Posts Tagged ‘pioggia

01
Ago
08

diario di campagna n°144

Il Pioppo è pianta ad alto fusto appartenente alla famiglia delle salicaceae e al genere Populus.
Il nome pare derivare dal latino. I romani si riferivano a lui come all’arbor populi (albero del popolo) probabilmente riferendosi al rumore prodotto dal vento che, soffiando attraverso i suoi rami, produceva un suono simile al brusio di una piazza affollata

Sono seduto.

Il genere Populus viene suddiviso in cinque sezioni (o divisioni): Turanga – Leuce – Aigeiros – Tacamahaca – Leucoides: di questi, solo due crescono spontaneamente in Italia: il Leuce (di cui fanno parte i pioppi bianchi ed i tremoli) e gli Aigeiros (o pioppi neri).

La pila che ho con me si sta scaricando. Sono seduto. Da molto.

Il pioppo è una bella pianta ornamentale sia in gruppo che isolata o in filari, abbellisce dando un aspetto festoso e austero al paesaggio in cui è collocato e in autunno è uno spettacolo di colori quando le sue foglie iniziano a ingiallire.

La punta degli stivali di gomma riflette gli ultimi bagliori della lampadina.

Il pioppo in Italia ha una parte importante nell’arboricoltura da legno: viene infatti impiegato per vari usi come la fabbricazione di fogli di compensato, cassette da imballaggio, carta, fiammiferi, pannelli di compensato, ecc.. Apprezzato anche per motivi ornamentali, viene impiegato nei parchi, nei giardini e nei viali delle città. Lo si può trovare in tutta Europa fino al Circolo polare, nell’America settentrionale, in Asia e nell’Africa del Nord.

L’acqua ed il fango hanno attraversato il cotone dei jeans sotto il culo. Dentro gli stivali l’acqua si sta scaldando al calore del mio corpo.
Sono seduto. Nel fango.

A seconda dei tipi di coltivazione, ne vengono classificate dalle 30 (le maggiormente conosciute) alle 100 specie. Oltre a quelle spontanee, esistono anche degli ibridi creatisi tra i pioppi neri europei e i pioppi neri importati dall’America che si sono incrociati spontaneamente nel tempo rendendo difficile il loro riconoscimento e che vengono classificati sotto il nome di Pioppo euroamericana.

Sono seduto. Nel fango. Con una pila scarica.

Il pioppo è una pianta arborea e dioica e per questo vi sono tipi di albero femminili, i cui fiori sono provvisti di soli pistilli, e altri di tipo maschile, con soli stami.
Le sue foglie sono caduche con nervatura a ventaglio, dotate di un picciuolo abbastanza lungo, in posizione alternata sul ramo e che a volte si presentano in forma e colore diverso pur nello stesso esemplare. Vengono distinte in turionali le foglie con dimensioni maggiori che crescono sui rami più lunghi, e brachiblastali quelle che crescono sui rami più corti, e quindi di piccole dimensioni.
I fiori sono raggruppati a spiga pendente e appaiono all’inizio della primavera, ancora prima dello spuntare delle foglie. Quelli maschili sono più corti e tozzi e compaiono prima di quelli femminili che hanno spighe più lunghe e più pendenti.

Sono seduto. Nel fango. Con una pila scarica. E intanto penso.

Il Populus alba, o pioppo bianco, in condizioni ottimali può raggiungere anche 30 m. di altezza e un diametro di 1,20 m.; di bell’aspetto e molto decorativo, con chioma arrotondata e fusto sia dritto che ramificato e sinuoso. Ha rami robusti che partono a breve altezza dal terreno e le sue foglie sono di forma ovale, la corteccia di colore da bianca a grigio-verdastra è liscia da giovane e diventa ruvida col passare del tempo. Questa specie cresce spontaneamente anche in quasi tutta l’Europa, nell’Africa settentrionale e in Asia. In Italia si trova sulle Alpi fino a 1200 m. di altitudine e sugli Appennini fino a 1400 m..

Penso.
Penso: “Cosa cazzo ci fa un pioppo nel mio orto?”

Rondissone 01.08.2007 h22.00 la tempesta è passata e finita.

(il testo sul pioppo è tratto da wikipedia il resto… è diario di campagna…)

02
Giu
08

diario di campagna n°102

FINE DEGLI ALLARMI. La Dora si sta abbassando. Ad alterni acquazzoni si succedono squarci di cielo bianco latte con temperature sub tropicali. L’effetto generale sa un po’ di delta del Mekong, tanto più che il rachitico bambù, incastrato in un angolino del giardino, si è risvegliato a nuova vita buttando getti cresciuti più di un metro in 10 giorni. Questo mi fa sperare bene per la postazione per torture “Pol Pot”. (Colgo l’occasione per salutare il Ciamporcero che mi insegna queste cose)

FINALMENTE, IN QUESTO fine settimana, sono riuscito a tornare nell’orto a controllare i danni. Con mia somma sorpresa molto limitati. I letti rialzati hanno fatto si che le piantine si salvassero dall’affogamento e la pacciamatura ha evitato il compattamento del terreno. Solo in alcuni punti la paglia è leggermente scivolata scoprendo la terra e permettendo la creazione di alghe e muschi di cui, comunque, ho deciso di non preoccuparmi eccessivamente (il compito ecologico delle lumache è proprio quello di predare funghi, muffe, licheni e quant’altro… magari se ne occuperanno loro lasciando stare le mie lattughine…). Unica preoccupazione: un eccessivo dilavamento dei nutrienti.
Difatti uno dei problemi per l’avvio di un orto in agricoltura naturale è un’iniziale carenza di azoto, utilizzato dai batteri per innescare i processi di decomposizione della pacciamatura. Il mio timore era quindi di trovarmi in una situazione di “stallo” ma in realtà sembra tutto tranquillo e anzi che abbia beneficiato della mia assenza vista la proliferazione di animaletti di ogni forma e misura, dai centopiedi ai rospi, dagli orbettini ai tordi. Nota a me stesso: al prossimo giro fare uno stagno al centro degli orti. Prossimo giro che si spera non sia neanche troppo lontano… ci stiamo lavorando.
Il che rende un po’ assurda la mia continua applicazione dei sistemi di agricoltura naturale visto che hanno tempi di “riequilibratura” molto lunghi. Ma ormai c’ho fatto il callo ad investimenti a perdere…
Tant’è che il progetto “Bietola” è attualmente sospeso a due orti (per un totale di circa 180 mq) mentre si sta valutando un’ipotesi alternativa che dia più stabilità e possibilità di programmazione al progetto stesso… insomma, per chi ha seguito il tutto, più simile al “Combal” (mi rendo conto che questa è una comunicazione interna… mi scuso con tutti gli altri…)

E ADESSO piove di nuovo… con l’arcobaleno…

Ps. Tutti i predatori delle lumache (in inglese… non oso immaginare cosa possa fare babelfish ma ci potete provare…)

30
Mag
08

diario di campagna n°99

Ve l’ho detto che abito nell’alveo alluvionale della Dora Baltea? Ve l’ho detto che dove vivo è un ex mulino addossato ad un grosso canale irriguo e tutto il piano terra è sotto il livello del suddetto canale? Ve l’ho detto che ‘sta mattina s’è visto il sole ma adesso piove nuovamente? Ve l’ho depht gh blop! blop! blop!….

AGGIORNAMENTO h 22.00 – La giornata si è chiusa con un tramonto splendente incastrato tra l’ombra delle montagne e un tetto di nuvole nere. E per la prima volta, dalla fine dei lavori di ristrutturazione, sono arrivate le rondini per una valutazione di nidificabilità.

22
Mag
08

diario di campagna n°92

GIORNI DI PIOGGIA. Intensa. Discontinua. A spruzzo. A goccioloni. Di stravento. Modello aerosol.
Le ha fatte tutte. Roberto, il mio pusher di attrezzature agricole, ha finalmente portato la cisterna per la raccolta della piovana. Le previsioni danno: bel tempo e temperature in salita.

QUANDO MI HANNO proposto di prendere in “prestito” il campo dietro casa per farvi l’orto lo sapevo che sarebbe stato un investimento a rischio. Prima di tutto perché la nostra situazione e tutt’altro che stabile (siamo sempre ad un passo da trasferirci in un posto “migliore”) e un orto “sinergico” richiede diversi anni per stabilizzarsi e poi perché il terreno è di un buon metro sotto al livello del canale irriguo confinante (pochi problemi di irrigazione, ma il mais coltivato l’anno scorso, invece di maturare è marcito…). Fortunatamente i “bancali” alti hanno retto garantendo un buon drenaggio e la pacciamatura di paglia ne ha evitato l’erosione ed il compattamento.

LE PIANTINE STANNO crescendo allegramente, perlomeno quelle sopravvissute alle lumache. Le altre sono state sostituite con quelle che utilizzavo per i “baratti” con la vicina. Nota positiva: il terreno si sta riprendendo più velocemente di quanto mi aspettassi, diversi centopiedi si sono già istallati nei paraggi a banchettare con le uova delle limacce. Non mi dispiacerebbe avere notizie da parte dei nematodi ma si sa, son fatti così, mai una telefonata, una cartolina… però ho intravvisto un orbettino a caccia di salsicciotti bavosi.

E POI C’E’ STATA M.me La Volpe.
La signora si è introdotta alle prime luci dell’alba, nel cortile, da un passaggio utilizzato dai gatti e ha sorpreso l’anatra addormentata sotto un cespuglio. Io capisco, ha una famiglia da mantenere, i volpini sono piccoli, l’instabilità e l’insicurezza che caratterizzano questo periodo storico… MA PORCA PUT*#+$£% almeno non riprovarci nelle notti seguenti!
Sono tre mattine che mi sveglio alle cinque con i cani infuriati! L’anatra… sigh…




L’ orto di carta

Diario di bordo ad aggiornamento casuale e saltuario di un cialtrone nell'orto... giocando con il fango, la permacultura, l'agricoltura sinergica in compagnia di William Cobbett, John Seymour, Fukuoka e Kropotkin.

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Troverò altri sistemi di finanziamento occulto…

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