Posts Tagged ‘Abbè Warrè

17
Mag
10

Materiali per piccoli apicoltori naturali

In onore dei nuovi bien (termine tedesco che indica l’unità tra arnia, favi ed api) traduco, di seconda mano, e pubblico un’interessante articolo di Johann Thur sulla ritenzione dell’atmosfera e del calore interno all’arnia. Una delle basi dell’apicoltura naturale.
Thur descrive l’arnia Christ molto simile alle Warré che utilizzo anch’io e critica pesantemente l’introduzione delle arnie a telaino removibile (l’articolo risale più o meno al ’45 – traduzione originale di David Heaf)

12
Dic
09

Problemi sul piano fenologico

11 Dicembre 2009

Temperatura
min. -0,1
max. 13,7
Umidità
min. 39%
max. 96%
Vento max. 13,3km/h
Vento Raffica max. 22,7km/h
Pioggia 10,30mm
Rateo pioggia mm-h 0,7 mm/h
Giorni di Pioggia 3

Ma che diamine pollinano?!
Tarassaco.

Che tempo fa da queste parti

25
Feb
09

L’ape di Oblomov

Le api sono un esempio di come io sia in grado di diventare, di tanto in tanto, un’integralista da crociata.
Abbandono le mie vesti solite di “socialdemocratico dell’autarchia naturalistica” e scado nella faziosità più bieca e becera.
Mi succede un po’ la stessa cosa con gli OGM. Non mi frega niente se possono o meno essere una soluzione per sfamare i futuri 8 bilioni di abitanti del pianeta… non dovrebbero esserci 8 bilioni di persone!
Troverei più interessante e divertente un fondo internazionale per la “promozione del sesso sicuro a scopo edonistico”.

Sono a-scientifico e fazioso?
Si, l’ho appena dichiarato.
Sono aperto a discussioni sul tema?
Più o meno come un talebano è disposto a farsi fotografare con un cappellino di McDonald mentre imita i passi di “Thriller” di Michael Jackson.the-hive-copia

Non si è ancora riusciti a trovare una causa per la Sindrome da Spopolamento delle Colonie che già siamo pronti ad escluderne alcuni possibili fattori scatenanti come l’uso dell’imidacloprid nella concia delle sementi.
Se succedesse la stessa cosa con le mucche vi immaginate il casino che ne salterebbe fuori?
Riprendendo le parole di Dennis VanEngelsdorp (uno dei maggiori ricercatori sulla SSC anche se lui la chiama CCD essendo americano), provate a pensare alla scomparsa improvvisa ed ingiustificata del 30-40% dei capi bovini presenti sul nostro territorio, puf, scomparsi… probabilmente verrebbe richiesto l’intervento dell’esercito e lo stato di calamità naturale.
Calamità naturale…
Cosa ci sarà mai di naturale in una complessa correlazione di fenomeni antropogenici. Selezione involontaria di ceppi di varroa resistente agli acaricidi, ibridazioni di regine con conseguente indebolimento del sistema immunitario, uso irrazionale di fitofarmaci, “allevamento industriale”…

In realtà, come sempre, la risposta ad un problema nei cicli naturali non è mai univoca.
Le api, semplicemente, non ce la fanno più per sommatoria di stress.
Da un punto di vista prettamente evolutivo, potremmo tranquillamente considerarci meri esecutori naturali dell’estinzione delle api, un po’ come successe (in maniera più consapevole e volontaria) con il Dodo. Che detto per inciso… c’aveva un po’ la faccia da predestinato, poveretto. Mi stupisco sempre che ci siano ancora gli ornitorinchi.

Ora. Io gradirei rivendicare il mio posto all’apice della scala evolutiva e quindi assumermene le dirette responsabilità. Tra queste, la responsabilità di preservare le api prima che ci pensi Agrofarma modificando il mercato mondiale delle seminatrici.

La base della sostenibilità risiede nell’agire entro i confini dei sistemi naturali, forzare uno qualsiasi di questi limiti porta inevitabilmente a situazioni di deficit che, per quantità e qualità, non possono che creare nuove problematicità.
Questo vale per i principi economici, figurarsi per quelli ecologici…

Le api possono essere ottime docenti di “sostenibilità”.
Immaginate di entrare in simbiosi con un organismo in grado di espandere la vostra percezione dello spazio fino ad un raggio di 10 km.
Una progettazione in permacultura si sviluppa attraverso un’attenta analisi condotta per zone e settori.
(Per averne un’idea approssimativa potete dare un’occhiata all’articolo di Bart Anderson qui).
Non sempre è così facile entrare nella logica esatta della progettazione, soprattutto se l’intento è quello di creare una fusione tra ambiente umano ed ambiente naturale, collegati in una relazione di reciprocità. Il nostro linguaggio, la nostra logica sono troppo legati a principi “cartesiani” di concatenazioni binarie causa-effetto, costo-beneficio. Le api no. Le api fanno parte di quel sistema (o quanto meno dovrebbero tornarne a fare parte).
Attraverso un rapporto di scambio, non predatorio, le api sono uno dei più potenti strumenti di lettura dell’ambiente che ci circonda. Sono lo scanner che ci permette di decodificare ed elaborare il contesto in cui viviamo sia che questo sia rurale od urbano.
E in più, ogni tanto, vi possono regalare del miele…

Non fatevi fermare dall’idea della difficoltà.
Le cose possono essere rese semplici assecondandole.
Non fatevi frenare dai costi.
Le cose si possono fare anche con pochi soldi (ne sono una dimostrazione continua, sigh!)
Non fatevi fregare da chi vi dice che ci vogliono “competenze specifiche”.
Le competenze si acquisiscono.
…e poi, anche il gatto di casa, se gli rompete le palle, graffia…

Quelli che seguono sono una serie di link utili per intraprendere la felice arte dell’apicultore naturale. Un apicoltura sostenibile, più semplice di come vi sia mai stata presentata e senza tutte le sofisticate apparecchiature a cui siamo abituati.

The Barefoot Beekeeper
Qui potete trovare gli schemi gratuiti per realizzarvi un’arnia orizzontale Top Bar come quella che svetta nel mio giardino in attesa di essere colonizzata (sto aspettando la fioritura della gaggia…) ed il manuale per la cura naturale della colonia (i 7,50€ meglio spesi degli ultimi anni) più un sacco di altre informazioni.

The Bee Space
Tutto ciò che avreste voluto sapere sull’apicoltura naturale dell’Abbè Warrè vero pioniere del sistema, con tanto di schemi per costruire la sua arnia verticale e manuale dello stesso Warrè (tutto free). Tra i documenti “secondari” da segnalare la traduzione in inglese del testo di Johann
Thur sulla necessità di preservare l’atmosfera interna al favo… come dire: “lascia tranquille le api e loro staranno bene”.

Qui un vecchio articolo che avevo tradotto. Niente di “tecnico”, ma la ricerca è partita da lì.

E, dulcis in fundo, l’articolo dell’ottimo Meristemi sulla contraffazione del miele… forse è meglio se iniziate ad autoprodurvelo!




L’ orto di carta

Diario di bordo ad aggiornamento casuale e saltuario di un cialtrone nell'orto... giocando con il fango, la permacultura, l'agricoltura sinergica in compagnia di William Cobbett, John Seymour, Fukuoka e Kropotkin.

Per Contattarmi:

Aggiornamenti via mail?

Parte della libreria di OrtodiCarta

how to be free manifesto

Pastafarian Blog

Accessi dal 8 aprile 2008:

  • 815.762 hits
Add to Technorati Favorites

Troverò altri sistemi di finanziamento occulto…

Foto di Carta


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: