Archive for the 'varie ed eventuali' Category

02
Gen
11

L’OrtodiCarta 2010 nei numeri di WordPress

I robottini di wordpress sono stati così carini da inviare a tutti i “parcheggiati” sulla loro piattaforma i dati statistici dei blog.

Così, per riempire un vuoto di inizio anno, e staccare dalle fatiche del buon Catone le pubblichiamo ringraziando i suddetti robottini di wordpress.

 

The stats helper monkeys at WordPress.com mulled over how this blog did in 2010, and here’s a high level summary of its overall blog health:

Healthy blog!

The Blog-Health-o-Meter™ reads Wow.

Crunchy numbers

Featured image

The Louvre Museum has 8.5 million visitors per year. This blog was viewed about 120,000 times in 2010. If it were an exhibit at The Louvre Museum, it would take 5 days for that many people to see it.

 

In 2010, there were 54 new posts, growing the total archive of this blog to 249 posts. There were 110 pictures uploaded, taking up a total of 28mb. That’s about 2 pictures per week.

The busiest day of the year was March 2nd with 734 views. The most popular post that day was When the music is over, turn out the light.

Where did they come from?

The top referring sites in 2010 were forum-macchine.it, erbaviola.com, florablog.it, it.wordpress.com, and google.it.

Some visitors came searching, mostly for orto di carta, ortodicarta, pollaio fai da te, l’orto di carta, and emilia hazelip.

Attractions in 2010

These are the posts and pages that got the most views in 2010.

1

When the music is over, turn out the light March 2010
41 comments

2

Gli appunti di Emilia Hazelip August 2008
15 comments

3

Immagini April 2008
1 comment

4

Fai da Te Inoculo Micorrize June 2008
2 comments

5

Presentazione February 2008
1 comment

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22
Set
10

Voi sapete chi siete… (e magari ci si vede a Verona)

Nella buona teoria per cui “shit happens“, un esperimento non troppo riuscito a fatto si che tutto il computer si trasformasse in un groviglio di fili, schede al silicio e altre cose di cui ignoravo l’esistenza e, secondo un amico ben informato, di cui avrei dovuto continuare ad ignorare l’esistenza… ma che gusto ci sarebbe?!

Per farla breve… vi basti sapere che il tutto comportava il tentativo di ampliamento dei banchi di memoria del portatile accorpandogli un tot di schede RAM di un pc da rottamare… il tutto può essere definito senza ombra di dubbio “un fallimento”. (Mentre scrivo approfonditi accertamenti sono condotti per cercare di ripetere l’esperienza in maniera più costruttiva…)

In seguito a questo fallimento tutto il contenuto della posta elettronica e gli indirizzari sono andati persi…. quindi: Se eravate in contatto con me, attendevate una risposta o semplicemente ci tenete a farmi riavere la vostra mail per tenersi in collegamento… scrivetemi a iosononicola@gmail.com

Questo vale per tutti… mentre a “tu sai chi con un VW Westfalia azzurrino volante della polizia simile al mio“: la piantina è la lippia dulcis 😉

Grazie!

Se poi volete fare le cose ben fatte, oltre a scrivere una mail a me potete anche dare un colpo di telefono a Riccardo in quel del Veronese per incontrarci di persona. (che si… la rete è una roba bellina… ma vuoi mettere l’incontrarsi di persona!?)

16
Giu
10

Attendere prego…

Ci sono le attese di quando sei alla fermata del pullman e ti accendi una sigaretta sperando che questo lo convinca ad arrivare in fretta.
Ci sono le attese in cui tu non devi fare niente se non aspettare, e poi le cose succedono.
Ci sono le attese di quando tu hai già fatto tutti i piani, tutti i progetti, tutte le ipotesi e poi, tanto, sai che sarà comunque e sempre navigazione a vista.
Ci sono le attese che neanche lo sapevi che lo stavi aspettando ma adesso lo sai.
Ci sono le attese in cui tu hai preparato tutto, adesso puoi sederti, prendere un libro e far passare il tempo.
Ci sono le attese che tu hai messo giù i semi ma i tuoi tempi non sono quelli del seme e passi ogni due ore a controllare se qualcosa è germogliato.
Ci sono le attese che “la pentola osservata non bolle mai”.
Ci sono le attese che per non farle sembrare tali ti trasformi in una trottola che poi, quando ti fermi, ti gira la testa, hai la nausea e quello che aspettavi ti sta guardando con uno sguardo vagamente disgustato.
Ci sono le attese in cui hai mollato tutto perché qualcosa deve cambiare ma l’intervallo tra “il prima” ed il “dopo” non sembra finire mai e, mentre ti chiedi cosa puoi fare è già dopo (ma sembra passato un secolo)
Ci sono le attese che ti sfibrano stancandoti più di qualsiasi lavoro.
Ci sono le attese che ti offrono l’occasione di provare altro.
Forse ci sono attese che sono “intervalli” ed attese che sono “lavori”.

Da mesi ho la sensazione di essere finito in un’attesa che è lavoro.
Il lavoro di attendere.
Siamo fermi. Io, Noemi, e il piccolo “sto sviluppando una mia personalità e non vi piacerà” rampollo di casa. Il resto va avanti… la gallina è diventata mamma, le api (nel loro modo) anche, quell’abbandono di micro orto che copre un’aiuola in giardino cresce, si semina, si bagna… si fa i fatti suoi quasi non visto e non notato nella frenesia che ha mi ha coinvolto nel tentativo di “ingannare” l’attesa, di evitare questo lavoro.
Fortunatamente mi è stata data la possibilità di evitarlo correndo su e giù, incontrando persone e realtà. Tre anni e passa a “curare il proprio orticello”, comunicando quasi esclusivamente in forma digitale iniziava ad avere un vago sapore di limite.
Ok… la comunicazione digitale ne ha un po’ risentito e chiedo scusa a tutti quelli a cui ho dato (sto dando) risposte sommarie o di cui ho perso traccia delle mail e a tutti quelli che si aspettavano post logorroici e deliranti sulle basi di scambio, l’arte della guerra di Sun Tzu, le consociazioni delle brassicacee e la fisica di Star Trek.
Ma, contemporaneamente, vorrei ringraziare tutte le persone incontrate in questi mesi, con cui si è parlato, discusso, scambiato… in definitiva: ci si è allegramente contaminati.
Grazie a tutti, avete reso ricco ed interessante un spazio che sarebbe stato altrimenti “vuoto”, mi avete permesso di mettere in gioco in modo diretto e reale un “cambiamento” confrontandolo, cercandone i limiti, raccontandolo ed agendolo non più in una forma astratta, attraverso parole scritte ma attraverso il contatto diretto.
Grazie.
Stiamo ipotizzando uno spazio sufficientemente grande da potervi contenere tutti (o quasi… diciamo che si potranno organizzare dei turni 🙂 )… ma prima lo dovremo costruire!

Ah… quasi dimenticavo… mancano 2 giorni…

06
Mag
10

Mollemente umidi arriveremo a Giugno

Quattro giorni di pioggia e vento mi stanno quasi facendo fare pace con il non essere alle prese con semine e trapianti.
L’orto che abbiamo aiutato a nascere a Casa Ubaga mi ha permesso di rimettere le mani nella terra (anche se va detto: con una marea di sassi… i tondini sono stati piazzati esaurendo in breve tempo tutto il repertorio di bestemmie del piemonte, della liguria, della campania, dell’umbria e della toscana…).
Che poi uno dice: “mi faccio l’orto sinergico così poi non lavoro più la terra… le piante si riseminano da sole. Creo un bell’ecosistema che minimizzi la necessità degli input…”
E poi si trova ad aver voglia di farne un’altro. E un’altro. E un’altro.

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Intanto, adesso, sono a casa a guardare la pioggia dalla finestra.
Mi coccolo con un caffè caldo assumendo la classica postura del dandy decadente di campagna: mollemente appoggiato allo stipite della porta mentre guardo, attraverso il vapore del tazzone, la campagna appena rasa al suolo assieme ad una 50 di fuchi dell’arnia da un’energica spazzata di RoundUp data dal vicino… Questo incrina un po’ il delicato gusto melanconico che stavo cercando di creare con rivoli di bile inacidita.
Mi consolo pensando che ci stiamo organizzando per il trasloco e riassumo la postura melanconica.

Guardo verso il pollaio. L’immagine filtrata da una sottile e persistente cortina di acqua degna del Devonshire mi rimanda un paio di palle nere che rimbalzano su e giù in una nuvola di penne nere. Definitivamente non c’è nessun rispetto per la mia postura da annoiato gentleman di campagna.
Mi lancio sotto la pioggia a dividere la gallina nera dalla faraona (ipoteticamente maschio… quindi un faraone). Sto carognone ha scoperto un paio di settimane fa che quella che lui pensava essere una sua sorella è invece una grassa pollastra… lo shock è stato troppo e lui si è trasformato in un serial killer. A poco valgono le rimostranze del gallo che, grosso la metà del maniaco omicida, scappa subito a gambe levate… Li separo ed isolo le faraone in un’altra zona del giardino. Appunto per me stesso: nella prossima casa recintare l’orto, costruire un pollaio ad arca per le galline e nidi sugli alberi per le faraone invece di recintare le galline e le faraone… che se la smazzino libere per i campi…

Torno in casa avendo definitivamente perso “l’attimo”… più che un annoiato Oblomov sembro Rambo appena sorto dal fango della palude (non si capisce perchè Rambo abbia una giacca da camera in questa mia personale versione, ma tant’è…)
Torno al computer a cercare di preparare un po’ di materiale per il proseguo dell’ “OrtodiCarta Summer Tour” che sta entrando nella fase calda (poi ci si darà una calmata visto che saremo alle prese con il nuovo campo di gioco).

Il programma prevede:
9 maggio
“Università del Saper Fare” – Laboratorio di Agricoltura Urbana (Rizomi)
15 maggio mattina
“Food Express” – Programma di Elena Pugliese su RadioFlash
15 maggio alle ore 15.00
“Centro Studi Sereno Regis” – Conferenza sull’Agricoltura Sinergica (Kanbio) a seguire aperitivo “degli orti”
20 maggio
“Casa del Bosco in Collina” – Intervento all’interno del corso di Permacultura di 72h (Saviana Parodi – Stefano Soldati)
21 maggio
Carpi in Transizione – passo da quelle parti a trovare degli amici sulla strada per Monteveglio e s’approfitta per confrontarsi un po’
22 – 23 maggio
Monteveglio in Transizione – Laboratorio “Facciamo un orto”
28 – 29 – 30 maggio
Carimate in Transizione – Laboratorio “Facciamo un orto”

…a giugno ci sono ancora paio di appuntamenti Torinesi e poi basta…
Nel frattempo avrò lavato e stirato la giacca da camera ma temo che sarà già ora della canotta e le infradito…

PS. – per chi si chiedesse perché infesto il mondo con la mia presenza:

Coltivare
/kolti’vare/ o cultivare v. tr. 1 Lavorare il terreno affinchè produca piante, frutti. 3 Esercitare, educare, formare. 4 Nutrire un pensiero, fomentare una passione.
(il Nuovo Zingarelli)

…a me basta.

25
Feb
10

Aggiornamenti al Calendario

ATTENZIONE ATTENZIONE
Comunicato per tutti gli eporediesi e zone limitrofe:
Il Corso di Agricoltura Sinergica da tenersi presso L’ACF di Burolo (To) è stato cancellato a causa di problemi interni all’ACF stessa.
Rimangono disponibili tutti gli altri voli.
Scusate per l’inconveniente… per l’occasione il week-end del 26.27.28 Marzo verrà probabilmente impegnato in un Blitz di Rizomi

09
Ott
09

Honest Scrap

honest-scrap

Senza farla tanto lunga… Andrea (via Equipaje) m’ha tirato in mezzo ad un meme.
Fortunatamente, tempo fa, mi feci spiegare in cosa consistesse.
Nella spiegazione si aggiungeva che: “non partecipare è da puzzoni snob, partecipare, da ultimo stadio dei social network“.
Quindi cerco di farla breve

Il giochino consiste nello scrivere 10 notizie inedite su di sè e nominare altri 10 che continuino il gioco…
Forzerò le regole…

1- Ho due sorelle
2- Ho una pupilla che non si restringe se colpita dalla luce a causa di un’incidente con una pallina da baseball
3- Ho una cicatrice sul dorso della mano sinistra provocata da una goccia di cera lacca perchè pacioccavo intorno a mio padre mentre sigillava i tappi delle bottiglie
4- So fare il miglior Long Island Ice Tea sulla piazza ma credo che sia una schifezza e preferisco il mint julep
5- Sto leggendo “Pigmeo” di Palahniuck (ogni pagina viene letta tre volte e, spesso, non capisco comunque nulla…)
copj13.asp
6- Non sono un catastrofista… no, questa ci tenevo a metterla!
7- Mangio le merendine confezionate (non sempre… se capita…)
8- Spesso mi impallo a giocare a Plants Vs Zombies
plants-vs-zombies-20090402114225619_640w
9- Non solo sono bello ed affascinante ma anche molto modesto
10- Sto progettando un orto in cui “naturalizzare” un centinaio di piante andine…

La lista di quelli da tirare in mezzo… non abbiatemene: nessuno…
In compenso tutti quelli che passano di qui e vogliono partecipare lo possono fare nei commenti, se hanno un blog lo aggiungo qui sotto.

(Siamo tutti in attesa dei 10 punti di SB…)

05
Set
09

Finchè se ne può approfittare…

Comunicazione di servizio:

Spesso e volentieri mentre ravano e frugo alla ricerca di nuovi testi da leggere, studiare o approfondire mi imbatto in notiziuole interessanti, link o altre robe che di per sè faticherei non poco ad inserire in un post o che, per cialtroneria rischierebbero di essere perse nei miei archivi (biglietti, scritte sul retro delle cartine, post-it elettronici sul desktop, tatuaggi permanenti sulla fronte) da qui il mio abbandono alle sirene della tecnologia e del social networking (no… facebook proprio no…)
Da questo momento nella colonna qui a fianco potete trovare una cosa chiamata “Prese al volo e Rilanciate“.
E’ il reader dell’account Twitter che, in ipotesi, sapessi cosa diavolo è Twitter, dovrebbe permettermi di inviare Link al volo risparmiando di molto sui tempi di connessione.
Va da sè che mi diverto di più a sproloquiare… ma non sempre c’è il tempo o l’occasione per farlo…
Facendo CLICK sul titolo verrete teletrasportati direttamente alla pagina Twitter dove potrete vedere anche i “post” vecchi…

memento

aggiornamento: vabbè… devo ancora capire un po’ come funziona il giochino… ma voi, intanto, potete già usarlo…




L’ orto di carta

Diario di bordo ad aggiornamento casuale e saltuario di un cialtrone nell'orto... giocando con il fango, la permacultura, l'agricoltura sinergica in compagnia di William Cobbett, John Seymour, Fukuoka e Kropotkin.

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Troverò altri sistemi di finanziamento occulto…

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