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Nov
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L’educazione del Cialtrone: gli anni verdi dell’infanzia


Immagine recuperata dagli archivi della casa natale da parte del padre dell’autore che, di tanto in tanto, ci tiene a segnalare attraverso comunicazioni private, che il figliolo dava segni di instabilità (oltre che di scarsa conoscenza della lingua) già in giovine età.
(Grazie Babbo!! 😉 )

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8 Responses to “L’educazione del Cialtrone: gli anni verdi dell’infanzia”


  1. 1 lalica
    novembre 1, 2010 alle 6:45 pm

    Segnalerei al Babbo la forte propensione all’ordine oltre che alla chiarezza d’idee dell’ex infante 🙂

    (ciao Nicola! e ciao a tutti!)

  2. 2 luigi
    novembre 1, 2010 alle 7:12 pm

    uh e’ tornata lalica..
    ciao.. come si sta nel paese del vento?

  3. 4 lalica
    novembre 1, 2010 alle 8:56 pm

    ciao luigi. si sta bene (insomma… piove da tre giorni…)
    e voi come state?

  4. 5 diego
    novembre 2, 2010 alle 9:04 am

    ahaha bello! molto “clash”.

  5. 6 luigi
    novembre 2, 2010 alle 1:04 pm

    sott’acqua. Ho una stangata di finocchi da raccogliere.. ma oramai crescono in palude 🙂

  6. 7 lalica
    novembre 2, 2010 alle 7:53 pm

    finocchi… un sogno 🙂
    sarà ora che mi riprendo dal torpore contadinesco…
    quest’anno ho fatto pena, ho un nuovo cagnetto e non vi dico…
    ma sarà l’ultimo anno sabbatico…

  7. 8 medo
    novembre 2, 2010 alle 9:29 pm

    Visto il meteo degli ultimi giorni, due parole sulla pioggia. Ogni anno piovono 500 000 kilometri cubi di pioggia sul Pianeta Terra, di cui 400 000 piovono sopra gli oceani.
    La presenza in un’area verde di una area densamente urbanizzata porta ad aumenti anche del 50% della piovosità (effetto “urban heat island”), combinando il dato con quello della temperatura “urbana” sempre maggiore alle zone rurali, ecco qua l’aumento del tasso di crescita dei vegetali in tutto l’hinterland; esistono studi sulle metropoli statunitensi con dati incredibili, doe le masse d’aria in movimento si mescolano ed ingrossano grazie anche alla dimensione verticale delle città.
    A dimostrare ancora una volta che semmai ci saranno luoghi di salvezza dell’orticultura, saranno proprio nelle cinture urbane… A patto che ‘sta cazzo di industria e di automobilizzazione la smettano di acidificare la pioggia da un lato e di creare ozono dall’altro, fatti che annullano il beneficio ai vegetali urbani e peri-urbani.

    Interessante articolo con immagini, in inglese :
    NASA; “Urban heat islands make cities greener” … http://www.nasa.gov/centers/goddard/news/topstory/2004/0801uhigreen.html


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