Posts Tagged ‘formazione

19
Nov
10

Andiamo a prendereli da piccoli!

Avete presente le streghe del Macbeth?
Ma si, dai. Quelle tre che stanno nella brughiera a far non si sa cosa ma sicuramente hanno messo la maglia di lana.
Quelle che ti profetizzano cose arcane che tanto tu o non capisci o male interpreti.
Ma si dai.
Ecco. Loro sono come le streghe di Macbeth se le streghe di Macbeth indossassero fuseaux salsiccioformi dalle fantasie improbabili.
Si annunciano con lo strombazzare furente di un cagnetto bianco e marrone privo del concetto di territorialità.
Nulla che non gli si possa insegnare facendogli la pipì in testa. Non necessariamente solo al cane.

Sono nel campo a Lessolo. Quattro giorni di pioggia hanno reso il terreno della stessa consistenza della plastilina dopo che l’hai pasticciata per mezza giornata vicino al caminetto.
Tecnicamente: un terreno assolutamente non in tempra.
Devo comunque mettere a dimora le 250 piantine recuperate dalla forestale per le siepi e, tutto sommato, il prato drena a sufficienza.

In una scheggia di sole tra una nuvola e l’altra, loro compaiono dal fondo del campo. (Questo è il bello di avere un campo in “quasi piano” molto lungo: vedi chi arriva con un buon anticipo)
La prima mi apostrofa con un volume di voce che deve, necessariamente, superare il latrare del cagnetto. “Ma cos’è che fate qui?
Per una volta rispondo in maniera adeguata. Spiego che ci stiamo trasferendo e che in attesa dei lavori sulla casa sto preparando il campo per le coltivazioni, l’orto…
Ah. Vabbè! Ma ci sono persone apposta per fare queste cose…
Il preparatore di campi era una professione che mi ero perso. Devo dire che dal “chi è che hai sepolto lì” riferito all’orto di quattro anni fa c’è stato comunque un certo sviluppo.
Spiego che ci stiamo informando il più possibile per poter operare nella maniera migliore possibile.
Le tre sembrano soddisfatte e si scambiano occhiate di complice assenso. Una, abbozza anche un link con un suo parente che… Mi raccontano che quel posto era noto come cascina “Serra”. Essendo più o meno la dodicesima nomenclatura appioppata a quel posto, inizio a pensare di aver acquistato un’ex-multiproprietà. Si dilungano in descrizioni amene della vita rurale che si dipanava in quel luogo inserendolo d’ufficio nella melensa routine agreste del nord Italia degli ultimi 80 anni e mi salutano con il migliore degli auguri. “Ah, è sempre stato uno dei migliori prati della zona. Anni fa, una ragazza che abitava qui ha affogato il figlioletto nel pozzo… o era la figlioletta?
La casa è disabitata da prima che loro nascessero.

Avete presente le streghe di Macbeth?
Insopportabili stronze.

Sto facendo nuovamente delle cose catalogabili come strane.
Sto anche raccogliendo il materiale per cercare di raccontarlo in maniera quasi adeguata.
Nel frattempo mi ripasso Odum e compagnia bella nella speranza di sopravvivere alla lezione con le 4° e 5° dell’Istituto Tecnico di Agraria di Biella martedì prossimo.
Io, l’amico G. ed Enzo siamo stati invitati a parlare di Agricoltura Sinergica e compagnia bella ma, già che ci siamo, segretamente complottiamo per alzare un pelo il tiro ampliando l’introduzione.
Bisogna prenderli da piccoli. Sennò ti diventano vecchi.

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16
Giu
10

Attendere prego…

Ci sono le attese di quando sei alla fermata del pullman e ti accendi una sigaretta sperando che questo lo convinca ad arrivare in fretta.
Ci sono le attese in cui tu non devi fare niente se non aspettare, e poi le cose succedono.
Ci sono le attese di quando tu hai già fatto tutti i piani, tutti i progetti, tutte le ipotesi e poi, tanto, sai che sarà comunque e sempre navigazione a vista.
Ci sono le attese che neanche lo sapevi che lo stavi aspettando ma adesso lo sai.
Ci sono le attese in cui tu hai preparato tutto, adesso puoi sederti, prendere un libro e far passare il tempo.
Ci sono le attese che tu hai messo giù i semi ma i tuoi tempi non sono quelli del seme e passi ogni due ore a controllare se qualcosa è germogliato.
Ci sono le attese che “la pentola osservata non bolle mai”.
Ci sono le attese che per non farle sembrare tali ti trasformi in una trottola che poi, quando ti fermi, ti gira la testa, hai la nausea e quello che aspettavi ti sta guardando con uno sguardo vagamente disgustato.
Ci sono le attese in cui hai mollato tutto perché qualcosa deve cambiare ma l’intervallo tra “il prima” ed il “dopo” non sembra finire mai e, mentre ti chiedi cosa puoi fare è già dopo (ma sembra passato un secolo)
Ci sono le attese che ti sfibrano stancandoti più di qualsiasi lavoro.
Ci sono le attese che ti offrono l’occasione di provare altro.
Forse ci sono attese che sono “intervalli” ed attese che sono “lavori”.

Da mesi ho la sensazione di essere finito in un’attesa che è lavoro.
Il lavoro di attendere.
Siamo fermi. Io, Noemi, e il piccolo “sto sviluppando una mia personalità e non vi piacerà” rampollo di casa. Il resto va avanti… la gallina è diventata mamma, le api (nel loro modo) anche, quell’abbandono di micro orto che copre un’aiuola in giardino cresce, si semina, si bagna… si fa i fatti suoi quasi non visto e non notato nella frenesia che ha mi ha coinvolto nel tentativo di “ingannare” l’attesa, di evitare questo lavoro.
Fortunatamente mi è stata data la possibilità di evitarlo correndo su e giù, incontrando persone e realtà. Tre anni e passa a “curare il proprio orticello”, comunicando quasi esclusivamente in forma digitale iniziava ad avere un vago sapore di limite.
Ok… la comunicazione digitale ne ha un po’ risentito e chiedo scusa a tutti quelli a cui ho dato (sto dando) risposte sommarie o di cui ho perso traccia delle mail e a tutti quelli che si aspettavano post logorroici e deliranti sulle basi di scambio, l’arte della guerra di Sun Tzu, le consociazioni delle brassicacee e la fisica di Star Trek.
Ma, contemporaneamente, vorrei ringraziare tutte le persone incontrate in questi mesi, con cui si è parlato, discusso, scambiato… in definitiva: ci si è allegramente contaminati.
Grazie a tutti, avete reso ricco ed interessante un spazio che sarebbe stato altrimenti “vuoto”, mi avete permesso di mettere in gioco in modo diretto e reale un “cambiamento” confrontandolo, cercandone i limiti, raccontandolo ed agendolo non più in una forma astratta, attraverso parole scritte ma attraverso il contatto diretto.
Grazie.
Stiamo ipotizzando uno spazio sufficientemente grande da potervi contenere tutti (o quasi… diciamo che si potranno organizzare dei turni 🙂 )… ma prima lo dovremo costruire!

Ah… quasi dimenticavo… mancano 2 giorni…

15
Dic
09

Permablitz n°1 – Prima parte

E mentre piombava il gelo sulla capitale subalpina, s’è conclusa la prima parte del permablitz di Rizomi.
Io mi sono divertito molto. L’atmosfera è stata da circolo del te con pasticcini misto ad un tocco di steampunk degno di un eco-hacking per signorine vittoriane.
Innumerevoli i benefit collaterali oltre il semplice obbiettivo del costruire un orto da balcone con vasi autoirriganti. Dalla produzione di inoculi per il bokashi (al grido di: “più microrganismi per tutti”) allo scambio di vermi e lombrichi per il vermicompost (grazie Marilena!).
Quasi quasi partecipo anche alla seconda parte… 😉

AGGIORNAMENTO:
Permablitz n°1 – Seconda Parte – appuntamento alle 11 di sabato 19 e domenica 20 in C.so Giovanni Lanza angolo via Principessa Felicita (Monte dei Cappuccini – To). Il freddo non è un problema: si lavora nella calda casetta di Luca!

31
Mar
09

In bicicletta senza freni

Il mostriciattolo dagli occhi azzurri seduto alle mie spalle mi colpisce ripetutamente sulla schiena gridando entusiasta che stiamo andando troppo forte e che la bici non ha i freni.
Gli urlo che non posso sentirlo, il vento che mi fischia tra le orecchie è troppo forte e, nel caso non dovessimo riuscire a fermarci, sarà sufficiente buttarsi in uno dei campi appena arati dove la terra soffice attutirà l’urto.
Mi colpisce ancora, ma con minor convinzione. Sta cercando di capire se voglio fregarlo.
Decide di si ma si vuole godere la discesa in bici che ci riaccompagnerà a casa per il pranzo dopo la mia assenza di quattro giorni. Sono tornato a casa.

Sono fisicamente stanchissimo, ho un arretrato di almeno 1000 ore di sonno e altrettante cose da fare. Fortunatamente Noemi tiene il timone dell’orto e della serra garantendo la nostra fonte primaria di approvvigionamenti.
Il corso tenuto in collaborazione con G ed Enzo alla Casa del Bosco in Collina è stata un’esperienza fisicamente stancante ma il cervello si è trasformato in una dinamo impazzita grazie agli scambi ed alle “sinergie” che si sono venute a creare, permettendomi di svernare anche il cervello, intirizzito dal lunghissimo inverno.

Vi chiedo ancora perdono per un attimo…
Sto preparando il materiale per un’ennesima sperimentazione sul biochar, una sull’utilizzo in permacultura del vetiver (questa volta su ampia scala e con numerosi dettagli tecnici), stanno arrivando le api con tutto ciò che comportano e… un sacco di altra roba…
Sto raccogliendo energie mentali dagli incontri.
Quello che faccio rischia di “isolarti” ed i contatti e gli scambi umani sono una risorsa fondamentale di confronto, arricchimento e messa in discussione dei propri principi… lo so, sembra retorico… ma è così…

E quindi… fate ancora per un po’ come se foste a casa vostra, Lalica, Sb, Iano, Andrea, Equipaje , Salvatore e tutti gli altri saranno in grado di dirvi dove si trova il mobiletto bar e che il bagno è in fondo a destra (come sempre!).
Per riuscire a “centrarmi” in questo periodo potete farvi vivi a Torino, giovedì 2 aprile alle 20.30, al Centro Sereno Regis di via Garibaldi o sabato 4 aprile a Monteveglio per una chiacchierata sull’orto della Transizione…

02
Mar
09

Appunti sparsi sulla scrivania

La preparazione dell’accoglienza per le api (arrivo previsto 20 Aprile… sperando che la gaggia non faccia brutti scherzi…) mi ha fatto scordare le buone maniere.

Avrei dovuto narrare:
delle mie avventure in quel dell’Emilia in compagnia di Marco, Daria e la Transizione… ma mi hanno battuto sul tempo con un bel feedback. Posso solo aggiungere che l’accoglienza è stata ottima ed è incredibile quello che stanno montando da quelle parti! Peccato solo per la presentazione sulla permacultura, un po’ “hard” per il pubblico presente e per il fatto che tutto si sia svolto in una full immersion di 48 ore circa.
Ragazzi: grazie ancora, spero solo di essere riuscito a lasciarvi qualche stimolo…

Avrei dovuto comunicare:
tempo fa che Matteo sta organizzando “L’ ORTO da (m)orto a (ris)orto…”

Avrei dovuto trasmettere:
che l’associazione Kanbio ha presentato il programma delle nuove attività:

laboratori di panificazione naturale
si propone un’attività di panificazione naturale
attraverso la sperimentazione pratica e diretta.

14-15 marzo 2009
presso ristorante vegetariano OhMioBio – via Cesare Balbo, 22A – Torino
sabato dalle 17.30 alle 22.30
domenica dell 8.15 alle 17
per info e prenotazioni
011.8391864
www.ohmiobio.it

21-22 marzo 2009
presso rifugio Jumarre – Angrogna (Torino)
laboratorio residenziale dalle 17.30 di sabato alle 17 di domenica
per info e prenotazioni
0121.944233
www.rifugiojumarre.it

19 marzo 2009 alle ore 21
presso libreria Linea451 – via Santa Giulia, 40 – Torino
conferenza e dibattito su
“le crisi attuali e le alternative possibili;
nuove forme di economia tra utopia e necessità”

a cura di Roberto Burlando, docente di Politica Economica,
Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
per informazioni
011.8136739

laboratori di agricoltura sinergica
avviamento di coltivazioni orticole
attraverso l’attivazione di processi di autofertilità del suolo.

26-30 marzo 2009
presso la “Casa del Bosco in collina” – Rocca De Giorgi (Pv)
laboratorio di agricoltura sinergica
per info e prenotazioni
0385.99019
www.casadelbosco.org

il metodo dell’agricoltura sinergica
è sostenibile ed ecologico: propone quotidianamente il rispetto della terra
e delle persone che la abitano.

l’agricoltura sinergica è un metodo di coltivazione elaborato
dall’agricoltrice spagnola Emilia Hazelip. Si basa sul principio,
ampiamente dimostrato dai più aggiornati studi microbiologici,
che, mentre la terra fa crescere le piante,
le piante creano suolo fertile attraverso i propri “essudati radicali”
i residui organici che lasciano e la loro attività chimica,
insieme a microrganismi, batteri, funghi e lombrichi.

i prodotti ottenuti con questa pratica hanno una diversa qualità,
un diverso sapore, una diversa energia e una maggiore
resistenza agli agenti che portano malattie; attraverso
questo modo di coltivare viene restituito alla terra,
in termini energetici, più di quanto si prende,
promuovendo i meccanismi di autofertilità del suolo e
facendo dell’agricoltura un’attività umana sostenibile.

condividiamo questa esperienza in cinque giorni
di confronto, di formazione,
di progettazione e di lavoro pratico;
non mancheranno confronti informali e momenti di socialità;
alimentazione bio e vegetariana.

kanbio associazione
bandalagamba
via cianramà 10
10066 torre pellice – torino
0121.91070

Il 26-30 Marzo a “Casa del Bosco” parteciperò anch’io facendo la mia sporca parte… chi non fosse sufficientemente stanco di leggere i miei deliri potrà godere felicemente della mia persona e della mia logorrea!

19
Feb
09

Hit the road jack…

Sto organizzando le scartoffie, i cd, i libri e le idee.
Domani mi metterò in viaggio per Granarolo dove Sabato e Domenica mi incontrerò con i transizionisti di quei luoghi per discettare amabilmente di “quanti angeli possono coltivare la cruna di un ago” come correlato all’incontro a Monteviglio con Maria Luisa Bisognin dell’Accademia Italiana di Permacultura
…io sarò quello nascosto sul fondo della sala con naso e baffi finti. 😀

Per chi è in zona Bologna e vuole partecipare i contatti sono:
Marco e Daria per la mia “infiltrazione”
Monteviglio Città di Transizione per la sede ufficiale ed il red carpet

Qui il link se avete bisogno di un passaggio… io, il mio, me lo sono già procurato!

…le api dovranno aspettare un’attimo…

29
Gen
09

Creative Commons

“Auguro a tutti quelli che copiano e non citano la fonte di finire sotto una lapide di marmo sulla quale è scritto il nome di un altro”
trovata qua grazie a Weissbach

…almeno la gloria! 🙂




L’ orto di carta

Diario di bordo ad aggiornamento casuale e saltuario di un cialtrone nell'orto... giocando con il fango, la permacultura, l'agricoltura sinergica in compagnia di William Cobbett, John Seymour, Fukuoka e Kropotkin.

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Troverò altri sistemi di finanziamento occulto…

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