05
Dic
10

Eppur si muove


Pur avendo Facebook rubato alla blogsfera le menti migliori del nostro secolo ( e per questo ne saremo sempre grati) la suddetta si muove e si dimena.
Annunciazione n° 1 – il Michele di Venezia, nonchè Presidente, oh mio Presidente di Spiazzi ha trasferito tutte le sue “casette” digitali qui http://agricultoregalleggiante.blogspot.com/.
Che è un casino quando senti il richiamo della terra e sei in laguna…
Annunciazione n°2 – Tonzer e compagni hanno fatto outing! Sono passati mesi dalla mossa genial-situazionista del seminare abusivamente pinoli in giro per il mondo… ora si passa all’azione organizzata! http://socioagricoltura.wordpress.com
Annunciazione n°3 – Nonostante la mia poderosa indole al cazzeggio ed allo spreco di tempo in modi e maniere sempre più incredibilmente inutili. Sto correndo a destra e manca e lavorando come un ossesso (per i miei standard) nonostante le temperature subglaciali, la neve e la pioggia… ma porca vacca…


11 Responses to “Eppur si muove”


  1. dicembre 5, 2010 alle 11:10 pm

    Fermi tutti!
    Me lo dico da solo: Hai voluto la bicicletta?
    Ok. Grazie….

  2. dicembre 5, 2010 alle 11:10 pm

    …ma conto di smettere molto presto🙂

  3. dicembre 5, 2010 alle 11:21 pm

    e grazie grazie grazie! ribadisco anche in questa sede!
    ps: mi è piaciuta la definizione del progetto Kieferhaus ;D

  4. 4 federico
    dicembre 6, 2010 alle 9:08 am

    pedala, pedala… un ettaro è tanta roba!

    (e potresti dire…da che pulpito!) …ieri, mentre avevo gli stivali coperti fino a metà dal fango, con un badile anch’esso coperto di fango…ti stavo pensando.

    • 5 medo
      dicembre 6, 2010 alle 3:43 pm

      “Il faut travailler la terre quand elle est amoureuse” (bisogna lavorare la terra quando è disposta all’amore, dicono nella Francia del sud, tra i Pirenei e in tutta la Spagna, con diverse declinazioni del detto…).

      Se si affonda nel fango, niente va toccato.
      Se le zolle si spaccano per la siccità, niente va toccato.
      Se la terra è gelata, se la terra bolle…
      Stare lontani, chè solo lei sa cosa fare quando le cose si complicano.

      Sono più le volte che le cose van lasciate come sono, che quelle in cui arrabattarsi…

      “Eh ma io… Mercato.”
      “Oh ma io… Traslocare.”
      “Uh ma io… Bambini hanno fame.”
      Ok, tutto vero.
      Con questo fregate l’homo.
      Ma spiegatelo all’humus…

      • 6 Federico Carocci
        dicembre 6, 2010 alle 7:26 pm

        si beh…. la mia casetta stava affondando nell’acqua, ho creato una swales ….altrimenti mai mi sarei sognato di toccar terra

  5. 7 medo
    dicembre 6, 2010 alle 10:45 am

    1.
    Riguardo all’abitare galleggiando…
    http://www.oogst.org
    (ho già passato il link al tuo Oh Presidente)

    2.
    La Thaumatopoea pityocampa è invitata al progetto dei pini e dei pinoli?

    3.
    Ma di’ soltanto una parola e noi verremo a salvarti.

    • 8 Federico Carocci
      dicembre 7, 2010 alle 8:08 am

      amen

      • 9 medo
        dicembre 7, 2010 alle 12:34 pm

        Cavolo, la casa che affonda non è mica il massimo… Hai fatto benissimo a svangare e spalare e farti un/una swale! Per carità!

        Guardando ai dati e modelli previsionali sulla povera “gulf stream” stabilmente deviata a nord-ovest, pare che il Centro e Nord Italia abbiano un clima circa 500 km più a nord, tanta più acqua, con -2°C stabili di riduzione della media, salvo esser compensati d’estate dall’effetto particolato dei turbogas e simili e di risentire in negativo delle Alpi: se prima tenevano lontane le bolle depressionarie tra Spagna e Francia, ora le trattengono e le fan vorticare tra Puglia, Romagna e Istria… In pratica si sono perse due settimane di raccolti, vuoi per più bassa temperatura, vuoi per maggiori nuvole. Anche il regime dei venti è modificato, ma solo nella fase invernale.

        Vanno preparate le culture a varietà più nordiche, più rustiche che non temono grossi sbalzi di ore di luce, temperature, piovosità aumentata in tempi ristretti (più eventi di tipo “tempesta”*). Le melanzane ed i peperoni sopra al Po sono già ora un inutile sbattimento per poveri risultati.
        Poi, fate voi.

        *Ne parlava anche l’ingegnere di “Effetto Cassandra”, blog satellite di ASPO Italia, Ugo Bardi, citando il libro “Tempeste” di non so chi, qualche tempo fa…

  6. 10 Salvatore
    dicembre 9, 2010 alle 4:45 pm

    ah Medo… dici che potrò coltivare mele trentine alla latitudine di Cagliari??😀


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