” del brodo di lumache annegate l’ho presa da un libretto di Maria Thun “orto e giardino per la salute del corpo e dello spirito” e a parte le specificita’ della dinamizzazione e delle date di cattura e apertura, da effettuarsi con luna in Cancro, che pensavo di lasciare ad un eventuale approfondimento, non ho trovato quella della diluizione omeopatica, che invece e’ presente nella descrizione di altri preparati
      io, quando non sono troppo pigra, faccio il macerato di equiseto o di ortica e poi li diluisco un po’ ad occhio e li spruzzo sulle piante
      quando invece ho meno voglia di lavorare, faccio il decotto, cosi’ non ho il secchio puzzolente in bagno per una settimana
      quando sono poi super-pigra e il consumismo vince, a nche se mi vergogno a confessarlo, diluisco l’estratto idroalcolico La Praglia
      per le lumache, uso la tecnica del lancio in orbita
      ripeto pero’ che le piante in questione sono arbusti ed erbacee ornamentali, non tenere e succose insalatine

  20. 36 mafalda
    maggio 13, 2010 alle 2:44 pm

    @ Medo
    AHIA!!!!
    la mira medo la mira! alza il viso dai libri😀
    siamo seri.
    come diavolo è che non mi parte il filmato?
    la tonta :-D!

  21. 37 pimpinella
    maggio 14, 2010 alle 10:44 am

    da ieri pomeriggio non ho più l’orto.
    è diventato un corso d’acqua che scende dalla collina montagnosa dietro casa..
    SE smette di piovere, ci riprovo, come l’anno scorso dopo la mega grandinata.
    U F F A A A A A

  22. 38 mafalda
    maggio 14, 2010 alle 7:04 pm

    ho scoperto recentemente l’alliaria officinalis, è l’insalata piu buona in assoluto e resiste alle piogge, sempre più per le piante spontanee che mano a mano che scopro mi porto nell’ “orto”.
    mi spiace per il tuo orto.

    • 39 sb
      maggio 14, 2010 alle 7:37 pm

      se galleggia la mangia il vicino di pimpinella che sta a valle.
      ciau ne

      • maggio 14, 2010 alle 10:55 pm

        😀 Ma sei una carogna!😀
        Senti… a settembre siamo a Biella (dintorni) per un corso in collaborazione con una coop che si occupa di carcere e tossicodipendenza… C’entri qualcosa?

      • 41 mafalda
        maggio 16, 2010 alle 9:50 am

        Grazie che lo hai detto tu!
        comunque l’ho trovata nei corsi d’acqua che si sono formati in questi giorni e i torrenti non la portavano via. chi sta a valle muore di fame :-D!

  23. 43 pimpinella
    maggio 18, 2010 alle 11:00 pm

    grazie x solidarietà e solidago!
    oggi ho ripreso in mano la zappa e colto l’occasione per ripensare l’orto. stavolta ci provo….ho già ordinato la paglia…sinergico magari non ci riesco a farlo, ma pacciamato si!!!

    • maggio 19, 2010 alle 12:59 am

      Se segui un po’ gli appunti qui https://ortodicarta.wordpress.com/2008/07/31/gli-appunti-di-emilia-h-n%c2%b01/ dovresti quasi essere “sinergica”🙂
      Il vantaggio dei bancali rialzati è che magari non annegano durante le alluvioni e la pacciamatura dovrebbe evitare un po’ il dilavamento… ma fai attenzione a come li organizzi… sennò rischi la diga o le condotte forzate!😉

      • 45 Cristiano
        maggio 19, 2010 alle 10:59 am

        Invatti l’orto sinergico della scuola di Monteveglio l’ho pensato con un minimo effetto diga e ora sto un po’ preoccupando, mi sembrava una genialata e forse in caso di precipitazione scarse potrebbe aiutare l’accumulo di umidità, ma probabilmente andrebbe predisposto una tubazione di “troppo pieno” per periodi monsonici come questo… boh?

  24. 46 sb
    maggio 20, 2010 alle 9:09 am

    io tra un bancale e l’altro faccio delle dighe di terra e quando piove troppo le tiro giu con una zappata.


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