Posts Tagged ‘Fukuoka



28
dic
08

Cialtroni di tutto il mondo unitevi

Tutto dorme sotto un sottile strato di neve ghiacciata.
Tutto è a riposo.
Qui, ai confini dell’urbano, ci si prende il tempo per fare elenchi su elenchi di progetti e realizzazioni che non si riuscirà mai a sviluppare in primavera e a sfogliare cataloghi di sementi.
Attività che assume la forma di una satira dei Monty Python quando si leggono le pretese promesse di pomodori mai visti e melanzane delle dimensioni di zucche… deve esistere un’analogia nascosta tra le descrizioni dei cataloghi di sementi e le narrazioni di flora e fauna di paesi lontani fatte dagli esploratori del ‘400 – ‘500, quelle in cui si raccontavano di cavalli cornuti grandi come palazzi ecc… ecc…

Buona parte dell’orto è già impostata grazie anche al provvido arrivo della famosa grellinette che mi ha permesso di accelerare i tempi senza spaccarmi la schiena.
Che poi, che senso ha?
Cioè, lo so perfettamente che senso ha… ma se si pensa che il 97% di una pianta si genera dall’aria ci si sente veramente un po’ insensati a spaccarsi la schiena per quel fottuto 3%, che poi può essere ampiamente svolto da funghi, batteri ed artropodi se messi nelle condizioni di lavorare

Estremizzando il concetto.
Noi respiriamo un mix di ossigeno, azoto e biossido di carbonio, le piante attraverso la fotosintesi estraggono il carbonio dall’aria e lo fissano in catene di composti organici. Punto.
La restante parte di un orto è puro gusto estetico antropocentrico ed ansia da controllo.
Oblomov sarebbe d’accordo con me.

A questo ragionamento sovrapponete la definizione di ecologia data da Stefan Buczaki ne “Il Giardino Ecologico” in cui viene definita, non tanto come la preservazione delle balene o l’ansia da petroliera che si spacca, ma come l’attenzione “a tutto quel che vive, dove e perché”. La parola ecologia deriva dal greco oikos, casa e logos studio… estendete il concetto di casa fino a comprendere il luogo dove ogni organismo vive ed avrete l’esatta definizione di ecologia.

Completate il tutto con la citazione di Bill Mollison dal video “The Global Gardener” in cui, comodamente sdraiato all’ombra di un albero sostiene che un orto ben progettato è quello che ti permette di sonnecchiare piacevolmente tra la verdura non osservato da occhi indiscreti.
Et voilà!

“L’orto di carta” del prossimo anno!

Addendum:
Questo post è stato scritto dopo che ho visto circolare alcune comunicazioni che diffidavano dal credere ai “faciloni dell’agricoltura naturale”.
Ops! ;)

16
dic
08

Fukuoka reloaded

earthgirlarjuna4
Lo so… è un po che non posto traduzioni della Hazelip… cercherò di supplire al più presto.
Nel frattempo ho scoperto che la causa dell’agricoltura naturale crea strani compagni di letto.
Data la connessione con il satellite di cartone, non sono in grado di dirvi se il link è funzionante ma pare che qui sia scaricabile la puntata di un anime giapponese (Earth Girl Arjuna) in cui uno dei personaggi è ispirato a Fukuoka in tutto e per tutto… e che sia stato anche supervisionato dai collaboratori del maestro giapponese.
Per i geek con il pallino per l’ecologia profonda.

Fatemi sapere se il link funziona.

11
set
08

gli appunti di emilia h. n°5

Doveva capitare prima o poi.
E’ cascato il collegamento GPRS col satellite di cartone. Chiedo venia a tutti, datemi qualche giorno e dovrei sistemare la cosa.

Voi intanto potete dare un’occhiata agli appunti di Emilia Hazelip su come coltivare i topinambur (che qua sono in completa fioritura) e la consolida.
Qui la traduzione, sotto gli originali.
Oppure potete sfruttare l’ampio spazio dei commenti per ciappettare allegramente tra di voi… io ci sono e non ci sono, fate come a casa vostra ma non mettete i piedi sul tavolo.

Se non volete perdere tempo a connettervi tutte le volte per vedere se ci sono o meno approfittatene per abbonarvi ai feed facendo click qui
Se, come me, feed vi fa pensare solo ad un insetticida abbonatevi via mail facendo click qui
Se delle mie farneticazioni vi interessa poco o punto (e come vi capisco…) ma trovate entusiasmanti i simpatici figuri che gironzolano tra i commenti (e qui la fauna si fa veramente eterogenea!) abbonatevi al feed dei commenti facendo clik qui

Saluti!
Torno presto.



14
ago
08

finestra sulla realtà degli altri n°11

Ghost in the machine

No, non mi sto riferendo al quarto memorabile album dei Police.
No, neanche al libro di Arthur Koestler
del 1967.
No, neanche alla teoria di Gilbert Ryle , anche se tutto nasce per colpa sua….
E neanche al fatto che i post compaiono senza bisogno del mio intervento…

Ci sono a volte dei collassi nella “macchina” internet. A volte sono volontari (tempo fa fui artefice di uno di questi, nel mio piccolo) a volte sono incidenti (è successo al sito della libera Scuola di Agricoltura Sinergica). In alcuni casi le cose scompaiono e a nessuno frega niente, in altri casi archivi, link, articoli e risorse sono persi e basta. (non che sia un gran problema comunque… difficilmente ciò che si può leggere in internet è di vitale importanza, può essere interessante ma non fondamentale…)

Questa seconda ipotesi si era verificata per il sito www.seedball.com uno dei punti di riferimento per chi era alla ricerca di risorse sull’agricoltura naturale (ed un sacco di “fricchettonate” varie…).
Un giorno, Puf! Non c’era più…

Sinceramente, di nuovo, non che la cosa abbia fatto perdere il sonno a nessuno… (almeno, a me no…). La cosa che trovo buffa è che scopro da poco (grazie alla lista dei fukuokiani americana) che in rete (nella macchina) è ancora presente il suo “fantasma”…

E sta qui .

(post scriptum: è un fantasma di un sito… non è che gli si può chiedere di avere tutte le funzionalità a posto…)

12
ago
08

diario di campagna n°149

Non sono qui.

Non so esattamente dove sono in questo momento.

So solo che sono salito su un traghetto che mi porta in Sardegna. Lo so, dovevo essere da un’altra parte… ma torno comunque il 18, dovrei fare in tempo a salire in valle.

Porterò i vostri saluti alle piantine di Vetiver!

Per i commenti so che ormai siete autonomi e posso lasciarvi ciappettare al “bancone bar” anche in mia assenza, vedete di lasciare tutto in ordine quando uscite.
Per i post, come insegna ste, i blog sono dotati di vita propria… qualcosa qua e là comparirà…

P.S. – aggiornamento dell’ultim’ora – l’architetto con cui viaggerò clandestinamente è dotato di pc portatile… se qualche sardo “all’ascolto” vuole organizzare un “Fukuoka Party” basta postare qui.
Appena posso vi contatto. (miracoli della tecnologia)

10
ago
08

diario di campagna n°147

Ciao G.,
ho seminato il grano vernino che mi hai dato.
Avendo più tempo ed una maggiore stabilità esistenziale (ci si augura che il campo non venga toccato da nessuno fino a giugno dell’anno prossimo…) si sarebbe potuto fare un lavoro migliore ma tant’è che se cialtrone devo essere che cialtrone io sia! Ruth Stout, da qualche parte, se la sta ridendo…

Come eravamo rimasti, ho fatto una prima selezione dei semi tuffandoli in un secchio d’acqua per “scremare” quelli bacati. Il risultato è stato abbastanza soddisfacente, circa il 40% sembravano ancora buoni. Va sottolineato che mentre facevo quest’operazione è scoppiata un’altra bufera “sradica-pioppi” ed i semi sono stati abbandonati, “per forza maggiore”, una mezza giornata a mollo con un paio di effetti collaterali positivi: i parassiti residui sono annegati o hanno traslocato e la cuticola dei semi si è ammorbidita accelerandone la germinazione.

La prima parte dei semi è stata “spagliata” in un pezzetto che avevo seminato a trifoglio posizionato un po’ prima dell’orto. Ho buttato i semi poi ho sfalciato molto basso il trifoglio (e un tot di erbacce) e quindi ho coperto il tutto con uno strato di paglia. (Mi vedo Fukuoka, dalla clinica in cui è ricoverato, che si mette le mani nei capelli e si tira la barba…)

La seconda è stata distribuita nella parte di orto salvatasi dal crollo del pioppo… qui era un po’ più complesso a causa di un tot di convolvolo. In ogni caso ho sfalciato e tolto le radici più grosse, quindi seminato e coperto di paglia. Il tentativo è stato, in questo caso, di sfruttare al massimo i bancali rialzati in modo da evitare gli allagamenti autunnali.

In entrambi i casi sta già germinando (il ché fa sperare bene…). Ho cercato di seminare un po’ fitto per permettere al grano di competere e frenare le spontanee che saranno poi libere di proliferare dopo giugno 2009 (loro non sembrano comunque d’accordo)… anche se penso che ci passeranno su con un aratro appena avremo fatto la “mietitura”…

Porgo i più cordiali saluti all’alta valle
Nicola

P.S. – per evitare che i buzzurroni, che devono venire a prelevare il pioppo caduto, calpestino le future bionde messi il tutto è stato recintato… con paletti di pioppo…
P.P.S. – L’idea di coprire tutto con la paglia si sta dimostrando efficace a nascondere i semi ad una famiglia di fagiani che si è trasferita nelle vicinanze (I fagiani mangiano il grano? Preferisco non scoprirlo…). Non credo che siano autoctoni, da queste parti i cacciatori liberano fagiani cinesi in vista dell’apertura della caccia in autunno.

04
ago
08

gli appunti di emilia h. n°2

Ecco la seconda puntata degli appunti di Emilia Hazelip. Al fondo, come al solito, gli originali.

Le sponde dei bancali.

I bancali presentano due superfici coltivabili dalle caratteristiche molto diverse:
la superficie centrale in piano, dalla profondità ottimale, e le sponde di un’altezza variabile tra i 15 ed i 50 cm (oltre lo spazio centrale diverrebbe troppo esiguo). L’altezza che da risultati migliori di gestione, sia della parte centrale sia delle sponde, e di 30 cm che vuol dire ottenere sponde di circa 40-45 cm di larghezza.
Per la gestione delle sponde si deve tenere in considerazione l’orientamento delle stesse rispetto al sole. Cosa relativamente importante per le superfici centrali in quanto riceverà luce in maniera sufficientemente uniforme salvo che l’orto non sia in una posizione in pendenza.
Se il terreno è in piano, potete montare i bancali con una struttura rettangolare Est-Ovest e, conseguentemente, avere le sponde orientate nord-sud ottenendo microclimi molto diversi per ciascuna sponda. Questo sarà uno dei fattori determinanti per la scelta delle coltivazioni che andrete a fare sulle sponde stesse. In alternativa potrete disporre i bancali con un orientamento Nord-Sud in modo da ottenere sulle sponde ad est il sole del mattino e su quelle ovest il sole del pomeriggio, in questo modo l’irraggiamento sarà circa uniforme.
D’altro canto, se i bancali seguono forme circolari, si otterranno sponde esposte a tutti e quattro i punti cardinali. In questo caso si dovrà identificare bene l’orientamento di ogni segmento delle sponde.
Le sponde vengono utilizzate come superficie per le coltivazioni di “supporto” alla produzione principale che viene fatta sulla parte centrale del bancale. L’insieme delle coltivazioni sulle sponde ha di per sé una notevole importanza, ed in alcuni casi la produzione delle stesse può essere tale da non dover richiedere l’utilizzo delle parti centrali.
Le piante più indicate per la coltivazione sulle sponde sono quelle a portamento eretto appartenenti alla famiglia delle liliacee, come i porri, le cipolle, l’aglio. Le piante appartenenti a questa famiglia contengono sostanze fungicide, antibatteriche ed insettifughe in grado di proteggere le altre coltivazioni. Mescolatele a piante dallo sviluppo rapido come cicorie e lattughe di cui lascerete poi le radici nel terreno dopo la raccolta, disponendole sempre a quinconce. Qua e là potrete sparpagliare delle lenticchie.
Sul crinale di passaggio tra le sponde e le superfici centrali, seminare una linea di fagiolini o di piselli rampicanti, in base alla stagione, in modo che le radici delle leguminose possano estendersi nella rizosfera delle sponde. Se dovessero comparire piante spontanee appartenenti alla famiglia delle leguminose non eliminarle [n.d.t. mai asportare l’apparato radicale delle erbacce a meno che non siano fittonanti come la gramigna, decomponendosi forniranno humus al terreno e comunque ospitano una varietà di batteri e funghi fondamentale per la fertilità del suolo](a meno che non diventino veramente infestanti).
Le sponde vanno sempre tenute coperte da pacciamatura.

Orientamento piante adatte alle sponde:
Aglio – Sud, est, ovest
Cipolle – Sud, est, ovest
Porri – Nord, esst
Cipolla invernale – tutte
Cipollotto – tutte
Scalogno – tutte
Lattughe – tutte
Cicoria/scarola – tutte
Lenticchie/ceci – tutte


i soliti ringraziementi a tutti…
p.s.- è finalmento di nuovo online il sito della Libera Scuola Emilia Hazelip di agricoltura sinergica!




L’ orto di carta

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