Archive for the 'Gli appunti di Emilia H.' Category

25
Mar
09

gli appunti di Emila H. n°10

Sono qui che cerco di dare una struttura provvisoria alla casa per le galline risolvendo (cialtronamente) il dilemma di cui già trattai sulle serre e sui pollai.
Nel mentre. Trattori vanno, trattori vengono. Dai campi si sollevano onde di terra trasportate dal vento ancora molto forte.
La cosa più assurda e che i trattori in giro in questi giorni stanno spargendo la calce… con un vento che mi ha già buttato giù dalla bici un paio di volte…

Probabilmente per queste insensatezze ho deciso che oggi vi toccava l’INTRODUZIONE di Emilia Hazelip (non so se all’ipotesi di libro sull’agricoltura sinergica o a cosa…). Bel testo, condivisibile appieno o solo in parte in base alle proprie convinzioni personali… ma interessante e con un sacco di spunti di riflessione.
No. Niente teoria e pratica della coltivazione del porro… qui siamo a livelli più “alti”… più “politici”…

Qui l’originale
introduction
Qui la traduzione scaturita dalla rutilante collaborazione tra Gabriella ed il sottoscritto
introduzione

Qui le foto del pollaio-serra… di definitivo ci sono solo i “nidi da cova” ricavati da una serie di cassetti di un’armadio.
Da notare che, nella cialtroneria, sono riuscito ad unire due “must” della permacultura: la già suddetta serra per polli e le case di paglia!!
2 a 0 per l’Orto di Carta!

04
Mar
09

gli appunti di Emilia H. n°9

Cristiano è partito con i suoi sacchi, Daria e Marco volevano provare ad eliminare le erbacce in maniera semplice e con la possibilità di tirarci fuori anche da mangiare, io sto sistemando i miei copertoni… è quasi ora…
Avete preparato le vostre patate?
Siete pronti?

Qui la traduzione degli appunti di Emilia sulla coltivazione “di pulizia” delle patate e sulla coltivazione consociata e a rotazione del mais, patate, fagiolioni, fave ed accessori.
Qui l’originale completo di schemi.
(sempre sia lodata Santa Gabriella)

… il titolo voleva essere uno scontatissimo “la patata tira” ma Noemi l’ha preso alla lettera tempestandomi di tuberi… ouch!

08
Feb
09

Gli appunti di Emila H. n°8

omino
Et voilà.
Tanto per cambiare mi sta esplodendo la primavera (che verrà) sotto il sedere (letteralmente, sono seduto per terra nell’orto… si, vado con il portatile nell’orto… non so quanto durerà ancora, povera bestia).
Tutti gli anni mi racconto che è colpa dell’inverno rigido e freddo, della neve, della pioggia.
Ma non è vero.
In realtà è che io, in inverno, vado in letargo celebrale. Da dicembre in poi smetto di pensare ed entro in stato subvegetativo… poi, PUFF!
E non ho il tempo materiale di fare tutto ciò che vorrei o che ho lasciato lì da qualche parte con un biglietto con scritto su: “da fare”…

Questi che seguono sono gli appunti sul compost di Emilia portati a voi grazie all’opera di Gabriella ed alla mia pessima correzione bozze…

La traduzione

L’originale

27
Gen
09

gli appunti di Emilia H. n°7

Fortunatamente l’inverno sta finendo.
Non ne potevo quasi più di dover stare chiuso in casa.
Avevo anche finito le letture… tant’è che mi sono persino fatto trascinare in assurde disquisizioni da forum sull’agricoltura sinergica, le serre e la definizione dei sistemi indefiniti…

Questi appunti di Emilia sono il frutto del lavoro di Gabriella del gruppo di transizionisti de L’Aquila che, mossa a pietà dall’ottundimento mentale che mi ha colto nell’ultimo periodo, ha dato seguito ad un lavoro che stava un po’ stagnando…

Mai fui tanto grato.

Ps.- c’è anche un pezzo sul mitico ciclo ossigeno-etilene… ma non è assolutamente chiaro e continua ad essere scollegato da un più ampio discorso sull’adsorbimento e lo scambio cationico…

Qui il testo tradotto
Il Suolo, le Piante, l’Autofertilità

Qui gli originali

04
Nov
08

gli appunti di emila h. n°6

Piove e fa freddo.
Il tempo adatto per barricarsi in casa a scartabellare tra i vari fogli e foglietti, così, tanto per vedere cosa fare il prossimo anno…
Degli appunti ho tradotto solo la 1° pagina che, apparentemente, è la stesura “definitiva”.
La 2° pagina riporta: a sinistra degli appunti apparentemente non inerenti e a destra la “bozza” della 1° pagina… la terza è la struttura per quella che avrebbe dovuto essere la sequenza disegnata dei singoli passaggi nella coltivazione degli asparagi. Poichè, proprio di quest’ultimi, trattano gli appunti.
Questa è la traduzione
Questo è l’originale

11
Set
08

gli appunti di emilia h. n°5

Doveva capitare prima o poi.
E’ cascato il collegamento GPRS col satellite di cartone. Chiedo venia a tutti, datemi qualche giorno e dovrei sistemare la cosa.

Voi intanto potete dare un’occhiata agli appunti di Emilia Hazelip su come coltivare i topinambur (che qua sono in completa fioritura) e la consolida.
Qui la traduzione, sotto gli originali.
Oppure potete sfruttare l’ampio spazio dei commenti per ciappettare allegramente tra di voi… io ci sono e non ci sono, fate come a casa vostra ma non mettete i piedi sul tavolo.

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Saluti!
Torno presto.



27
Ago
08

gli appunti di emila h. n°4

Si, lo so, la stagione è ormai alle porte e quello che c’era da fare sui pomodori è già stato fatto… ma tenete il tutto buono per il prossimo anno, o aspettate novembre e mettete giù le fave.

Solite scuse sulla traduzione ecc… ecc…

Questo è il PDF degli originali con la traduzione. Così potete stamparvi il tutto senza cavarvi gli occhi a monitor…

Questi gli originali. Dategli un’occhiata prima di scaricarvi il PDF.

22
Ago
08

gli appunti di emilia h. n°3

Ok. Avevo detto che avrei pubblicato una nuova porzione di appunti di Emilia Hazelip convinto di poter abbandonare un’aura da “pessimismo e fastidio”. Purtroppo ho pescato a caso ed è arrivato questo…
Mi rifarò, prometto…

Entropia/Sinergia

Sistema entropico: consuma ed è parassitario
Sistema sinergico: consuma preservando la vita ed è benefico (sinecologia)

L’Entropia si applica ai sistemi/modelli dinamici Newtoniani. CHIUSI
La Sinergia si applica ai sistemi viventi. E’ la Legge che soggiace alla “Natura”, che permette alla vita di essere… ed agli esseri umani di funzionare attraverso una cultura intelligente che sappia preservare la “gallina dalle uova d’oro…

In Entropia, tutto consuma tutto. Uno stato la cui economia segua questo modello giustificherà ogni suo sfruttamento minerario, forestale, nucleare ecc…

In Sinergia, tutto vive grazie al fatto che ogni cosa viene costantemente consumata e riciclata. Un governo la cui economia segua questo modello cercherà di applicare le conoscenze attualmente a nostra disposizione per produrre energia, riciclare, connettere gli innumerevoli pezzi in modo non solo di interrompere un meccanismo parassitario ma salvaguardando un sistema di vita “normale” di una “civiltà” del terzo millennio…

In Sinergia la vita si perpetua, la razza umana ha attraversato magnifiche culture antropiche ancora contemporanee: i Boscimani del Kalahari (Botswana, Africa Australe) tra cui la guerra non ha mai fatto parte delle loro attività. Nessuna memoria di lutti fratricidi, di distruzione del loro ecosistema, dotati di una società estremamente sofisticata, una società umana che raggiunta la saggezza ha saputo preservarla

La Razza Umana ha dato sufficiente prova della sua capacità di inventarsi culture del buon vivere. Il sistema ha funzionato fino alla distruzione da parte di popoli in continua espansione, in grado di distruggere tutto ciò che si oppone alla loro voracità guerriera/mercantile…
Quindi il sistema entropico continua (e solo un’improvvisa glaciazione potrebbe salvare abbastanza vite sul pianeta…) [n.d.t. – tanto per stare tranquilli…]

Il lavoro di Masanobu Fukuoka (“la rivoluzione del filo di paglia”) in agricoltura è un’esempio di applicazione della legge della Sinergia in agricoltura. L’adeguamento a situazioni colturali e culturali diverse da quelle di Fukuoka è il lavoro di Emilia Hazelip da oltre 20 anni.

Ogni volta che sento dire: “fare la guerra è umano, gli uomini hanno sempre fatto la guerra, siamo violenti, ecc…”, io penso (ed invio il mio sostegno) ai Boscimani… Grazie di dimostrarci che, almeno voi, voi non avete mai, mai fatto la guerra…
Deve esistere un gene culturale che trasmette la “patologia della guerra” alle culture che hanno perso memoria della loro storia precedente l’invenzione della “guerra” come normale attività per un’economia possibile. Una cultura come tante altre, solo che è la Cultura Dominante, quella che ha vinto ai Giochi Olimpici del Potere…
Preferisco identificarmi con le culture che non hanno mai conosciuto le………….
[n.d.t. – Forse, prima o poi, scopro quel’è il secondo foglio. Per ora si chiude così.]

Non smetterò mai di chiedere perdono per delle traduzioni a dir poco approssimative ma cercate di capire:
primo – il mio francese è pessimo
secondo – Emilia era spagnola, aveva presumibilmente vissuto in America ma ha lavorato al suo “sistema” principalmente in Francia… capirai il casino…

04
Ago
08

gli appunti di emilia h. n°2

Ecco la seconda puntata degli appunti di Emilia Hazelip. Al fondo, come al solito, gli originali.

Le sponde dei bancali.

I bancali presentano due superfici coltivabili dalle caratteristiche molto diverse:
la superficie centrale in piano, dalla profondità ottimale, e le sponde di un’altezza variabile tra i 15 ed i 50 cm (oltre lo spazio centrale diverrebbe troppo esiguo). L’altezza che da risultati migliori di gestione, sia della parte centrale sia delle sponde, e di 30 cm che vuol dire ottenere sponde di circa 40-45 cm di larghezza.
Per la gestione delle sponde si deve tenere in considerazione l’orientamento delle stesse rispetto al sole. Cosa relativamente importante per le superfici centrali in quanto riceverà luce in maniera sufficientemente uniforme salvo che l’orto non sia in una posizione in pendenza.
Se il terreno è in piano, potete montare i bancali con una struttura rettangolare Est-Ovest e, conseguentemente, avere le sponde orientate nord-sud ottenendo microclimi molto diversi per ciascuna sponda. Questo sarà uno dei fattori determinanti per la scelta delle coltivazioni che andrete a fare sulle sponde stesse. In alternativa potrete disporre i bancali con un orientamento Nord-Sud in modo da ottenere sulle sponde ad est il sole del mattino e su quelle ovest il sole del pomeriggio, in questo modo l’irraggiamento sarà circa uniforme.
D’altro canto, se i bancali seguono forme circolari, si otterranno sponde esposte a tutti e quattro i punti cardinali. In questo caso si dovrà identificare bene l’orientamento di ogni segmento delle sponde.
Le sponde vengono utilizzate come superficie per le coltivazioni di “supporto” alla produzione principale che viene fatta sulla parte centrale del bancale. L’insieme delle coltivazioni sulle sponde ha di per sé una notevole importanza, ed in alcuni casi la produzione delle stesse può essere tale da non dover richiedere l’utilizzo delle parti centrali.
Le piante più indicate per la coltivazione sulle sponde sono quelle a portamento eretto appartenenti alla famiglia delle liliacee, come i porri, le cipolle, l’aglio. Le piante appartenenti a questa famiglia contengono sostanze fungicide, antibatteriche ed insettifughe in grado di proteggere le altre coltivazioni. Mescolatele a piante dallo sviluppo rapido come cicorie e lattughe di cui lascerete poi le radici nel terreno dopo la raccolta, disponendole sempre a quinconce. Qua e là potrete sparpagliare delle lenticchie.
Sul crinale di passaggio tra le sponde e le superfici centrali, seminare una linea di fagiolini o di piselli rampicanti, in base alla stagione, in modo che le radici delle leguminose possano estendersi nella rizosfera delle sponde. Se dovessero comparire piante spontanee appartenenti alla famiglia delle leguminose non eliminarle [n.d.t. mai asportare l’apparato radicale delle erbacce a meno che non siano fittonanti come la gramigna, decomponendosi forniranno humus al terreno e comunque ospitano una varietà di batteri e funghi fondamentale per la fertilità del suolo](a meno che non diventino veramente infestanti).
Le sponde vanno sempre tenute coperte da pacciamatura.

Orientamento piante adatte alle sponde:
Aglio – Sud, est, ovest
Cipolle – Sud, est, ovest
Porri – Nord, esst
Cipolla invernale – tutte
Cipollotto – tutte
Scalogno – tutte
Lattughe – tutte
Cicoria/scarola – tutte
Lenticchie/ceci – tutte


i soliti ringraziementi a tutti…
p.s.- è finalmento di nuovo online il sito della Libera Scuola Emilia Hazelip di agricoltura sinergica!

31
Lug
08

Gli appunti di Emilia H. n°1

Non ho mai avuto il piacere di conoscere Emilia Hazelip. Ho conosciuto gente che l’ha fatto e racconta di montagne di materiale di ricerca ed appunti raccolti da lei in anni ed anni di sperimentazioni e studi… una sorta di eldorado dell’agricoltura sinergica. Una parte di questo materiale è reperibile qui e là.
Quindi, io, non essendo nessuno, invece di mettermi in cattedra mi limiterò a tradurre ciò che si riesce (provate a decifrare la scansione di uno scarabocchio a matita su un foglio a quadretti per metà in inglese e per metà in francese…).

Mentre ci sono vorrei fare una dichiarazione “politica”: a mio parere la divulgazione del sapere non è vendibile… si possono vendere energie (lavoro fisico/intelletuale), tecnologie, oggetti… ma la divulgazione del sapere mica tanto… soprattutto se quel sapere è utile. So già che prima o poi entrerò in contraddizione con ‘sta cosa…

In ogni caso. Si inaugura una nuova rubrica: GLI APPUNTI DI EMILIA.
Prima puntata: La costruzione dei bancali.

Per montare i bancali si deve:

1. Innanzitutto si dovrà preparare il suolo attraverso un’ultima lavorazione, se necessario, e smuovere il terreno senza rivoltarlo. Questo lavoro iniziale potrà essere fatto sia a mano sia a macchina. [n.d.t. Io ho saltato questa parte considerando che sulle dimensioni di un orto per uso personale sarebbe stato sufficiente una leggerissima lavorazione con il forcone da sovescio… fatevi un favore: buttate la vanga!]

2. In caso di suoli molto compattati o che presentino un substrato profondo di compattamento conviene passare prima lavorare il terreno con un aeratore. La profondità di lavorazione sarà determinata dalla linea di accumulo dei sali formatasi conseguentemente alle pesanti lavorazioni agricole che il terreno può aver subito. Per identificare la linea di accumulo scavate un buco profondo 50 cm, il punto in cui il terreno cambia colore è il piano di compattamento e di accumulo dei sali. Non si dovrà lavorare il terreno sino a quella profondità, ma semplicemente scalfirne il piano. Questo lavoro si può fare sia meccanicamente con un aeratore sia a mano con la grelinette o un forcone da sovescio. [n.d.t. ovviamente Emilia si riferisce contemporaneamente alle lavorazioni per coltivazioni in pieno campo che per l’orto domestico. Da sottolineare l’importanza di non sminuzzare la terra in maniera eccessiva in quanto gli aggregati, anche di medie dimensioni sono fondamentali sia per i processi biochimici del suolo sia per la ritenzione idrica. La grelinette è stata studiata apposta anche se in Italia non ne ho mai viste…]

3. In terreni invasi da vegetazione spontanea (le “erbacce”) converrebbe eliminarle subito in modo da semplificare il lavoro in seguito. La pulizia potrà essere fatta con l’aiuto di maiali, polli o coprendo il terreno con materiali opachi (vecchi tappeti, teli in pvc, più strati di cartone). Vedere il capitolo specifico [n.d.t. sigh!]
4. Una volta che tutta la superficie, una sezione dell’orto o del campo da semina siano pronte, tracciare con l’aiuto di uno spago la struttura dei bancali, la cui base sarà di 1.20m di larghezza intercalati da corridoi da 50cm o di più se si tratta di un corridoio centrale. Se l’orto o il campo saranno lavorati con il trattore, la larghezza dei bancali sarà determinata dallo spazio tra le ruote della macchina e la dimensione dei corridoi dalla larghezza delle ruote.

5. Rimuovete lo strato di terreno fertile dai corridoi spostandolo nello spazio dei bancali così da sopraelevarli. In questo modo, più la terra sarà “buona”, e il cuscino humico spesso (?), più sarà la quantità di terra prelevata dai corridoi ed il bancale alto. D’altro canto, più il bancale sarà alto, più la parte superficiale in piano sarà stretta e le sponde “importanti”.

6. Le dimensioni ottimali sono:
• Larghezza (alla base) 1.20m
• Altezza 30-35cm
• Larghezza superficie centrale 60-80cm
• Superfice delle sponde 40-45cm
• Lunghezza non superare i 10m

7. Se il terreno è impoverito, spogliato, come quello dei “giardini”, potete, costruendo i bancali, aggiungere del compost o del letame ben maturo [n.d.t. sarà anche l’ultima volta che lo fate…] mescolandolo molto bene al terreno. Se non disponete delle risorse per modificare rapidamente la composizione del terreno per adattarlo alla coltivazione orticola, potrete attivare il processo di sviluppo del terreno iniziando a coltivare piante adatte a terreni poveri.

8. Una volta che i bancali siano pronti potrete sistemare l’impianto di irrigazione (per le zone in cui sia necessario irrigare). Potrete utilizzare qualsiasi tipo di impianto “goccia a goccia” o semplici tubi in cui farete dei buchi con un chiodo a 30-35cm di distanza uno dall’altro. Quest’ultimo sistema è il più economico ed il meno a rischio di intasamenti. Adattate al sistema un filtro e fatevi consigliare al momento dell’acquisto sul modo migliore per istallare l’impianto: lunghezza del tubo grande per portare l’acqua ai tubicini goccia a goccia, lunghezza dei tubi in rapporto alla dimensione della superficie da irrigare. Per i bancali con una superficie piana di 50-80cm posizionare 2 tubi paralleli rispettivamente a 10cm dal bordo. Per quelli di 1m di larghezza sistemare i tubi a 30cm dal bordo.

9. Ad istallazione avvenuta ricoprite i corridoi, le sponde e le superfici di pacciamatura. I corridoi potranno essere coperti anche di segatura fresca. Questa, dopo un anno, sarà sufficientemente decomposta da poter essere utilizzata come pacciamatura sui bancali. Quale che sia il materiale utilizzato per la pacciamatura dei corridoi si trasformerà velocemente in terriccio che potrà essere utilizzato sulle sponde, soprattutto in quei punti dove si potranno presentare delle buche in seguito alla raccolta di porri, cipolle o aglio. Prelevate solo la parte di terriccio dai corridoi lasciando intatto il suolo sottostante.

E questi sono gli originali… uno è quello tradotto, gli altri sono veramente solo gli appunti ma con alcuni schemini chiarificatori.

Si ringrazia per il materiale online Souscaryous ed Ecolandtech




L’ orto di carta

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