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Food Express

Qui risponde la segreteria telefonica dell’allegra famiglia di cialtroni.
In questo momento, sono impegnati a capire quali siano le migliori nicchie burocratiche in cui nascondere le vere intenzioni di un progetto di esistenza sostenibile che non si può permettere, economicamente, i pannelli fotovoltaici, soluzioni avveniristiche in bioedilizia ed altri gadget autorizzati dalla green-economy.
Fortunatamente, alcuni amici, vi intratterranno nell’attesa svolgendo il duplice compito di elevare il livello del Blog e dare contenuto all’insipienza del suo attuale gestore…

Food Express
8 documentari d’ascolto, 8 viaggi che tentano rocambolescamente di riportare a casa 8 cibi che arrivano dall’estero e scoprire che strada fanno e quali luoghi, musiche e tradizioni attraversano prima di arrivare al supermercato sotto casa. Scritto, diretto e montato da Elena Pugliese

Elena è un’ottima amica ed un’ottima autrice, grazie ad uno di quegli accordi rocamboleschi che paiono essere alla base di un’esistenza felice e spensierata, OrtodiCarta ospita sul server (frutto di un altro fortuito baratto) gli archivi di FoodExpress ed Elena ci permette di trasmetterveli.

Mentre ascoltate, o subito dopo, o subito prima, o quando vi pare, potete avere l’ennesimo assaggio dell’insipienza del gestore di questo blog andando a leggervi l’intervista pubblicata sul blog Agricoltura-Biologica

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14 Responses to “Food Express”


  1. 1 medo
    luglio 19, 2010 alle 3:00 pm

    ((( Oh ma ci salite al Moncenisio, no?
    C’è tutto in fiore! Siamo quasi al culmine della vita vegetale (fine luglio e agosto), il giardino alpino “antropico” deborda di vita e i prati e le alture traboccano di rarità vegetali.

    Se mi avvertite per tempo c’ho da ospitarvi tutti e tre gratis. Una parola dimenticata nel secondo millennio ma che è sempre più l’emblema del terzo millennio.
    Gratis.
    Ripetiamolo: gratis.

    Oh, quasi quasi ci vengo proprio ad abitare da ste parti.
    A 1900 m, prima che lo inondassero con la diga per l’idroelettrico, prima i monaci e poi i soldati hanno tenuto un enorme orto per decenni, generazioni,… Che ha in parte sfamato fino a 2200 militari (e prati per 600 cavalli di servizio fisso da primavera ad autunno).
    Perchè io non potrei sfamarci me, la mia compagna e qualche marmocchio dalle guance e il naso cotti dal sole?

    Ci sono in vendita tre o quattro lotti costruttibili, a 2050 m, per i temerari come me. )))

  2. 2 diana
    luglio 20, 2010 alle 4:09 pm

    medo, scusa, in genere ti adoro per le tue dissertazioni leggermente estreme (quasi un ossimoro), ma riesci ad immaginare come conciliare una dieta crudista con una residenza a 2000mt? hai pensato a quello che succede da ottobre a marzo-aprile? oppure hai trovato una soluzione che prevede il letargo umano?
    perche’ la discesa a valle per svernare, magari a Chambery o a Pinerolo, non vale mica 😉

  3. 3 luigi
    luglio 20, 2010 alle 5:47 pm

    uh medo.. sei al Moncenisio?…beh d’inverno puoi metterti a vendere cocacola agli sciatori che ti passano sotto casa.
    A Lanslebourg comunque ci sono un paio di orti che farebbero invidia a chiunque. :).
    La prossima settimana dovrei essere da quelle parti..(se non capita la solita invasione di cavallette o manca l’acqua durante la doccia), sarai ancora da quelle parti? quanto ti fermi?

  4. 4 Daniele
    luglio 20, 2010 alle 6:31 pm

    Lasciate un messaggio dopo il BEEP…

    Cara Famiglia di Cialtroni,
    è bello scoprire che c’è qualcuno nel mondo in cerca di quello che cerchi anche tu.
    Quindi speriamo che ci farete sapere se e quali “nicchie” troverete perchè anche qua si cerca una vita sostenibile tra i boschi senza ancora sapere nemmeno come riscaldarci.
    Attendiamo notizie.
    Una famiglia di buffoni.

  5. 5 medo
    luglio 21, 2010 alle 10:01 am

    @diana : conosco una famiglia che ha vissuto in in Finlandia d’inverno e stavano svegli due o tre ore al giorno, mangiando non oltre 500 calorie .di cibi selvaggi essiccabili stoccati d’estate e anche carne essiccata (leprotti, renne, …); l’unico lavoro manuale era aggiungere un pezzo di legna quando il fuoco si abbassava e credo che poi facessero l’amore e li’ magari mangiavano una bacca in più. E gallette miste di licheni e graminacee, che ho mangiato pure io ma nel sud della Francia. Ottime. Non esistono licheni tossici (se non quelli in zone inquinate ed essi bio-accumumano di tutto), sono naturalmente antibiotici e tonificanti; infine mangiarli ha un effetto anche anoressizzante, diciamo che leva la fame dai. Quando la carestia finlandese di fine XIXesimo secolo fece scomparire il “pane”, il lichene salvo’ milioni di vite.

    @luigi : sono qua fin dopo ferragosto. Stare al confine ti fa notare veramente la differenza tra italiani e francesi ed a volte è duro, molto duro vedere quanto sono brutti, egoisti, piccoli certi italiani che salgono pensando che con i tre soldi che hanno possono comprare tutto e tutti. Vorrebbero salire ovunque con i loro 4×4, corrompere i guardiaparco, togliere cartelli di divieto, portare via fiori e animali… Non fanno che cercare un nuovo abuso da perpetrare. Io non so veramente come spiegarmi la follia individualista e violenta di questo popolo, se non consultando le pagine di Pasolini. Comunque io ti aspetto (e aspetto chiunque stia leggendo!) che poi si mangia insieme da qualche parte e se fa bello anche un pic-nic nei limiti dei miei orari, e oh qua ricordati di cercare Matteo e non Medo. 🙂

  6. 6 diana
    luglio 21, 2010 alle 2:30 pm

    @ medo : ecco, lo sapevo che riuscivi a trovare la tecnica per il letargo umano
    io invece in questo momento sto sperimentando il letargo estivo, che comporta circa 2 ore di lavoro al mattino, dalle 8 alle 10, e poi cazzeggi in casa e all’ombra in un punto dove spira una bella arietta fresca, leggendo cose serie e meno serie (soprattutto le seconde) e consumando quantitativi industriali di gelato, perche’ ho trovato alla Coop un ottimo gelato vegano a gusto fragola/banana, che probabilmente e’ piu’ gustoso del lichene

  7. 7 Federico Carocci
    luglio 21, 2010 alle 2:43 pm

    letargo? lavoro 4 ore al giorno?
    ragazzi: quanto vi invidio!
    sotto le 12 ore giornaliere non riesco mai a scendere, sabato incluso.
    beninteso: la mia è un’invidia sana: qualcosa stile :”modello a cui tendere” 😀

  8. 8 luigi
    luglio 21, 2010 alle 7:07 pm

    ok, medo, prima di ferragosto un giro lo faro’ di sicuro.
    Si, conosco bene la mentalita’ del fuoristradista: e’ per molti versi simile a quella del collezionista di cime. Si sale ovunque sparando spit col trapano e pazienza se dopo la montagna non sara’ piu la stessa.

    Diana, io ho ereditato una vecchia gelatiera della gaggia. E’ a refrigerazione autonoma, consuma relativamente poco ed in 20 minuti fa un kg di gelato espresso.
    Te la consiglio.. in genere recupero due uova dal pollaio, scremo un po’ di latte della mucca nutrita ad erba vera, un po’ di frutta raccolta fuori e frullata… il gelato che ne ricavo e’ una vera delizia.

  9. 9 mafalda
    luglio 21, 2010 alle 9:03 pm

    @ Medo
    premesso che muschi e licheni non sono proprio la stessa roba, per lo meno credo visto la differente nomenclatura. sapevo che entrambi ti possono dare un idea dell’inquinamento del luogo con un’attenta analisi ma, non sapevo fossero magerecci.
    anche i muschi si possono mangiare?
    se si quali?
    e i licheni proprio tutti?
    no perche se è cosi io sono a posto :D!
    attendo risposta grazie

  10. 10 diana
    luglio 22, 2010 alle 12:09 pm

    @federico : forse serve un minimo di contesto – ho un vivaio di piante ornamentali (da cui prima o poi ricavero’ almeno da coprirmi le spese) quindi sono un anomalo esemplare di lavoratore autonomo i cui ritmi di lavoro sono strettamente collegati alle stagioni e al clima
    quindi in estate, avendo un lussuosissimo impianto di irrigazione per le piante in vaso che parte da solo alle 8, e dato che con il caldo i vegetali (tranne le piante da orto) tendono a rallentare il ritmo e comunque nelle ore calde non si DEVE fare nulla -> ecco che magicamente faccio qualcosetta al mattino e poi, se ho voglia, qualcosetta la sera.
    in mezzo, esperimenti di essiccazione e utilizzo di erbe officinali per usi vari (sperando in un’altra risicata fonte di reddito)
    se poi, oltre a ridurre i consumi, riuscissi anche a tirare su qualche soldino, potro’ pagarmi quella canotta e quel paio di mutande che compro ogni tanto…

    @luigi : a parziale smentita dell’ultima frase precedente, sto per fare il grande passo e comprare la macchina che fa il latte di soia, che dovrei ammortizzare in meno di 1 anno con il risparmio dato dalla sostituzione del latte gia’ fatto con i ceci di soia e con l’autoproduzione del tofu
    a quel punto magari provero’ anche la macchina del gelato, cercando una ricetta vegana
    illuminazione ! forse mia mamma che non butta niente ne ha una vecchissima, di almeno 20 anni fa e se funzione ancora …..

  11. 11 luigi
    luglio 23, 2010 alle 9:54 am

    uh beh di ricette per il gelato vegan e’ piena la rete. Non dovresti avere problemi a trovarne.

  12. 12 Federico Carocci
    luglio 23, 2010 alle 11:10 am

    @diana
    guarda che la canotta e le mutande sono un bene non inflazionabile!…. 😀
    comunque: immaginavo il contesto…è che passo un periodo un pò da esaurimento nervoso, appena passa questo “periodo” (che ormai dura da circa 2 anni) forse vedrò le cose in maniera diversa.

    …per adesso vedo solo le patate sotto i cartoni che non arrivano a maturazione….azz!

  13. 13 medo
    luglio 29, 2010 alle 2:13 pm

    (Ok ho capito che sul meteo vedete che c’è la tramontana e non salite, in effetti stanotte ci sarà +1°C qua e col vento e lo stravento.
    Pero’ una gitarella tra gli ettari di arnica in fiore, vale sempre la pena.
    Una scorta di Beaufort d’été a 16 €/kg, no? Non vi tenta?! Cacchio!

    E venite col maglione di lana magari.
    Ecco.)

  14. 14 diana
    luglio 30, 2010 alle 6:47 pm

    vedi che il letargo estivo ha colpito in modo indiscriminato
    io ad esempio ho fatto lo sforzo di cercare nel libro delle erbe curative i possibili utilizzi dell’arnica e ho trovato che si puo’ fare una tintura per decongestionare infiammazioni e punture di insetti, ma ho deciso di limitarmi al liquore all’assenzio e agli oli e aceti aromatici fatti con le mie erbette
    quindi a casa, raccolta ed essiccazione di erbe aromatiche e imbottigliamento con i liquidi opportuni
    fra circa 1-2 mesi sara’ tutto pronto, anche alcune nuove marmellate (pesche e prugne) disponibili per scambi con altri generi di conforto
    la disponibilita’ si estende ovviamente anche alle marmellate precedenti (arance, pere, gelatina pompelmi) che pur non essendo prodotte secondo i dettami dell’ASL, sono garantite non cambiare colore all’apertura, come certe mozzarelle o ricotte recenti
    potremmo magari organizzare un’altro incontro di scambio, come quello fatto a inizio Luglio, mentre io ero a demonte a vendere piante


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