Posts Tagged ‘autosufficienza

26
Ott
10

La Gallina di Troia

Ovomobile.jpg

I lavori per la casa sono rimandati a primavera.
Quelli per la nostra casa.

Intanto stiamo organizzando una serie di collocazioni mobili per tutte le bestie e non-bestie che dovranno seguirci nel breve tratto tra “la bassa della Dora Baltea” e “l’alta della Dora Baltea”.
(Mi rendo conto solo ora che continuo a fare su è giù per un fiume e che quel fiume manco è il paludoso e mefitico Eridano… bah… casi della vita… in ogni caso: non ci mancherà mai l’acqua…)

Prendiamo i polli. La loro casa è stata semidistrutta a fine agosto da uno dei tanti e puntuali tornado che spazzano la zona.
A voglia la vecchietta a dire che non serano mai visti. Ormai, qui, devi essere proprio un imbecille per non aver segnato sul calendario almeno due tifoni. Inizio e fine estate. Ma se trent’anni fa non cerano vuol dire che ci vogliono altri 30 anni prima di metabolizzare il cambiamento… si parlava di bollire le rane?
Vabbè.

Distrutta parzialmente la vecchia casa s’è pensato di organizzarne una nuova (e più carina) già pronta per essere adagiata sulle verdi praterie del nuovo OrtodiCarta. Una che si inserisse da subito nel progetto più ampio e che, soprattutto, avesse le stesse dimensioni del cassone del carro e non costasse un’accidente.
Signore e signori…. la Gallina di Troia: un pollo in grado di contenere 13 polli, realizzato al 100% con materiale di scarto (grazie Yvonne, Elena e Luca per la copertura) e dotato di una magnifica coppia di sci Rossignol (grazie Barbara) per poter deambulare sù e giù per i campi.
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Riferimenti utili ed interessanti:
Il solito TheCityChicken con i suoi oltre 140 ChickenTractor
La sezione “Pollicoltura” de The Modern Homstead

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07
Lug
10

Cambio vita

Lezioni di downshifting per chi non è in grado di pronunciare downshifting

– Nasci nel ’70 durante gli anni di piombo e stufati in fretta delle contrapposizioni tipo “Guerra Fredda” ed impara, altrettanto in fretta, che il giusto e lo sbagliato sono solo questioni di “forma”[1]

– Fatti una cultura come se tu avessi fatto il ’68 per un indotto complesso di inferiorità dato da quelli che il ’68 l’hanno fatto – “Vuoi mettere, voi avete fatto i Duran-Duran… noi Janis Joplin ed i GratefulDead”[2]

– Lavora per 15 anni in settori che ti richiedano di parlare di qualsiasi cosa con chiunque [3]

– Prova a capitalizzare le tue competenze mettendoti in proprio

– Fai “cappotto” perché hai sovrastimato le tue competenze o sottostimato il “Mercato”, paga tutti i conti e rimani seduto sul marciapiede per un paio di mesi

– Prova a reinserirti, senza molti stimoli, nel “Mercato”. Ritrova la tua modalità ”Mr. Wolf

– Sorridi. Stai per ripetere tutto da capo

– Procurati 3 cani [4] vivendo in 40mq nel centro storico di una città sabauda di grosse dimensioni

– Cambia casa perché i cani hanno bisogno di spazio

– Sorridi. Stai per ripetere tutto ma ad una distanza maggiore dal lavoro. [5]

– Fatti due conti. Quanto ti manca a fine mese per pagare bollette, affitto, benzina, carte di credito revolving, tasse, la spesa ecc… ecc… ?[6]

– Sposati [7]

– In seguito ad una riorganizzazione familiare. Licenziati.[8]

– Hai fatto i conti due punti prima di questo? Bene. Ora, a turno, inventatevi la qualsiasi per recuperare i soldi che vi mancavano per arrivare a fine mese… non tutti quelli che vi servivano a campare. Solo quelli che vi mancavano[9]

– Siediti sul marciapiede[10]

– Inizia a connettere i tuoi bisogni con le tue energie e quelle del territorio creando strutture progettuali che ti permettano di sostenerti in maniera “appropriata” limitando i fattori entropici ed aumentando le risorse invece di consumarle[11]

– Non forzare le tappe. Sei qui “per caso”, non per scelta, rabbia, contrapposizione… non c’è nulla da vincere, nulla da perdere, nulla da dimostrare

– Gioca e costruisci un mondo

– Bravo. Il fato ti “premia” con uno dei cicli naturali più antichi: l’albero vecchio cede il passo (ed i nutrimenti) a quello nuovo… erediti e puoi comprarti un fazzoletto di terra su cui costruire il prossimo marciapiede[12]

– Tu, la crisi mondiale te la sei creata con 10 anni di anticipo. Hai avuto più tempo per allenarti!

Note

[1] feat.- “Settembre Nero” Area
[2] il produttore dei Duran-Duran era, probabilmente, uno del’68… un po’ come metà della gente, che attualmente, che scrive, sta in televisione, in radio ed al governo…
[3] dalla pompa di benzina agli attici del marketing aziendale è tutto uguale…
[4] Se al canile meglio, ma è importante che siano di grossa taglia… diciamo, un mastino napoletano (Tata), un maremmano (Rossella) ed un’altra cosa grossa e nera (Kupo)
[5] Qui i problemi sono 2. Primo: maggior utilizzo della macchina e quindi più spese. Secondo: Avete presente Wordsworth? Il poeta romantico inglese? Quello che faceva da “supporto” affinché Coleridge scrivesse delle figate mentre lui vergava poemetti insipidi? Si, dai, quello che abitava sopra il panettiere quello che stava con Mary! Vabbè… lui c’aveva sta cosa dei “daffodils”. Andava in campagna (cercando di distogliere Coleridge da propositi suicidi), guardava i fiorellini, poi tornava a casa e si beava del ricordo dei fiorellini… lo chiamava “emotion recollected in tranquillity”. Ecco, fate la stessa cosa ma ricordatevi come era piacevole stare seduti sul marciapiede senza un motivo “serio” di esistere…
Per queste vaccate aiuta, tra il punto 2 ed il punto 3, aver studiato letteratura inglese al Liceo Linguistico ma è opzionale.
[6] A me, 300-400 € guadagnandone 1.200-1.400 circa
[7] Non obbligatorio. Ma in due le cose sono un po’ più facili…. o un po’ più complicate
[8] Nel mio caso la riorganizzazione era dare il cambio ad una mamma dopo i 9 mesi di gravidanza ed 1 anno di “accudimento simbiotico”
[9] Questa è la parte più “adrenalinica”. Comporta il recupero di contanti attraverso lavoretti più o meno saltuari, lo sviluppare velocemente competenze e capacità di autoproduzione e l’eliminazione di qualsiasi legame “finanziario” (mai provato a liberarvi di un paio di “revolving”? Dovrebbe essere catalogato come sport estremo… ma non vi preoccupate: il sistema è talmente fradicio che, all’aumentare dei costi per il recupero che gli create, saranno ben disposti a patteggiare soluzioni abbordabili per tutti… compreso il non farvi pagare proprio.)
Il concentrarvi solo sulla parte che “vi mancava” aiuta a tenere l’ansia sotto controllo e a spingervi a produrre invece di consumare…
[10] Ma, ‘sta volta, con una pila di libri ed un campo di mais davanti.
[11] In palese spregio delle leggi della termodinamica ma in assoluto rispetto di quelle della natura (apparentemente, Lei, era stata più attenta durante le lezioni di fisica… io ero più forte in letteratura…)
[12] Non prendiamoci in giro: il culo è un fattore importante nel downshifting.

Letture consigliate: “Fat of the land” di John Seymour

02
Feb
10

Coltivando germogli nei cessi

Il tutto era partito come un gioco.

“Ah! Ah! Guarda che ridere! Se applico in maniera demenziale la teoria dell’intercettare le energie che passano nella zona di influenza posso costruire un germogliatore attaccato allo sciacquone del cesso!! Ah! Ah! Ah!”

Poi si scopre che l’idea piace e si colonizzano cessi in giro per il mondo…

PERMABLITZ n° 2 – Lo Sprout! verticale e la Mini Guida alla germogliazione casalinga in omaggio (venghino siore, venghino!)

Ancora grazie a Paola e Davide e a tutti i partecipanti (la lista e lunghetta… scusate)

19
Giu
09

Il pane di Oblomov si sarebbe fatto da se…

Medo mi ha passato la dritta per un pane a bassissima lavorazione.
Sono un’uomo felice e, anche se odio leggere e scrivere ricette, l’ho raccontato a quelli del Terranauta.
pot
nopot

21
Apr
09

Ma quanta Terra ti mangi?

untitled
Salvatore in qualche commento ormai disperso nel caos che governa queste pagine sollevava il problema di “quanta terra ci vuole per potersi autoprodurre il proprio sostentamento?“…
E che diamine ne so?! Nel senso… ci sono almeno duecentomila variabili, e lo sappiamo tutti… ma com’è, come non è… questa domanda ce la siamo posti prima o poi.
Ne approfitto per fare il fagnano e riempire gli spazi vuoti del blog con una cosa su cui avevo iniziato a lavorare un po’ di tempo fa, quando andai a trovare Marco e Daria ed i loro amici a Granarolo.
Questa è solo la prima parte, in cui ho cercato di sintetizzare e sistematizzare alcuni ragionamenti sull’utilizzo dei terreni a scopo di produzione alimentare.
La seconda parte (attualmente ferma per sovraccarico di materiale) era sulle più varie e multiformi pratiche orticole… chissà se mai la finirò? Bhò?!

Per chi si vuole del male… lo scritto lo trovate qui




L’ orto di carta

Diario di bordo ad aggiornamento casuale e saltuario di un cialtrone nell'orto... giocando con il fango, la permacultura, l'agricoltura sinergica in compagnia di William Cobbett, John Seymour, Fukuoka e Kropotkin.

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Troverò altri sistemi di finanziamento occulto…

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