Posts Tagged ‘consociazioni

29
Mar
10

Talmente tante schegge da trovarmene le mani piene

Visto che pare che la vita preceda i miei pensieri e ragionamenti, ve la dico tutta:
sono contrario agli OGM.
Detto questo posso prendere respiro dal post sugli organismi mentalmente modificati in attesa di essere in grado di postare la 2° parte in cui il ragionamento si arrovellerà sempre più fino a raggiungere la compressione di una nana bianca… vi anticipo solo che ho trovato gli schemi per una macchinetta per “fotografare” il mio DNA…

Ma torniamo agli eventi che ci travolgono:

Il 3° Permablitz, finalmente baciato dal sole, sì è concluso in un tripudio di cibarie e programmi per il futuro orto urbano!!

(facendo click sulla foto sarete portati alla collezione completa delle immagini)

Meris, dal profondo Nord-Est, mi invia lo schema del suo orto sinergico basato sugli appunti di Emilia per ciò che riguarda consociazioni e avvicendamento. A me pare buono…

Sono stato in giro per il canavese e non potevo non andare ad occupare abusivamente la cucina di Stefano e Daniela per cena (i miei tandemisti preferiti). Bhè… non posso non invidiare il loro essicatore solare… e la serra, e la raccolta delle acque piovane, e i pannelli fotovoltaici, e l’orto, e…

Ma a proposito di documenti credo di essermi dimenticato a tempo debito di comunicare che Davide aveva pubblicato su scribd un bell’articolo dell’ATTRA sulla fertilizzazione fogliare (in cui c’entra anche il compost tea…)

Dulcis in fundo. Il Consapevole si fa il restiling e (botta di culo) nel numero di questo mese c’è un mio articolo sull’agricoltura urbana e sulle tecniche applicabili per gli orti sul terrazzo.

Credo sia tutto… ma probabilmente no…
Ah! Le galline sono entrate a pieno regime… moriremo di colesterolo.

Annunci
23
Mar
09

Low Canavesan Bushman

glinggoMi sveglio e la giornata sembra il video perfetto per Tondeleyo di Bjork.
Alle 10 il sole è già alto e brillante ma un vento freddo preserva, nelle zone d’ombra, la brina cristallizzata sull’erba.
Porca se fa freddo.
La giornata si dipana tra le pulizie primaverili del cortile, il trasloco delle galline nel loro spazio anti-volpe, la costruzione del recinto per la domiciliazione coatta dei pupi in giardino ed il trapianto delle radici di rabarbaro in area non funestabile.
Attualmente, i rabarbari, saranno impiegati nel mio personale programma “una perenne in ogni bancale” così che la rizosfera di parte del bancale sia attiva tutto l’anno. Avendo trovato qualche radice intaccata da bestiole non esattamente accattivanti, nei pressi ho messo dell’aglio “classico” e dell’aglio orsino che avevo pescato l’anno scorso da una delle ripe dei canali qui intorno… non so se servirà… come consociazione non è particolarmente consigliata, il tagete sarebbe andato meglio…

Fa veramente freddo.
Le api per l’arnia sono attese intorno al 20 di aprile ma, sarà tutto il materiale che sto leggendo, sarà la full immersion con Bejo passato a trovarci il week end scorso (il quale sostiene si sia gli unici due a parlare di Apicoltura Naturale in Italia) sarà che mi sto lanciando nella costruzione di un’arnia Warrè ma la trasformazione sperata sta già avvenendo.
Non muovo passo senza registrare lo sviluppo delle piante che mi circondano, “erbacce” comprese, non c’è momento in cui non percepisca direzione e temperatura delle correnti d’aria… un po’ come quando il protagonista de “La Febbre” di Shawn legge per la prima volta il capitolo sulle merci del “Capitale” e, da quel momento, nessun oggetto sembra più lo stesso… tutto assume altre valenze, altre storie, altri significati.

Il sole è ormai alto.
Il tarassaco sta iniziando a fiorire, l’aglio orsino spunta tra le foglie secche ed il luppolo inizia la sua feroce ed inarrestabile arrampicata (quello che ho messo 2 anni fa vicino a casa raggiungerebbe volentieri i 6m di altezza se glielo si permettesse). Tra una decina di giorni qui si scatenerà il panico.
Li si può già sentire. Il vento freddo trasporta il suono scricchiolante di sacchetti della spesa riciclati, il sordo strofinare dei coltelli da tavola, quelli seghettati con la punta arrotondata e l’impugnatura di plastica dai colori improbabili.
Le più attrezzate si presenteranno con le calosce del marito, ma la vera “raccoglitrice di uvertin” (trad: i getti del luppolo) spartana e pura d’animo indossa zoccole di gomma ed improbabili completini rosa shocking o oro. Scendono dal pianoro di Rondissone e si aggirano con aria famelica tra le roggie ed i campi invadendo per un paio di settimane tutti gli spazi incolti e non, arrivando a scrutare le finestre di casa per controllare che non ci sia nessuno, così da poter raccogliere anche quelli che si arrampicano sulla cancellata.

Tra loro ed il viavai di pescatori (a questi “Rambo” delle acque torrentizie dedicherò, forse, un capitolo a parte…) ci si rende conto come, nonostante tutto, ciò che ci divide dai raccoglitori-cacciatori è solo una “crosta” mal impiallacciata di “civiltà”.
Evviva i boscimani della piana alluvionale della Dora!
(di cui sono orgoglioso membro pur non possedendo un deforme completino da fitness in oro)

04
Mar
09

gli appunti di Emilia H. n°9

Cristiano è partito con i suoi sacchi, Daria e Marco volevano provare ad eliminare le erbacce in maniera semplice e con la possibilità di tirarci fuori anche da mangiare, io sto sistemando i miei copertoni… è quasi ora…
Avete preparato le vostre patate?
Siete pronti?

Qui la traduzione degli appunti di Emilia sulla coltivazione “di pulizia” delle patate e sulla coltivazione consociata e a rotazione del mais, patate, fagiolioni, fave ed accessori.
Qui l’originale completo di schemi.
(sempre sia lodata Santa Gabriella)

… il titolo voleva essere uno scontatissimo “la patata tira” ma Noemi l’ha preso alla lettera tempestandomi di tuberi… ouch!

11
Set
08

gli appunti di emilia h. n°5

Doveva capitare prima o poi.
E’ cascato il collegamento GPRS col satellite di cartone. Chiedo venia a tutti, datemi qualche giorno e dovrei sistemare la cosa.

Voi intanto potete dare un’occhiata agli appunti di Emilia Hazelip su come coltivare i topinambur (che qua sono in completa fioritura) e la consolida.
Qui la traduzione, sotto gli originali.
Oppure potete sfruttare l’ampio spazio dei commenti per ciappettare allegramente tra di voi… io ci sono e non ci sono, fate come a casa vostra ma non mettete i piedi sul tavolo.

Se non volete perdere tempo a connettervi tutte le volte per vedere se ci sono o meno approfittatene per abbonarvi ai feed facendo click qui
Se, come me, feed vi fa pensare solo ad un insetticida abbonatevi via mail facendo click qui
Se delle mie farneticazioni vi interessa poco o punto (e come vi capisco…) ma trovate entusiasmanti i simpatici figuri che gironzolano tra i commenti (e qui la fauna si fa veramente eterogenea!) abbonatevi al feed dei commenti facendo clik qui

Saluti!
Torno presto.



27
Ago
08

gli appunti di emila h. n°4

Si, lo so, la stagione è ormai alle porte e quello che c’era da fare sui pomodori è già stato fatto… ma tenete il tutto buono per il prossimo anno, o aspettate novembre e mettete giù le fave.

Solite scuse sulla traduzione ecc… ecc…

Questo è il PDF degli originali con la traduzione. Così potete stamparvi il tutto senza cavarvi gli occhi a monitor…

Questi gli originali. Dategli un’occhiata prima di scaricarvi il PDF.

10
Lug
08

diario di campagna n°123

Credo che ormai si sia capito… io tendo a guardare l’orto (ed in generale l’agricoltura) dal punto di vista dei miei antenati: sdraiato, due metri sotto terra.
Questo comporta diversi vantaggi, alcuni svantaggi ed una struttura esteticamente “peculiare” della parte emersa. Tra le altre cose della parte emersa capisco anche poco o niente (verde: vegetale, grigio: sasso, verde/grigio: postina non ancora andata in vacanza e dalla dieta un po’ carente).

Uno dei vantaggi è che quando scopro nuovi (per me) collegamenti col piano di sopra mi emoziono sempre un po’. Questo può essere dettato anche dal non possedere una televisione da sei anni.

I Dentedileone o taraxacum officinale (se siete di quelli che le piante le conoscono) è un vegetale spettacolare! Si, lo so, si mangia in insalata, si fanno i “capperi”, con le radici si fanno tinture ecc… ecc… ma, nonostante la mia passione per la cucina, vi sembra che io mi possa emozionare per l’aspetto culinario? Oibò… ci vivo da un tot di tempo mangiando “erbacce”…

Visto da “sotto”, il tarassaco, è spettacolare. Infestanti, ma spettacolare, e una buona pacciamatura dovrebbe comunque tenerlo a bada.

Che cosa fa il Tarassaco che io non sapevo:
• Produce etilene (è la fissa del momento) il che, come diretta conseguenza, permette la maturazione anticipata dei frutti e la fioritura precoce sebbene in alcuni casi possa inibire lo sviluppo della pianta. Pare che mettere in un sacchetto i fiori e le foglie del Dentedileone con frutti acerbi li faccia maturare. [ref PFAF GardenOrganic]
• La grossa radice, morta la pianta, permette un’areazione naturale del terreno (fondamentale in un orto dove si promuova l’autofertilità) e diventa un ”ascensore” naturale per lombrichi ed altri organismi che possono così raggiungere gli strati più profondi del terreno.
• La pianta non disturba con le sue radici le piante circostanti. La radice del Dentedileone scende verticalmente in profondità agendo come “pompa” per alcuni minerali celati negli strati più bassi del terreno, specialmente calcio. [ref PFAF]
• E’ considerato un produttore di Humus in quanto la sua rizosfera (l’area di terreno a contatto con il suolo) è particolarmente gradita ai lombrichi.
• Può essere attaccato dai nematodi. In questo caso conviene, forse, consociarlo con piante “trappola” tipo nasturzio o “disinfettanti” tipo tagete. Oppure usare lui come trappola, magari nei pressi dei cavoli, particolarmente sensibili agli attacchi da parte dei nematodi. [ref GardenOrganic]
• E’ uno degli ingredienti per il “QR” Herbal compost activator (vedi ricetta) [ref Journey to Forever]

…con buona pace per le “erbacce infestanti”…

“QR” (Quick Return) Herbal Compost Activator:
(liberamente tratto da Bruce. M. E. Commonsense Compost Making. Faber 1977 ISBN 0-571-09990-4)

Il QR è una polvere a base di erbe e miele che, diluita in acqua e distribuita sulla pila del compost, è in grado di accelerarne il processo di decomposizione e migliorarne la qualità.

Ingredienti:
Camomilla (Matricaria chamomilla) – potassio, fosforo, calcio, zolfo
Dentedileone (Taraxacum officinale) – ferro, sali, potassio, fosforo
Valeriana (Valeriana officinalis) – acido acetico, acido formico
Achillea (Achillea millefolium) – ferro, calcio, potassio, fosforo, zolfo, nitrati
Ortica (Urtica dioica) – olii, acido formico, azoto in forma ammoniacale, acido carbonico, ferro
Corteccia di Quercia (Quercus robur) – potassio, calcio
Miele grezzo (miele grezzo) – glucosio

Metodo:
Raccogliere foglie e fiori al mattino e farli seccare a bassa temperatura. Una volta seccati macinare il tutto e setacciare con un colino. Mantenendo separate le erbe.
Per la corteccia di Quercia usare la parte esterna grattandola finemente (con una lima o con la grattugia da formaggio).
Per il miele, mischiarne una goccia con un’uguale quantità di Saccharum Lactis (reperibile in farmacia, pare che lo produca la Boiron, tra le altre…) finchè il miele non sia completamente assorbito.
NB – le piante fondamentali sono l’Achillea e l’Ortica… il resto è optional.

Mischiare i componenti in parti uguali (es. un cucchiaio per ciascheduno) e conservare in barattolo chiuso fino all’utilizzo.
Quando se ne avrà bisogno sarà sufficiente diluire una punta di cucchiaino del mix in ½ litro d’acqua ed agitare bene. Si conserverà per circa tre settimane. Agitare sempre prima dell’uso.

Indicazioni d’uso:
(per pile di circa 2m quadrati)

Forare verticalmente, con un palo, la pila di compost fino a 15 centimetri dal fondo. I fori andrebbero ad una distanza, l’uno dall’altro di 30 – 60 cm l’uno dall’altro.
Versare nei fori una tazzina da caffè della soluzione e “tappare” il tutto con terriccio asciutto setacciato, comprimendolo bene per evitare “bolle d’aria”.

Pare sia quasi miracoloso… e fatto così è gratis (saccharum lactis a parte).

21
Apr
08

Diario di campagna n°66

LA TEORIA DELLA COMPLESSITA’ DEI SISTEMI

APPROFITTANDO DELLE PIOGGE primaverili si sta seminando gli orti, mentre nella serra-sgabuzzino le piantine più delicate si danno un certo tono…
La struttura degli orti si sta comportando bene, mentre i campi di mais circostanti assomigliano a risaie, i letti dell’orto sono perfettamente drenati e la copertura di paglia ne evita il dilavamento… e la conseguente dispersione dei suddetti semi.

CI SONO DIVERSI motivi per cui mi sono avvicinato all’agricoltura sinergica ed alla permacultura.
Il primo è, ovviamente, che sono pervaso da una forma cronica d’indolenza.
Mai e poi mai sarei stato in grado di fare una “doppia vangatura” per l’appezzamento a patate. Il secondo è conseguente: l’indolenza è una forma di risparmio (energetico, economico…), l’agricoltura sinergica e le progettazioni in permacultura prevedono un bassissimo input di energie e risorse (concimi ecc…), il terzo è perché sono un cialtrone… bhè, si, ci sarebbe anche tutta una serie di motivi politico-filosofico-religiosi ma passano sicuramente in secondo piano (soprattutto quelli filosofico-religiosi…). E il mio cialtronismo si sposa perfettamente con alcuni presupposti della permacultura:

“La seconda legge della termodinamica… [afferma che]… le energie tendono a dissiparsi e nei sistemi organizzati derivano inevitabilmente verso l’entropia, o il caos. In apparente violazione di questa legge, i sistemi biologici tendono invece a diventare più complessi ed efficienti.”
(Newsweek, 24 Ottobre 1977 citato su “Permaculture. A Designer’s Manual”, Bill Mollison, ed. Tagari)

“Nel Caos soggiaciono opportunità non lineari per un ordine creativo”
(“Permaculture. A Designer’s Manual”, Bill Mollison, ed. Tagari)

“L’ordine si riscontra nelle situazioni in cui le cose collaborano positivamente tra di loro. Non nella condizione di forzato ordine, pulizia e rigore che, in un’ottica di progettazione (in permacultura) e di energia, sono considerati disordine. Il vero ordine potrebbe risiedere, in realtà, nella confusione; la cartina di tornasole per testare l’ordine entropico di un sistema è: se consuma più energia di quanta ne produce è in disordine, se produce la medesima, o più, energia di quella che consuma il sistema è ordinato”
(“Permaculture. A Designer’s Manual”, Bill Mollison, ed. Tagari)

DETTO QUESTO SI CAPIRA’ che come alibi sono eccezionali, ma soprattutto come io possa pensare di gestirmi un orto di quasi 800 mq da solo avendo comunque il tempo di svaccarmi a guardare le nuvole…
Per dare un’idea di cosa succede… questo è lo schema di come ho seminato una minima parte del primo orto…
La complessità dei sistemi
A- Aglio+lattughine da taglio
B- Fagiolini nani
C- Calendula
D- una zucchina
E- non so dove l’ho messa
F- mi pare nasturzio, T è sicuramente tagete
Da qualche parte c’è del romolaccio
I- Prezzemolo?
Spinaci quà e là… dove c’è la P ci sono delle carote ma vi troveranno posto anche dei pomodori appena le piantine saranno un po’ più robuste…
Senza parlare delle aiuole “tre sorelle” e le patate nei copertoni…
Il resto non me lo ricordo più bene… ma aveva un senso…

RISORSE SULLE CONSOCIAZIONI:
Articolo dell’ATTRA con schemi sulle “tre sorelle”… Mais, zucche, fagioli
Ottimo schema di consociazioni creato da Ute Bohnsack
Estratto dal manuale sulle consociazioni della Rodale (pdf)
Gli appunti di Emilia Hazelip con numerosi schemi




L’ orto di carta

Diario di bordo ad aggiornamento casuale e saltuario di un cialtrone nell'orto... giocando con il fango, la permacultura, l'agricoltura sinergica in compagnia di William Cobbett, John Seymour, Fukuoka e Kropotkin.

Per Contattarmi:

Aggiornamenti via mail?

Parte della libreria di OrtodiCarta

Prese al volo e rilanciate

how to be free manifesto

Pastafarian Blog

Accessi dal 8 aprile 2008:

  • 741,589 hits
Add to Technorati Favorites

Troverò altri sistemi di finanziamento occulto…

Foto di Carta


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: