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Gen
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“Se pensate che questo sia il peggiore dei mondi possibili…”

“Non avete visto gli altri”. Avrebbe detto Philip K Dick.
Potrei fare delle ipotesi su cosa direbbe Medo. Ma poi mi contraddirebbe.
Un po’ per il gusto della discussione, un po’ perchè le proprie deduzioni hanno comunque sempre dei limiti definiti. Le mie probabilmente più di quelle di altri.
Chi legge i commenti di questi post conosce Medo. Conosce i suoi commenti ad alto contenuto informativo (se io leggo tanto e veloce lui di più e cose ancora più “noiose” delle mie) e che è meglio non chiamarlo in casua quando gli girano i cosi.
Per me che lo consoco di persona.
E’ un piacere conoscerlo.
Anche se continuerò a tenermi i cani nonostante le sue proteste.

Aveva minacciato di farlo. Ora l’ha fatto: Medo ha creato il suo blog.
Questo, tradotto in soldoni da web 2.0, vuol dire: qualcosa di interessante da leggere mentre si fa finta di lavorare in ufficio e, per me, qualcuno con cui scatenare delle blogwar senza paura di fare male a nessuno.
Siamo così… ci piace non essere d’accordo. 🙂

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17 Responses to ““Se pensate che questo sia il peggiore dei mondi possibili…””


  1. 1 claudio
    gennaio 28, 2011 alle 7:36 pm

    vado un pò fuori tema…ma non troppo dovrei recuperaredelle scarpate distrutte dalle piogge mi chiedevo se il vetiver potesse andar bene e caso mai come recuperarlo ho pensato anche alle ginestre…

  2. gennaio 29, 2011 alle 11:16 am

    Nicola, ma grazie, un post tutto per me significa un futuro post tutto per te. Dare cosa a te, te dare cosa a me.

  3. 4 mafalda
    gennaio 29, 2011 alle 8:28 pm

    OT non OT
    visto i mille e i mille titoli di Dick e visto che tu e daniele avete gusti simili citami giusto uno o due titoli che li prendo in biblioteca lo so che sei preso… ma quando passi di qui. grazie

  4. 7 Mascia
    gennaio 31, 2011 alle 6:18 pm

    ciaooooo
    finalmente parto con un mini orto sinergico,pensavo un 4×4…troppo poco? …sarebbe stato bello organizzare uno dei vostri blitz ma i proprietari del terreno non sono cordiali….se posso allora vi riempirò di domande!
    per ora si legge e si legge quando farà un pò più caldo tipo i primi di marzo parto.

    • gennaio 31, 2011 alle 8:09 pm

      Un’altra mobile formichina sinergica, in questo mondo di cicale proprietarie dell’immobile, non puo’ che riscaldare i cuori (ed i piedi, almeno qua c’è -6°C e son solo le h.20) di tutti i lettori vicini e lontani.

  5. 9 mafalda
    febbraio 2, 2011 alle 1:49 pm

    @ Mascia
    Benevenuta nel club dei minortisti io e te 🙂 anche il mio è 4 x 4 partita l’anno scorso.

    @ Nicola
    domandina…..
    come ti comporti con gli alberi da frutto? e cioè li poti metodo classico, li poti leggermente dove necessita, li poti cercando di fargli assumere la forma naturale (v Fukuoka) o li lasci liberi? magari non li hai ancora ma se li hai cosa faresti? mi riferisco anche all’asimina triloba insieme alle piante classiche melo pero etc…

    altra domanda a tutti: ma il kiwi all’inizio bisogna potarlo o si indirizzano i rami (succhioni) sulla struttura portante?

    • febbraio 3, 2011 alle 2:56 pm

      Ah, la potatura, il Grande Mistero dell’albero da frutta! Se è un debutto ed hai alberi giovani, fai esperienza cambiando metodo ad ogn pianta.
      Sul kiwi, a spanne, se non te l’hanno già dato potato e se hai identificato maschi e femmine, se hai 6 gemme tagliane 3 (mi raccomando di disinfettare ben benino i tagli e di effettuarli in periodo di quiescenza di funghi e simili). Saranno quelle tre le tue fruttifere. L’anno successivo ne taglierai due (su 6), poi una, poi lasci tutto il ramo fruttifero. L’anno successivo alla fruttificazione di ogni gemma, quel ramo avrebbe concluso il ciclo di produzione (che terminologia fredda da industriale che ho oggi) e andrebbe tagliato. Via via la pianta la indirizzi dove ti pare, ma nel giro di 12 anni ti avrà comunque dato il suo massimo.
      Potando come sopra avrai il massimo della produzione, ma esponi la pianta comunque a grandi sforzi e non dovrai stupirti di eventuali malanni. Altre soluzioni alternative alla potatura sono i metodi di inclinazione dei rami fruttiferi o del ramo principale. Ma dovresti proprio partire piantando il kiwi a 45°, flettere a 45° il nuovo pivot e cosi via, altrimenti i risultati sono mediocri. Ma risparmi tanti eventuali malanni “da taglio”.

      • febbraio 3, 2011 alle 2:59 pm

        (L’inclinazione del ramo principale spinge la pianta a farne un altro, che andrà a sua volta inclinato; il sistema rallenta la risalita dei nutrienti, ma favorisce l’aumento quantitativo di fruttificazione… Funziona in maniera eccelsa su melo e pero, sul kiwi non ho mai visto fare ma dovrebbe.)

      • 12 mafalda
        febbraio 3, 2011 alle 4:04 pm

        merd!!!! ci capisco un niente.
        allora io l’ho piantato due anni fa e lasciato libero di fare un po come vuole.
        ho dei rami fini che si sono attorcigliati intorno alla struttura e dei succhioni che vanno in alto.
        inclinare i succhioni altro che 45 gradi (non sono a spalliera va su sopra un pergolato)
        vediamo se capisco, i rami fini li devo portare a tre gemme gli altri li inclino e li lego?
        per le piante da frutto sto iniziando ed eseguo solo potature leggere (gemme apicali rametti morti e rametti che sono in ombra o sovrapposizione), il cotogno lo sto lasciando libero… ovviamente trovi sempre alberelli con i tre rami che io cerco di fare andare verso l’alto in una struttura piu regolare (poi vi racconto) qui si sperimenta…. comunque ho visto meli abbandonati altissimi e carichi di frutta piccola ma c’era.
        grazissimo per le istruzioni veramente Medo sei sempre disponibile rigrazie (bello il blog)

      • febbraio 3, 2011 alle 6:08 pm

        Puoi provare a cercare “Metodo Solaxe”. Non so se è quello di cui parla Medo ma ci assomiglia molto.

      • febbraio 3, 2011 alle 6:18 pm

        Esatto!
        Sull’argomento non mi pare esistano testi migliori di questo in rete, in italianoooo :
        http://www.iaraosta.it/UploadDocs/143_Solaxe_e_conduite_centrifuge.pdf

        ps: CHIUNQUE abbia un albero da frutto si dovrebbe imparare a memoria il tutto… Fatelo anche per me, aggiungendo una preghiera, che sono condannato ad essere un senza-terra.

      • 15 mafalda
        febbraio 3, 2011 alle 6:46 pm

        ok mi studio il libretto :D! leggo un casino e mi sembra di non sapere ancora niente auff!
        per il kiwi chiedo al vicino di mia sorella se ci sta ancora con la testa che ha 90 anni (piu o meno) e osservo cosa fa quest’anno

      • 16 mafalda
        febbraio 3, 2011 alle 6:46 pm

        …. il kiwi no il vecchietto 😉

  6. 17 Mascia
    febbraio 3, 2011 alle 11:59 am

    grazie per il benvenuto.


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