10
Nov
10

Self-Repair Manifesto


16 Responses to “Self-Repair Manifesto”


  1. 1 medo
    novembre 11, 2010 alle 4:20 pm

    Oh… Ma che bello tutto questo! Mi ricorda di quando riparavo il mio scooter, cioè lo manomettevo per aumentarne le prestazioni, cosi’ si scarburava o si bruciava la testa o si spanavano le masse di contrasto del variatore e poi dovevo imparare come riparare il tutto, se si poteva. In pratica era tutto un crear danni e ripararli, in realtà; un Distruggi s.p.a. ideale per far schizzare il PIL verso il cielo.
    Ma un giorno il mio MBK Booster tocco’ i 120 kmh (3 km con un litro).

    Digressione storica sul riparare cose
    Hm… Niente di tutto questo sarebbe possibile, nemmeno noi saremmo mai nati, se non fosse stata inventata la ruota (e prima non si fosse addomesticato il cavallo…) e con essa la rottura della ruota (leggetevi il filosofo Paul Virilio a riguardo, il suo motto che preferisco è “Mentre inventi l’Airbus, costruisci 400 bare”); ruota che è anche la causa di base del crollo ciclico della finanza, quest’ultima non essendo altro che l’applicazione di ruote alla slitta dell’economia, quest’ultima essendo l’applicazione di lunghi rami al linguaggio, quest’ultimo essendo il frutto dell’applicazione erronea, ma reiterata e normalizzata, del dubbio all’istinto della paura. Sono teorie mie, pensatene e fatene quel cazzo che volete.

    Le prime prove dell’esistenza della ruota risalgono alla cultura di Majkop, IV et III millennio a.C.; popoli localizzabili nell’attuale staterello neo-russo dell’Adighezia, nell’oggi tormentatissima regione caucasica di lingua slava. Tra Majkop, città ancora oggi esistente in Aldighezia, e Nalchik (nella Repubblica della Cabarda-Balcaria), sono attestati una fitta rete stradale ed almeno 200 grandi villaggi già alla data del 2500 a.C., tutti collegati da “carri merci”. Il fatto assolutamente interessante è che le ruote documentate erano quelle dei carri da morto! Infatti le sepolture di certe personalità locali erano fatte in perimetri sopra i quali veniva parcheggiato lo stesso carro servito al trasporto della salma, a mo’ di copertura, di tetto per il defunto; in alcuni casi la sepoltura era semi-interrata e attorno e sopra al morto ed al carro veniva costruita una capanna di legno. Ho trovato una foto di una tomba-carro-capanno (“Wagengrab”) delle culture celtiche : http://de.academic.ru/pictures/dewiki/119/wagengrab.jpg
    Per coloro che pensano che la cultura dell’autovettura, delle strade sia roba recente ed in finale è una pippa che ci ha rovinato tutti… No, noi ci siam rovinati ben prima! Noi siamo il carro, siamo la ruota, e soprattutto presto saremo anche il morto! Ahaha.
    No scusate il finale isterico.

    ( Per i pignoli, la prima vera ruota ritrovata al mondo è roba quasi italiana, trovata a pochi kilometri dalla capitale slovena… Sarà contento Marpionne:
    http://www.ukom.gov.si/en/media_room/background_information/culture/worlds_oldest_wheel_found_in_slovenia/ )

    (( se le mie digressioni sono fuori-luogo, abusive, noiose, et cetera, ditemelo che apro un blog ; …ma mi è tanto più comodo seminare da Nicola………… ))

  2. 2 webSurfer_
    novembre 11, 2010 alle 8:26 pm

    Hey Medo,
    le tue digressioni sono molto interessanti: se tu aprissi un blog lo leggerei volentieri!

    P.S.= il manifesto è fantastico ;=)

  3. 3 medo
    novembre 12, 2010 alle 1:19 pm

    Un blog ce l’ho, abbandonato da due-tre anni, direi dopo un discreto successo (a Roma direbbero “ma dde che ao’?” oppure “e sti cazzi!”). Ma non importa più. E’ là, direi come un rozzo menhir in mezzo alla radura.
    Ma una cosa è certa: se mai andro’ ad abitare nel mezzo del nulla, la mia biblioteca sarà il centro della vita del luogo (salvo calcolare l’apotema dei centri dei co-abitanti), aperta a tutto e a tutti, giorno e notte.
    Io dico che l’unica invenzione che puo’ essere centro dell’umano e del mondo sono i libri. Ed il centro di una fattoria dovrebbe essere tutti i saperi possibili.

    (Ok, lo so, basterebbe mettere un computer, una connessione adsl, una schermata sempre aperta su Google… Meno peso e spesa per i libri… Ma lasciatemi il lato romantico, ancora per un po’.)

    • 4 webSurfer_
      novembre 12, 2010 alle 9:46 pm

      Peccato per il blog😉 E no, Google non è come i libri, è peggio.
      E’ troppo facile avere a disposizione una marea di contenuti a disposizione in ogni momento, senza dover farle proprie.
      E poi un libro è vissuto, mentre lo leggi lo pieghi, lo sformi, passi le mani sulle sue pagine… Non è mica come le pagine html sempre eternamente uguali, raggiungibilissime e irraggiungibilissime al tempo stesso nel mare magnum del web.
      P.S.=concordo per il lato romantico😉

  4. 5 luigi
    novembre 12, 2010 alle 2:33 pm

    ed invece… la fattoria si chiama farmville ed i libri oramai non son altro che alberi morti..
    Medo medo… sempre li ad inventare la ruota e non ti accorgi che qui serve l’acqua calda?!!!🙂.

    Vabbe quando fai un blogghe dimmelo che ci vengo a leggere pure io…

    • 6 medo
      novembre 15, 2010 alle 11:44 am

      Qui ad inventare la ruota? Acqua calda? Veramente è l’esatto contrario. E poi l’inventore del Roborto non son certo io.
      Prima di ri-fare un blogghe, andro’ a vivere in terre lontane e smettero’ anche di avere una connessione. Ne son sempre più certo.

  5. 7 sb
    novembre 12, 2010 alle 9:04 pm

    secondo me il centro della fattoria dovrebbe essere la contadina

  6. novembre 12, 2010 alle 10:26 pm

    Bene. Questo spiega perchè sto discutendo con Noemi dove andrà la biblioteca prima ancora di discutere dove saranno i bagni nella nuova casa
    Sulla discussione carta vs. digitale mi arrendo. Da fanatico della parola scritta posseggo casse e casse di libri cartacei di cui abuso allegramente e decine di giga di libri digitali di cui abuso altrettanto allegramente… li avrei voluti tutti di carta ma… un po’ la questione economica, un po’ mi spiace per gli alberi, un po’ mi spiace per la soja per gli inchiostri, un po’ eccheccavolo ho bisogno comunque di una camera da letto!!🙂
    Il centro della fattoria è il punto dove “sbraghi” più spesso.
    Ed è un punto mobile nel tempo. Soprattutto se ha a che fare con la contadina.

    Sulla questione i commenti di Medo. Se non ci fosse lui ha buttare una manciata di contenuti ognitanto io sarei bello che fregato! Ma se poi decide di resciuscitare il blog… lo si linka immantinente. Ma mi sa che è più felice a giocare come battitore libero nei commenti😉

  7. 9 Salvatore
    novembre 16, 2010 alle 9:45 am

    Un saluto a tutti!
    Per mancanza di tempo bazzico poco, ma è sempre un piacere leggervi (padrone di casa e ospiti).
    Nicola, complimenti per la casetta delle galline del post scorso. Estroso e artistico e nel contempo pratico😀

    avete letto questo?: http://aspoitalia.blogspot.com/2010/11/una-tempesta-di-petrolio-su-un.html#links

    Trovo interessante l’importanza che al tempo si dava alle colombaie. Certamente non si ponevano problematiche vegetariane

  8. 10 mafalda
    novembre 16, 2010 alle 10:17 am

    ho un’amica che ha una casa in toscana con colombabia annessa alla cucina. c’è una porta in cucina che apri et voilà carne a portata di mano. ovviamente lei la usa come ripostiglio e ha schermato i buchi. io probabilmente mi farei il problema di nutrire e accudire anche i colombi cosi invece che un taglio di spese la voce andrebbe nei passivi🙂. carina l’idea del recupero delle vecchie abitudini. mi è sempre rimasto in mente, letto in un libro del macchiavelli, il vischio per catturare gli uccellini.
    …. non potrei mai tropppo corrotta dal romanticismo😉.

    • 11 Salvatore
      novembre 16, 2010 alle 12:47 pm

      A chi lo dici! quando e se avrò la mia chicken tractor si porrà il problema di come “sostituire” le vecchie ovaiole😦

      • 12 luigi
        novembre 16, 2010 alle 3:06 pm

        salvatore non preoccuparti, ti presto il mio cane.
        E’ il terzo pollaio che devasta, e stamattina ha ammazzato sei conigli del vicino.😦

      • novembre 20, 2010 alle 12:22 am

        Salvatore!!! Che piacere rileggerti (manco tu fossi una vecchia copia di un testo scolastico… è che “risentirti” sun un blog mica funziona tanto… vabbè… semantica da web…)
        Oibò… io per ora mi accontento della morte per cause naturali (volpe compresa nel prezzo).
        Ma so bene che prima o poi l’inverno sarà più lungo del dovuto, le scorte scarseggeranno e l’indole onnivera prenderà il sopravvento.
        Mah… per ora sto sulle uova. Meglio un uovo oggi🙂

  9. 14 medo
    novembre 16, 2010 alle 10:07 pm

    qui nevica a tempesta proprio
    è buio da mezzogiorno per la gioia della compagnia elettrica
    allora
    di terra non ne ho
    le piante sul balcone tutte morte

    allora allora
    facciamo che siamo tutti connessi su DEEZER
    facciamo che cerchiamo LA FACCIA DELLA LUNA
    e ascoltiamo
    tipo le dediche che si facevano alla radio indipendente locale quando eravamo (più) piccoli

    e poi dovrebbe funzionare circa cosi..

    “Avevo un giorno un campo
    in mezzo ad altri cento
    ci coltivavo more e fiori
    e un po’ di sentimento

    I fiori sono morti
    e le more avvelenate
    senza pensarci troppo
    hanno usato il trattamento

    Ho provato a dirlo agli altri
    guardate che sbagliate
    se il grillo torna al campo
    anche voi ci guadagnate

    Ascoltate tutti quanti
    guardate che sbagliate
    se il grillo torna al campo
    anche voi ci guadagnate

    hanno ammazzato i grilli
    sterminato le formiche
    esiliato talpe e topi
    ed impiccato me

    La faccia della luna
    oggi è bruna
    non è che non ci sia
    ma è come fosse andata via”

    -La faccia della luna-
    tre allegri ragazzi morti, 2009

    (son 13 anni che ascolto il Toffolo e anche grazie a lui che non crescero’ piu)

    ((la canzone parla anche di affido di figli, avvocati ed altre amenità moderne))

    • novembre 20, 2010 alle 12:30 am

      Non posso che contro dedicare:

      I hear a very gentle sound
      Very near
      Yet very far
      Very soft
      Yet very clear
      Come today
      Come today

      What have they done to the earth?
      What have they done to our fair sister?

      Ravaged and plundered
      And ripped her
      And bit her
      Stuck her with knives
      In the side of the dawn
      And tied her with fences
      And dragged her down

      I hear a very gentle sound
      With your ear down to the ground—

      Lo so… sono un dissociato cresciuto con una cultura che non gli appartiene indotta da una mezza generazione precedente… sigh…
      I tre allegri ragazzi morti doveva essere uno dei pezzi per il passaggio su Radio2. Poi hanno optato per Barry White… scelta che non mi sono sentito di condannare🙂


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


L’ orto di carta

Diario di bordo ad aggiornamento casuale e saltuario di un cialtrone nell'orto... giocando con il fango, la permacultura, l'agricoltura sinergica in compagnia di William Cobbett, John Seymour, Fukuoka e Kropotkin.

Per Contattarmi:

Aggiornamenti via mail?

Parte della libreria di OrtodiCarta

Prese al volo e rilanciate

how to be free manifesto

Pastafarian Blog

Accessi dal 8 aprile 2008:

  • 714,550 hits
Add to Technorati Favorites

Troverò altri sistemi di finanziamento occulto…

Foto di Carta

spina

gorgogliatore

fermentatore

Altre foto

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: