Posts Tagged ‘orto sul terrazzo

10
Mag
11

Una Notte al Museo 2

La prima puntata era stata un tale successo di domande e confronti sui vari si stemi di compostaggio urbano che non eravamo neanche riusciti a finire la presentazione delle slides, dove avevo raccolto una serie di suggestioni “tecniche” per la coltivazione e sul problema degli inquinanti nell’agricoltura urbana.
I malevoli hanno insinuato che parte del successo sia da attribuirsi proprio al fatto che io non abbia finito la presentazione… ma Noemi non era presente e quindi non fa testo… malevola!
In ogni caso

Giovedì 12 Maggio alle 17.30
al Museo di Scienze Naturali di Torino – via Giolitti 36 (To)

La Fattoria Urbana: Tecniche innovative ed economiche per coltivare ortaggi e fiori con materiali di recupero a cura di Nicola Savio, autore dell’orto di carta ed ortolano di ventura.

2° Puntata (la vendetta del rapanello)

Organizzato da Garden Club Floritalia, questo il programma completo delle serate.
L’ingresso è libero.
A presto.

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16
Set
10

Rizomi: si torna a scuola…

Visto che sono un’inguaribile cialtrone fanca***sta… copio ed incollo dal blog di RIZOMI

Finite le vacanze e il sollazzarsi in panciolle sulle sdraio sgranocchiando pomodorini da terrazzo si torna al “lavoro”.
Si sa, l’autunno è uno dei momenti migliori per impostare un orto.
Anche se non se ne vedranno immediatamente i frutti, in primavera lui sarà lì, già bello e pronto ad accogliere semi e piantine per un’annata di produzione.

Il primo appuntamento della stagione è un mix di pratica e teoria alla Casa di Quartiere di San Salvario sabato e domenica 18-19 settembre dalle 10 in poi.

Il programma prevede:
teoria e pratica dei vasi autoirriganti con spolverata di agricoltura biointensiva e squarefoot gardening.
Il giorno seguente, volo d’angelo sulla progettazione integrata attraverso la realizzazione di una spirale per la coltivazione delle aromatiche…. potevamo fare un “giardino dei semplici” ma non sempre è progettazione integrata :)

26
Mag
10

Peperoni sulla Torre Velasca

Quando andammo con Rizomi a Venezia assemblammo una piccola Guida-Fai-da-Te che raccogliesse un po’ delle tecniche e degli esperimenti che abbiamo portato avanti…
Questo piccolo prodotto del nostro ingegno (altrettanto piccolo) è stato portato in giro più e più volte. Approfittando della visita a Milano abbiamo deciso di fare che metterlo on line…
Lo trovate dall’altra parte facendo click sull’immagine.

e ‘sta volta il titolo è rubato a meristemi… mi veniva più facile con i numeri

24
Mag
10

Melanzane sul Pirellone

Medo è un buon amico. Mi perdonerà se ho usato un suo “incubo” come titolo… spero… 🙂

Io ci sarò… la vera domanda è:
“e chi sarebbe l’esperto?”
Cialtroni allo sbaraglio! 🙂

06
Mag
10

Mollemente umidi arriveremo a Giugno

Quattro giorni di pioggia e vento mi stanno quasi facendo fare pace con il non essere alle prese con semine e trapianti.
L’orto che abbiamo aiutato a nascere a Casa Ubaga mi ha permesso di rimettere le mani nella terra (anche se va detto: con una marea di sassi… i tondini sono stati piazzati esaurendo in breve tempo tutto il repertorio di bestemmie del piemonte, della liguria, della campania, dell’umbria e della toscana…).
Che poi uno dice: “mi faccio l’orto sinergico così poi non lavoro più la terra… le piante si riseminano da sole. Creo un bell’ecosistema che minimizzi la necessità degli input…”
E poi si trova ad aver voglia di farne un’altro. E un’altro. E un’altro.

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Intanto, adesso, sono a casa a guardare la pioggia dalla finestra.
Mi coccolo con un caffè caldo assumendo la classica postura del dandy decadente di campagna: mollemente appoggiato allo stipite della porta mentre guardo, attraverso il vapore del tazzone, la campagna appena rasa al suolo assieme ad una 50 di fuchi dell’arnia da un’energica spazzata di RoundUp data dal vicino… Questo incrina un po’ il delicato gusto melanconico che stavo cercando di creare con rivoli di bile inacidita.
Mi consolo pensando che ci stiamo organizzando per il trasloco e riassumo la postura melanconica.

Guardo verso il pollaio. L’immagine filtrata da una sottile e persistente cortina di acqua degna del Devonshire mi rimanda un paio di palle nere che rimbalzano su e giù in una nuvola di penne nere. Definitivamente non c’è nessun rispetto per la mia postura da annoiato gentleman di campagna.
Mi lancio sotto la pioggia a dividere la gallina nera dalla faraona (ipoteticamente maschio… quindi un faraone). Sto carognone ha scoperto un paio di settimane fa che quella che lui pensava essere una sua sorella è invece una grassa pollastra… lo shock è stato troppo e lui si è trasformato in un serial killer. A poco valgono le rimostranze del gallo che, grosso la metà del maniaco omicida, scappa subito a gambe levate… Li separo ed isolo le faraone in un’altra zona del giardino. Appunto per me stesso: nella prossima casa recintare l’orto, costruire un pollaio ad arca per le galline e nidi sugli alberi per le faraone invece di recintare le galline e le faraone… che se la smazzino libere per i campi…

Torno in casa avendo definitivamente perso “l’attimo”… più che un annoiato Oblomov sembro Rambo appena sorto dal fango della palude (non si capisce perchè Rambo abbia una giacca da camera in questa mia personale versione, ma tant’è…)
Torno al computer a cercare di preparare un po’ di materiale per il proseguo dell’ “OrtodiCarta Summer Tour” che sta entrando nella fase calda (poi ci si darà una calmata visto che saremo alle prese con il nuovo campo di gioco).

Il programma prevede:
9 maggio
“Università del Saper Fare” – Laboratorio di Agricoltura Urbana (Rizomi)
15 maggio mattina
“Food Express” – Programma di Elena Pugliese su RadioFlash
15 maggio alle ore 15.00
“Centro Studi Sereno Regis” – Conferenza sull’Agricoltura Sinergica (Kanbio) a seguire aperitivo “degli orti”
20 maggio
“Casa del Bosco in Collina” – Intervento all’interno del corso di Permacultura di 72h (Saviana Parodi – Stefano Soldati)
21 maggio
Carpi in Transizione – passo da quelle parti a trovare degli amici sulla strada per Monteveglio e s’approfitta per confrontarsi un po’
22 – 23 maggio
Monteveglio in Transizione – Laboratorio “Facciamo un orto”
28 – 29 – 30 maggio
Carimate in Transizione – Laboratorio “Facciamo un orto”

…a giugno ci sono ancora paio di appuntamenti Torinesi e poi basta…
Nel frattempo avrò lavato e stirato la giacca da camera ma temo che sarà già ora della canotta e le infradito…

PS. – per chi si chiedesse perché infesto il mondo con la mia presenza:

Coltivare
/kolti’vare/ o cultivare v. tr. 1 Lavorare il terreno affinchè produca piante, frutti. 3 Esercitare, educare, formare. 4 Nutrire un pensiero, fomentare una passione.
(il Nuovo Zingarelli)

…a me basta.

28
Apr
10

Spiazzi

Venezia.
Ma quante Venezie esistono?

Tre giorni fa.
Il nano, dopo un’iniziale diffidenza tipica del terricolo, ha deciso che la posizione migliore per un quattrenne in barca è quella della polena.
Io, intanto, cerco di dimenarmi nel tentativo di eliminare “La Serenissima” da ciò che mi circonda. Il “Giapponese” che alberga nel fondo di ciascuno di noi si dibatte e scalcia cercando l’inquadratura di Rialto migliore per la foto ricordo.
Da questo punto di vista, Michele e la banda di Spiazzi, aiutano molto… non so neanche da che parte stia Rialto. Il “giapponese” si accontenta delle pittoresche casse per le moleche e abbandona definitivamente la speranza di una cartolina…
E una Venezia l’abbiamo eliminata. Quella più inutile.

Siamo alla sede in laguna di Spiazzi. Uno spazio, dentro uno spazio, attraverso un cortile da cui si accede in un altro spazio.
Visto da fuori è una porticina. Dentro c’è una fetta di Veneto più pezzi aggiunti: Ortalon, Ortinconca, Bruno Moro, SpiazziVerdi ed io con un pezzo di Rizomi.
Tema: “Orti Condivisi si Raccontano”.
Non sono in grado di riassumere tutta la chiacchierata (anche se so che qualcuno si proponeva di farne una sorta di “sunto” per il Consapevole e che sicuramente qualcosa comparirà sul blog di SpiazziVerdi). La sensazione è quella del laboratorio sperimentale.
Dall’esperienza di lungo corso di Bruno a Preganziol per arrivare al progetto di “micro biodiversità” di Ortinconca, il tono è quello sicuro e leggero di chi sa che, nonostante tutto, da qualche parte si sta andando e che non c’è scontro: noi siamo parte del “Meglio” 🙂
Questa Venezia la teniamo. Non è neanche Venezia… è un pezzo di mondo…

In barca. Muoversi a Venezia per un foresto è economicamente improponibile soprattutto quando le cose da fare ed i luoghi dove passare sono tanti, il tempo poco e si devono portare in giro attrezzi, secchi, taniche ecc… ecc…
¾ delle discussioni tra me e Michele avvengono ad un volume adeguato per coprire il rumore del fuoribordo (immagine: Evinrude di Bianca e Bernie, prima di bere il whisky della lontra…). A Spiazzi ci sono circa 15 persone che mi odieranno per le prossime 3 ore. Il tempo e poco, gli argomenti tantissimi. Tema del laboratorio “L’orto in casa” (neanche sul balcone, in casa. Al massimo, se uno è fortunato, su un’altana…).
Montiamo nella stanza un impianto di vasi auto-irriganti, la compostiera a lombrichi (che contano ormai 2Km di viaggio per ogni anello) e un tot di altri orpelli da orticoltura casalinga.
Qui c’è poca terra, quella poca che c’è è nascosta in posti strani, i balconi “aggettanti” sono una rarità. Ogni esperimento di agricoltura urbana a Venezia si scontra con problematiche che qualsiasi altra città ha in qualità e quantità inferiori, questo ne fa un centro elettivo per la Sostenibilità Urbana. Sia l’ecosistema naturale che quello antropico sono perennemente sull’orlo del collasso.
La Venezia della resilienza che reinventa quotidianità sostenibili ci piace.

Michele mi racconta, da sempre, di come la città fosse organizzata in modo da avere vigne, orti, campi e piccoli allevamenti compresi al suo interno. Mi racconta dell’associazione che sta recuperando i vecchi vigneti dei conventi, dei vari orti “ignoti”, non nell’area dell’isola di S. Erasmo. Arriviamo alle Zitelle mentre Mattia sta tenendo un laboratorio di Agricoltura Sinergica.
L’Orto di Spiazzi è come loro: un’apparente casino. Mi sento a casa.
La Venezia che cova semi “infestanti” è quella che preferisco subito dopo la Venezia di Spiazzi.

Siamo in quattro. Io, Noemi, il barattolo di speranze sgambettante e Luca, in rappresentanza di Rizomi. Corriamo, parliamo, guardiamo ed ascoltiamo ma l’immagine che possiamo avere di SpiazziVerdi è quella legata alla rapidità del momento. Non del vissuto, non della storia del gruppo… è, fondamentalmente, quella dei “turisti”.
Ma c’è una cosa che a me piace dell’atmosfera che si respira a muoversi con loro: sono una banda di pirati. I cialtroni più seri che mi sia mai capitato di incontrare.
Niente tribù indiana, niente riserve. In una città chiusa in calli, cortili, canali la loro è una nave che comunica, che modifica e che mira in alto, attraverso un strategico e spensierato abbordaggio continuo. Averne…

“Quando scadrà il mio mandato da sindaco, voglio che Venezia sia la più grande piscina a cielo aperto del mondo e che le persone possano tranquillamente tuffarsi in mare dalla porta di casa”

Un Grazie ad Eliana, Franco, Dora, Mattia, Sara, Nicolò, Noè e a tutti gli altri (e ai vostri accenti mescolati)

ps. c’erano altre foto ma WP mi sta facendo dei casini… sistemerò al mio ritorno dalla 5 giorni di Agricoltura Sinergica in quel di Pieve di Teco…

17
Mar
10

Rizomi – il blitz n°3

…poi finisco il discorso iniziato nel post prima…


Clikkando sull’immagine tutte le info.




L’ orto di carta

Diario di bordo ad aggiornamento casuale e saltuario di un cialtrone nell'orto... giocando con il fango, la permacultura, l'agricoltura sinergica in compagnia di William Cobbett, John Seymour, Fukuoka e Kropotkin.

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Troverò altri sistemi di finanziamento occulto…

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