07
Lug
10

Cambio vita

Lezioni di downshifting per chi non è in grado di pronunciare downshifting

– Nasci nel ’70 durante gli anni di piombo e stufati in fretta delle contrapposizioni tipo “Guerra Fredda” ed impara, altrettanto in fretta, che il giusto e lo sbagliato sono solo questioni di “forma”[1]

– Fatti una cultura come se tu avessi fatto il ’68 per un indotto complesso di inferiorità dato da quelli che il ’68 l’hanno fatto – “Vuoi mettere, voi avete fatto i Duran-Duran… noi Janis Joplin ed i GratefulDead”[2]

– Lavora per 15 anni in settori che ti richiedano di parlare di qualsiasi cosa con chiunque [3]

– Prova a capitalizzare le tue competenze mettendoti in proprio

– Fai “cappotto” perché hai sovrastimato le tue competenze o sottostimato il “Mercato”, paga tutti i conti e rimani seduto sul marciapiede per un paio di mesi

– Prova a reinserirti, senza molti stimoli, nel “Mercato”. Ritrova la tua modalità ”Mr. Wolf

– Sorridi. Stai per ripetere tutto da capo

– Procurati 3 cani [4] vivendo in 40mq nel centro storico di una città sabauda di grosse dimensioni

– Cambia casa perché i cani hanno bisogno di spazio

– Sorridi. Stai per ripetere tutto ma ad una distanza maggiore dal lavoro. [5]

– Fatti due conti. Quanto ti manca a fine mese per pagare bollette, affitto, benzina, carte di credito revolving, tasse, la spesa ecc… ecc… ?[6]

– Sposati [7]

– In seguito ad una riorganizzazione familiare. Licenziati.[8]

– Hai fatto i conti due punti prima di questo? Bene. Ora, a turno, inventatevi la qualsiasi per recuperare i soldi che vi mancavano per arrivare a fine mese… non tutti quelli che vi servivano a campare. Solo quelli che vi mancavano[9]

– Siediti sul marciapiede[10]

– Inizia a connettere i tuoi bisogni con le tue energie e quelle del territorio creando strutture progettuali che ti permettano di sostenerti in maniera “appropriata” limitando i fattori entropici ed aumentando le risorse invece di consumarle[11]

– Non forzare le tappe. Sei qui “per caso”, non per scelta, rabbia, contrapposizione… non c’è nulla da vincere, nulla da perdere, nulla da dimostrare

– Gioca e costruisci un mondo

– Bravo. Il fato ti “premia” con uno dei cicli naturali più antichi: l’albero vecchio cede il passo (ed i nutrimenti) a quello nuovo… erediti e puoi comprarti un fazzoletto di terra su cui costruire il prossimo marciapiede[12]

– Tu, la crisi mondiale te la sei creata con 10 anni di anticipo. Hai avuto più tempo per allenarti!

Note

[1] feat.- “Settembre Nero” Area
[2] il produttore dei Duran-Duran era, probabilmente, uno del’68… un po’ come metà della gente, che attualmente, che scrive, sta in televisione, in radio ed al governo…
[3] dalla pompa di benzina agli attici del marketing aziendale è tutto uguale…
[4] Se al canile meglio, ma è importante che siano di grossa taglia… diciamo, un mastino napoletano (Tata), un maremmano (Rossella) ed un’altra cosa grossa e nera (Kupo)
[5] Qui i problemi sono 2. Primo: maggior utilizzo della macchina e quindi più spese. Secondo: Avete presente Wordsworth? Il poeta romantico inglese? Quello che faceva da “supporto” affinché Coleridge scrivesse delle figate mentre lui vergava poemetti insipidi? Si, dai, quello che abitava sopra il panettiere quello che stava con Mary! Vabbè… lui c’aveva sta cosa dei “daffodils”. Andava in campagna (cercando di distogliere Coleridge da propositi suicidi), guardava i fiorellini, poi tornava a casa e si beava del ricordo dei fiorellini… lo chiamava “emotion recollected in tranquillity”. Ecco, fate la stessa cosa ma ricordatevi come era piacevole stare seduti sul marciapiede senza un motivo “serio” di esistere…
Per queste vaccate aiuta, tra il punto 2 ed il punto 3, aver studiato letteratura inglese al Liceo Linguistico ma è opzionale.
[6] A me, 300-400 € guadagnandone 1.200-1.400 circa
[7] Non obbligatorio. Ma in due le cose sono un po’ più facili…. o un po’ più complicate
[8] Nel mio caso la riorganizzazione era dare il cambio ad una mamma dopo i 9 mesi di gravidanza ed 1 anno di “accudimento simbiotico”
[9] Questa è la parte più “adrenalinica”. Comporta il recupero di contanti attraverso lavoretti più o meno saltuari, lo sviluppare velocemente competenze e capacità di autoproduzione e l’eliminazione di qualsiasi legame “finanziario” (mai provato a liberarvi di un paio di “revolving”? Dovrebbe essere catalogato come sport estremo… ma non vi preoccupate: il sistema è talmente fradicio che, all’aumentare dei costi per il recupero che gli create, saranno ben disposti a patteggiare soluzioni abbordabili per tutti… compreso il non farvi pagare proprio.)
Il concentrarvi solo sulla parte che “vi mancava” aiuta a tenere l’ansia sotto controllo e a spingervi a produrre invece di consumare…
[10] Ma, ‘sta volta, con una pila di libri ed un campo di mais davanti.
[11] In palese spregio delle leggi della termodinamica ma in assoluto rispetto di quelle della natura (apparentemente, Lei, era stata più attenta durante le lezioni di fisica… io ero più forte in letteratura…)
[12] Non prendiamoci in giro: il culo è un fattore importante nel downshifting.

Letture consigliate: “Fat of the land” di John Seymour

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32 Responses to “Cambio vita”


  1. luglio 7, 2010 alle 9:00 am

    Ciao Nicola!
    in meno di una pagina hai sintetizzato la tua vita! però! 😛

    il sito che hai inviato, riguardo fat of the land, propone anche la vendita,
    sono tipi affidabili? hai mai comperato qualcosa da loro?
    in giro non l’ho trovato questo libro…

  2. 4 Salvatore
    luglio 7, 2010 alle 9:54 am

    Bel post. Alla tua maniera 🙂
    Probabilmente solo alla decima rilettura ne coglierò tutti i significati 😀
    saluti.

  3. 6 Mascia
    luglio 7, 2010 alle 6:26 pm

    la vita a punti
    questa è la parola magica…cambiare vita ….che di magico ha poco tanta fatica tanta paura e speriamo che me la cavo..vedi che la matematica serviva a qualcosa
    ciao nicola

  4. luglio 7, 2010 alle 7:20 pm

    Ai Ai Ai e che fare se la vita la si è cambiata a rovescio dal principio? cioè se si è cominciato dai campi nel 1982 e ci si è stancati di lavorare senza metter in tasca nulla si è passati a integrare con un lavoro dipendendente, poi un altro… poi la ditta fallisce e non ti pagano, poi trovi in un altra ditta che dopo un anno chiude… fortuna che l’ orto c’è ancora. Peccato che questa è terra di orti e i pomodori altrui interessano poco e valgono poco per l’abbondanza di offerta.
    Non posso ritirarmi in campagna, ci sono già. 🙂

    • 8 medo
      luglio 7, 2010 alle 11:45 pm

      Questo è uno dei commenti che non si vorrebbe mai leggere, sembra che uno abbia iniziato ad avvitarsi col paracadute fin dall’inizio e che alla fine è solo questione di quante vertebre sane ti restano. Un’abitudine al fracassarsi.
      Io non ti conosco, il problema di avere un nome come Vera è grave. Pasolini faceva dire ad alcuni suoi personaggi che la Verità appena la dici svanisce subito, è un danno, un malanno, una cosa sacra ma innominabile.
      Vivi con ironia, spero già tu abbia preso questa strada. Per chi ama il Vero ed i suoi deserti, l’ironia è una infinita borraccia.

  5. luglio 7, 2010 alle 11:16 pm

    In fondo, caro Nicola, il fazzoletto di terra ci dovrebbe spettare dalla nascita 😉

    • 10 medo
      luglio 7, 2010 alle 11:56 pm

      Eh…… Alla fine torniamo ad un vecchio discorso, si ritorna indietro di 1000 anni e poi ancora di 1000 verso i romani (repubblicani).
      Che diritti avere alla nascita?
      Quanto grande il fazzoletto?
      E se nasci nel Sahel? O in Groenlandia?

      Che ci siamo finiti a fare nel Sahel o in Groenlandia?
      Chi ha iniziato a sbagliare?

      Esisteva, esiste, ha senso chiedersi se debba o possa esistere una “giusta via”?

      Mi viene solo da pensare calla triade di pensieri e/o aforismi che mi guidano da qualche tempo:
      – “homo homini lupus” Tito Maccio Plauto
      – “chi primo arriva male alloggia” (anonomi medievali?)
      – “é la teoria a decidere che cosa possiamo osservare” e tutto quel che ne consegue, prima fra tutte le opzioni quella dell’azione (A. Einstein) e quindi per forza di cosa tutti gli errori e le soluzioni precedenti decidono per noi, sempre che noi ci siamo messi in una umile posizione di ascolto… Tener presente che l’altro pensiero (fisso ed ossessivo) di Einstein era che “l’errore si risolve sempre al successivo livello di complessità”, quindi mi è sempre rimasto ficcato nel cervello che solo l’aumentata conoscenza risolve l’ignoranza, ma in un sistema chiuso o a risorse materiali limitate, solo l’ipotesi di un incommensurabile amore divino puo darci quel tantino di energia in più ogni volta per risolvere la sempre più critica massa di errori, i quali in definitiva sono la causa ed il fine della vita del 99,9999% di animali umani finora vissuti e che vivranno…

      Va beh, il fazzoletto di terra è sempre meglio di quello per asciugarsi le lacrime.

      • 11 Tobia
        luglio 8, 2010 alle 3:06 pm

        Medo bellissimo l’ultimo pensiero/aforisma della triade.
        Perchè non spieghi un pò meglio cosa secondo te significa ‘tutti gli errori e le soluzione precedenti decidono per noi’, e anche ‘l’errore si risolve sempre al successivo di complessità’.
        Sai ognuno di noi vedendo il mondo secondo il proprio punto di vista può farse delle idee, ma se tali idee vengono messe a confronto con quelle degli altri si arriva a capire sempre un qualcosa in più.
        Magari fai anche degli esempi concreti.

      • 12 mafalda
        luglio 8, 2010 alle 6:02 pm

        chi primo arriva male alloggia???? magari fosse vero :D! ma non è l’ultimo?
        concordo con tutto
        saluti elena

    • luglio 8, 2010 alle 10:16 pm

      Se abbiamo il diritto alla vita, allora alla nascita abbiamo anche la terra che ci serve per vivere, solo che è gestita da altri.

      Ora, aldilà degli errori fatti dalla razza umana, chi può decidere se un individuo è in grado di gestire o no la sua terra? Forse solo Dio, ma Dio non esiste :-/

      Probabilmente l’uomo più vicino a Dio in Italia e l’attuale presidente del consiglio. Ebbene ci prova a fare le veci di Dio, sta dando terra e poteri a tutti quelli che ritiene meritevoli 😉

      “l’errore si risolve sempre al successivo livello di complessità” Quando l’uomo avrà raggiunto il massimo livello di complessità si accorgerà che la perfezione è il “nulla”. Materia e antimateria si annullano, tutta la materia che conosciamo è un errore. (Harlock) 😀

  6. luglio 8, 2010 alle 12:52 am

    Vediamo ….., nasco prima e nel 68 ero già a scuola, ma non all’università che mai farò, comunque troppo piccolo per scendere in piazza, ma poi io abitavo in un piccolo paese di provincia, ……, gli anni di piombo, quelli si ……, ma ancor di più ricordo il primo concerto che ci fu permesso di vedere Patti Smith, o meglio io vidi il secondo il primo fu a Firenze, mentre io andai a Bologna e siccome al primo si era visto di tutto, a Bologna c’era così tanta polizia che mi chiedevo dove ero andato a finire, comunque questo evento segno la fine degli anni di piombo.
    Vediamo ……, guerra fredda, ho visitato Berlino in piena guerra fredda, c’era il muro, o meglio c’erano i muri visto che erano due e sono stato sia da una parte che dall’altra, poi sono tornato diversi anni dopo e il muro non c’era più e non era la stessa cosa, mi sembrava tutto peggiorato, ma a proposito di guerra fredda la cosa più simpatica che mi sia mai capitata in quel periodo è stato quando con la carta d’identità sono andato in Austria e poi dall’Austria sono entrato in quella che allora si chiamava Jugoslavia, poi arrivato dalle parti di trieste decisi di rientrare in Italia, la prima frontiera fu semolice da passare, ma quando arrivai a quella italiana rimasi fermo quasi 4 ore in quanto non potevo rientrare in Italia perchè sprovvisto di passaporto e alle mie continue rimostranze volevo capire il perchè di tutto questo e come risposta mi fu detto: “Perchè noi a suo tempo abbiamo vinto la guerra”.
    Vediamo ……, credo che la cosa più sensata sia sedersi, anche per stare seduti bisogna allenarsi, ma su una cosa hai ragione, la musica che fu creata in quegli anni oggi non si riesce più a crearla, sarà stato quel che sarà stato, ma la musica che si faceva una volta ora non la fanno più, ….., e allora mi siedo comodo e mi metto ad ascoltare un pò di musica di allora in MP3 e ascolto, ma il vinile era tutta un’altra cosa.
    NOTE: non ci sono note.

  7. luglio 9, 2010 alle 12:19 am

    Penso anche a tutti quelli come te, che non ce l’hanno fatta. E sono finiti schiacciati nell’ingranaggio del sistema. (Il singolare e` voluto)

  8. luglio 9, 2010 alle 1:54 pm

    ho fatto il mio cambio vita comprando una ex-risaia cinque anni fa. Ho progettato, fatto, cambiato e rifatto il mio pezzo di terra diverse volte. Non sono mancati i fallimenti, ma sto facendo quello che ho sempre sognato di fare;durante l’anno si verificano dei momenti, che chiamo attimi di grazia, in cui tutto e bellissimo e vicino a come lo vorrei; mi fermo,assaporo questi attimi e vado avanti. Ti faccio tanti auguri.
    Claudio

  9. 17 medo
    luglio 9, 2010 alle 2:59 pm

    (lassopra volevo dire infatti “chi ultimo arriva”…) vorrei sviluppare le tematiche come Tobia mi chiede, ma fino a fine agosto saro’ tra i monti e anche se sviluppero questa ed altre tematichem ìì, non potro facilmente condividerle on-line

  10. 20 luigi
    luglio 9, 2010 alle 5:47 pm

    lezione di downshifting N.1:

    … Il possesso della terra ha sempre procurato l’influenza e il potere.
    In nome della giustizia sociale e dell’uguaglianza, noi spezzetteremo la grande proprietà; noi ne daremo i frammenti ai contadini che li desiderano con tutte le loro forze e che ben presto si copriranno di debiti per poterli coltivare. I nostri capitali ce ne renderanno padroni. Saremo a nostra volta nuovamente grandi proprietari e il possesso della terra ci manterra’ al potere….

    Sto ovviamente scherzando, anche se non troppo.
    Il rischio e’ grande.. un sincero “in bocca al lupo” per la nuova casa..

  11. 21 euge
    luglio 11, 2010 alle 7:26 pm

    Sei il mio profeta !!

    sono in cerca del marciapiede.. non spingete !!!
    euge

  12. luglio 13, 2010 alle 8:57 pm

    daunscifting… beh dai, tutto sommato sembra stia andando bene, no?
    in bocca al lupo!

  13. luglio 14, 2010 alle 1:29 am

    Mutatis mutandis, non molto diversa dalla biografia dell’Avvocato Agnelli così come raccontata da Gino e Michele in “Rosso un cuore…” 😉

    En serio: grazie mille per quel link sull'”insipido” Wordsworth, ne farò tesoro!

  14. luglio 14, 2010 alle 3:51 pm

    @Mauri – quella del giro Austria Jugoslavia è capitato anche a me… ma l’anno dopo non c’era più la Jugoslavia (una soluzione un po’ drastica al problema?)
    Quoto e ne faccio la maglietta per i lavori estivi: “anche per stare seduti bisogna allenarsi” 🙂

    @Medo, Tobia, Harlock (anche se Medo sta in alta montagna e probabilmente non leggerà) – “Non si può risolvere un problema partendo dagli stessi presupposti che l’hanno creato” (A. Einstein o quasi). Credo che sia la base ed il punto di partenza di ogni cambiamento la questione è: come esco dai presupposti (sia come attitudine mentale e quindi pensiero che comportamentale e quindi azione)? Boh?! In ogni caso credo che ci si possa (non debba… il dovere fa, a mio parere, parte dei presupposti che hanno creato i problemi. Bertrand Russel avrebbe qualcosa di sensato da dire a riguardo se mi ricordassi esattamente in quale suo scritto…

    @Vera Credo che la vita sia un processo a senso unico. Si va solo in una direzione ma le tappe cambiano, il problema è che il nostro processo è vincolato spesso a dinamiche di cui non siamo responsabili (uno dei motivi per cui, per quanto io possa produrre ortaggi o cereali, non sarò un agricoltore inteso come IAP da normativa finchè questo mi costringerà nei presupposti di cui sopra 🙂 )

    @Luigi vaccaboja! Ma che senso dell’umorismo hai? 🙂
    Parlando con un’amica mi citava Fini (non Gianfranco) il quale ha sostenuto che molta gente si sta spostando in campagna per tirare a campare e, quando le città collasseranno ed i loro abitanti si riverseranno verso i campi, verranno accolti a forconate da quelli che ci avevano pensato prima… avete lo stesso senso dell’umorismo 🙂
    1° E’ ancora da dimostrare che qualcosa collassi (aldilà del fatto che viviamo in un periodo storico in cui ognuno può scegliere la sua catastrofe preferita con cui farsi paura)
    2° Magari quelli che si sono spostati per primi saranno accoglienti
    3° L’avvitarsi sulla storia ed i suoi ricorsi è sport per criceti
    Non so se bisogna essere stupidi per downshiftare (viviamo anche in un periodo in cui si sprecano i neologismi)ma probabilmente aiuta! 😉

    @Euge – regola n° 1 : “Se vedi Budda, uccidilo”… fortunatamente sono molto lontano da qualsiasi forma di illuminazione… a parte un paio di lampioni 🙂

    @Orticellobello – dal mio punto di vista sono l’uomo più fortunato del mondo. L’amica di cui sopra mi citava un’intervista fatta ad un Milanese che, abbandonato il lavoro in borsa, s’è dato alla navigazione e ha scritto un paio di libri (non mi ricordo il nome sigh). Bene, il tipo in questione alla domanda “ti senti fortunato?” s’è un po’ indispettito parlando di sé come di un francescano che lavora sodo per la pace interiore e la sua frugalità volontaria… Io, invece, credo proprio di essere fortunato e felice. Non tanto perché mi siano capitate cose “fortunate” (non più della media) ma perché sto bene e faccio un po’ quel che mi pare anche quando devo tribolare…

    @Equipaje è lo stile Italiano (e non solo… è anche una vecchia impostazione rurale… pianto noci perché le raccolga mio figlio…) quello che cambia è il contenuto è la portata del “trasferimento” 🙂

    Comunque, si, chiunque vi dica che per cambiare è tutta fatica sudore e patimenti senza menzionare allegria, gioia, bellezza e botte di culo sta mentendo spudoratamente, è un depresso cronico e, come sostiene Fini, vi accoglierà a forconate nel culo in caso di un ipotetico collasso…

    La vita è assurda, siate felici

  15. luglio 14, 2010 alle 4:05 pm

    L’ho trovato “IN PRAISE OF IDLENESS – Bertrand Russel”
    http://www.panarchy.org/russell/idleness.1932.html
    Se, mentre siete da quelle parti, volete farvi una cultura sull’universo anarchismo e derivati… giusto per non fermarsi all’idea di un rompiballe violento con bandiere rosso-nere o a qualche Zerzaniano delirio…
    😉

    (speriamo che nessuno si accorga che ho toccato Zerzan… soprattutto Yano 😉 )

  16. 26 luigi
    luglio 15, 2010 alle 10:01 pm

    mah.. qua attorno,in campagna, hanno gia lucidato i forconi da un bel po’.
    Hanno anche un bello schioppo pronto.
    Temo accoglieranno con molta gentilezza le “orde” di cittadini ansiosi di ficcare i piedi nel letame.
    Del resto,la decrescita’ e’ si una bella avventura, ma davvero molto complicata da attuare.
    Ad ogni modo, se ti serve qualcosa, attrezzi o utensili o anche solo scambio di idee, fai un fischio… se ce l’ho te li presto volentieri.

    • luglio 16, 2010 alle 2:25 am

      Quello non vale. E’ la tipica accoglienza da agricoltore piemontese (ma credo valga anche altrove). Un po’ come la costante capacità di lagnarsi di qualsiasi cosa.
      Non è un atteggiamento attuale risale a centinaia di anni di abbruttimento ed asservimento ad un sistema in cui (sopratutto negli ultimi 50 anni) i contadini sono stati, in buona parte, complici.
      Per ora sto a posto ma grazie della disponibilità e a buon rendere (soprattutto quando ci saremo sistemati 🙂 )

  17. 28 Mascia
    luglio 16, 2010 alle 9:47 am

    L’agricoltore brianzolo è socievole, è chiaro dipende da cosa chiedi come lo chiedi qundo lo chiedi e chi lo chiede.
    quando iniziate a costruire …..demolire….ricostruire…..casa?

  18. 29 barbara
    luglio 29, 2010 alle 5:57 pm

    …cavolo ma quella sono anche io…o meglio è anche la mia vita!!!
    in relatà chi nasceva in groenlandia o in sahel per secoli si è inventato un modo di vivere adatto a quei posti lì: ne migliore ne peggiore di quello che conosciamo noi…anzi è proprio l’espandersi del modello unico (di vita di pensiero di alimentazione ecc) che porta al degenero…io credo.
    …e i cetrioli intanto mi avvizziscono senza maturare sugli orti di paglia e carta:COME MAI???
    AUGURI PER TUTTO NICOLA ER ANCHE TUTTI GLI ALTRI CHE CI PROVANO

    • 30 mafalda
      luglio 29, 2010 alle 9:45 pm

      ci provo…
      avevo un problema simile con le zucchine e nicola mi ha detto che poteva essere mancata impollinazione e cosi è. i cetrioli a me fanno solo fiori ma ho notato che ho ben pochi impollinatori in giro prova ad osservare…
      ciao elena

  19. 31 luigi
    agosto 6, 2010 alle 11:15 am

    cetrioli avvizziti? acqua ne hanno o li lasci all’asciutto?

  20. 32 luigi
    agosto 6, 2010 alle 11:38 am

    Barbara ,scusa ritorno sull’argomento. Dai qualche informazione in piu sui tuoi cetrioli..
    tipo se provengono da pianta innestata, o da seme, quanta acqua dai, se il problema lo hai su tutte le piante, hai gerbido nelle vicinanze? hai notato mal bianco o metcalfa nei dintorni? etc.
    Comunque potrebbe anche essere fusariosi


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