18
Gen
11

Una Notte al Museo

Nebbia.
Freddo.
Nebbia.
Fango.
Nulla di nulla lasciava presagire che l’anno dovesse iniziare ma, segretamente nascosti tra le ombre, resi fantasmi vaghi dalle brume uggiose del Po, gli ortolani ed i giardinieri del Torinese stanno affilando le palette da trapianto e contando i semi.
Per ovvi motivi la mia mente scissa tra il posto dove mangio e dormo ed il posto dove stiamo per costruire casa e stiamo realizzando l’impianto per 1 ettaro di roba seminata, piantata, cresciuta per i fatti suoi, si è fatta cogliere nuovamente impreparata.
Quantomeno sul tempismo delle comunicazioni all’universo mondo…

Giovedì 20 Gennaio 2011 alle 17.30
c/o Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino – via Giolitti 36

Orto sul balcone: dal Compost al Pomodoro.
Tecniche innovative ed economiche per coltivare ortaggi e fiori con materiali di recupero a cura di Nicola Savio, autore dell’orto di carta ed ortolano di ventura.

Organizzato da Garden Club Floritalia, questo il programma completo delle serate.
L’ingresso è libero.
A presto.

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46 Responses to “Una Notte al Museo”


  1. 1 diana
    gennaio 19, 2011 alle 9:41 am

    a domani, che’ sono gia’ in citta’
    (io ho gia’ cominciato a sbavare su un sito di semi perche’ quest’anno voglio mettermi d’impegno)

    • 2 Medo
      gennaio 19, 2011 alle 2:03 pm

      Inondazioni, gelate, choc climatici di ogni tipo ti faranno un baffo se nel tuo orto postmoderno ci saranno loro:

      discorea batatas
      heliantus strumosus
      apios american
      stachis tuberosa
      sium sisarum
      carum bulbocastanum
      polymnia edulis
      ullucus tubérosus
      colocasia esculentus
      chrysanthénum coronarium
      plantago coronopus
      Tropaelum tuberosum
      oxalis crénata

      • 3 diana
        gennaio 20, 2011 alle 10:07 am

        che palle, medo!
        non ho fatto le ricerche estese di Nicola, ma ho solo cercato dal mio “spacciatore” di fiducia. ne ho trovati solo 3.
        Se poi l’Heliantus strumosus e’ il malefico topinambour, ho gia’ dato e ovviamente ora e’ un felicissimo infestante. Avevo seguito le indicazioni di quel fetente di Mollison (che evidentemente non li ha mai piantati) come simpatica siepe di protezione dei pomodori.
        L’anno scorso credevo di averli raccolti tutti, curando di togliere ogni singolo pezzettino di tubero, cosi’ quest’anno ce n’erano ovviamente di piu’.
        Oltretutto non si conservano neppure! sono le piante piu’ inutili che conosco.
        No, non e’ vero, fanno dei bei fiori e con le foglie e gli steli spezzettati fai una bella pacciamatura invernale. Onestamente, pero’, preferisco le patate.

      • 4 Medo
        gennaio 20, 2011 alle 2:58 pm

        Diana mi dispiace per i topinambur (che io adoro), ma lo “strumosus” è una varietà sempre piuttosto rustica ma meno infestante, più facile da raccogliere perchè più affusolato ed allungato e molto ben controllabile se piantato su bordi murati o lungo i camminamenti di un giardino/orto. E poi… Per conservare questo tipo di tuberi, cosi’ come le carote ma anche i cavoli o simili, bisogna ricorrere a metodi tradizionali ed antichi, semplicissimi ma non sempre conosciuti. Ad esempio per i topinambur, che si ossidano disidratano e deperiscono rapidamente all’aria, è sufficiente metterli, una volta raccolti, in una grande lettiera di sabbia secca, sotto una tettoia oppure scavare una fossa, riempirla di sabbia e avere cura di coprirla con un telo (poco estetico). Un po’ come quegli spazi di sabbia per far giocare i bimbi nelle aree-gioco in certi comuni… Le carote una volta colte, vanno messe nella sabbia fino a circa 3/4 della loro lunghezza (laciando sia la parte verde, sia le radicine eventuali), i topinambur vanno coperti totalmente, cosi’ come le patate per le quali non bisogna temere di metterle ben sul fondo, dove la luce non possa arrivare e la temperatura sia più bassa possibile per evitare l’attivarsi della germinazione e l’aumentare del tasso di solanina.

        Il contenitore di sabbia non umida é il miglior modo di raccogliere e conservare tuberi e radici dopo la raccolta e prima di una eventuale cottura o anche essicatura, lontane da bestiole (quasi tutti gli insetti e animaletti fuggono dalla sabbia, tranne i gatti che fanno i loro bisogni, quindi fare attenzione), dal gelo e mediamente dall’umidità. Per le patate, il metodo di conservazione nella sabbia è altrettanto valido.

        Sono palloso? Forse.
        Ma dopo queste informazioni il topinambur, che ti era ridiventato un infestante nemico, forse è un po’ più neutro, un po’ più amico?
        Spero di essere stato utile!

    • gennaio 19, 2011 alle 11:05 pm

      Una faccia amica tra il pubblico!
      Ma, ora, dovrò inventarmi qualcosa di nuovo sennò ti sentiranno russare ;D

      • 6 diana
        gennaio 20, 2011 alle 9:49 am

        sto facendo pratica di meditazione da unpo’ di tempo, quindi al piu’ penso ad altro con espressione intelligente 😉

  2. 7 Medo
    gennaio 19, 2011 alle 9:45 am

    Chi è che posa in foto con te?
    Ehi già che sei là, vatti a vedere le carte geologiche che hanno al piano di sopra (se non erro). Avevo notato con stupore che più o meno il Canavese era un rigurgito di tutti i sedimenti marini tra le paleo-placche europea ed africana e che addirittura ci sarebbe un affioramento di continente africano proprio in Piemonte (eh adesso chi glielo dice a Borghezio?).

    • gennaio 19, 2011 alle 11:08 pm

      Noemi, ovviamente. (lei è quella con il naso piccolo)
      I sedimenti sono quello che spiega i metri e metri di sabbia tropicale che si possono trovare nel campo se “buchi” il metro di argilla di copertura? 🙂
      C’ho messo mezz’ora perché ho dovuto cercare i nomi “volgari”… ma sai che metà delle piante che hai elencato erano già in programma!

      • 9 Medo
        gennaio 20, 2011 alle 10:07 am

        Non ho trovato un cavolo sul web riguardo alla geologia lessolese (oh ho cercato ben 6 minuti), ma ricordo che nei disegni che ho visto era proprio indicato Lessolo DENTRO le cerchie moreniche…
        Quindi la roba che trovi scavando, se è veramente ad alta componente sabbiosa, dovrebbe essere comunque sabbia da micascisti, con molto quarzo e quindi roba leggera non da spiaggia marina ma da stritolamento di uno zoccolone roccioso.
        Carote, patate, barbabietole, patate americane (con calma)… Sei un fortunello.
        Cioè poteva andarti molto peggio, tipo scavavi e trovavi una specie di Rimini ma senza le danesi in topless e i bikini fossilizzati.

  3. 10 mafalda
    gennaio 20, 2011 alle 10:46 am

    studiando…
    ho trovato questa: caragena arborescens, trovati anche i semi 🙂

    • 11 Medo
      gennaio 20, 2011 alle 3:02 pm

      Il fagiolo siberiano ! Veramente un prodotto da fondarci sopra una città. Cioè magari non è il massimo della bontà, e comunque va mangiato cotto perchè amarognolo, ma è una pianta di grande interesse. Bravissima Mafalda ! Sei la nostra giardiniera post-atomica della settimana !

      • 12 Medo
        gennaio 20, 2011 alle 3:06 pm

        (in Francia “caragena arborescens” si chiama Pisello di Siberia, o Pisello d’Acacia Gialla, per via della rusticità; in italiano non so, l’ho ribattezzato fagiolo siberiano perchè fa dei baccelli fagiolosi, scusate la pallosità ma nevica, fa freddo boia, sono in giornata-riposo e magari approfondi/rediffondere saperi, usi e robba varia non fa male… soprattutto che Nicola ha reiniziato la sua tournée di professionista cialtrone e chissà quando riaggiorna il blog)

      • 13 mafalda
        gennaio 20, 2011 alle 7:29 pm

        gongolo :)!

  4. 14 mafalda
    gennaio 20, 2011 alle 9:34 pm

    @ Medo
    :D!
    cos’ è che tu sai che non so sulla colocasia???.e cioè… sembra che le piante che indichi siano adatte agli sbalzi di temperatura e ai freddi.
    avevo la colocasia (la adoro e quella gigante di più) ma non è piu fra noi sigh! e che non ho esattamente il pollice verde
    come faccio a distinguere il carum bulbocastanum dalla cicuta??? (qui è pieno di una delle due)
    et altre domande più avanti …
    sto cercando di mettere su un ordine decente di piante se no pago di piu in spedizioni che in semi.
    rigrazie

    • 15 Medo
      gennaio 21, 2011 alle 10:00 am

      COLOCASIA ESCULENTA (pianta dai cento nomi…)
      La colocasia esculenta è rustica, poco esigente in nutrienti, ma adatta solo a climi umidicci e caldi. Non tollera assolutamente siccità prolungata. E’ la pianta adatta per terreni inzuppati ed “incurabili”, in terre piene di limo e argille collose, produce molto ed è sana in un range di temperatura tra 21°C e 34°C con media annua di pioggia di 3500 mm (in Italia sarebbe coltivabile con discreto successo ai confini tra Lombardia, Piemonte e Svizzera nella zona dei laghi, nel comasco, verbano, lecchese, vercellese e biellese ed in parte nella Carnia ed in Garfagnana se rigorosa esposizione a sud); produce anche a più basse temperature, ma diventa più fragile e indifesa. Puo’ essere piantata anche per la fitoepurazione, se messa nell’ultimo stadio di purificazione delle acque grigie, è perfettamente consumabile senza rischio alcuno.
      Da ricordare che cruda è tossica sia la parte aerea che il tubero, va bollita (con aggiunta di bicarbonato di sodio) oppure mangiata “scottata”, ma solo dopo aver passato una decina di ore in acqua molto fredda. In Cina è reputata il tortino di taro : http://www.youtube.com/watch?v=8JwpRDNczvY

      CARUM BULBOCASTANUM
      Facile distinguerlo dalla cicuta: mangia e se sei sopravvissuta, non era cicuta…
      In effetti le differenze sono minime, arrivano ad essere impercettibili quando la pianta è molto giovane o in quiescenza. Allenamento e soprattutto consultare tante fotografie e farsi il proprio erbario.

  5. 16 mafalda
    gennaio 20, 2011 alle 9:38 pm

    @Nicola e Medo
    il cane è riuscito ad entrare nell’orto e a concimare le mie aiuole sinergiche che faccio? riparto da zero, faccio trascorrere un anno? me ne frego?
    insomma non è esattamente compost maturo e a preso acqua e quindi si sarà anche infiltrato.

    • 17 Medo
      gennaio 21, 2011 alle 9:30 am

      Ecco. Altri guai causati da cani. E’ una rovina questa cosa della cinofilia umana! Ma cosa ci trovate in queste opportuniste bestiacce mangia-pane-a-tradimento? Che hanno imparato a fare gli occhioni dolci per rubarci il pollame migliore?!
      Il cane è uno dei maggiori disastri dell’umanità. L’alleanza più stolta. Per dar da mangiare a cani (e gatti e canarini) si consuma il 10% delle terre coltivabili ( leggete, soprattutto voi amanti di cani, “Time to eat the dog : the Real Guide to Sustainable Living” di Robert e Brenda Vale; i signori cani si pappano per i loro pasti maledetti il 7% di tutte le nostre terre coltivabili ! ) e non appena ci si mette a fare orti sinergici e di resilienza, ecco che il proprio cane sfugge un attimo e ti scagazza ovunque. Il cane è il peggior nemico dell’uomok, l’ho sempre detto. E’ una cosa orrenda, un parassita senza onore.
      Quando il gatto piscia nell’orto, subito bisogna pisciargli sulla testa e lasciare per una rotazione “vuota” la parte contaminata. E’ l’unico antico sistema che ho tuttora visto usare e praticare (nel dipartimento dell’Ardèche, Francia). Per il cane che scagazza, visto che il danno è fatto, ora devi farlo riandare nel luogo e se fa la cacca gli ci sbatti il muso dentro. Fatto cio’, se individui la zona contaminata, confinala o almeno non contivarci verdure a rizoma, tubero o fogliame basso. Inoltre la cacca di cane è la più inutile di tutte le cacche animali!

      Scusa Mafalda, ma quando vedo un cane “non ci vedo più”, anche se non lo vedo direttamente.

      • 18 mafalda
        gennaio 21, 2011 alle 11:04 am

        ma io lo odio il mio cane… si chiama Asia avra un nesso? 😉
        e che è il cane del mio compagno … 😦
        Hai ragione tu sono perfettamente inutili e inoltre costano piu di galline asini et altro che almeno servono a qualcosa ma… ho perso la mia battaglia.

      • 19 mafalda
        gennaio 21, 2011 alle 11:11 am

        si era piu o meno quello che sapevo… so anche che se è roba che si cuoce puoi usarla o no? sono piene d’aglio le aiuole …
        infatti le spese di cui parlavo per le strutture era la recinzione anticane. 🙂
        ma mi ha fregato

  6. 20 luigi
    gennaio 21, 2011 alle 9:48 am

    medo, capisco il tuo astio verso i cani. Pero’….

    Ho visto cani piu’ intelligenti,utili e disinteressati di buona parte degli umani che conosco.
    Per quanto possa mangiare , resto ancora io in debito col mio bastardo da tartufi.

    • 21 Medo
      gennaio 21, 2011 alle 10:03 am

      Certamente il parassita-cane non è peggio del parassita-uomo. Ma siamo in ballo, balliamo. Presto bisognerà scegliere: o il cagnolino o nostro figlio. Conosco 30enni che hanno una decina di cani e gatti ma hanno deciso di non avere figli, chiedo se sono uomini della ragione, uomini umani, uomini della realtà delle cose?
      Io poi esagero, concordo, ma non se ne puo’ più.

  7. 23 mafalda
    gennaio 21, 2011 alle 2:35 pm

    corrige… asia = fan bagno la produzione occidentale… soprattutto la resilienza
    no mi viene in mente, quindi la colocasia la si coltiva come annuale? e che non trovo niente per lo meno in italiano
    comunque non credo poterla adottare anche se sono fra le zone che hai elencato e cioe nel bosco tra tradate binago e appiano (aspetto l’analisi 🙂 )
    ho anche il sigillo di salomone in giardino ma l’ignoranza mi fa avere un certo timore a mangiare piante che so essere anche tossiche
    potrei fare assaggiare al cane il carum ma mi sa che è più sveglia di me e poi si nutre solo di muri divani e piante commestibili (ha ucciso ciliegi fichi uva) dovro ripiantare tutto nella zona recintata

    • 24 Medo
      gennaio 21, 2011 alle 7:16 pm

      Si coltiva come annuale e si seguono le stesse tappe della patata, solamente va aggiunto il fatto che anche le foglie sono commestibili, dopo cottura, quindi una parte si coglie per mangiarle, l’altra come “spia” della maturazione del tubero, ovvero quando sono ingiallite totalmente (il ciclo di vita della pianta, secondo il clima e il tipo di suolo, va da 8 mesi a 18 mesi).

      Oh ma sto cane è una piaga peggio della nube di locuste. Non aggiungo nulla contro i cani ed i loro padroni, per rispetto al padrone di casa qua che vive con una cinofila.

      • 25 sb
        gennaio 22, 2011 alle 7:54 am

        ma cosa ci avete con i cani, e poi uno strozo di cane non ha mai fatto male a nessuno.
        e sulla verdura che si mangia cruda pensate che non ci siano cagate di uccelli quanto meno. comunque il cane di solito rispecchia il padrone.

  8. 26 diana
    gennaio 22, 2011 alle 10:34 am

    nicola, l’altra sera mi sono proprio divertita.
    il commento positivo della signora a sinistra, sul fatto che quello che suggerivi rendeva il terreno piu’ “sterile” e il suo sguardo smarrito quando tu le hai risposto : no, anzi, non deve essere sterlile e’ stato molto divertente anche perche’ mostra quanta divulgazione ci sia ancora da fare.
    per fortuna e’ scaduto il tempo prima che il tutto degenerasse in utili indicazioni contro gli afidi e l’oidio da parte delle simpatiche impellicciate in prima fila

    • 27 Medo
      gennaio 22, 2011 alle 2:16 pm

      Mi immagino le signore impellicciate ad un incontro del genere e per lo più in un luogo con al primo piano una collezione di lupi altrettanto impellicciati ed imbalsamati!! Ahah!!

      • gennaio 22, 2011 alle 3:00 pm

        Io mi sono divertito un sacco!
        Vero che non sono riuscito a fare tutto lo show “classico” ma solo 1/3 (deve essere stato insopportabile per voi… non so per quanto ho parlato ma credo troppo…) però ho trovato geniale il riuscire ad introdurre elementi di diversità in un circolo di giardinaggio “standard”.
        D’altro canto è divertente andare a parlare a gente sensibile agli argomenti della sostenibilità e “propri simili” ecc… ma riuscire a “bucare” un uditorio “tradizionalista” lo considero un bel successo. Afidi compresi 🙂

        @Medo: Immaginati soprattutto Diana (vegan ed animalista) tra animali imbalsamati e signore in pelliccia… stavo male io per lei. Un po’ come quando tu ti trovi circondato dai miei cani Ahahahahahah!!!

      • 29 diana
        gennaio 23, 2011 alle 9:28 am

        che dire, la prossima volta vado con volantini della LAV, cosi’ mi faccio cacciare dai portieri

  9. gennaio 22, 2011 alle 6:54 pm

    Non ci bastava l’uovo da paura, anche il museo, Nicola sei troppo avanti o forse ……., altro che Piemonte l’alveo del fiume, poi ci si mette anche Medo con la punta sotterranea dell’Africa, che dire sei di un’altro pianeta 🙂

  10. 31 Medo
    gennaio 25, 2011 alle 11:03 pm

    SCUSATEEEEEEEEEEE

    “Ogni ambientalista a una certa età si converte al nucleare. È una questione generazionale. La scienza è uno dei pochi ambiti nei quali il pensiero dell’uomo è capace di correggersi»
    Ian McEwan, gennaio 2011

    Smettetela di aspettarla, la cazzata del Terzo Millennio è stata detta a soli 11 anni dall’inizio dello stesso. Cosa non si fa per mettere trenta denari in tasca?!
    A me McEwan è sempre stato sui coglioni, mi ispirava solo tanto vuoto. Ora so anche che oltre che sui coglioni, meritava si starmi proprio sul cazzo.
    Ciao a tutti, mi trovate in armeria.

    • 32 diana
      gennaio 26, 2011 alle 11:55 am

      ennesimo esempio di cupio dissolvi
      se non fosse che ne faccio parte e un po’ mi spiace, e’ evidente che la specie umana deve fare in fretta ad estinguersi, cosi’ poi gli altri tirano un bel sospirone di sollievo, riparano i danni e fra qualche secolo nessuno si ricorda piu’ di noi

  11. 33 sb
    gennaio 26, 2011 alle 1:05 pm

    mi sa che più che secoli ci vorranno millenni, sempre che sopravviva qualcosa di senziente.
    comunque io son sempre convinto che se l’uomo è fatto così è perche la fatto così la natura; sarà per autogiustificarmi ma così penso.

  12. 34 mafalda
    gennaio 26, 2011 alle 3:58 pm

    @ Diana
    io le ho trovate più o meno tutte (le piante) alla http://www.b-and-t-world-seed.com ma ci vuole un mutuo quali sono le tre che hai trovato tu sono disponibili a spedire?
    grazie elena

    … in inghilterra costano un po meno http://www.agroforestry.co.uk

    t’ammazzano con le spese di spedizione comunque

    • 35 diana
      gennaio 27, 2011 alle 8:55 am

      ho trovato Sium sisarum (Skirret), Crysantemum coronarium (Chop Suey) e Plantago coronopus.
      i costi di spedizione sono alti anche qui (4 euri, ma sono cosi’ perche’ sono in proporzione alle bustine, questo mi sembra sia il costo standard di spedizione in Europa di una busta di quelle con le bolle) ma hanno anche tante altre piante, piu’ tipicamente da orto ma varieta’ antiche.
      comqunque grazie, guardero’ anche il sito inglese

      • 36 Medo
        gennaio 27, 2011 alle 9:18 am

        Il crisantemo edibile si trova in tutti i massicci rocciosi costieri italici, poggiato su affioramenti calcarei e pietrame. Per chi abitasse non lontano da questi luoghi, un gita per recuperarsi questa ed altre piante puo’ essere una ottima idea per una gita a fine primavera.

      • 37 mafalda
        gennaio 27, 2011 alle 2:10 pm

        @ Diana
        mi dai l’indirizzo, wow sium sisarum è uno dei più difficili da reperire 🙂
        4 euro non è niente se vai a vedere i siti capirai 😉

        @medo
        e la stachys affinis dove si trova cha a guardare le foto mi sembra familiare?

        ti do una lista di piante che ho scelto dato i costi voglio un consiglio dimmi solo quelle che no eventualmente

        terreno argilloso compatto ph verso l’acido umido (sia terra che aria)
        ovviamente alcuni ammendanti li posso mettere

        caragana arborescens
        bunias orientalis
        crambe maritima (che già il maritima non so)
        asparagus officinalis
        camassia trovato scilloides
        dioscorea batatas
        apios americana
        sium sisarum
        stachys affinis
        malva moscata
        oxalis tuberosa
        tropaeolum tuberosum

        minime invernali a meno 5 gradi

        la colocasia la prenderò come ornamentale… intanto ce l’ho :)!

        grazie

  13. 38 mafalda
    gennaio 26, 2011 alle 4:00 pm

    scusate e che non ci vedo più niente se non ho gli occhiali
    http://www.b-and-t-world-seeds.com

    riprovo

  14. 39 mafalda
    gennaio 27, 2011 alle 7:07 pm

    ho trovato anche queste piante che sembrano interessanti
    asiminia triloba
    aronia nera
    lycium barbarum

    • gennaio 27, 2011 alle 10:11 pm

      L’asimina triloba (se è sopravvissuta alla mia incuranza invernale) ce l’ho io da semi passati da Diana di cui sopra. 3 piantini.
      Ripeto “se sono sopravvissuti”, su uno c’è il tuo nome 😉
      Se non sono sopravvissuti possiamo solo rimetterci al buon cuore di Diana e alla speranza che l’albero da cui li ha presi abbia fruttificato.

      • gennaio 27, 2011 alle 10:15 pm

        Sicura che le minime invernali da te siano -5?
        Qui arriviamo a botte di -12 come se si scherzasse e durano anche 1 settimana buona… quanto basta per “bruciare” qualsiasi cosa che non sia sotto forma di seme o con radici ben oltre i 40cm di profondità.
        Oltre ad arroventare gli animi di noi segregati in casa.

    • 42 diana
      gennaio 28, 2011 alle 9:06 am

      i semi sono da http://www.magicgardenseeds.com

      Forse l’aronia nera e’ Aronia prunifolia (celo!) : e’ un arbusto deciduo a mio parere bellissimo che ha dei fiori bianchi e poi delle bacche rosso scurissimo, quasi nere. In autunno le foglie sono di un rosso molto intenso.
      francamente le bacche allappano un po’ i denti, quelle dell’Amelanchier lamarckii sono secondo me molto piu’ buone. Dovendo scegliere …

      L’Asimina di mia mamma (la madre dei semi di Nicola) ormai fruttifica da 2 anni : i frutti sono buonissimi ma non si conservano per nulla. Quest’anno pero’ non ho raccolto i semi perche’ i frutti se li e’ mangiati subito il giardiniere (sono maturati uando mia mamma non era piu’ in zona). per i semi, quindi, bisogn aspettare il prossimo autunno.
      Io ho dei piantini (comperati, lo confesso) che conto di piantare nel frutteto quando smette di fare freddo.

      il Lycium non lo conosco

      • 43 diana
        gennaio 28, 2011 alle 9:09 am

        @mafalda: rileggendo la tua mail, aggiungo un commento – Amelanchier lamarckii sta bene in terreno un po’ acido (come tutte le piante originarie del Nord America temperato)

  15. 44 mafalda
    gennaio 28, 2011 alle 10:01 am

    L’aronia è la melanocarpa che è un’altra specie
    lycium barbarum conosciuto anche come bacche di goji che secondo le temperature minime esposte dalla b&t dovrebbe reggere (ho qualche dubbio)
    sul sito http://www.amazonseeds.it trovi informazioni (per il lycium cerca goji)

    Nicolaaaaa…. cosa c’è di sbagliato nelle temperature delle 10 zone indicate dalla B&T che ho qualche sospetto

    so che posso andare a vedere sul forest gardening ma è piu comodo cosi 🙂 la pigrona

    l’amelanchier mi arriva a marzo ma il canadensis

    grazie per l’indirizzo Diana

    per l’asimina mi portano le piantine a buon prezzo :D!

    @ nicola
    registrate le temperature sono -5 -6 alle tre di notte non so cosa succede perchè dormo
    il terreno è una suola :D!
    il bosco è più protetto rispetto al freddo 😉 ma di soli uno due gradi

    la mia casa è a nord nord est rispetto al terreno e quindi ripara il giardino dai venti freddi
    e se pianto in prossimità della casa e delle siepi dei vicini dovrei farcela.
    tenete presente che il mio è un posto piccolo e se pianto tutto quello che voglio non si riuscirà piu nemmeno ad uscire… il paradiso degli uccelli

    in realtà sto facendo tutto in modo molto approssimativo ho un carattere troppo istintivo per poter progettare mi affido al fato…


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L’ orto di carta

Diario di bordo ad aggiornamento casuale e saltuario di un cialtrone nell'orto... giocando con il fango, la permacultura, l'agricoltura sinergica in compagnia di William Cobbett, John Seymour, Fukuoka e Kropotkin.

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Troverò altri sistemi di finanziamento occulto…

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